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lorenzo_morandi

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  1. Ciao Iskiros, quello che noti nelle immagini che hai postato è legato alla tendenza contemporanea legata all’emulazione della resa della pellicola, partendo da foto scattate in digitale. E’ una moda largamente diffusa che spesso stanca e stride, se esasperata. Ha comunque un suo fascino. Non so se tu abbia esperienza in campo fotografico, ma normalmente si scatta in formato RAW e si “sviluppa” il file grezzo con programmi come Lightroom o Camera Raw (plugin di photoshop). C’è tutto un mondo che ruota intorno ai settaggi di emulazione delle vecchie pellicole. Sono settaggi che fondamentalmente agiscono su tonalità, curve di regolazione e aggiungono grana. Ti consiglio di cercare su google “VSCO" o “Lookslikefilm” per avere un’idea di cosa intendo. Sono effetti che si possono naturalmente applicare come una sorta di filtro (modificabile ed adattabile) anche a immagini jpg. Se questi aspetti ti incuriosiscono ti posso dare ulteriori informazioni
  2. appunto, per quello ho pensato al flash, anche usato sulla slitta della macchina fotografica e puntato su una superficie ampia (possibilmente bianca) riflettente
  3. Non pensare che quella sia una scatola magica però. Fare foto di quel tipo richiede una profonda conoscenza del mezzo e della gestione delle luci. Molta tecnica insomma e magari anche un obiettivo macro. Gli ottimi risultati non arriveranno immediatamente (parlo per esperienza personale, non sono portato per quel tipo di foto, altri fotografi potranno darti punti di vista diversi). Non è un costo eccessivo, quindi ti consiglio comunque di provare, visto il tuo interesse e la preferenza rispetto al flash! P.S. anche io avevo pregiudizi verso l’uso del flash, invece è uno strumento estremamente versatile
  4. Proprio perché per quel tipo di fotografia è più indicato un contesto “vivo” (un tavolo imbandito, un tagliere, altri elementi di contorno...), perché non provi a investire circa la metà di quel prezzo in un flash? Utilizzando la luce in modo diffuso (non puntando il flash sull’oggetto ma facendo rimbalzare la luce) ottieni risultati molto validi.
  5. Ciao EIReject, è uno dei tanti kit base che svolge bene il proprio lavoro. Personalmente non amo lo sfondo in stoffa, ma è semplice sostituirlo con un cartoncino bianco (più rigido e omogeneo). Detto questo, la tua intenzione è fotografare piatti (o oggetti) su uno sfondo completamente bianco?
  6. Chi fosse interessato a confrontarsi sul tema dello storytelling fotografico, condividendo opinioni, esperienze e lavori, può farlo su questo gruppo: STORYTELLING FOTOGRAFICO Vi aspetto!
  7. Grazie Luc4, le tue parole non possono che farmi un grande piacere. E’ vero, credo che le storie che ho raccolto in Your Story siano accomunate da scelte fotografiche semplici e caratteristiche, cosa nel mio caso significa inquadrature equilibrate e inserimento nella scena. Utilizzo principalmente un 50mm, ottica piccola e luminosa che non mette in soggezione i soggetti (persone comuni) e mi permette di sfruttare al massimo la luce presente nella scena, con poche distorsioni. In pratica l’intento è che le foto non siano le protagoniste, ma lascino spazio ai contenuti. Se davvero si vede la passione della gente che lavora, non potrei che esserne felice! Per quelle di architettura l’intento è completamente diverso... Geometrie nasce infatti proprio con l'idea di tradurre lo spazio un una composizione grafica, appunto... “piatta"! Grazie davvero per l’attenzione che hai dimostrato e per il tuo commento!
  8. Ho visto alcuni dei tuoi scatti su flickr... che belli! “Storie dalla cucina e altri racconti” mi piace e attendo di saperne di più
  9. Io credo che sia sufficiente la partecipazione di qualcuno con qualche idea e punto di vista personale. Meglio pochi utenti ma coinvolti ed interessati. Vedremo... P.S. se segui il link arrivi alla storia fotografica completa
  10. Mi spiace non riuscire a stimolare una partecipazione alla discussione! Faccio un tentativo offrendo uno spunto, che deriva dal mio personale modo di intendere la fotografia (le fotografie) come strumento per raccontare. Inserisco qualche scatto tratto dall’ultima storia appena pubblicata: “Atelier Tokuda”, che parla di idee, progetti, design e minimalismo. Sul blog la presentazione della storia. [link alla storia completa in fondo al post] DAISUKE E TOMOKO TOKUDA Qui un’anteprima!
  11. Ciao Bacchinif, grazie del tuo intervento! Mi piacerebbe che questa discussione mettesse proprio in evidenza gli elementi che, come fotografi, abbiamo a nostra disposizione per veicolare un messaggio. Potrebbero essere l’utilizzo di un'inquadratura privilegiata, il richiamo costante a un certo tipo di composizione, il bianco e nero... (gli esempi sono infiniti). Elementi che, naturalmente, servano a dare forza e coerenza ad un racconto. Mi fa piacere tu abbia visitato i miei due siti, che contengono lavori fotografici di natura profondamente diversa. Non voglio parlare tanto di me e del mio lavoro in questa discussione, quanto piuttosto stimolare un ragionamento e un confronto.
  12. Ciao a tutti! Mi piacerebbe vivacizzare questa sezione stimolando un confronto sull’utilizzo della fotografia come strumento per raccontare storie. Nel mio percorso personale, che non è quello di un fotografo professionista, ho cominciato a considerare la fotografia come un linguaggio, anteponendo all’interesse per il singolo scatto la volontà di creare una narrazione. Ciò mi ha portato a interessarmi sempre meno dell’aspetto tecnico, se non quando strettamente funzionale all’espressione di un contenuto e di un messaggio. Questo tipo di approccio mi ha spinto a riflettere maggiormente sul senso della fotografia e a sviluppare diversi progetti, molti dei quali non saranno mai pubblicati e diffusi al di fuori di una ristretta cerchia (famiglia, parenti...), ma che costituiscono un importante baglio di ricordi personali. Altri invece hanno assunto una connotazione più commerciale e sono stati raccolti nel progetto fotografico che trovate in firma. L’intento di questo post non è quindi quello di condividere la singola foto o discutere di nitidezza, bokeh e sensori, quanto piuttosto quello di aprire una discussione sul ruolo della fotografia, sulla commistione con altri mezzi espressivi e sulla sua capacità di trasmettere un’idea e un messaggio. Non sul “come” ma sul “perché". Ci sono infiniti modi per raccontare storie. A volte servono molte immagini, altre volte ne bastano poche. Raramente ne basta una. Chi si fa avanti?
  13. Vivacizzo un po’ il post con alcuni scatti, fatti sempre con la mirrorless di cui sopra, abbinata ad un’ottica vintage, il Rokkor 58mm 1.4 (con anello adattatore). le tre foto sono state scattate in jpg e quella in foto è mia moglie
  14. Visto che siamo in tema architettonico, posto qualcosa anche io. Gli scatti fanno parte del progetto “Organicaâ€, che trovate QUI
  15. belle! A me piace la prima, mi piace il punto di fuga e l’uso della profondità di campo
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