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  1. Past hour
  2. Gioco della Linea Continua

    Ulisse
  3. Monitor esterno Macbook Pro 13" 2017

    Con un 1920x1080 dovresti cavartela, poi dipende dal livello a cui lavori e che esigenze hai. Uso anch'io un Dell, proprio il primo che ha postato Macallock. Bello schermo, 24" è una dimensione ottimale, con anche le casse integrate. E' lucido, come gli schermi dei Mac, quindi occhio se hai una finestra alle spalle e forti luci che possono fare riflesso. Dalla sua però ha che il lucido fa sembrare le immagini ancora più nitide e pulite. Ha un bel profilo sottile, praticamente senza cornici.
  4. Monitor esterno Macbook Pro 13" 2017

    Quindi secondo te un monitor 1920x1080 basta?
  5. immagini alta risoluzione

    Che significa che devi metterle su Power Point e sistemarle? Vuoi metterci una scritta sopra o cose del genere? E poi quale sarebbe il problema della risoluzione? Un'immagine inserita in un documento Word, a maggior ragione se è ad alta risoluzione, la devi per forza ridimensionare, non potrà mantenere le sue dimensioni originali.
  6. Gioco della Linea Continua

    Ellisse
  7. Dopo la presentazione dei nuovi veicoli elettrici, Tesla ha sbalordito tutti con un powerbank per iPhone/iPad con design ispirato alle sue auto e dotato delle stesse celle presenti nella Model S e X. Dotata di cavo Lightning e microUSB (ahimè nessun USB-C al momento) è spinta da una cella singola a 18650 con una capacità ... View the full article
  8. Gioco della Linea Continua

    Ovale
  9. Today
  10. "aggiornato con un'installazione pulita" è un ossimoro. Quale delle due? Il disco principale, ce l'hai SSD (formattato in APFS) oppure HD (formattato HFS+)? Il problema si presenta anche se avvii in "safe mode" (tasto maiuscole tenuto premuto -lungamente- all'accensione)? Controlla che non sia un problema di spotlight: metti in Preferenze>Spotlight>Privacy il disco principale (poi lo riattiverai). ... qui vado a spanne perchè non ho HSierra. Cestina i files: ~/Library/Mail/V4/MailData/Envelope index ~/Library/Mail/V4/MailData/Envelope index-shm ~/Library/Mail/V4/MailData/Envelope index-val e riavvia.
  11. Complimenti per l'impegno, e mi pare che comunque tu abbia raggiunto un buon risultato. Ti manca manualità, ma quella si acquisisce con l'esperienza.... molta esperienza. Alcuni errori e considerazioni: - invertirei l'inserimento del sale e del lievito. Come hai fatto tu è alto il rischio che il lievito entri in contatto con il sale compromettendone l'efficacia. Prima si mescola il lievito con l'acqua e la farina. Quando la farina ha incorporato il lievito "proteggendolo" si aggiunge il sale (disciolto, solo per una distribuzione più uniforme); - l'acqua per sciogliere lievito, sale, zucchero o altro, va prelevata sempre dal totale di acqua prevista, non va aggiunta! - con lo zucchero non bisogna eccedere. Se ne può mettere al massimo un pizzico nell'acqua e lievito per facilitarne l'attivazione; - l'impasto che hai fatto è abbastanza idratato ed è normale che risulti appiccicoso, almeno inizialmente. Da qui il consiglio di ungerti le mani con l'olio. Aggiungere farina non prevista sbilancia ulteriormente le quantità; - è normale che i panetti lievitati arrivino a toccarsi come da tua foto. Si staccano facilmente; - per evitare che si incollino al piano non va usata la stessa farina dell'impasto (viene sempre assorbita dopo poco) ma una più granulosa, come la farina di semola di grano duro, senza esagerare; - se i panetti non sono elastici significa che l'impasto non era ben incordato. O hai sbagliato la tecnica o hai impastato troppo poco. Stenderli così è molto difficile perché, come hai visto, si rompono. Se l'impasto è ben incordato vedrai che si attacca anche di meno a mani, utensili e piano di lavoro; - l'uso di una farina debole non consente la formazione di una valida maglia glutinica ovvero si ottiene una bassa elasticità (ma anche un prodotto finito più scioglievole). Per usare una farina così bisogna avere gli attributi.... per questo motivo ai non esperti si consiglia sempre una farina di media forza; - nella stesura dei panetti puoi usare la stessa farina usata nell'impasto per aiutarti (non quella di semola); - la temperatura dell'olio era bassa, ma se l'impasto era un po' spesso va bene così (a 170 gradi, non 180, probabilmente le avresti bruciate per riuscire a cuocerle all'interno); - le cantine, seminterrati etc.. delle pizzerie sono semplicemente ambienti a temperatura controllata. Se ne hai uno puoi farlo anche tu e imparare quali sono i tempi di lievitazione che consente. In alternativa il frigorifero (4 o 5 gradi) o il forno spento, hanno la stessa funzione. Ovviamente essendo il frigo più freddo i tempi sono più lunghi; - la quantità di lievito è indipendente dalla temperatura. Dipende solo da quanta farina c'è e da quanto tempo si vuol fare lievitare/maturare. Se fa freddo il lievito sarà più lento. Se fa caldo più veloce. A parità di quantità. In teoria dovresti arrivare alla cottura quando il lievito ha quasi esaurito la sua forza (in sostanza l'impasto non cresce quasi più) ma non troppo oltre. Conoscere questi tempi è solo frutto dell'esperienza di preparazione sempre della stessa ricetta in condizioni differenti. Se ti diverti, continua a provare cambiando piccole cose per volta. Troverai alla fine il giusto equilibrio per te e per i prodotti/attrezzature che usi. Io la mia ricetta per la pizza fatta in casa (alta e in teglia) l'ho perfezionata nell'arco di un anno con almeno 50 preparazioni differenti. Al momento uso lievito madre in forma semi liquida e farina macinata a pietra tipo 1 del Molino Spadoni tagliata con un terzo sul totale di farina di semola. 12 ore di lievitazione pre impasto a t. ambiente e altre 12 ore di lievitazione dell'impasto a t. ambiente. D'estate riduco un po' i tempi.
  12. la suite Adobe la recuperi dal loro sito, se invece l'hai "piratata e/o rubata" non si può parlare di ciò su di un forum publico... rivolgiti altrove
  13. Schermo Mac Book Pro 13''

    da solo non si graffia... c'é sempre dietro la mano di un umanoide
  14. Apple aderirà al black friday?

    Quello lo so, però mai dire mai 😂
  15. Yesterday
  16. Ricette ed Esperimenti in Cucina!

    RESOCONTO PIZZA FRITTA Eccomi qui, reduce da una serata (la scorsa, quella di sabato) passata tra soffici panetti ed oli bollenti. Che dire, innanzitutto grazie ad entrambi @pix ed @ElRejects per le dritte che mi avete dato in fase di preparazione/studio della ricetta. Andiamo, quindi, con ordine. La ricetta che ho seguito è la seguente: INGREDIENTI IMPASTO
 Farina Rossa “Chef” Caputo = 700 g Acqua = 500 ml Sale = 20-25 g Lievito di Birra Fresco = 3-4 g Zucchero = 1 Cucchiaino Latte Intero = 1 Cucchiaio Olio Extravergine di Oliva = 10-15 g (opzionale) NOTE: La farina che ho scelto è di produzione locale ed è anche una delle più utilizzate dalla maggior parte delle pizzerie in città, probabilmente perché un buon compromesso tra qualità e costi. Si trova, di fatti, facilmente in tutti i supermercati ed ha un costo irrisorio di circa 1€ per 1kg. Conosco personalmente anche il il proprietario (o meglio, uno dei) del marchio ed l'ho visto "crescere" (o meglio: monopolizzare il mercato della ristorazione) nel corso di questo ventennio. Sono andato, quindi, sul sicuro scegliendo questa; conscio che avrebbe restituito un sapore molto simile a quello che si trova nelle pizzerie locali. Ciò non toglie ovviamente che per un ulteriore tentativo io possa orientarmi verso qualcosa di più specifico e costoso. In tal caso si accettano consigli e suggerimenti. Il lievito di birra fresco l'ho preso al Carrefour (unico disponibile quello di loro "produzione) e dal costo anch'esso irrisorio di soli 40 centesimi per due panetti da 25 g. Ne ho utilizzati soli 4 g perché in quasi tutte le ricette/videoricette trovate di famosi pizzaioli della zona si parlava di lievitazioni lunghissime per le quali non fosse necessario aggiungere tanto lievito. Alcune pizzerie, di fatti, consigliano anche soli 2 g. Mi sono trovato bene da questo punto di vista. Il latte all'interno dell'impasto è una "chicca" di una specifica pizzeria (in realtà rosticceria) chiamata "La Masardona" che si trova nei pressi della stazione. Si tratta di una sede storica che ad oggi secondo molti (me compreso) detiene lo scettro della miglior pizza fritta in città. E' probabile, comunque, che questa aggiunta di latte all'impasto sia dovuta alla volontà di inserire una parte grassa, come suggerito da @pix qualche post addietro. Olio: premetto subito di averlo dimenticato nella foga del momento. Di questo parleremo poi. PROCEDIMENTO IMPASTO Far sciogliere il lievito in poca acqua e lasciare riposare per dieci minuti. Prendere un recipiente grande o una madia di legno. Versare l’acqua e sciogliere tutto il sale. Unire, poi, zucchero e latte. Inserire la farina un poco alla volta. Quando si sarà messo almeno il 50% della farina versare il lievito. Continuare ad inserire la farina e lavorare la pasta. Quando la pasta non sarà più lavorabile nel recipiente, metterla sul piano. Lavorare la pasta per una quindicina di minuti. Il risultato dovrà essere un panetto morbido, liscio e sempre un po’ umido. Inserire nuovamente la pasta nel recipiente (tre volte il volume della pasta). Coprire con un panno da cucina o con una pellicola ermeticamente. NOTE: Ho seguito il procedimento descritto in questi passaggi, ovviamente non utilizzando una madia di legno ma una semplice ciotola ampia. Non mi ha creato problemi la cosa, anche se è indubbio che il fascino di un recipiente ligneo è tutta un'altra cosa! La pasta è stata lavorata per una ventina di minuti ed ho avuto difficoltà a lavorarla nel recipiente arrivati circa al 70% della farina inserita. Una volta messa sul piano di lavoro (una tavola di legno specifica per l'uso) mi sono reso conto che la massa era un po' troppo umida: allo stato delle cose, di fatti, avevo aggiunto 500 ml di acqua, circa 20 ml di acqua e lievito ed altri 20 ml di latte... per un totale di quasi 550 ml di parte liquida, quindi superiore alla dose suggerito. Sulla base di ciò, quindi, sono stato costretto ad aggiungere altra farina, diciamo pure un 50 g senza troppi problemi. La manualità impiegata in questo tipo di lavorazione è forse una delle cose più importanti quando si creano masse di questo genere. Gli impasti, infatti, andrebbero "lavorati" e non "super-impastati" come se si volesse fare un dolce o dei biscotti. Bisogna essere sempre abbastanza delicati, cercando di far incorporare il più aria possibile alla massa. Si suggeriscono movimenti di "piegatura" su se stesso. Ho smesso di impastare quando ho ottenuto una massa lucida, morbida e non troppo umida; anche se la tendenza ad appiccicarsi al piano di lavoro non era infrequente. Ho tamponato che questo problema (che mi ha afflitto durante tutta la lavorazione) mettendo un po' di farina superficialmente sulla massa ed, ovviamente, anche nel recipiente di riposo. Fatto ciò ho messo tutto in frigorifero coperto da una pellicola non a contatto ed un panno umido sopra. La Lievitazione - Tipo A = 15 Ore Il luogo deve essere a temperatura ambiente e senza sbalzi termici. Il riposo nel recipiente deve durare 4-6 ore. Rimettere la pasta sul piano e procedere alla “stagliatura”. Formare panetti da circa 80-100 g l’uno. Il panetto deve essere come una mozzarella: liscio ed omogeneo. Distanziare i panetti tra loro e coprire sempre con un panno. Lasciar riposare per circa 9-10 ore. NOTE Questo tipo di lievitazione è quella che consigliano molte delle pizzerie in zona, ma non l'ho seguita per problemi di "tempistica". Chissà come sarebbe venuto il risultato finale... da provare in futuro. La Lievitazione - Tipo B = 24 Ore Mettere il recipiente coperto in frigorifero. Tirare fuori dopo una decina di ore (al mattino se si è impastato di sera). Controlla di quanto è aumentato il volume (poco, doppio, triplo). Se è lievitato poco tirare fuori dal frigo e procedere alla “stagliatura” Far riposare i panetti come nel metodo di sopra fino a sera. Se è raddoppiato, stagliare e far riposare i panetti in frigo. Tirare fuori dal frigo 3 ore prima. Se è triplicato, stagliare e far riposare i panetti in frigo. Tirare fuori dal frigo 1 ora prima. NOTE L'impasto era stato messo in frigorifero (ho abbassato la temperatura al minimo, per paura che le temperature troppo rigide potessero bloccare eccessivamente la lievitazione) la sera prima, diciamo verso le 23:30-00:00. Al mattino seguente (9:00) l'ho tirato fuori dal frigorifero per vedere a che punto fosse la lievitazione ed ho valutato che l'impasto fosse cresciuto di circa 1,5 volte il proprio volume iniziale. Ho così proceduto alla "stagliatura" (alias formazione dei panetti) cercando di farli venire il più rotondi, lucidi e senza smagliature possibile. Ammetto che non è stata una operazione semplicissima anche perché era la prima volta che la facevo. A questo punto ho disposto tutti i panetti sul piano di legno utilizzato la sera prima, avendo cura di distanziarli opportunamente. Ho coperto il tutto con delle bacinelle che a loro volta sono state coperte da panni umidi, in quanto, alla vista ed al tatto, la massa mi sembrava un po' troppo disidratata. E' probabile, di fatti, che il frigorifero, non essendo un ambiente particolarmente umido, avesse fatto questo effetto. Ovviamente, se non si fosse capito, ho lasciato i panetti a riposare al di fuori della cella frigorifera perché mi ero preoccupato che la massa iniziale fosse cresciuta "poco". Questa era la situazione: LA STESURA Rientrato a casa dopo circa dieci ore (saranno state le 19:00) ho trovato una situazione che non mi aspettavo: panetti ben lievitati, soffici ed alla vista uguali a quelli che si trovano in pizzeria. Se la vista era molto appagante, purtroppo, qui sono iniziati i primi errori: - Panetti poco distanziati tra loro in fase iniziale con risultato di contatto ed unione tra due o più adiacenti. - Poca farina sotto (nonostante pensavo di averne messa abbastanza) ha fatto sì che molti fossero incollati al piano di lavoro con relativa deformazione degli stessi una volta presi (qui da noi, in realtà, si usa una paletta metallica per staccarli con un sol colpo dalla superficie dove si trovano). Comunque, mi sono armato di pazienza ed ho iniziato a stenderli per poter inserire la farcia. Ho iniziato a fare delle prove con uno che non avrei utilizzato e mi sono reso conto di quanto sia difficile fare questa operazione. Ora, non so se il problema sia stato effettivamente il risultato dei miei panetti (erano molto, ma davvero molto ariosi e non così elastici come speravo) o se è stata colpa della mia poca manualità; ma posso assicurare che non è stato affatto semplice stenderli circolarmente andando quasi a triplicare la loro superficie di contatto (come dovrebbe essere). Trovavo molte difficoltà ad allargare i bordi e talvolta li stiravo così tanto che si rompevano al centro. Il risultato è stato quello di avere dei panetti che hanno solo raddoppiato la loro superficie di contatto una volta stesi con dei bordi, quindi, un po' troppo spessi rispetto a come dovevano essere. Nonostante ciò li ho comunque riempiti della farcia desiderata e poi sono passato alla loro frittura. Il risultato, comunque, era questo: LE RICETTE Completa Classica
 Ricotta di Pecora o di Bufala Cicoli o Prosciutto Cotto Sugo di Pomodoro (poco) Provola o Fior di Latte Pepe Basilico

 Variante 1 - Senza Carne
 Ricotta di Pecora o di Bufala Sugo di Pomodoro (molto) Provola o Fior di Latte Pepe Basilico 

Variante 2 - Senza Sugo 
Ricotta di Pecora o di Bufala Cicoli o Prosciutto Cotto Provola o Fior di Latte Pepe Basilico Estiva Disco di Pizza Fritta Letto di Pomodorini, Rucola, Mozzarella, Pepe e Origano Montanara Semplice Disco di Pizza Fritta Topping: Sugo di Pomodoro, Provola Sciolta, Parmigiano, Basilico Montanara Ripiena Interno: Ricotta di Pecora o di Bufala, Pepe Topping: Sugo di Pomodoro, Provola Sciolta, Parmigiano, Basilico OCCORRENTE FRITTURA Olio di Semi di Arachide = 3 lt (180° C) Ampia Casseruola o Wok Schiumarola, Forchettone e Termometro da Cucina Carta Assorbente e Piano di Riposo Veniamo alla vera nota dolente: la frittura. Per evitare di sporcare ed impuzzolentire troppo la casa ho deciso di friggere fuori (dispongo di un terrazzo di copertura) dove avevo posizionato un ampio Wok ed un fornello a gas da campeggio. Per quanto la fiamma fosse molto alta ed i litri d'olio 3 (non arrivavano in superficie, ma c'erano buoni 10 cm di spazio ancora) la temperatura esterna era molto fredda (circa le 22:00 a novembre) e questo ha fatto sì che - per come la vedo io - ci volessero tempi biblici per raggiungere i fantomatici 180°C. Ad occhio e croce, poi, si è verificata una situazione di "equilibrio" in cui, pur passando il tempo, la temperatura d'olio non riuscita più ad incrementarsi perché la quantità di calore ceduta all'esterno pareggiava (o quasi) quella ricevuta dalla fiamma. Ciò ha fatto sì che - andando a naso - la temperatura di frittura fosse un po' più bassa, circa sui 150°C. Il risultato è stato che le pizze hanno dovuto friggere per almeno 5-8 minuti (a seconda della grandezza e di altre variabili) contro i canonici 2-3 dei locali specializzati. RISULTATO FINALE Il risultato finale è stato sorprendentemente piacevole (pizze del tutto mangiabili e saporite, seppur non uguali a quelle della pizzeria), con un gusto intenso, deciso e, soprattutto, poco unto (forza, forse, dell'olio di arachide). Volendo essere più pignoli, però, ho contrassegnato i seguenti errori: - Poca farcia perché in fase di stesura avevo paura che fuoriuscisse, si rompesse la pasta. - Farcia troppo centrale, sostanzialmente per lo stesso motivo di sopra. - Bordi troppo spessi, dovuti alle difficoltà di stesura/poca manualità. - Bordi troppo croccanti, senza dubbio per via della cottura troppo lunga (possibile?) Per il resto nulla da correggere, se non prendere questa esperienza come una lezione per la seconda volta in cui andrà sicuramente meglio. Posto qui una delle pizze fatte, montanara: In definitiva, errori da correggere e/o modifiche per la prossima volta: - Provare l'altro metodo di lievitazione, con 15 ore senza ausilio del frigorifero ed in un ambiente ottimale di circa 20°C. - Mettere più farina sulla superficie dei panetti e distanziarli maggiormente. - Avere uno strumento più adatto per staccarli dalla superficie. - Imparare a stenderli meglio, avendo coraggio di stirarli di più pur rischiando di far assottigliare molto la pasta. - Friggere in un olio decisamente più caldo. EDIT - ALTRE NOTE La quantità di lievito può variare a seconda della temperatura esterna. Se fa freddo userò più lievito, viceversa nelle giornate calde ne metterò di meno. L’utilizzo del frigorifero serve a rallentare la lievitazione e, quindi, a poter gestire meglio i tempi di preparazione. Il latte all’interno dell’impasto è una “chicca” che solo “La Masardona” usa. Le proporzioni usate in questa ricetta sono frutto di una media tra quelle trovate in rete di pizzerie anche piuttosto famose. “La Figlia Del Presidente”, ad esempio, usa un impasto molto più idratato (quasi dell’85%), mentre “La Masardona” preferisce una idratazione del 50%. Una buona via di mezzo è il 70% usato ora, come fanno Franco Pepe di “Pepe in Grani” ed Enzo Coccia della “Notizia”. Il lievito in polvere è categoricamente vietato, così come la farina regolare, in quanto ne serve una specifica per lunghe lievitazioni. Nemmeno sulla resistenza della farina ci sono indicazioni precise, in quanto - di norma - servirebbe una farina forte (W 240/260) ma, nella pratica, alcuni (La Masardona) usano farine leggerissime (00) come la Caputo Rossa; che ormai ha monopolizzato la maggior parte delle pizzerie. L’aggiunta di olio nell’impasto della pizza napoletana non è contemplato secondo tradizione, ma - nonostante ciò - alcune pizzerie aggiungono comunque dei grassi (talvolta strutto) all’interno della pasta per facilitarne la lavorazione. Si suggerisce una aggiunta di olio (massimo 50 g per litro d’acqua) a chi è alle prime armi. Non esagerare, però, perché altrimenti questo potrebbe compromettere la lievitazione. Quasi tutte le pizzerie napoletane fanno lievitare la propria pasta a temperatura ambiente o in luoghi specifici (cantine, seminterrati di vario genere o addirittura Napoli Sotterranea) con precise condizioni climatiche. In casa si fa quel che si può e ci si regola con un po’ di buon senso. E’ di fondamentale importanza “chiudere” bene la pizza fritta, dandole quasi dei pugni sui bordi onde evitare la fuoriuscita dell’interno in fase di frittura. Durante la fase di cottura cospargere sempre la superficie superiore della pizza con dell’olio bollente servendosi di un cucchiaio o di una schiumarola. Per la realizzazione del sugo di pomodoro da inserire all’interno della pizza (ricetta classica) si preferisce un sugo leggero, con poco sale ed olio (essendo la pizza già fritta), ma nel caso della montanara, invece, c’è una nuova tendenza a proporre anche sughi più carichi come il ragù di carne. La forma classica della pizza fritta è a mezzaluna, ma in casa è più semplice realizzarla circolare tramite la sovrapposizione di due mezzi panetti.
  17. Monitor esterno Macbook Pro 13" 2017

    Personalmente valuterei un Dell...io ne ho due e mi trovo davvero molto bene! https://www.amazon.it/Dell-860-BBEJ-S2415H-Monitore-Argento/dp/B00OMP887G/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1511131894&sr=8-1&keywords=dell+monitor&dpID=51ROncn2TyL&preST=_SX300_QL70_&dpSrc=srch https://www.amazon.it/Dell-U2515H-ADZG-Monitor-UltraSharp/dp/B00P6O3YYO/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1511131894&sr=8-2&keywords=dell+monitor
  18. [Risolto] Utente sconosciuto al login

    Sì, ma tieni presente che ti crea files grandi gigabytes nella cartella nascosta /tmp/ che non ti rendi nemmeno conto di avere, e sono poi difficili da estirpare. Procedi come ti ho indicato.
  19. USB 3.0 non riconosciuta

    Ciao, per caso hai risolto questo problema? Mi è capitato anche a me da poco con una PenDrive della sandisk da 64Gb usb 3.0 e il mio MacBook prima la vedeva benissimo ora non più. La vede soltanto se la collego con una estensione usb 2.0 che hai citato prima. Però vorrei sapere se hai risolto in qualche modo. Premetto che la penna usb viene letta benissimo da un pc Windows in mio possesso. Grazie anticipatamente per le risposte.
  20. Ciao a tutti! Ieri sera ho aggiornato il mio iMac con un'installazione pulita di High Sierra, e ora Mail mi crasha appena la apro. Idee per possibili soluzioni? Grazie :-)
  21. Apple aderirà al black friday?

    Apple non credo aderirà, ma potrebbero farlo altri negozi (Euronics, Unieuro, ecc...) mettendo offerte sui prodotti Apple.
  22. Ricette ed Esperimenti in Cucina!

    Tra un'oretta posto le foto e le mie considerazioni
  23. Ho semplicemente ordinato in un negozio e non dal sito, causa finanziamento più conveniente...
  24. Consiglio su quale MacBook acquistare

    fai uno sforzo e prendi il pro con ssd da 256
  25. [Risolto] Utente sconosciuto al login

    cancella quello schifo di Flash e nel dubbio fai girare anche Malwarebytes
  26. Se fai il reso te ne danno un altro...ma non ho capito la cosa del rivenditore di fiducia spedito da Apple
  27. Schermo Mac Book Pro 13''

    se è graffiato vuol dire che qualcosa l'ha graffiato. Se lo porti a riparare non sarà in garanzia
  28. preso tramite rivenditore di fiducia, lo ha dovuto ordinare perché avevo richiesto il processore da 3.1ghz e mi è arrivato a casa spedito da Apple. La prima foto è sottoesposta volutamente per far capire un po' quello che si vede a occhio umano, nella seconda il cellulare ha esposto automaticamente e il difetto è più evidente. Ho trovato notizie simili su forum stranieri, in alcuni casi si parla di problema diffuso sul modello late 2016, in altri con sostituzioni fatte anche tre volte fino ad arrivare al monitor meno esente da difetti. si parla di macchine nuove ovviamente. In genere cosa fanno? riparano o cambiano con rigenerato? il Mac è stato attivato 8 giorni fa...
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