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Fotografi@Italiamac Flickr Group


firstangel999
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Anch'io l'altro giorno sono andato per insettame vario, ma col 135mm non è che possa fare sto granchè, manco invertendo il 50ino (non sono capace...).

Però un paio di libellule carine son venute! :DD

Flickr PentaxPhotoGallery marcocappellari.net “If you find yourself out shooting a client and you are saying in your head. “UHH… I’ll fix that later in photoshop…†stop what your are doing and slap yourself as hard as you canâ€-Zack Arias

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una macro di oggi..

di meglio non sono riuscito afare... troppo vento,poca luce...

ogni volta spiegare la differenza tra macro e close-up.. :DD

il problema è che a cagliari c'è sempre vento... domani sveglia alle 6 e vediamo che succede

prova a riparare dal vento i tuoi soggetti.. un giacchino e due rami piazzati a dovere. ;)

Vi riposto uno scatto di alcuni thread fà........Tutti i commenti sono ben accetti.

mancate le geometrie.

ma la desolazione dell'aquila.. palpabile. :ghghgh:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

www.stefanodruetta.com

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il problema è che a cagliari c'è sempre vento... domani sveglia alle 6 e vediamo che succede

Succede che è tardi e non combini nulla. Devi uscire di casa che è buio!

Io l'altro giorno quando sono uscito di casa non dico che era notte ma stavano spuntando le prime luci.....

Il tempo di arrivare a mare....fare un pò di strada sulla spiaggia in cerca del posto...monta il cavalletto....trikkettrakke ed era già giorno:(

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concordo.

ad aprile per uno shooting che dovevamo fare a ridosso dell'alba, prevista intorno alle 8 se non ricordo male, alle 5 eravamo già tutti in pista sul luogo dello shooting. ok che c'era da preparare e sistemare un po' più di macchina e treppiede, però non si sa mai. meglio un'ora prima che 5 minuti dopo, no?

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

www.stefanodruetta.com

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Succede che è tardi e non combini nulla. Devi uscire di casa che è buio!

Io l'altro giorno quando sono uscito di casa non dico che era notte ma stavano spuntando le prime luci.....

Il tempo di arrivare a mare....fare un pò di strada sulla spiaggia in cerca del posto...monta il cavalletto....trikkettrakke ed era già giorno:(

al mare cirrivoin 5minuti e parto già con tutto pronto da stasera... alzarmi prima è troppo...:puking:

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macro 1:1 ?

da 1:1 in avanti. o quei fiori erano grandi grandi 3-4mm o quella non è una macro. :puking:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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ogni volta spiegare la differenza tra macro e close-up.. :puking:

prova a riparare dal vento i tuoi soggetti.. un giacchino e due rami piazzati a dovere. :puking:

mancate le geometrie.

ma la desolazione dell'aquila.. palpabile. ;)

Scusami cosa intendi per geometrie mancate?

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Scusami cosa intendi per geometrie mancate?

;)

come spiegarmi...

hai presente quando cerchi di fotografare una cosa quadrata, che invece nell'immagine che ne fai ha, che so, la forma di un trapezio o di un rettangolo, invece di essere quadrata? è una geometria mancata.

ora, a mio avviso fotografare un ambiente con delle geometrie tanto chiare quanto quelle di un portico simile [il fatto che viva a torino e dica queste cose non penso sia del tutto casuale], dovrebbe in linea teorica metterti nella condizione di osservare l'ambiente in maniera geometrica.

vediamo se riesco a farti vedere cosa vedo io che non va. :ghghgh:

db2df

in verde le bisettrici.

in giallo il reticolo dei terzi.

in fuschia le linee di fuga, in fuga sparpagliata direi :puking:

secondo me, ma anche terzo e quarto me, i portici son roba che va presa con le pinze e le geometrie vanno rispettate al millimetro. il fuoco delle linee di fuga, per me, deve cadere dalle parti della bisettrice verticale [che poi si trovi più in alto o più in basso della bisettrice orizzontale e quindi del centro del fotogramma, ha meno importanza, e soprattutto può avere un perchè ;) ].

penso che la cura nelle geometrie, quando si fotografi un'architettura, faccia inequivocabilmente la differenza tra la fotografia turistica mod. passo-"vedo"-click-riguardo a casa, e la fotografia fatta consapevolmente.

edit: sono stato traviato durante l'adolescenza.. maledetti libri di storia dell'arte [maledetto me che preso dalla foga di dimenticare il liceo li ho venduti.. :) ] con le loro miniature dei quadri, riportanti il reticolo delle linee di fuga.. tutti così precisi, così geometrici, traboccanti rigore e bellezza... :puking:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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Succede che è tardi e non combini nulla. Devi uscire di casa che è buio!

Io stamattina sono riuscito a godermi la prima alba…c'erano delle sfumature verde acqua verso le 5.20 che parlavano da sole :puking:

«Learn all you can from the mistakes of others. You won't have time to make them all yourself» A. Sheinwold

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3 minuti di freehand, sai che roba.. :puking:

sì comunque sto detestando sta convalescenza. ma tant'è, comunque gli amici sono al mare... certo avrei preferito andare in bici tutti i giorni come avevo in programma, per affinare l'allenamento e soprattutto i lardominali...

ho già praticamente finito il libro di gilardi [e mi sta venendo voglia di andare ad incontrarlo, se non ho capito male vive ad alessandria :puking: ] e sono a un buon punto con ghirri, che mi sta tremendamente sul -volatile- ma d'altronde è un paesaggista:

"eh io ho una sensibilità per la luce che il fotogarfo di studio non avrà mai, perchè lui ha il controllo della luce e io no, nel senso, io ce l'ho ma in maniera diversa"

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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ho già praticamente finito il libro di gilardi [e mi sta venendo voglia di andare ad incontrarlo, se non ho capito male vive ad alessandria :puking: ]

Oh…è Ando…se s'impegna si teletrasporta lui da te :puking:

"eh io ho una sensibilità per la luce che il fotogarfo di studio non avrà mai, perchè lui ha il controllo della luce e io no, nel senso, io ce l'ho ma in maniera diversa"

Quindi 'sto tizio lo consigli o no?

La frase io la interpreterei un po' diversamente, un paesaggista sicuramente è in grado di cogliere le leggere variazioni di luce senza esser certo che vi siano.

Mi spiego meglio, in studio sposti una luce e valuti di conseguenza. In natura sembra tutto immobile, ed invece cambia ad ogni istante. In questo senso sicuramente occorre sensibilità…ma metterla in quei termini sembra che dica "io sono figo perché uso luce naturale e voi pirla perché avete vita facile con luce artificiale" ;)

ps. ma per vedere 2 foto di Ghirri online tocca pregare in turco cipriota?

«Learn all you can from the mistakes of others. You won't have time to make them all yourself» A. Sheinwold

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eccerto che lo consiglio, ghirri è uno dei grandi fotografi italiani [vero, in rete si trova poco o niente], e le sue lezioni sono materiale prezioso e interessante, per quello che ho letto sin'ora. ;)

sì la tua valutazione è corretta, anch'io la interpreto in quel modo, e sono io a dargli l'intonazione del "son figo perchè uso la luce naturale".

per esperienza personale, l'attenzione alla luce che DEVE venirti fotografando in studio [proprio perchè ne hai il controllo], la puoi portare anche fuori. e cambia tutto, veramente, le variazioni le noti di più, le direzioni, i tipi di luce.. e in base a questo si riesce anche a capire come sfruttare a proprio vantaggio una luce che non si può modificare [nel caso di un ritrattista come oserei definirmi :puking: capisci come spostare il tuo soggetto in funzione della luce disponibile]. non ultimo, vien spontaneo accorgersi quando ha senso provare a fare una foto, e quando invece si può star certi di un risultato per nulla interessante. se prima pensavo che aver sempre con sé la macchina foto permettesse di alzare le probabilità di fare una buona foto, ora la tiro fuori solo se ne ho una sorta di certezza. nel senso che, soprattutto grazie all'esperienza in studio, penso di aver imparato a valutare se e quando andrò incontro ad una foto di cacca o meno. :puking:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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Regà.. manuali per Aperture3 .. che non superano i 15€.. ne esistono???!! :puking:

“Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietraâ€. Antoine de Saint-Exupery

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;)

come spiegarmi...

hai presente quando cerchi di fotografare una cosa quadrata, che invece nell'immagine che ne fai ha, che so, la forma di un trapezio o di un rettangolo, invece di essere quadrata? è una geometria mancata.

ora, a mio avviso fotografare un ambiente con delle geometrie tanto chiare quanto quelle di un portico simile [il fatto che viva a torino e dica queste cose non penso sia del tutto casuale], dovrebbe in linea teorica metterti nella condizione di osservare l'ambiente in maniera geometrica.

vediamo se riesco a farti vedere cosa vedo io che non va. :ghghgh:

db2df

in verde le bisettrici.

in giallo il reticolo dei terzi.

in fuschia le linee di fuga, in fuga sparpagliata direi :puking:

secondo me, ma anche terzo e quarto me, i portici son roba che va presa con le pinze e le geometrie vanno rispettate al millimetro. il fuoco delle linee di fuga, per me, deve cadere dalle parti della bisettrice verticale [che poi si trovi più in alto o più in basso della bisettrice orizzontale e quindi del centro del fotogramma, ha meno importanza, e soprattutto può avere un perchè ;) ].

penso che la cura nelle geometrie, quando si fotografi un'architettura, faccia inequivocabilmente la differenza tra la fotografia turistica mod. passo-"vedo"-click-riguardo a casa, e la fotografia fatta consapevolmente.

edit: sono stato traviato durante l'adolescenza.. maledetti libri di storia dell'arte [maledetto me che preso dalla foga di dimenticare il liceo li ho venduti.. :) ] con le loro miniature dei quadri, riportanti il reticolo delle linee di fuga.. tutti così precisi, così geometrici, traboccanti rigore e bellezza... :puking:

più che le geometrie qui è sbagliata la focale che schiaccia troppo questo portico e lo fa sembrare un panello appeso ad un muro, manca completamente della profondità reale della scena, la via di fuga non si muove di un millimetro dal punto del suo inizio :ghghgh: ............... comunque hai ragione è una questione di geometrie mancate, una delle soluzioni era una focale diversa

SEMBRA FACILE MA NON é DIFFICILE

;)

Una mela al giorno leva il medico di torno .... mumble mumble considerando il prezzo delle mele ultimamente meglio farsi una settimana in ospedale

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più che le geometrie qui è sbagliata la focale che schiaccia troppo questo portico e lo fa sembrare un panello appeso ad un muro, manca completamente della profondità reale della scena, la via di fuga non si muove di un millimetro dal punto del suo inizio :puking: ............... comunque hai ragione è una questione di geometrie mancate, una delle soluzioni era una focale diversa

a questo non avevo pensato. :puking:

mi spieghi la fuga che non si muove, che cosa significa?

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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usando una focale più corta riduceva la compressione dei piani, il colonnato acquisiva profondità, e spostandosi lateralmente rispetto alle bisettrici e casomai aiutandosi anche con l'inclinazione della fotocamera induceva una specie di "distorsione prospettica" (non è una distorsione però :S) che dovrebbe dare una sensazione maggiore di profondità e dinamicità alla scena ............ temo di essermi spiegato malissimo anche se in testa ho bene l'idea :puking: se trovo una foto è meglio :puking:

SEMBRA FACILE MA NON é DIFFICILE

;)

Una mela al giorno leva il medico di torno .... mumble mumble considerando il prezzo delle mele ultimamente meglio farsi una settimana in ospedale

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;)

come spiegarmi...

hai presente quando cerchi di fotografare una cosa quadrata, che invece nell'immagine che ne fai ha, che so, la forma di un trapezio o di un rettangolo, invece di essere quadrata? è una geometria mancata.

ora, a mio avviso fotografare un ambiente con delle geometrie tanto chiare quanto quelle di un portico simile [il fatto che viva a torino e dica queste cose non penso sia del tutto casuale], dovrebbe in linea teorica metterti nella condizione di osservare l'ambiente in maniera geometrica.

vediamo se riesco a farti vedere cosa vedo io che non va. :ghghgh:

db2df

in verde le bisettrici.

in giallo il reticolo dei terzi.

in fuschia le linee di fuga, in fuga sparpagliata direi :puking:

secondo me, ma anche terzo e quarto me, i portici son roba che va presa con le pinze e le geometrie vanno rispettate al millimetro. il fuoco delle linee di fuga, per me, deve cadere dalle parti della bisettrice verticale [che poi si trovi più in alto o più in basso della bisettrice orizzontale e quindi del centro del fotogramma, ha meno importanza, e soprattutto può avere un perchè ;) ].

penso che la cura nelle geometrie, quando si fotografi un'architettura, faccia inequivocabilmente la differenza tra la fotografia turistica mod. passo-"vedo"-click-riguardo a casa, e la fotografia fatta consapevolmente.

edit: sono stato traviato durante l'adolescenza.. maledetti libri di storia dell'arte [maledetto me che preso dalla foga di dimenticare il liceo li ho venduti.. :) ] con le loro miniature dei quadri, riportanti il reticolo delle linee di fuga.. tutti così precisi, così geometrici, traboccanti rigore e bellezza... :puking:

Grazie dell'ottima delucidazione;)

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non ho trovato qualcosa di attinente a quello che dicevo ma anche in queste foto del cavolo (giuro sono dei cavoli quelli :puking:) io trovo maggiore sensazione di profondità pur essendo entrambe scattate con un 10mm nella foto verticale

20100812-jyb3b8r66xyyxj5ey6qsm68mwi.jpg

SEMBRA FACILE MA NON é DIFFICILE

;)

Una mela al giorno leva il medico di torno .... mumble mumble considerando il prezzo delle mele ultimamente meglio farsi una settimana in ospedale

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già ma anche lì, geometrie mancate e mica di un pelo... :puking:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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