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    • Come nuovo (indistinguibile o quasi indistinguibile da un prodotto nuovo)

    Salve ragazzi, Come da titolo vendo MACBOOK PRO 13 TOUCHBAR IMBALLATO, ancora da aprire ed attivare, mi è stato regalato per la laurea ma non lo utilizzo lavorando esclusivamente su windows. Disponibile a visione, scambio a mano e spedizione. Come vedete dalla foto attualmente il prezzo di mercato è di 2099€, quindi lo svendo per immediato realizzo. Si tratta dell'ultima versione (2017)

    € 1.699,00

  2. Ho deciso di scrivere qualche riflessione sull'utilizzo del MacBook Pro 13" mid 2017 con TouchBar, acquistato a novembre 2017. Le impressioni qui scritte derivano dall'utilizzo della macchina in oggetto (Intel i5 @ 3,1 GHz, 8GB LPDDR3 @ 2133 MHz, 512 GB SSD) come computer principale per tutti gli impieghi: creazione di documenti per il lavoro, fogli di calcolo, gestione posta e calendari, editing foto e occasionali montaggi video, web surfing ecc. Ho cercato di essere più sintetico dell'ultima volta, per una più facile lettura. La tastiera. Fiumi di parole sono già stati spesi (o talvolta sprecati) sulla nuova tastiera con meccanismo a farfalla. Nella mia esperienza, la tastiera mi ha aiutato a raggiungere una più elevata velocità di scrittura e una maggiore precisione. Senza dubbio occorrono alcune settimane di tempo per abituarsi, trascorse le quali si apprezza la reattività della tastiera, la sua impressione di solidità e precisione, la maggiore grandezza dei tasti. Come da molto tempo sui Mac, poi, i tasti sono leggermente concavi, per fornire un feedback tattile che, inconsciamente, ci aiuta a capire quando ci troviamo al centro del tasto e, di conseguenza, migliora la nostra precisione. Nota positiva anche sulla retroilluminazione: mi sembra più fredda come tonalità (quindi appare più moderna) e soprattutto molto più precisa, poiché dal contorno dei tasti ora praticamente non passa luce, in modo che ad essere illuminato sia solamente il segno sopra di esso. La percezione è di una tastiera ancora più moderna e compatta. Unico comportamento negativo, fortunatamente ora scomparso, riguardava il momentaneo blocco di alcuni tasti: mi capitò con due o tre tasti, praticamente due o tre volte, e l'unico rimedio era riavviare il Mac. Fortunatamente non è più capitato e sono convinto fosse un bug software oramai risolto (non ho motivo di sospettare fosse un problema hardware, visto che i tasti in questione smettevano del tutto di rispondere anche a pressioni più elevate ma tornavano al funzionamento perfetto dopo il riavvio). Il display. Avevo già esperienza sul MBP Retina late 2013, e provenendo da un non-Retina era stato un passo in avanti enorme. Con l'ultimo mid 2017 ho fatto sicuramente un altro passo avanti: rispetto al precedente, noto nettamente migliorato il contrasto e la profondità del nero, oltre che una più vasta gamma cromatica (soprattutto in rossi e verdi). Leggermente migliorata anche la luminosità massima, fattore critico quando si lavora in condizioni di elevata luce ambientale con i display lucidi (che comunque continuo a preferire a quelli opachi, secondo me ormai concettualmente superati). L'audio. Quasi sempre, in tutta la dotazione hardware di un portatile, il punto debole è l'audio: pochi costruttori prestano attenzione alla qualità del suono emesso dagli altoparlanti integrati, che risulta talvolta insufficiente per essere chiaramente percepito in ambienti rumorosi, oppure si distorce a volume elevato, o, ancora, non è equilibrato in tutte le frequenze. Rispetto a quello del late 2013, l'audio del mid 2017 è sicuramente più potente, ma anche più "rotondo" ed equilibrato. Devo comunque riconoscere che il posizionamento strategico sui bordi inferiori laterali del 2013 creava un effetto notevole con il portatile appoggiato su un tavolo, che fungeva da specchio sonoro riflettendo le onde: effetto che purtroppo spariva con il portatile appoggiato sulle ginocchia, seduto sul divano, come sono in questo momento con il 2017. TouchBar come ho scritto nella mia recensione precedente, quando ho dovuto scegliere tra modello con e modello senza TouchBar a guidarmi è stata la constatazione che, dentro al guscio, si tratta di due portatili in realtà diversi: clock di CPU diverse, schede diverse, gestione termica profondamente diversa. In più, ovviamente, la barra multi-touch OLED mi attirava per le possibilità in più offerte rispetto a dei classici tasti fisici. Non posso che essere contento della mia scelta, ed anzi aggiungere anche che, quando mi trovo con il 2013, dopo pochi minuti sento la mancanza della TouchBar per svariati compiti: modificare la vista del Finder, applicare formattazioni a testo in Pages o a celle in Numbers, cambiare il tab visualizzato in Safari, disporre dei controlli di riproduzione multimediale precisi e intuitivi, le emoji all'interno dei servizi di messaggistica, oltre che le varie scorciatoie implementate dagli sviluppatori di moltissime apps. In breve, per me tornare a un portatile senza TouchBar sarebbe un bel passo indietro, quindi un rallentamento ed un lieve ma comunque percepibile peggioramento in termini di produttività. L'autonomia. È da sempre un argomento delicato: quanti su internet si "mordono" a difendere o a ridicolizzare le autonomie delle batterie di tutti i moderni devices? Al di là del valore dichiarato da Apple (10 ore sia per il 13" sia per il 15"), mi sento di affermare che, nonostante la minore capacità della batteria di questo 2017 rispetto al precedente 2013, non ho motivo di lamentarmi. Con un utilizzo medio (luminosità dal 50% all'80%, wifi attivato, documenti vari in Pages e Numbers, internet, posta, qualche editing immagine, streaming anche con display esterno e web surfing) riesco a far tranquillamente quasi nove ore. Ad esempio, in questo momento, con batteria al 30%, monitoraggio attività mi indica 6:32 di tempo con batteria e 3:37 di tempo rimanente. Forse se si impiegasse il portatile al 100% del tempo in operazioni molto dispendiose dal punto di vista energetico, allora il 2013 avrebbe la meglio: dispone di una batteria più capiente e, sottoposto al test CPU di Cinebench, assorbe "solo" 23 W di potenza; il 2017, allo stesso test, arriva a ben 32 W (e per esperienza so che talvolta va anche oltre). Tuttavia, sappiamo tutti che il reale utilizzo non è al 100% del tempo con operazioni così impegnative: il 2017 sfrutta a suo vantaggio l'avere un consumo medio inferiore (a volte meno di 3 W contro il 2013 che difficilmente scende sotto al 6 W) e il risultato è che con un utilizzo reale non si rimpiange quasi mai una batteria più capiente. A tutto questo, bisogna aggiungere l'argomento trattato nel prossimo punto. Design e portabilità. Sono un dichiarato fan del design dei prodotti Apple e non posso nasconderlo, soprattutto per quanto riguarda i Mac: privi di inutili orpelli stilistici discutibili, eleganti grazie alla semplicità delle linee e alla qualità dei materiali, orientati solamente a ciò che conta davvero: l'esperienza utente. L'obiettivo di tale riuscito stile è quello di rendere il computer una macchina sempre più invisibile e sempre meno "presente": il focus deve essere al 100% su ciò che stiamo facendo, sul progetto al quale stiamo lavorando, e l'aspetto "macchina" non deve mai distrarci dal nostro lavoro. So che può sembrare un gioco di retorica, ma non è così: il Mac vuole farci dire "sto lavorando al mio progetto", non "sto lavorando al computer". Attraverso schermi sempre più realistici, gusci sempre più sottili e sempre nuove possibilità di interazione, la distanza tra noi e il lavoro che svolgiamo sulla macchina viene sempre accorciata: il computer diventa un mezzo talmente diretto da sembrare quasi solo la cornice del contenuto al quale lavoriamo. Ecco perché, nonostante iniziali timori, mi trovo d'accordo con la scelta di una batteria leggermente più piccola per ottenere uno spessore e - soprattutto - un peso ridotto: l'impressione complessiva è quella di una macchina sempre all'avanguardia, eppure così leggera e a portata di mano. Gestione termica. Nonostante lo spessore ridotto, la termica di questo portatile è eccezionale, soprattutto considerando che Apple ha spesso permesso temperature sopra alla media, rispetto agli altri produttori, per il suo hardware. Con utilizzo medio/leggero, le due ventole (è una sola nel modello senza TouchBar) sono praticamente sempre ferme, ovvero 0 rpm assoluti. In questo momento, con Safari aperto su questo forum, anteprima ed un'app di messaggistica, 0 rpm e temperatura CPU di neanche 40°. La possibilità di tenere le ventole ferme si traduce in risparmio energetico (il 2013 ha velocità minima di 1300 rpm), mentre le temperature più basse fanno la differenza quando si tiene il portatile sulle ginocchia: è pressoché freddo. Ovviamente, quando il lavoro si fa molto impegnativo, le ventole intervengono in modo tempestivo e le temperature superano raramente i 90° (parlo comunque di stress test appositamente effettuati, non di situazioni reali). Ultima nota, il raffreddamento è molto veloce: dopo una situazione di stress a 90°, il computer impiega poco più di un minuto per ritornare a temperature ordinarie, e dopo meno di cinque minuti le ventole sono di nuovo a 0 rpm. USB-C. Molto discussa, in queste ultime generazioni di portatili Apple, la sola presenza del solo standard USB-C come unica porta per tutti gli impieghi: ricarica, periferiche di archiviazione o video: qualunque connessione passa obbligatoriamente da qui. Non posso parlare a nome di tutti (ad esempio di chi lavora con foto e avrebbe tanto desiderato che Apple salvasse almeno il lettore SD card), ma nella mia esperienza ho rimpianto poco le altre porte. Una buona pendrive SanDisk con doppia porta (USB-C e standard) ha risolto i problemi per lo scambio file, e la velocità con il nuovo standard è leggermente più alta. Per completezza ho acquistato un hub multiporta Satechi del quale spero di riuscire a scrivere una recensione. Altri vantaggi del nuovo standard sono la possibilità di ricarica sul lato che preferiamo, la possibilità di collegamenti a cascata (con Thunderbolt 3) e un aspetto sul quale secondo me si è riflettuto ancora poco. In passato è stata criticata la scelta dei produttori di creare standard proprietari e connettori sempre diversi, obbligando i consumatori ad acquistare cavi e adattatori. Personalmente mi auguro che l'USB-C si diffonda come nuovo standard vista la sua versatilità e l'intenzione di molti produttori (Apple in primis) di adottarlo come unico standard. macOS. Non è questo il luogo per commentare l'OS dei computer Apple, e soprattutto non ne avrei nemmeno lontanamente le capacità o l'autorità: purtroppo, però, High Sierra non può essere definita la versione più fortunata del sistema operativo. Alcuni bug piuttosto seri (fortunatamente ora quasi del tutto risolti) ed una gestione energetica ancora migliorabile sono le due annotazioni che mi sento di proporvi. Per tutto il resto, però, non c'è motivo di lamentarsi: è un Mac, e come tutti i Mac riesce sempre alla perfezione nel suo scopo, ovvero permetterci di dedicarci, ogni giorno e sempre meglio, al nostro lavoro ed alle nostre passioni. Aggiornerò sicuramente qualora mi venissero in mente altre caratteristiche degne di nota di questo portatile che, ad oggi, è sicuramente una soddisfazione in tutti gli impieghi.
  3. Introduzione Dopo quasi un mese di utilizzo, ho deciso di scrivere le mie impressioni sull’utilizzo del mio nuovo MacBook Pro 13” con TouchBar, modello mid 2017. Nelle righe che seguono non troverete analisi prestazionali specifiche, benchmarks o stress test sulla durata della batteria: mi limiterò a descrivere le impressioni avute durante l’utilizzo ed alcune considerazioni personali. Mi sono concentrato in particolare sugli aspetti più salienti di questa nuova generazione di portatili: TouchBar, TouchID, Trackpad Force Touch, ecc. Sono utente Mac da svariati anni: nel 2010 iniziai ad usare il MacBook di casa, nel 2013 acquistai il mio MacBook Pro 13” (late 2013) e, appunto, un mese fa l’ultimo mid 2017. Mi scuso fin da subito per la lunghezza del post: non ho rimosso nulla da quelle che sono state le mie considerazioni pre-acquisto, post-acquisto e di utilizzo di questo nuovo portatile. Ecco le caratteristiche principali del modello da me acquistato: Retina display 13" Intel Core i5 7° gen @ 3,1 GHz (TurboBoost @ 3,5 GHz) "Kaby Lake" 8 GB LPDDR3 RAM @ 2133 MHz 512 GB SSD TouchBar e Touch ID Considerazioni pre-acquisto Al momento della scelta del nuovo MacBook, non avevo grandi dubbi. Conosciamo già la gamma di portatili Apple, quindi ecco le considerazioni personali che mi hanno guidato: MacBook Air: l'assenza del Display Retina è stata sufficiente da sola ad escludere il modello, poiché dopo aver abituato gli occhi ad un Retina è impossibile tornare indietro. MacBook Retina: mi è sembrato abbastanza limitato per le mie esigenze, non soltanto dalla presenza di un'unica porta USB C, ma anche dalla gamma di processori disponibili. MacBook Pro 15": macchina interessantissima ma difficilmente raggiungibile con il mio budget, oltretutto con un SSD non proprio capiente (256 GB); ha sicuramente dalla sua il vantaggio della grafica dedicata, che tuttavia non era mia priorità, e dei 16 GB di RAM. MacBook Pro 13": la mia scelta non per esclusione, ma per la possibilità di avere un portatile sostanzialmente completo (RAM e processori adeguati, display fantastico, eccezionale portabilità e un'autonomia ragguardevole (dichiarata). Ho preferito il modello con TouchBar non soltanto per curiosità di provare questa nuova interfaccia hardware, ma anche per le differenti caratteristiche tecniche. Si potrebbe pensare che tra i due portatili (con o senza TouchBar) l'unica differenza sia la presenza di una riga di tasti fisici o una barra touch OLED, ma non è così: le grafiche e i processori sono diversi, così come l'architettura interna. In pratica si tratta di due portatili diversi, ma resi quasi identici solo esteticamente. Non per ultima una caratteristica che, testata in Apple Store, mi ha rapito per velocità, comodità e efficacia: Touch ID. Avendo un iPhone 5 non ho mai utilizzato questa tecnologia, ma ho intuito che sul MacBook avrebbe potuto essere un grande aiuto. Ho aggiunto infine alla ricetta un SSD consistente, da 512 GB, sufficiente ad archiviare senza preoccupazioni tutti i files per i prossimi anni di utilizzo (il precedente MacBook era stato acquistato, per ragioni di budget, da 256 GB). Considerazioni post-acquisto È inutile che io perda tempo a descrivervi che cosa significa, per noi appassionati, aprire la confezione di un nuovo gingillo Apple: conoscete tutti il profumo caratteristico che ha, la minimalista eleganza dell'imballaggio, la cura con la quale ogni dettaglio è pensato e creato. Tolte le pellicole protettive avvio subito il MacBook, che - impostato ID Apple e poche altre preferenze - è pronto in pochi minuti a farsi conoscere. Primo ciclo di carica della batteria: prendo il caricatore per collegare il MacBook alla presa. Prima perplessità. Dov'è finito il mio amato connettore MagSafe, che più di una volta salvò il computer da rovinose cadute a terra? Niente MagSafe, ma lo sapevo già: la ricarica avviene attraverso una delle quattro porte USB C, due per lato. È vero, la necessità (o il desiderio?) di creare un portatile ancora più sottile e leggero ha imposto ai progettisti la rimozione di alcune praticamente tutte le porte alle quali eravamo abituati. Il mio precedente e fedele MacBook Pro late 2013 aveva parecchie porte. Lato sinistro: Connettore MagSafe utilissimo e comodissimo; 2 porte Thunderbolt 2 usate principalmente con HDD esterni non miei; 1 porta USB 3.0 per tutti gli usi; jack cuffie 3,5 mm per le mie EarPods (ebbene sì); Lato destro: 1 porta USB 3.0 per tutti gli usi; 1 porta HDMI per i film sulla TV; Lettore SD card per le varie fotocamere / schede di memoria console portatili ecc; Adesso, invece, ho semplicemente due porte Thunderbolt 3 (USB C) per lato, più un jack cuffie 3,5 mm sul lato destro (al quale ogni tanto mi rivolgo domandandogli "Che ci fai tu ancora lì?" e che successivamente ringrazio di essere ancora lì). Affronterò la questione "porte" in modo personale, relativamente alla mia esperienza ed alle mie esigenze: quello che scriverò è pertanto solamente il mio punto di vista, che non pretende assolutamente né di essere l'unico né di essere indiscutibile. Era da qualche tempo sempre che, soprattutto per periferiche non mie o non di uso frequente, sbagliavo categoricamente il verso per collegare l'USB. L'assenza poi di un feedback fisico, un "clic" netto e preciso, che indicasse il corretto collegamento, mi ha sempre lasciato perplesso. Infine le dimensioni: sappiamo tutti che oramai esistono dispositivi in cui è più grande il connettore USB che la periferica vera e propria (ricevitori mouse, memorie flash, ecc). Tutto questo con l'USB C finisce, e sto volutamente tralasciando - per il momento - i notevoli miglioramenti in termini di velocità di collegamento, possibilità offerte, ecc. Ma eravamo davvero già pronti per questo cambiamento? I figli di papà / bimbim****ia / gagni che a 12 anni "fanno le recenZioni su iuttubb dei nuovi prodotti eppol" no ok così non si può scrivere, ricomincio. I fan più sfegatati della Mela sostengono che Apple, con la forzatura verso questa nuova USB C, abbia esclusivamente e meravigliosamente (cit.) compiuto un passo avanti, staccato la concorrenza e aperto ancora una volta le strade al futuro. Gli scassaca**o criticoni che ne hanno sempre una da dire / Windowsiani convinti a qualunque costo sempre e per sempre / sotuttoioetucomprisoloperchèc'èunamelasopra no ok, neanche questo si può dire. I più critici, invece, sostengono che i tempi non fossero ancora maturi per il completo passaggio al nuovo USB C, e soprattutto che eliminare alcune porte (vedi lettore SD card in particolare) da un computer come il MacBook Pro sia stato un grande sbaglio. Anche quando, con l'avvento dei MacBook Pro Retina, Apple eliminò il lettore ottico, furono in molti a scatenare una convinta apologia di questo supporto: "Come farò a masterizzare la mia musica? E le foto? E le installazioni di programmi o OS?". Più o meno, questa era la musica, appena nel 2012 (cinque anni fa, solo cinque). Onestamente qualcuno di voi rimpiange, oggi, l'unità ottica? Onestamente qualcuno di voi ne avrebbe bisogno più volte a settimana? Non credo (mia opinione, sempre!). Potremmo ipotizzare che la porta USB "tradizionale" sia destinata a stessa fine entro qualche anno. Inoltre, il completo passaggio al nuovo standard ha alleggerito e migliorato il profilo estetico: guardate voi stessi quanto è pulito e piacevole da vedere il bordo di un MacBook con le sole porte USB C: niente più gigantesse come l'HDMI o Ethernet (ve la ricordate?). Sempre a proposito del profilo estetico, voglio rimarcare un piccolo dettaglio: sono sparite le sigle, i simboli e le indicazioni impresse a fianco delle porte. Certo, non avrebbe avuto senso scrivere quattro volte "USB C", ma - per dire - è anche sparito il simbolo delle cuffie a fianco del connettore jack. Ho apprezzato anche lo spostamento dei microfoni, dal bordo laterale all'interno delle griglie degli altoparlanti (la resa è migliore e l'estetica è diventata ancora più pulita). Ma torniamo alle porte. Personalmente non ho mai rimpianto l'Ethernet già sul mio late 2013, così come oggi non rimpiango troppo la Thunderbolt 2 o l'HDMI. Forse, come ho già scritto più sopra, avrei risparmiato il lettore SD card: dover collegare l'adattatore per copiare foto non è proprio il massimo della comodità. Stesso discorso per la pendrive Sony USB 3.0 che uso ormai da anni: utilizzo un hub multiporta Satechi del quale spero di poter scrivere una breve recensione al più presto. Ho inoltre pianificato l'acquisto dell'interessante pendrive multiporta (USB C / USB 3.0) proposta da SanDisk. A pensarci bene, concludendo, molto meglio il completo passaggio al nuovo standard piuttosto che una bizzarra via di mezzo, un po' di porte USB C più HDMI, USB 3.0, ecc, che senso avrebbe avuto? Perché continuare a conservare le porte precedenti, quando ora c'è una porta unica, versatile e potente che può svolgere tutte le mansioni? È vero, forse quasi tutti pensiamo che i tempi non siano ancora maturi, ma pensate a quando il MacBook avrà qualche anno sulle spalle (sono macchine che possono durare davvero parecchio): l'USB C si diffonderà anche sui portatili della concorrenza, e noi utenti Mac saremo al passo con i tempi anche con un portatile magari con già tre o quattro anni. La possibilità di collegare a caricare il MacBook indifferentemente da un lato o dall'altro, unita alla praticità della porta, alle sue dimensioni e alle sue possibilità, tirano - secondo me - l'ago della bilancia a favore della scelta della Mela. Non saranno d'accordo con me i fotografi che utilizzano quotidianamente le SD, ad esempio, ma lo sappiamo, con Apple è così: o accetti le scelte talvolta radicali di Cupertino, e nella maggior parte dei casi resti alla fin fine soddisfatto, oppure è meglio cercare altrove. Un'altra interessante novità di questo modello (almeno per me, visto che in realtà è stata introdotta nel 2016) è quella accattivante striscia touch OLED sopra la tastiera, al posto dei tasti funzione. È davvero così utile ed irrinunciabile? Quali concreti vantaggi offre? Non è facile rispondere a queste domande e non intendo farlo io in maniera assoluta: a decretarlo sarà la quantità di utenti che sceglieranno di avere o no un portatile con TouchBar. Le mie impressioni, al momento, sono più che positive. Mi è occorso un periodo di tempo per abituarmi all'assenza dei tasti fisici, soprattutto per le regolazioni quotidiane come luminosità, volume ecc, ma dopo il primo periodo ci si abitua e si apprezza la maggior rapidità offerta dalla TouchBar nel mostrarci alcune opzioni aggiuntive, contestualizzate in base a ciò che stiamo facendo. Ad esempio, in qualunque campo di scrittura (che sia quello di un forum oppure un documento di Pages) ci vengono mostrate le opzioni di formattazione del testo (allineamento, colore, grassetto, corsivo, elenchi puntati, ecc). Navigando con Safari, disponiamo invece della possibilità di cambiare pannello con un semplice tocco, oppure di aggiungere un preferito o abilitare la vista Reader. Non mi soffermo sulla creazione di una inutile lista di esempi, ma aggiungo che generalmente le funzionalità della TouchBar sono anche personalizzabili per ogni applicazione (Menù Vista > Personalizza TouchBar). Quanto a luminosità, si rimane molto soddisfatti. Non è regolabile (e questo magari verrà modificato con un aggiornamento futuro), tuttavia è sempre più che sufficiente a vedere le icone presenti su di essa, anche nelle condizioni più impegnative (utilizzo vicino a forte fonte di luce). Per "metterla in crisi" e far diventare un po' più difficoltosa la visibilità, occorre avere proprio una forte luce (sole) direttamente su di essa: in questo caso, le icone restano visibili ma in modo meno chiaro: comunque nulla di preoccupante, e si tratta di casi estremi. In sintesi, questa nuova TouchBar rende possibili nuovi metodi di interazione con la macchina e con ogni utilizzo quotidiano: parlare di rivoluzione è probabilmente esagerato (non me ne vogliano i fan di cui parlavamo prima), ma quando passo dal mio nuovo con TouchBar al mio late 2013, ne sento la mancanza. Quella striscia di tasti fisici, adesso, mi sembra obsoleta, superata: un metodo di input del quale ora esiste una versione migliorata, più versatile ed intelligente, che permette di eseguire alcune operazioni risparmiando tempo (talvolta non poco!) ed in modo più intuitivo. Non mi stupirei se Apple in futuro ne aumentasse ancora le potenzialità. Non posso non menzionare anche Touch ID. Il favoloso, velocissimo e praticissimo Touch ID. Come ho scritto prima, avendo iPhone 5 non ho mai utilizzato questa tecnologia. Provata in Apple Store, mi ha davvero conquistato. Sul lavoro spesso utilizzo il mio MacBook, ma, essendo spesso interrotto, preferisco bloccare lo schermo (opzione aggiunta con High Sierra, cmd+control+Q). affinché occhi indiscreti non si interessino ai documenti ai quali lavoro. Sono sempre stato abituato ad utilizzare password medio-lunghe, poiché per esperienza so che quelle brevi (quattro o cinque lettere) sono facilmente leggibili da chi ci è di fianco ed assiste all'inserimento. La presenza di Touch ID mi semplifica l'accesso al Mac, che posso bloccare ogni volta che lo reputo necessario e poi sbloccare con un semplice tocco. Il riconoscimento dell'impronta è praticamente istantaneo, e non sbaglia mai un colpo. Inoltre, è progettato in modo da migliorarsi con il tempo: ogni volta che la nostra impronta viene correttamente riconosciuta, Touch ID fa in modo che il prossimo riconoscimento sia ancora migliore. Tale caratteristica è apprezzabile soprattutto durante i primi giorni di utilizzo. Voglio scrivere due parole anche sul trackpad Force Touch, non avendolo mai utilizzato prima. Non ho mai apprezzato particolarmente il clic fisico fin da quando utilizzo Mac, quindi ho da sempre abilitato l'opzione "tocca per fare clic". Penso (ma magari mi sbaglio) che la maggior parte degli utenti abbia attivato quell'opzione nelle preferenze trackpad. Il clic fisico mi è sempre sembrato troppo rigido, secco, uno sforzo ed un rumore inutile che potevano essere sostituiti con un semplice tocco. Con il nuovo trackpad la situazione è decisamente cambiata. Il clic "fisico" che non è più realmente fisico (si tratta di una simulazione prodotta dal Taptic Engine sotto la superficie in vetro) è molto più "soffice": occorre meno forza per ottenerlo, il rumore è quasi impercettibile, la sensazione sotto al dito è decisamente più appagante. Da notare il fatto che, nonostante sembri davvero che il trackpad si muova quando facciamo clic, la superficie in vetro sia in realtà statica: basta fare una prova a computer spento per accorgersene, e restare qualche minuto increduli a provare e riprovare, come il sottoscritto, e rendersi quindi conto di quanto sia accurato il feedback tattile riprodotto dal Taptic Engine. Ovviamente le dimensioni importanti consentono una maggiore versatilità e libertà di movimento nelle azioni di tutti i giorni. Il "clic deciso", come lo chiama Apple, amplia le possibilità offerte dal trackpad in modo difficilmente immaginabile. Prima di provarlo ero scettico, e non pensavo potesse davvero esser così significativo. Con l'utilizzo, invece, mi sono ricreduto: il clic deciso offre diverse possibilità in svariate situazioni: rinominare i files, vedere anteprime internet o anteprime mappe, aggiungere eventi o date al calendario, aggiungere contatti o indirizzi, ecc. Si tratta di un affinamento all'esperienza utente in stile Apple: non stravolge, ma lima, rifinisce, migliora, amplia, senza fare scalpore ma rendendo di fatto "meno preferibile" un trackpad non di questo tipo. Anche la tastiera costituisce una caratteristica controversa dei più recenti portatili con la Mela. C'è chi la odia, c'è chi la ama: a quanto pare non esistono vie di mezzo. Ammetto che all'inizio non mi sono trovato particolarmente bene: mi sembrava che la corsa dei tasti così ridotta, anziché aiutare la velocità, non facesse che aumentare la quantità di errori commessi durante la digitazione. Dopo qualche settimana di utilizzo mi sono ricreduto: dopo essersi abituati, si ritrova la consueta velocità e la si può anche migliorare. Si tratta di adeguare la spinta impressa dalle dita sui tasti: quando, inconsciamente, ci abituiamo al minor sforzo necessario all'affondo del tasto, tutto inizia a migliorare. Si ha la sensazione che i tasti non siano "bolle d'aria", ma piuttosto clic meccanici precisi e controllati. Anche i tasti sono ridisegnati: oltre che essere più "vicini" alla scocca d'alluminio, sono anche più grandi. Anche la retroilluminazione mi sembra qualitativamente migliore: la luce ora è quasi esclusivamente visibile sulle lettere e sui segni sui tasti, e non intorno ad essi. L'impressione, secondo me, è di un'aumentata qualità percepita, oltre che di maggior precisione e compattezza del disegno complessivo. Lo sforzo profuso nel creare una tastiera più reattiva e più precisa è sicuramente apprezzabile, tuttavia si tratta di gusti. Su internet si leggono opinioni contrastanti, come dicevo, tuttavia mi sento di schierarmi tra i "pro-meccanismo-a-farfalla": l'esperienza d'uso finora è stata più che soddisfacente (nonostante l'iniziale periodo non completamente convincente) e, adesso, non ho nulla di cui lamentarmi. Per ora non posso esprimermi sulla durata della batteria: non ho eseguito analisi né monitorato le attività per creare dati empirici. Inizialmente ero perplesso dalla riduzione della sua capacità (da circa 75 Wh a circa 50), e i primi giorni (in cui la continua copia di dati, sincronizzazione iCloud e indicizzazione disco) mi delusero un po'. Dopo il primo periodo, però, tutto è sembrato tornare alla normalità, e - per adesso - mi sento di affermare che la riduzione della capacità della batteria sia adeguatamente compensata dalla riduzione del consumo energetico di tutto il sistema. Un solo dato secondo me è già significativo, e si tratta del consumo energetico totale del sistema misurato da iStat Menus. A parità di utilizzo (navigazione con Safari su pagine web analoghe e nessun processo in background, con luminosità uguale), il nuovo mid 2017 assorbe tra i 3,5 ed i 4,5 W, mentre il late 2013 oscilla tra un minimo di 7 e picchi di 12,5 W, con una media indicativa di 8 W: si tratta di valori significativi che dimostrano come, generazione dopo generazione, i componenti vengano ottimizzati e resi sempre più parchi nei consumi. Per tutto il resto, è un Mac. Chi utilizza i portatili della Mela sa che cosa intendo: la semplicità d'uso, l'armonia tra le varie App e le varie funzioni, la piacevolezza delle rifiniture sia software sia hardware, la sensazione di lavorare con macchine qualitativamente curate ed affidabili, amichevoli ma professionali allo stesso tempo. I prodotti Apple sono un'insieme di piccole sottigliezze e dettagli: display ineguagliati, design puro ed essenziale, materiali di prima scelta, feedback caratteristici, gesti, scorciatoie e funzionalità alle quali ci affezioniamo e rimpiangiamo quando siamo costretti ad altri OS, stabilità e - non dimentichiamocelo - una rete di assistenza senza paragoni con altri marchi. È un insieme di sensazioni difficile da descrivere, soprattutto a chi non ha mai utilizzato un Mac: un computer diverso da tutti gli altri, in tutto ciò che questo comporta. L'impressione generale è quella di una macchina esteticamente bella, potente e versatile. Ovviamente al momento dell'acquisto occorre considerare le proprie esigenze: se avessi avuto bisogno di effettuar quotidianamente montaggi video o editing foto "massiccio", avrei sicuramente optato per un 15" con scheda grafica dedicata e processore quad-core i7, tuttavia nel mio caso la priorità è la portabilità, data dalle dimensioni più compatte. Questo ovviamente non significa che un 13" non sia in grado di portare a termine operazioni più complesse qualora sia necessario: si tratta ugualmente di macchine potenti, ed anche le grafiche integrate ultimamente stanno facendo passi in avanti notevoli. Inoltre, solitamente un utente Mac non è interessato alla pura potenza, quanto piuttosto alla versatilità, all'immediatezza, all'affidabilità. Tutto questo chi usa un Mac lo sa bene; questa edizione 2017 del MacBook Pro è un affinamento di una macchina già consolidata, ed oggi oggettivamente riconosciuta come un punto di riferimento per tutti i portatili in commercio. Spero di non avervi annoiati con questa lunga lettura, e sarà mia cura aggiornare il contenuto con informazioni o opinioni che mi renderò conto di aver dimenticato, oltre che rispondere alle eventuali domande di Voi stimati colleghi. Grazie per la lettura! P.S. Il commento della mia ragazza, dopo averle fatto notare la lunghezza del post: "Io ti bannerei".
  4. Mentre scrivevo un post proprio qui sol forum mi sono messo a giocare con alcune opzioni presenti sulla TouchBar. In particolare, mi ha colpito la presenza di una sorta di "selezione colore", con il quale aggiungere un colore ad una scelta chiamata "campioni". Ecco la sequenza: siamo in un campo di testo, quindi la TouchBar mostra anche le opzioni per il colore. Una volta selezionata la "A" colorata, ecco che arriviamo alla scelta del colore. Se premiamo sul selettore a sinistra a fianco della "X", possiamo scegliere quale modalità utilizzare per impostare il colore. Selezioniamo "campioni". Ed ecco visibile il pasticcio che ho combinato Qualcuno di voi sa se esiste (e penso esista) un modo per rimuovere i colori memorizzati utilizzando il tasto"+"?
  5. Ciao, ho comprato da poco un MBP 15' con touch bar, ho notato che rispetto al mio "vecchio" MBP Retina (non touch) lo schermo del nuovo MacBook Pro ha una luminosità diversa, forse minore ma soprattutto con colori decisamente più "caldi". avete notato anche voi? grazie
  6. Ciao a tutti, vi scrivo per chiedervi un consiglio. Sto per comprare un nuovo Macbook pro da 13 pollici e attualmente sono indecisa tra il Macbook Pro Retina da 13' del 2015 e il Macbook Pro Retina del 2016 SENZA touch bar. Secondo voi quale mi conviene di più? La scelta è tra questi due perché non vorrei spendere delle somme troppe eccessive. Grazie in anticipo per il vostro aiuto
  7. Buonasera a tutti, sono un nuovo utente e avrei bisogno del vostro aiuto su un possibile acquisto che sto pensando di fare. Sono interessato al nuovo MacBook Pro da 15" con Touch Bar e sono indeciso tra due configurazioni Hardware: A) Hardware (MLH42T/A) Intel Core i7 quad-core a 2,7GHz (Turbo Boost fino a 3,6GHz) 16GB di memoria a 2133MHz Unità SSD PCIe da 512GB Radeon Pro 455 con 2GB di memoria B) Hardware (Z0SG) Intel Core i7 quad-core a 2,6GHz (Turbo Boost fino a 3,5GHz) 16GB di memoria a 2133MHz Unità SSD PCIe da 512GB Radeon Pro 460 con 4GB di memoria Il mio dubbio sta proprio nella scelta del processore, cambia effettivamente qualcosa? Su cosa mi conviene puntare: un processore 1 gradino sotto (i7 da 2,6GHz) ma con la Radeon Pro da 460 con 4GB? oppure il processore gradino sopra (i7 da 2,7GHz) ma con la Radeon Pro da 455 con 2GB? Vi ringrazio anticipatamente
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