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  1. mac.it-lavazza-lancia-il-primo-advergameL’advergame “Coffee Defenders, a Path from Coca to Coffee” è ispirato all’omonimo documentario lanciato dall’azienda. Giocando l’utente contribuisce a raccogliere fondi da destinare alla comunità della regione colombiana del Meta.     È disponibile sulla piattaforma Gamindo “Coffee Defenders, a Path from Coca to Coffee”, il primo advergame lanciato da Lavazza con l’obiettivo di raccogliere […]1gNQ3KR6ZIo

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  2. mac.it-powercore-10k-wireless-il-primo-cAnker ha appena sfornato un nuovissimo caricabatterie della serie PowerCore da ben 10.000mAh, il primo della linea PowerCore dotato di pad wireless nella parte superiore che vi consentirà di caricare iPhone o AirPods senza fili. Cosa c’è nella confezione? Il caricabatterie PowerCore 10K arriva in una confezione in cartone, tipica dei prodotti Anker. All’interno è […]hRO_YR7JZsI

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  3. È con una certa emozione che vi presentiamo il nuovo “Dark Mode” del nostro forum che da oggi è il tema standard della community di Italiamac. Da oggi quindi anche l’area del nostro forum segue lo stile scuro che Apple ha introdotto da qualche tempo nei suoi sistemi operativi.

     

    Come di consueto il forum è compatibile in modo nativo sia con i computer che con i dispositivi mobili e si adatta automaticamente a quello utilizzato per la navigazione. Ci sarà quindi continuità di interfaccia e funzioni anche passando da un Mac a un iPhone. Anche l’area mercatino di Mac e iPhone usati è stata adattata al dark mode.

     

    In questo momento il dark mode è in versione beta sperimentale e stiamo raccogliendo il parare degli utenti e modificando alcuni aspetti in base alle idee scaturite in questo post.

     

     

    TORNARE AL TEMA CHIARO:

    Abbiamo previsto il mantenimento della possibilità di tornare al tema chiaro tramite il link “TEMA” che si trova in fondo ad ogni pagina del forum.

     

     

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  4. mac.it-fujifilm-rilascia-la-versione-fir

    Fujifilm rende disponibile la versione firmware X Webcam per computer macOS, quindi ora anche gli utenti del mondo Mac potranno utilizzare le fotocamere Serie X e GFX (compatibili con il firmware X Webcam) durante le video call, conferenze, seminari per una qualità davvero eccezionale. Entusiasta della risposta degli utenti per questo aggiornamento firmware, il numero di download per il software X Webcam a oggi ha raggiunto oltre 20.000 download, Fujifilm stima di raddoppiare questo numero nei prossimi giorni. Per il download si può partire dalla pagina della notizia in inglese.

     

     

    * Questo comunicato è stato pubblicato come contributo esterno fornito dall’azienda produttrice. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto da Italiamac.

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  5. mac.it-cosa-ci-resta-della-wwcc2020-e159

    Anche quest’anno la WWCC si è conclusa, e al netto di tutte le novità più o meno interessanti sulle nuove release dei sistemi operativi, è indubbio che la notizia bomba, (attesa da anni, e preannunciata anche qualche giorno perima del keynote di apertura) è il passaggio ad ARM.

    Mi è capitato più volte di parlarne in passato: Apple è un’azienda che non ha mai avuto paura di osare… se entrate nei meandri di Windows 10, troverete ancora lo stesso pannello di configurazione di rete e del TCP/IPv4 che c’era in XP o in Win95, e Windows ha sempre girato su processori x86, e sta faticando ad abbandonare i 32 bit… Apple nello stesso periodo di tempo ha cambiato completamente sistema operativo, ha cambiato completamente famiglia di processori, e si appresta a fare nuovamente un cambio di questo calibro, perlopiù con processori proprietari, e cambiando contestualmente il sistema operativo… che nonostante le apparenze simili, non a caso si chiamerà macOS11. [PS: che poi le apparenze sono simili perché Apple ha sempre fatto dei micro-update ogni anno, ma se lo confrontate con la prima release di MacOSX, le differenze sono enormi, a parte il core Unix e i classici Dock e menubar]

    La scelta di Apple è sempre stata quella di guardare avanti, perlomeno dal 1997, quando il rientro di Jobs cercò di riportare ordine in una società sull’orlo del fallimento. Guardare avanti significa spingere sulle nuove tecnologie anche quando questo significa dare una taglio netto al passato, anche se può portare a qualche disagio. Guardare avanti significa avere il coraggio di cambiare, di mettersi in gioco, di “trasformarsi”… quante volte, dopo la scomparsa di Jobs, avete sentito dire “Apple non è più la stessa di prima… non fa più innovazione“. Beh, io vorrei chiedervi quale altra azienda ha mai avuto il coraggio di migrare un’intera linea di computer, da una “rassicurante” e diffusissima architettura x86 (praticamente una scelta quasi obbligata per il settore computer) a una serie di processori ARM progettati in casa; e quale altra azienda ha scelto di tagliere i ponti con le vecchie architetture in tempi così rapidi come Apple? Certo, quest’ultima caratteristica può avere diverse chiavi di lettura, perché mantenere la compatibilità col passato significa anche dare maggiore supporto agli utenti e offire loro la possibilità di continuare a lavorare con i software più vecchi, magari in quei casi in cui lo sviluppatore non ha intenzione di aggiornare i propri prodotti… ma Apple è fatta così, prendere o lasciare, anche dal punto di vista di chi deve sviluppare… d’altro canto non possiamo nemmeno dire che Apple trascuri i propri utenti: iOS14 sarà installabile su telefoni del 2015, che riceveranno quinid i relativi update anche nel 2021… quale altro produttore di smartphone vi offre updati su telefoni di 6 anni fa?

    Tornando ad ARM, la decisione di Cupertino può piacere o meno, e indubbiamente per qualcuno avrà anche delle ripercussioni negative, ma non si tratta di una scelta avventata, anzi, presumibilmente è molto meno avventata dall’introduzione di MacOSX nelll’ormai lontano 2001, o del più recente switch ad Intel. Da un lato possiamo immaginare che Apple stia lavorado a questa migrazione fin dai tempi dell’aquisizione di P.A.Semi (nell’ormai lontano 2008), dall’altro non possiamo non notare che macOS e iOS hanno già molte cose in comune (e girando iOS su ARM, questo significa che molte tecnologie sono già assodate anche per macOS)… senza dimenticare l’esperinza maturata dalla precedenti migrazioni.

    Non è quindi un caso che, pur su un macchina di test, con un processore che gira anche a frequenza inferiore rispetto all’iPad Pro, e con solo 4 core attivi sugli 8 disponibili, facendo girare dei test non ancora ricompilati per ARM (che quindi girano in emulazione tramire Rosetta 2) i risultati sono solo del 25% inferiori rispetto ad un iPad Pro che fa girare il test nativamente e comunque superiori rispetto ad un Surface Pro X. Sul multicore va un po’ peggio (circa il 35% in meno) ma non dimentichiamo che sono attivi solo la metà dei core disponibli… Con un processore a pieno regime, magari un futuro Apple A13, e applicazioni ricomplilate per ARM, possiamo immaginare che le prestazioni schizzeranno verso l’alto…

    Certo, tutto questo ha un prezzo: in primis il possibile disagio iniziale della transizione, soprattutto per i professioni legati a certi software che dipenderanno quindi dalla rapidità con la quale verranno rilasciate le nuove applicazioni… ma non dimentichiamo che si parla di una transizione hardware che durerà due anni, e il supporto software andrà avanti ancora per almeno un altro paio di anni. L’altro punto di domanda (per chi è interessato) è l’emulazione o virtualizzazione di Windows, che sicuramente non sarà più così semplice com’è stata nell’era dei MacIntel: scordatevi Bootcamp (almeno per il momento, visto che esiste una versione ARM anche di Windows 10) e preparatevi ad un’emulazione più lenta che, si spera, potrà essere compensata dai nuovi processori Silicon.

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  6. mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto

    Ci risiamo, Soundcore ha rilasciato un nuovo modello di cuffie ideale per gli sportivi: le Soundcore Spirit X2. Con certificazione IPX68, 36 ore di autonomia, ricarica rapida e archetti in silicone per tenere le cuffie ben salde alle orecchie risultano delle valide alternative alle PowerBeats Apple.

    Contenuto della confezione:

    Le cuffie Spirit X2 arrivano in una confezione retail in cartone robusto, frontalmente uno sportellino magnetico offre un assaggio di come sono le cuffie tramite la plastica trasparente. All’interno della confezione:

    • 1x: Cuffie Soundcore Spirit X2
    • 1x: Cofanetto di ricarica
    • 12x Eartips di ricambio
    • 1x: Cavo USB a USB-C per la ricarica
    mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto

    Design:

    Essendo state progettate tenendo a mente gli sportivi, le cuffie hanno una forma a sottomarino e un archetto in silicone flessibile che va dietro le orecchie per tenerle ben salde.

    mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto

    Il corpo delle cuffie è in plastica robusta, come del resto tutte le cuffie. Sono presenti nella parte superiore due pulsanti multi funzione.

    mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto

    Il cofanetto di ricarica è di forma ovale, dotato di porta USB-C per la ricarica nella parte posteriore e 3 LED indicatori di stato nella parte frontale.

    mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto

    Caratteristiche tecniche delle Spirit X2:

    Tengo a ribadire che, essendo state progettate per gli sportivi hanno delle peculiarità che auricolari bluetooth standard per l’ascolto musicale non offrono.

    Le Spirit X2 sono certificate IP68, ciò vuol dire che sono resistenti all’acqua, polvere e sudore. Questo tipo di certificazione assicura che le cuffie possono essere immerse in acqua fino a 1.5 metri per 30 minuti (io comunque non rischierei).

    Dotate di cVc 8.0 sono in grado di ridurre i rumori ambientali durante una chiamata e isolare la vostra voce al fine di offrire una chiamata con voce cristallina anche quando siete in luoghi affollati o ventosi.

    Come per la maggior parte dei prodotti Soundcore di alto livello, anche queste cuffie sono equipaggiate di chip Qualcomm aptX che offre una qualità audio senza interruzioni e di alta qualità.

    Interessante è la funzionalità BassUp, ereditata dagli speaker Soundcore, questa funzionalità può essere abilitata o disabilita premendo uno dei pulsanti multi funzione presenti sulle cuffie e sostanzialmente migliora e potenzia i bassi.

    Per quanto riguarda la durata della batteria: offrono 9 ore di ascolto continuo con una sola carica, mentre con il cofanetto di ricarica potrete arrivare fino a ben 36 ore (secondo quando riporta l’azienda).

    Cosa ne penso?

    mac.it-soundcore-spirit-x2-cuffie-blueto

    È ormai diversi anni che collaboriamo con Anker (Soundcore e brand affiliati) e siamo rimasti sempre soddisfatti dalla qualità dei prodotti. Anche queste Spirit X2 sono delle cuffie particolarmente buone e che mi ricordano molto le Powerbeats Apple, sia per design che per qualità del suono.

    D’altronde questa volta il prezzo di queste cuffie non è proprio economico.

    Durante i miei test ho apprezzato tantissimo la possibilità di aumentare o diminuire il volume dalle cuffie stesse senza dover prendere il cellulare o chiedere a Siri di farlo. Questa è una delle cose che desidererei avere nelle AirPods.

    Inoltre, è possibile perfino richiamare Siri premendo e tenendo premuto uno dei pulsanti delle cuffie, utile nel caso in cui stiate facendo esercizio fisico e non volete prendere il cellulare.

    Quanto costano e dove si acquistano?

    Le cuffie Soundcore Spirit X2 possono essere acquistate su Amazon al prezzo di €119.

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  7. mac.it-il-primo-mac-silicon-e-gia-tra-no

    Passata l’euforia per le infinite novità presentate nel corso del keynote (e anche per quelle scoperte iniziando a testare le beta dei nuovi sistemi operativi) è giunta l’ora di fare qualche ragionamento a mente fredda. Date un’occhiata alla tabella qui sotto:

    Developer Transition Kit iPad Pro 12.9″ (4th gen)
    CPU Apple A12Z Bionic Apple A12Z Bionic
    RAM 16GB 6GB
    Storage 512GB SSD Fino a 1TB
    I/O -Due porte USB-C
    -Due porte USB-A (3.0)
    -HDMI 2.0
    -Una porta USB-C
    -HDMI o altro tramite adattatori
    Connettività -802.11ac Wi-Fi
    -Bluetooth 5.0
    -Gigabit Ethernet
    -802.11ac Wi-Fi
    -Bluetooth 5.0
    -Cellular (opzione)

    A sinistra abbiamo il Developer Transition Kit, a destra l’ultima generazione di iPad Pro. Certo, il primo (che, ricordiamo, ha le fattezze di un Mac mini) ha molta più ram, non siamo a conoscenza di eventuali differenze di clock nel processore, e sicuramente ci saranno anche molte differenze sulla piastra madre: dopotutto stiamo comparando un fisso con un tablet… ma di fatto stiamo parlando di due macchine con lo stesso processore e la stessa architettura: cosa impedirà al nuovo macOS Big Sur di girare anche su un iPad Pro di ultima generazione?

    Qualcuno potrà obiettare che l’interfaccia di macOS non è adatta per essere controllata completamente attraverso uno schermo touch, e io stesso in passato avrei fatto la stessa obiezione. Ma in passato non esisteva una Magic Keyboard con tanto di trackpad che rende l’iPad in tutto e per tutto simile ad un notebook, in passato non si poteva abbinare un mouse Bluetooth ad un dispositivo iOS, e in passato non c’erano porte USB-C per gestire memorie di archiviazione esterna grazie all’App File (da me sempre reclamata). Infine, in passato le applicazioni iOS non potevano girare su Mac, mentre tra qualche mese Big Sur in versione ARM avrà anche questa possibilità.

    E così, mente tutti cercano di capire come mai Apple non abbia fornito ulteriori dettagli su quali saranno le prime macchine Apple Silicon (“c’era già troppa carne al fuoco“ la scusa più gettonata) azzardando ipotesi che vanno da un nuovo MacBook Pro da 14” ad un nuovo iMac da 24” (ipotesi comunque più che ragionevoli) nessuno si accorge che il primo Mac Silicon in assoluto potrebbe già essere tra noi: l’iPad Pro 12.9″ 4th Gen

    …e, se così fosse, ecco svanire all’improvviso anche tutti i timori di chi vedeva macOS convergere troppo verso iOS, perché quello che in realtà potrebbe accadere è esattamente il contrario cioè un iPad dotato di macOS, che però rimarrebbe “anche” un iPad, visto che avrebbe la possibilità di far girare nativamente tutte le App per iOS/ipadOS.

    E’ ancora presto per dire se davvero finirà così, anche perché mi aspetto che i primi Mac Silicon in vendita avranno anche un nuovo processore, un A13Z Bionic (successore dell’attuale A12Z) che verrà presentato nel corseo del canonico evento autunnale… ma sotto sotto spero che vada a finire proprio in questo modo.

    -DilukSOuG4

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  8. mac.it-apple-presenta-ios-14-con-tantiss

    In questo articolo, in continuo aggiornamento, vi elencheremo tutte le novità che Apple ha introdotto in iOS 14. Dopo più di qualche ora con la nostra hands-on con iOS 14 Beta, abbiamo scoperto alcune interessanti funzionalità che Apple non ha annunciato!

    Picture in Picture (PiP):

    mac.it-cosa-ce-di-nuovo-in-ios-14-artico

    Finalmente ci siamo! PiP è arrivato anche su iPhone. È la funzionalità che vi permette di minimizzare i video e/o continuarli a riprodurre anche in altre app o nella schermata home del vostro iPhone.

    Questa funzionalità è stata introdotta su iPad l’anno scorso con iPadOS 13 e adesso le stesse potenzialità sono state implementate su iPhone.

    Tecnicamente, gli sviluppatori che hanno implementato PiP su iPad non dovranno scrivere neanche una linea di codice per poter portare la suddetta funzionalità su iPhone e non saranno necessari aggiornamenti all’app per supportarla. Super conveniente non è vero?

    Riconoscimento suoni

    mac.it-cosa-ce-di-nuovo-in-ios-14-artico

    Questa è una delle funzionalità che non è stata presentata durante l’evento di ieri e fa parte di un set di strumenti utili a persone con problemi all’udito.

    Nello specifico, è possibile abilitare o disabilitare il riconoscimento di una serie di suoni pre-impostati da Apple in iOS 14. Tra questi sono presenti: Fuoco, Sirena, Fumo, Gatto, Cane, Elettrodomestici, Clacson, Campanello, Qualcuno che bussa alla porta, Acqua che scorre, Bambino che piange, Urla.

    Come funziona? iPhone cercherà costantemente di rilevare determinati suoni e, utilizzando l’intelligenza artificiale presente sul dispositivo, vi invierà una notifica quando potrebbe averli identificati.

    Centro di controllo:

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    Il Centro di controllo riceve delle nuove scorciatoie, utili alla nuova funzionalità App Clips.

    Nello specifico sono stati introdotti: Lettore tag NFC e Lettore codici QR. Come potrete immaginare, premendo il primo vi si aprirà un piccolo box che vi permetterà di leggere il tag NFC in prossimità, mentre il secondo vi aprirà una schermata simile alla fotocamera che vi permetterà di scansionare il codice QR.

    Nuova icona di stato quando la fotocamera è in uso – ESCLUSIVA:

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    Alla luce dei continui problemi di privacy emersi in questi anni, per prima da Facebook che manteneva la fotocamera aperta a nostra insaputa. Apple ha pensato bene di introdurre una funzionalità software simile al pallino verde presente di canto alla fotocamera dei Mac.

    Nello specifico, quando un app utilizzerà la fotocamera (che sia frontale o posteriore poco importa) un pallino verde apparirà nell’angolo destro della barra del menu in corrispondenza del campo cellulare.

    Inoltre, nel centro di controllo apparirà un messaggio che informa che l’app sta utilizzando la fotocamera.

    [ARTICOLO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO]

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  9. mac.it-apple-silicon-la-nuova-era-della-

    Una WWDC molto particolare quella di quest’anno, non solo per via dell’emergenza COVID19 che ha costretto Apple a conferenze “virtuali”, ma soprattutto per via degli annunci molto importanti attesi nel corso del keynote. Se la notizia del passaggio ad ARM era qualcosa già annunciata (ma fortemente attesa per comprenderne tutti i dettagli) le incognite maggiori erano quelle sull’evoluzione dei sistemi operativi di Cupertino, tantopiù che il passaggio ad ARM renderà più sottile il confine tra un Mac delle prossime generazione e un’iPad. 

    Il nostro Pietro Messineo ci ha già raccontato ieri di tutte le principali novità delle prossime versioni dei diversi sistemi operativi, novità che vorrei riprendere solo in parte per qualche breve commento. iOS14 per esempio introdurrà nelle homepage degli iPhone gli widget, homepage che a loro volta possono essere nascoste per visualizzare poi tutte le App in una “libreria” che le raggruppa tematicamente. OK, molti diranno che Apple ha copiato da Android, e per certi versi non è completamente errato: in realtà, come accade frequentemente, Apple riesce sempre a prendere un’idea e perfezionarla, integrandola nel migliore dei modi nel proprio sistema (per esempio con gli widget dinamici). watchOS porta con se nuove funzioni per il fitness e per il sonno.. resta il dubbio di come monitorare il sonno se la stessa Apple ha sempre consigliato di ricaricare lo smartwatch ogni sera (in realtà io sono sempre riuscito a fare due giorni, mettendolo in carica a notti alterne)… diciamo che, in attesa di vedere la prossima release di AppleWatch, chi volesse sfruttare questa funzione anche con i precedenti modelli dovrà cambiare le proprie abitudini di ricarico (per esempio caricarlo mentre si cena).

    Passando per gli aggiornamenti di AirPods e tvOS (a tal proposito, è stata annunciata anche Foundation, una nuova serie per AppleTV+ che sembra molto promettente), si arriva quindi ai due  sistemi per certi versi più interessati dallo switch vero ARM, ipadOS e la nuova release di macOS, denominata Big Sur (che, per inciso, è il nome di una regione della costa centrale della California). I due sistemi sembrano, per certi aspetti, convergere, pur mantenendo ognuno la propria identità: da un lato ipadOS guadagna una funzione di ricerca del tutto simile a quella di macOS, oltre ad una comoda barra laterale che ricorda in tutto e per tutto quelle che ritroviamo su molte applicazioni per Mac (notevole anche la possibilità di scrivere ovunque con Apple Pencil, confidando nel sistema di riconoscimento della scrittura, ma questo esula dal discorso che stiamo affrontando). macOS guadagna invece un centro di controllo simile a quello di ipadOS o iOS, ma soprattuto un restyling grafico che lo rende molto più simile al sistema operativo degli Device.

    A contorno di tutto, oltre ad una riscrittura di Siri, Apple ci ha tenuto a sottolineare in tutte le salse la grande attenzione per la privacy, sia a livello di sistema, che nella navigazione web tramite Safari… ma veniamo all’argomento clou della presentazione: il passaggio da Intel ad ARM.

    Correva l’anno 2010 quando Apple presentava l’iPhone 4 dotato del primo SoC proprietario: l’Apple A4. In 10 anni le prestazioni della CPU sono incrementate di 100 volte, e quelle dal GPU di ben 1’000 volte. Apple ha introdotto architetture multi-core per ottimizzare consumi e prestazioni, chip neurali per sviluppare algoritmi di intelligenza artificiale, chip criptati per conservare informazioni sicuri e tutto quanto serviva per integrare al meglio hardware e software. Ci sono SoC Apple negli iPhone, serie più potenti dedicate agli iPad, e processori ancora più ottimizzati per il risparmio energetico negli AppleWatch… a Cupertino è giunto il momento di fare il grande passo anche per i Mac, così da rendere completo un “ecosistema” al quale manca solo un pezzo, quello che la casa della mela chiama Apple Silicon, una nuova classe di processori dedicati ai Mac. Nell’ultima parte del Craig Federighi ha mostrato quello che forse molti si erano già immaginati: il computer utilizzato nella presentazione del nuovo macOS era già uno dei nuovi Mac basati su architettura ARM, nello specifico un SoC A12Z (già utilizzato per gli ultimi modelli di iPad Pro) ma dotato di 16GB di memoria e forse qualche altro dettaglio che non conosciamo ma che scopriremo nei prossimi mesi. Apple probabilmente lavora già da molto tempo a questa migrazione, che sicuramente ha preparato con un’attenzione ancora maggiore rispetto al precedente switch da PowerPC a Intel… la strada percorsa (e da percorrere) è però ancora la stessa: applicazioni Universal 2 da sviluppare con la nuova release di Xcode, e Rosetta 2 che (come nella precedente migrazione) consentirà alle applicazioni Intel di girare anche sulle nuove architetture. A differenza del passato però, le applicazioni verranno tradotte da Rosetta 2 direttamente in fase di installazione (per alcune cose rimane la traduzione “on fly”) e a differenza del passato Apple ha già lavorato per 10 anni con i proprio SoC e lo scorso anno ha introdotto Catalyst, un framework che già consentiva di condividere codice tra le applicazioni per iOS[ARM] e macOS[Intel]. Nel corso della presentazione (che potete riguardare sul canale YouTube di Apple, con tanto di sottotitoli) sono state mostrate delle brevi dimostrazioni di Microsoft Office, Adobe Ligthroom e Photoshop, tutti già in versione nativa per Apple Silicon, e nello specifico di Photoshop, Federighi ha mostrato come i nuovi Mac non fanno una piega neanche elaborando immagini multilivello da 5GB; la stessa dimostrazione di potenza è stata mostrata in Final Cut, applicando in tempo reale più effetti grafici su un video 4k. Ma se questi appena citati erano software già nativi per i nuovi Mac, non sono mancate dimostrazioni della bontà di Rosetta 2 nel far girare senza alcun problema sia dei giochi in 3D, sia dei complessi software di moderazione tridimensionale (nello specifico, Maya)

    Se questo non dovesse bastare, sappiate che il nuovo macOS Big Sur integra anche un ambiente di virtualizzazione dove far girare altri sistemi (come Linux… ma non si è fatto cenno a Windows nel corso del keynote) mentre sui nuovi Mac con architettura Apple Silicon, potranno girare nativamente tutte le applicazioni per iOS e ipadOS: forse non avrà senso per tutte le App, ma si tratta in ogni caso di un incredibile ampliamento del parco software.

    L’ultima cosa da dire in merito a questa grande novità è una domanda che ci siamo già fatti più volte e che si fanno in molti: vista la convergenza dell’hardware, arriveremo prima o poi anche ad una convergenza anche tra macOS e ipadOS? Difficile dirlo adesso… al momento le differenze permangono, e sono anche abbastanza sostanziali: visti i due anni previsti per completare la transizione completa dei Mac, difficilmente assisteremo ad un ulteriore cambio drastico se non dopo qualche anno ancora, ma non dimentichiamo che Apple (nonostante le dicerie che si susseguono da quando Jobs ci ha lasciati) è un’azienda in continua evoluzione, dove le sorprese non mancano mai…

    Veniamo infine a qualche aspetto un po’ più pratico: gli sviluppatori avranno a disposizione fin da ora un Developer Transition Kit (composto da un Mac mini con processore Apple A12Z Bionic, 16GB di RAM, SSD da 512GB, 2 porte USB-A (USB 3.0), due porte USB-C, HDMI 2.0, Gigabit Ethernet, WiFi, e Bluetooth 5.0) oltre a tutte le beta di software e tools, nonché il supporto totale di Apple con tanto di laboratori e forum privati. Le prime macchine Apple Silicon sono previste entro la fine dell’anno, ma non si sa ancora nulla di quali saranno i modelli interessati: nelle indiscrezioni delle scorse settimane di parlava sia di MacBook che di un iMac con un nuovo design; la transizione completa come accennato sopra, è prevista nel giro di due anni.

    Se avete ancora un po’ di pazienza, concluderei il tutto con qualche considerazione un po’ “collaterale”. Se vi ricordate il precedente switch verso Intel, Apple aveva collaborato attivamente con la casa di Santa Clara per implementare a livello hardware alcune funzioni, nella consueta ottica di ottimizzare al meglio l’integrazione tra hardware e software… di questa collaborazione iniziale si è poi persa ogni traccia nel corso degli anni, man mano che Apple (dopo l’acquisizione di P.A.Semi) spingeva al limite questo concetto progettando in autonomia i SoC per i propri dispositivi iOS. Con Apple Silicon assisteremo ad una personalizzazione ancora più spinta, e per certi versi nuova, di questa ideologia: i 68k erano processori standard, i PowerPC (pur essendo “dedicati” ad un numero ristretto di macchine) erano prodotti in virtù del consorzio Apple-IBM-Motorola, ma Apple non poteva metterci becco più di tanto e nemmeno aveva le competenze per farlo. Con Intel c’era un rapporto di convenienza da entrambi i lati, ma anche in quel caso erano processori standard: è innegabile che la perdita di un cliente come Apple avrà qualche ripercussione d’immagine per Intel. Quella che inizia adesso è un’avventura completamente nuova, visto che saranno i primi processori completamente proprietari montati sui computer della mela: si parla da anni di questo switch, io stesso ne parlo da almeno 6 anni, e sicuramente in qualche laboratorio nascosto stavano sperimentando questa possibilità da molto prima: le premesse sono buone, e siamo tutti curiosi di scoprire come andrà a finire…

    …ma la vera domanda che mi faccio io è: dovendo comprare un computer “adesso” (ed è una cosa che avevo promesso a primogenito, anche in virtù dell’esito dei suoi esami, e in vista dell’inizio del liceo) conviene comprare ancora un Mac Intel, o è meglio pazientare qualche mese per attendere le prime macchine ARM? O ancora, perché non pensare ad un iPad Pro carrozzato con tastiera Magic Keyboard, viste le novità annunciate anche per iPadOS? Domanda difficile, per quale converrà forse attendere il prossimo evento autunnale, ma qualunque sarà la risposta, prima o poi su queste pagine troverete una, o più recensioni.

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  10. mac.it-macos-big-sur-e-il-nuovo-sistema-

    Apple ha appena presentato macOS Big Sur, come i rumours avevano preannunciato oggi! Pare che ci siano tantissimi nuovi cambiamenti grafici e finalmente tutte le icone sono state prese da SF Symbols.

    Dock:

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    Anche il Dock è stato ritoccato, nello specifico la maggior parte delle icone sono state ridisegnate, incluso il Finder.

    Foto:

    L’app Foto offre un esperienza utente similare a iPadOS, con una side bar laterale con tante  funzionalità extra.

    Barra dei menu:

    mac.it-macos-big-sur-e-il-nuovo-sistema-

    La barra dei menu è stata completamente riprogettata ed è stato introdotto il Control Center, che con un drag e drop permetterà di aggiungere icon alla barra dei menu.

    Inoltre il centro notifiche, finalmente, è stato ridisegnato. Potrà essere aperto cliccando l’orario e sono ovviamente presenti anche i Widgets in stile iOS.

    Messaggi:

    L’app Messaggi è stata anche aggiornata, nuova barra di ricerca, foto picker, Memoji (creazione e modifica), effetti, conversazioni ancorate, menzioni e molto altro!

    Mappe:

    Look around è arrivata anche su Mac, una sorta di Google Street View. Tutte le funzionalità di Mappe su iOS 14 saranno riportate anche su Mac.

    Catalyst:

    Gli sviluppatori avranno nuovi potenti tool per sviluppare app multi piattaforma. L’app Messaggi e Mappe sono state realizzate con il sistema ibrido Catalyst!

    Safari:

    Safari adesso è più veloce di Chrome del 50% e anche la batteria pare non ne risentirà.
    Inoltre Safari introduce una funzionalità di base che controllerà se le vostre password non sono state compromesse con breach su altri siti internet e vi avviserà nel caso in cui dovrete cambiarle.

    Le estensioni adesso sono più sicure e potrete decidere quando e come utilizzare le estensioni su certi siti internet.

    I tab sono stati riprogettati con un anteprima della pagina passando il puntatore sopra.

    È stata implementata anche la traduzione automatica e dinamica delle pagine.

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  11. mac.it-apple-presenta-watchos-7-con-tant

    Apple Watch non è soltanto un orologio smart per controllare le notifiche, ma un vero e proprio dispositivo per il fitness. Ecco perché watchOS 7 offre tantissime nuove attività, tra cui il ballo!

    Finalmente Apple ha introdotto l’app per monitorare il Sonno! Quindi niente più app di terze parti!

    Wind Down è la nuova app che monitorerà il vostro sonno, invierà le informazioni all’app Salute che raggrupperò tutte le statistiche. Inoltre, finalmente, lo schermo rimarrà “nero” durante la notte e in più, se avete impostato una sveglia, non suonerà ma vi sveglierà tramite haptic feedback per non disturbare il vostro partner.

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    Inoltre watchOS 7 è in grado di capire quando state lavando le mani grazie al Machine Learning, al microfono e al movimento del polso. Inoltre apparirà a schermo un avviso che vi mostrerà per quanti secondi dovrete insaponarvi le mani e quando completo vibrerà e farà un suono.

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    Queste sono alcune delle novità di watchOS 6 che andremo ad approfondire nei prossimi giorni.

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  12. mac.it-anche-le-airpods-si-aggiornano.jp

    Le AirPods diventano più smart che mai! Con il nuovo aggiornamento le AirPods si adatteranno automaticamente in base al dispositivo che si sta utilizzando. Ad esempio, se state utilizzando il Mac, ma lo chiudete per passare a iPhone o ricevete una chiamata, esse si appaieranno automaticamente.

    Spatial Audio su AirPods Pro offrirà lo stesso audio presente nei cinema. Quindi avvertirete l’audio da ben 5 punti differenti, grazie al giroscopio e ad altri sensori prodotti dalle cuffie e dal vostro iPhone o iPad.

    Un audio surround incredibile che funzionerà con audio 5.1, 7.1, Dolby Atmos e molti altri codec audio.

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  13. mac.it-apple-presenta-ipados-14-con-una-

    Anche iPadOS 14 avrà un sistema di widgets similare a iOS 14. L’app Fotocamera è stata riprogettata ed è stata implementata una sidebar, una sorta di menu laterale che sarebbe presente in tutte o nella maggior parte delle app.

    Anche Siri è stata aggiornata su iPadOS.

    Quando riceverete una chiamata, non apparirà più a pieno schermo, ma apparirà una notifica compatta che vi permetterà di rispondere o chiudere una chiamata velocemente.

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    Con iPadOS 14 la sezione Ricerca è stata completamente riprogettata e offre una ricerca globale, tra apps e sistema.

    Anche l’esperienza utente con Apple Pencil è stata aggiornata.

    Pare che grazie alla nuova funzionalità “Scribble” sarà possibile scrivere in corsivo e automaticamente tradurre il testo in font.

    Sarà possibile utilizzare Sribble in qualsiasi campo per l’inserimento testo.

    Inoltre grazie a iPadOS 14 tutto ciò che scriverete a mano libera potrà essere automaticamente convertito in testo.

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  14. mac.it-apple-presenta-ios-14-con-tantiss

    Finalmente Apple ha annunciato iOS 14. In questo articolo troverete tutte le novità che il nuovo sistema operativo porterà nelle vostre tasche.

    Cosa c’è di nuovo in iOS 14?

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    App Library è una nuova funzionalità in grado di raggruppare automaticamente le app in modo intelligente. Una sorta di sistema a cartelle ma un po’ più smart!

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    Widgets come i rumours avevano previsto, la sezione “Oggi” offrirà spazio per i nuovi widgets. Ma non solo, sarà anche possibile spostarli nella schermata Home. Pare non ci siano limiti (se non di spazio) sul numero di widget che possono essere aggiunti alla Home. Una sorta di “Complications” di Apple Watch ma su iPhone.

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    Picture in picture finalmente disponibile anche su iPhone! Ciò vuol dire che potrete aprire un video da un app e minimizzarlo e continuare a guardarlo in un altra app. Bello non è vero? Sarà possibile anche minimizzarlo, ingrandirlo e portarlo lateralmente.

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    Siri è stata completamente riprogettato. Pare che parlando con iPhone, essa sia in grado di capire cosa fare.

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    Nuova app Translate per tradurre qualsiasi frase in 11 lingue! Una sorta di Google Translate ma per traduzioni in tempo reale, per abbattere qualsiasi barriera linguistica.

    Messaggi:

    L’app Messaggi riceve un grande aggiornamento, focalizzato sui Gruppi e le Memoji. Nei gruppi adesso è possibile rispondere ai messaggi di altri partecipanti. Sarà inoltre possibile menzionare persone all’interno di un gruppo. Nuovi stickers per Memoji.

    Mappe:

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    Risulterebbe più semplice trovare negozi nelle vicinanze e luoghi da visitare grazie alle “recommendations”.

    Con iOS 14 è stata implementata la funzionalità Cycling che vi permetterà di vedere tantissime informazioni riguardante le piste ciclabili, altitudine e molto altro.

    EV Routing mostra tutte le stazioni di ricarica per le auto elettriche, così se avete un auto elettrica non dovrete preoccuparvi.

    CarPlay:

    Possibilità di selezionare lo sfondo e finalmente è arrivata anche la tanto attesa funzionalità “Car Keys”.

    Utilizzando NFC è possibile aprire l’auto e perfino avviarla. È inoltre possibile invitare persone a guidare la vostra auto. Quindi inviato un SMS (tramite iCloud) sarà possibile dare certi privilegi a una certa persona da remoto.

    AppStore:

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    AppClips è una nuova app super leggera che vi permette di aprire un anteprima dell’app senza dover cercarla in App Store. Può essere lanciata anche tramite codice QR o tramite NFC.

    Apple ha creato anche un codice speciale, simil QR Code, che potrà essere scansionato tramite la fotocamera e che permetterà di agganciarsi alle app “AppClips” che peseranno meno di 10mbs.

    [ARTICOLO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO]

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  15. mac.it-ecco-come-guardare-levento-apple-

    Come ben saprete Lunedì, 22 Giugno inizierà la World Wide Developer Conference e come di consueto si aprirà con l’evento speciale in cui Apple presenterà i nuovi sistemi operativi e forse anche qualche nuovo hardware. Purtroppo l’evento non sarà in diretta e si vocifera che Apple lo abbia pre-registrato, per questa ragione potrete seguirlo anche su YouTube.

    L’azienda di Cupertino avrebbe già programmato l’evento su YouTube, così facendo risulterebbe possibile impostare un promemoria prima dell’inizio dell’evento direttamente dalla piattaforma video sopracitata.

    A causa della pandemia in corso, l’evento sarà interamente online e ci aspettiamo quindi che Apple abbia pre-registrato il Keynote e che semplicemente lo manderà in playback il prossimo Lunedì, 22 Giugno dalle ore 19:00 (ora Italiana).

    Come sempre potrete seguirlo sul sito Apple, sull’app Eventi per Apple TV oppure su YouTube:

    Cosa ci aspettiamo di vedere? Sicuramente il nuovo iOS 14, iPadOS, watchOS, macOS e tvOS e che allo stesso tempo queste versioni saranno rilasciate agli sviluppatori.

    Come sempre potrebbero venir presentati dei nuovi hardware, si vociferano alcuni nuovi Mac desktop (iMac da 27″ per lo più).

    E voi seguirete l’evento in diretta? Fatecelo sapere tramite i commenti.

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    Prima di immergerci nelle novità dell’imminente WWDC (del quale parleremo a tempo debito) e dopo aver accennato ad Apple Arcade (tema che approfondirò prossimamente) diamo uno sguardo anche ad un altro dei nuovi servizi che Apple ha introdotto lo scorso anno: AppleTV+

    Personalmente il mio interesse verso la televisione è andato calando nel costo degli anni, in parte per il proliferare della TV spazzatura, in parte perché ho privilegiato altri interessi da coltivare nelle poche ore serali di tempo libero, in parte perché gli anni scorsi, coi bambini (ormai ragazzi) si preferiva qualche attività più coinvolgente per tutti. Diciamo che la TV si accendeva solo per qualche film (anche se la preferenza è sempre il cinema) o qualche evento sportivo: addirittura quando ci siamo trasferiti abbiamo fatto quasi un anno senza televisore, visto che il vecchio a tubo catodico non ci stava più, e comprare una nuova TV a LED non era tra le spese prioritarie… ma come al solito divago…

    Ho ripreso ad accendere più spesso la TV quando è arrivato Netflix anche in Italia (no, l’idea di montare la parabola di Sky non mi ha mai sfiorato la mente) un po’ per la voglia di vedere qualcosa di nuovo, un po’ perché con i figli ormai cresciuti si poteva condividere anche  di diverso anche con loro… ma soprattutto perché Netflix non era TV: sceglievo io cosa guardare e quando guardarlo. Nel frattempo nasceva anche Amazon Prime Video, Apple preparava il proprio servizio di streaming arruolando nomi famosi tra esperti, registi e attori, e ultimamente è arrivata anche Disney+. Prime non mi ha mai interessato: l’offerta di Netflix era talmente vasta, nonostante i limiti del catalogo italiano, che ancora adesso ho una lunga lista di arretrati da vedere… e prima dei rispettivi annunci ufficiali, nel mio immaginario ho sempre pensato che Apple e Disney avrebbero potuto offrire un unico servizio, forse per via della relazione tra Jobs e Pixar, o forse per il ricordo di Apple Italia e Disney Italia che anni fa condividevano la stessa palazzina nei dintorni di Milano. In realtà è successo che entrambi se ne sono andati per la propria strada, seppur per strade molto diverse: Disney, forte dei propri titoli, nonché di quelli a marchio Pixar, StarWars e Marvel, ha in parte svuotato il catalogo Netflix, che di riflesso ha reagito puntando su DC Comics e altro; Apple è letteralmente partita da zero realizzando prodotti nuovi e nuove serie televisive, ma senza includere alcun film dell’immenso catalogo di iTunes nella propria offerta. Alla luce di questi approcci diametralmente opposti, continuo a pensare che Apple e Disney potrebbero fare un prodotto unico… ma restiamo sull’offerta della mela…

    Apple TV+ è offerto con la consueta modalità che permette, con un solo abbonamento, di dare accesso al servizio a tutti i componenti della famiglia, su più dispositivi. Per di più l’abbonamento ha un costo molto contenuto (4,99€ al mese) e la casa della mela regala un anno di abbonamento a chiunque acquisti un nuovo prodotto e lo attivi entro 90 giorni. Non è dato sapere se questa offerta continuerà e se sarà rinnovabile, ma una famiglia come la mia dove siamo in 4 ad usare prodotti Apple, ciclicamente almeno un nuovo dispositivo all’anno verrebbe acquistato… chissà che non potremo avere sempre a disposizione AppleTV+

    Bene, cosa si ottiene dietro il pagamento di questo abbonamento? Apple ha realizzato numerosi contenuti originali, che vengono aggiornati mese dopo mese, si va da The Morning Show (con Jennifer Aniston, serie che ha ricevuto anche nomination ai Golden Globe e ha vinto altri premi della critica) a Storie Incredibili (prodotto da Steven Spielberg, che si rifà ad una vecchia serie televisiva, per certi versi simile all’ancora più storica “Ai confini della realtà“) passando per 

    See (serie futuristica post-apocalittica con Jason Momoa, l’attore che interpreta Aquaman) o In difesa di Jacob (thriller legale basato sul bestseller di William Landay, prodotto e interpretato da “Capitan America” Chris Evans). Non mancano documentari (come La madre degli elefanti oppure Case d’avanguardia) e serie dedicate ai più piccoli (Central Park la più nota, ma anche Fraggle Rock, Rock On, oppure Snoopy nello spazio) e molti altre serie per tutti i gusti: comici, drammatici, per famiglia, o anche documentari musicali (La Storia dei Beastie Boys).

    Più che farvi un elenco, che potete sfogliare anche voi, vorrei raccontarvi qualcosa sulle serie che ho già visto. Ho trovato davvero ottima “In difesa di Jacob“: nonostante le ultime puntate siano disponibili solo in inglese (immagino per il problema Covid, ma comunque sottotitolate in italiano) anche i miei ragazzi di 11 e 14 anni non vedevano l’ora che arrivasse il venerdì per vedere la nuova puntata. Ancora più bello For All Mankind, produzione Sony ideata da Ronald D.Moore che immagina cosa sarebbe successo se la corsa alla luna l’avesse vinta l’Unione Sovietica, con la NASA alla rincorsa per cercare di riportare pregio all’America. La storia viene raccontata con dovizia di particolari tecnici e storici (nomi, personaggi, addestramenti, missioni, …) incrociati con le vicende famigliari degli astronauti. Sia in questa serie che in “Storie Incredibili” traspare l’attenzione della produzione verso temi attuali, come la parità dei diritti tra uomini e donne, bianchi e neri, etero e omosessuali, tutti aspetti che probabilmente stanno molto a cuore ad Apple. Un po’ più diffide inquadrare “See” che sto guardando in questi giorni ma a tratti mi lascia un po’ perplesso, mentre interessanti i documentari sulle “Case d’avanguardia” (disponibili solo in inglese coi sottotitoli)

    Cosa non va in Apple TV plus? Di base si tratta di un buon servizio, accessibile ad un prezzo economico, con una buona offerta che viene continuamente ampliata ed aggiornata. Forse ha il difetto di essere partito un po’ in sordina, con un numero limitato di serie, e forse è proprio per questo che Apple ha deciso di offrirlo gratuitamente per un anno a chiunque comprasse un dispositivo della mela. A mio avviso però, il vero problema di AppleTV+ è la totale assenza di un qualsiasi film o serie che non siano quelli prodotti dalla stessa Apple: su Netflix, PrimeVideo, e Disney plus, potete trovare anche film, vecchi o nuovi che siano, anime, e serie televisive di ogni genere, oltre a quelle originali prodotte dai rispettivi servizi. Su AppleTV+ potrete contare (almeno per il momento) solo sulle produzioni di Cupertino, che per quanto ottime potrebbero non soddisfare appieno le esigenze di chi sottoscrive l’abbonamento. La cosa a mio avviso “strana” è che Apple ha già un catalogo immenso di film disponibili su iTunes (in vendita o a noleggio) quindi potrebbe trovare un accordo con le varie case cinematografiche per includere (magari a rotazione, magari solo su certi prodotti) anche alcuni film nella propria offerta di AppleTV plus. Se 

    Come ultima cosa, vi rammento che i contenuti di questo servizio di Apple sono fruibili, ovviamente, da ogni dispositivo della mela (iPhone, iPad, Mac, e soprattutto Apple TV) ma anche sulla maggior parte delle smart TV, e su Amazon FireStick. Se proprio non trovate l’App per il vostro device, sappiate che potete osservare le serie di AppleTV+ tramite web browser, a partire dal seguente indirizzo: https://tv.apple.com/it

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    Sono passati 34 anni dai miei esami di terza media. In quegli anni non ci si presentava con “tesine” o elaborati, ma si faceva più che altro una chiacchierata coi professori partendo da un argomento di proprio interesse… e io mi presentai con il progetto di una casa, la mia abitazione ideale di quando sarei diventato adulto, un disegno fatto a mano, in pianta e in prospettiva, a metà strada tra il tecnico e l’artistico, che univa creatività e regole matematiche. Ai tempi avevo ancora lo ZX-Spectrum, ci programmavo qualcosina, ma non ha minimamente preso parte al lavoro di cui sopra. 

    Alle 8:30 di oggi, mio figlio (il primogenito) si è presentato agli esami di terza media con un elaborato sulla storia della musica e della chitarra. Proprio come me ha scelto un argomento a metà strada tra il tecnico/matematico e il creativo, perché prima ha spiegato le regole matematiche che stanno dietro la scala musicale e il loro rapporto con la lunghezza delle corde e le frequenze generate, poi passando per la parte storica che intreccia la storia della musica e della chitarra con la scoperta dell’elettricità (e quindi l’arrivo della chitarra elettrica) ha registrato una canzone e creato un video. iRig per collegare la chitarra al Mac e registrare con Garageband (su una base scaricata dal web) le tracce audio di accompagnamento e chitarra solista. Poi ha preso i video che gli ho fatto da diverse angolazioni mentre suonava (video registrati con l’iPhone) li ha tagliati, li ha montati in iMovie sincronizzandosi con la traccia audio registrata prima, ed ha aggiunto titoli, transizioni ed effetti… Il tutto “inscatolato” in una presentazione di Keynote (esportata in Power Point per gli insegnanti) da mostrare in videoconferenza, come tutte le lezioni degli ultimi 3 mesi.

    In 30 anni è cambiato non solo il modo di fare didattica, ma anche quello di produrre contenuti. Nel libro di cui vi ho parlato qualche settimana fa, si descrivono gli albori dell’informatica “domestica” (non saprei se chiamarla già “consumer”). In quegli anni avere un computer significava anche imparare a programmare; oggi i computer sono più complessi, la programmazione è più complessa, ma in compenso i computer sono più semplici da usare… o perlomeno permettono di produrre più facilmente dei contenuti che diano libero sfogo alla propria creatività. O forse, ancora più semplicemente, permettono di fare delle cose che 30 anni fa erano impensabili…

    Questo non significa che l’utente di oggi può permettersi, informaticamente parlando, di essere più “ignorante” (anche se purtroppo è quello che spesso accade) ma significa che, pur senza dover necessariamente programmare, saper usare il computer al giorno d’oggi significa avere a che fare con un panorama molto più ampio di possibilità, che può dare le dovute soddisfazioni anche lasciando la programmazione in un angolino, senza che questo significhi trascurare o ignorare la “cultura” informatica.

    Ogni tanto penso che l’obiettivo primordiale di Apple fosse proprio quello a cui siamo arrivati oggi, ovvero dare a tutti gli utenti gli strumenti per essere più creativi… e se 40 anni fa la creatività si dimostrava quasi esclusivamente tramite la programmazione (e di riflesso l’informatica attirava un numero più limitato di appassionati) oggi ci sono molti più modi di sfruttare appieno un computer, pur senza entrare nei meandri della programmazione… ed Apple è sempre stata più avanti proprio in questo…

    PS: per dovere di cronaca, la canzone scelta e suonata da mio figlio è “Highway to Hell” [AC/DC]

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  18. mac.it-le-migliori-5-notizie-apple-della

    Se non avete tempo di leggere le notizie quotidiane sul mondo Apple, allora questo articolo farà per voi. Un riassunto delle migliori, a mio avviso, 5 notizie Apple della settimana. L’articolo riepilogativo sarà disponibile ogni Sabato e include news di tutte le categorie: iPhone, iPad, Apple Watch, Mac, Apple TV e chi più ne ha più ne metta.

    Il primo Mac con chip ARM potrebbe essere MacBook da 12″:

    Secondo alcune indiscrezioni, Apple potrebbe presto abbandonare i chip Intel per passare a quelli ARM proprietari ma non su tutti i modelli di Mac. Per iniziare, l’azienda di Cupertino, avrebbe scelto di riportare in vita il MacBook da 12″ il quale dovrebbe essere spinto da chip ARM ed essere dotato di tastiera con meccanismo a farfalla riprogettato (ancora una volta).
    Se siete curiosi di saperne di più date un occhiata alla notizia completa.

    Apple presenta la scaletta della WWDC che si terrà dal 22 al 26 Giugno:

    A meno di 10 giorni dall’inizio della WWDC è finalmente stata rilasciata la scaletta degli eventi che si terranno tra il 22 e il 26 Giugno.
    Si inizierà con lo Special Event Keynote il 22 alle 19:00 ora Italiana, per poi continuare con più di 100 sessioni di sviluppo tra il 22 e il 26 insieme alle sessioni 1-on-1 con gli ingegneri Apple.
    Se volete saperne di più date un occhiata al sito ufficiale per gli sviluppatori.

    Nuovo Mac desktop in arrivo?

    Un nuovo desktop di Mac con numero modello “A2330” e con macOS 10.15 sarebbe apparso nei database dell’Eurasian Economic Commission (EEC). Di solito quando il database viene aggiornato significa che Apple sta per presentarci qualcosa. Ma non solo un nuovo Mac desktop sarebbe stato aggiunto alla lista, anche 9 modelli di iPhone 12.
    Se volete saperne di più date un occhiata alla notizia completa.

    Ritardi nella spedizione degli iMac da 27″:

    Quest’anno Apple presenterà sicuramente alcuni nuovi modelli di iMac e forse durante la WWDC potremmo addirittura assistere alla presentazione di un nuovo Mac desktop. Che sia il modello da 27″ ? Forse sì! Sul sito Apple le spedizioni dei modelli di iMac da 27″ pare stiano subendo dei ritardi e l’aggiunta di un modello di “Mac desktop” nei database dell’Eurasian Economic Commission (EEC) ci fa ben sperare.
    Se volete saperne di più date un occhiata alla notizia completa. 

    Apple è la prima azienda Americana a raggiungere 1.5 trilioni di dollari:

    Sono passati già due anni da quando Apple è stata la prima azienda a raggiungere il trilione di dollari, seguita poi da Amazon e Google. Questa settimana le azioni sarebbero aumentate notevolmente permettendo così il raggiungimento di un nuovo traguardo, la valutazione a 1.5 trilioni di dollari.
    Se volete saperne di più date un occhiata alla notizia completa.

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