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firstangel999
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tutto vero...

è anche vero che troppa accademia(in ogni settore) uccide l'approccio "infantile" alla materia...

voglio dire... alcune volte è bene affidarsi al proprio occhio/istinto... sperando ovviamente che le mani seguano ,qui immagino entrarerà in gioco il fattore delle regole "disimparate"...

credo cmq che a volte pensar troppo faccia male...:ghghgh:

balle anche queste. perdonami.. :shock:

mi spiego. sarà che è da settembre che faccio scuola da uno che ne sa perchè ne ha fatte, ma in questi mesi mi è stato insegnato se non pensi non porti a casa nessuna foto. ed il clic è l'ultima delle preoccupazioni.. vorrei esser meno cattivo, ma il non risultato della foto per cui sei uscito ieri [quella del pellicano/volatile acquatico mimetizzato dietro i ciuffi delle canne] è probabilmente causa di questo.. visto che si citano sempre i grandi "se le tue foto non sono abbastanza buone, è perchè non sei abbastanza vicino al soggetto" non parla di distanze fisiche, ma soprattutto di coinvolgimento, conoscenza, consapevolezza di ciò che stiamo fotografando. il problema è che il fanciullino lo devi far venir fuori sì, ma con le abilità di un vecchio con le mani callose, quindi per mantenere l'approccio infantile alla materia devi comunque dargli quelle mani.. bisogna essere artefici più che artisti, e per essere capaci di creare qualcosa [artefici]*bisogna aver imparato a farlo. non puoi scindere la teoria dalla pratica.. non puoi scindere la tecnica dal fare, è un controsenso. se no cazzeggi, e se cazzeggi non farai mai niente di buono. :shock:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

www.stefanodruetta.com

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sono daccordo con Steno :shock:

conosci bene una materia, un arte, un mestiere, quando applichi le sue regole fondamentali nella consapevole convinzione (ovviamente sbagliata) di non applicarle :ghghgh:

chi dice che sta facendo qualcosa con l'intento di disattendere le regole invocando la sua liberta di indipendenza e autonomia, di creatività e originalità artistica, nella maggior parte dei casi sta solo applicando una regola diversa da quella che intende violare ....... se davvero ha violato tutte le regole esistenti forse ne sta solo coniando una nuova che prima o poi, se valida, verrà usata anche da altri (copioni :shock:) ..... a volte potrebbe davvero capitare che siano violate tutte le regole, e questo è talmente evidente che è l'unico motivo per cui qualcosa di potenzialmente brutto e sbagliato desta invece un interesse enorme nell'osservatore, ma se è così non sarebbe più giusto dire che non è stata semplicemente violata la regola ma la si è evocata attraverso la sua assenza per creare interesse e quindi la regola è li, solo che è usata in maniera negativa ?

SEMBRA FACILE MA NON é DIFFICILE

;)

Una mela al giorno leva il medico di torno .... mumble mumble considerando il prezzo delle mele ultimamente meglio farsi una settimana in ospedale

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sono daccordo con Steno :shock:

e da quando? :DD

chi dice che sta facendo qualcosa con l'intento di disattendere le regole invocando la sua liberta di indipendenza e autonomia, di creatività e originalità artistica, nella maggior parte dei casi sta solo applicando una regola diversa da quella che intende violare ....... se davvero ha violato tutte le regole esistenti forse ne sta solo coniando una nuova che prima o poi, se valida, verrà usata anche da altri (copioni :)) ..... a volte potrebbe davvero capitare che siano violate tutte le regole, e questo è talmente evidente che è l'unico motivo per cui qualcosa di potenzialmente brutto e sbagliato desta invece un interesse enorme nell'osservatore, ma se è così non sarebbe più giusto dire che non è stata semplicemente violata la regola ma la si è evocata attraverso la sua assenza per creare interesse e quindi la regola è li, solo che è usata in maniera negativa ?

e io che pensavo di farmi delle pippe mentali di tutto rispetto :shock: c'è chi si cerebromasturba più di me, vedo. :ghghgh:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

www.stefanodruetta.com

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sono daccordo con Steno :rolleyes:

conosci bene una materia, un arte, un mestiere, quando applichi le sue regole fondamentali nella consapevole convinzione (ovviamente sbagliata) di non applicarle :ghghgh:

chi dice che sta facendo qualcosa con l'intento di disattendere le regole invocando la sua liberta di indipendenza e autonomia, di creatività e originalità artistica, nella maggior parte dei casi sta solo applicando una regola diversa da quella che intende violare ....... se davvero ha violato tutte le regole esistenti forse ne sta solo coniando una nuova che prima o poi, se valida, verrà usata anche da altri (copioni :shock:) ..... a volte potrebbe davvero capitare che siano violate tutte le regole, e questo è talmente evidente che è l'unico motivo per cui qualcosa di potenzialmente brutto e sbagliato desta invece un interesse enorme nell'osservatore, ma se è così non sarebbe più giusto dire che non è stata semplicemente violata la regola ma la si è evocata attraverso la sua assenza per creare interesse e quindi la regola è li, solo che è usata in maniera negativa ?

la maggior parte degl'artisti che ho conosciuto che si professavano "alternativi" alle regole ,alla fine, non erano in grado di applicarle perchè non le conoscevano...

mnascondersi dietro la libera espressività è troppo comodo...:rolleyes:

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Ma qui non mi calcola nessuno??!! :lol: :mad:

siamo tutti qui :shock: che ti serve ? ......... foto ?? no grazie!! ... và lavurà barbùn :haha:

:shock::rofl:

EDIT

neanche ci avevo fatto caso al "luogo" :P se notavo prima che sei un conterroneo (quasi) scrivevo terrùn invece di barbùn :rolleyes::ghghgh::ghghgh: che poi mica lo so come si scrive :dance: queste lingue nordiche sono difficilissime e incomprensibili :rolleyes:

SEMBRA FACILE MA NON é DIFFICILE

;)

Una mela al giorno leva il medico di torno .... mumble mumble considerando il prezzo delle mele ultimamente meglio farsi una settimana in ospedale

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balle anche queste. perdonami.. :rolleyes:

mi spiego. sarà che è da settembre che faccio scuola da uno che ne sa perchè ne ha fatte, ma in questi mesi mi è stato insegnato se non pensi non porti a casa nessuna foto. ed il clic è l'ultima delle preoccupazioni.. vorrei esser meno cattivo, ma il non risultato della foto per cui sei uscito ieri [quella del pellicano/volatile acquatico mimetizzato dietro i ciuffi delle canne] è probabilmente causa di questo.. visto che si citano sempre i grandi "se le tue foto non sono abbastanza buone, è perchè non sei abbastanza vicino al soggetto" non parla di distanze fisiche, ma soprattutto di coinvolgimento, conoscenza, consapevolezza di ciò che stiamo fotografando. il problema è che il fanciullino lo devi far venir fuori sì, ma con le abilità di un vecchio con le mani callose, quindi per mantenere l'approccio infantile alla materia devi comunque dargli quelle mani.. bisogna essere artefici più che artisti, e per essere capaci di creare qualcosa [artefici]*bisogna aver imparato a farlo. non puoi scindere la teoria dalla pratica.. non puoi scindere la tecnica dal fare, è un controsenso. se no cazzeggi, e se cazzeggi non farai mai niente di buono. :rolleyes:

ti quoto in tutto... infatti la foto che sono andato a fare (le canne) non è venuta come volevo per i seguenti motivi:

1)ho perso tempo ad inseguire il cane in spiaggia tentando il panning che non mi è riuscito..

2)era da molto che non usavo il 100-400 e mi faceva da vela con il vento..nn avevo più la mano su una roba pesante..

3)mi sono cimentato su una tecnica che mi è nuova dal punto di vista pratico...

per quanto riguarda il non pensare... quello che intendo io è:

guardo l'inquadratura e "vedo" la fotografia che vorrei.. il resto vien da sè...

purtroppo.. come sò e come mi hai detto tu.. lo studio è la base... l'esperienza è fondamentale.. la pratica è doverosa!

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mi piace un casino la foto smiling...

non so perche...

forse perchè la sua morosa è molto fffff...otogenica? :rolleyes:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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un rullo di ilford 400 di fine novembre, la stampa rende decisamente meglio

esposizione presa "a sentimento", mi pare 50mm f/2 o 2.8 1/500 iso100.... ho la pila dell'esposimetro scarica da mesi :rolleyes:

4222376356_bda52f3922.jpg

Scatto semplicemente fantastico, complimenti!:ghghgh: Sarà che io adoro il b&n...:rolleyes:
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Sarà che è un ottima foto, la cosa che più mi colpisce è la composizione l'orizzonte verso destra e la sua testa verso sinistra...

Però in effetti non capisco hai esposto un HP5 a 100 ASA?

"La mia regola, oggi, è che il mio lavoro debba essere invisibile" Sven Nykvist

http://federicotorres.tumblr.com

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e da quando? :ghghgh:

e io che pensavo di farmi delle pippe mentali di tutto rispetto :rolleyes: c'è chi si cerebromasturba più di me, vedo. :rolleyes:

Interessante, però il discorso è forse più complesso....

Pensate alla foto dell'auto N°6 di Lartigue nel 1913 Lartigue era un adolescente appassionato di fotografia e di motori, un giorno mentre fotografava una corsa automobilistica scatto questa fotografia una volta sviluppata si rese conto che la foto era decisamente sbagliata secondo i canoni fotografici di allora; l'auto era ferma ma tutto il resto era mosso ed oltre a questo le ruote e gli spettatori erano schiacciati ed ovalizzati, Lartigue annota sul sul diario fotografico (allora i fotoamatori anche se adolescenti erano più seri di oggi:ghghgh:) di aver commesso l'errore di seguire istintivamente l'auto in corsa e di aver impostato una coppia tempo diaframma troppo lenta, risultato grande delusione anche se verso quell'immagine provava una certa attrazione si guardò bene dal mostrarla in giro ma non la butto; la relegò in un cassetto. Non molto tempo dopo arrivò Werner Graff arrivò Man Ray ed arrivarono i futuristi (come si può leggere nel libro di cui dicevo) e Lartigue ormai maturo si ricordò di quella foto sbagliata che lo aveva affascinato da ragazzino la tirò fuori dal cassetto ed il resto è storia; una delle foto più importanti del 900 per contenuto, tecnica e testimonianza.

Ora si potrebbe liquidare la faccenda con un "Lartigue ebbe una botta di culo" ma a quanti fotografi professionisti o amatoriali sarà capitato un errore del genere? a moltissimi. E che fine fecero quelle foto? finirono nel cestino. Lartigue ebbe la fortuna di scattarla, la sensibilità di adolescente di esserne affascinato e tenerla e l'intelligenza/cultura di uomo di capirne la forza visiva mostrandola al mondo. E' questa l'autorialità in fotografia non fare "click". Bisogna saper vedere prima e saper pensare dopo.

Per questo è vero che in fotografia si pensa di cercare ma in realtà si trova e si trova proprio quando la fotografia si manifesta nella sua essenza; il mosso, lo sfocato i graffi sul negativo, i bordi del negativo sono parte di un linguaggio esclusivo attraverso il quale la fotografica ci parla di se. E questo non significa che si debbano necessariamente produrre foto sfocate, mosse ecc. ecc. ma significa che si deve avere consapevolezza, molta consapevolezza (conosco l'estetica classica, conosco l'estetica sperimentale, conosco la mia estetica, conosco cosa vogliono gli altri, conosco cosa funziona e conosco cosa non funziona).

Questo capire la fotografia è quello che ha fatto e fa la differenza tra i grandi fotografi ed il resto del mondo...direi che gli esempi non mancano anche dove meno ce lo si aspetta.

"La mia regola, oggi, è che il mio lavoro debba essere invisibile" Sven Nykvist

http://federicotorres.tumblr.com

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ma fede, io non sto dicendo che le botte di culo non siano da inseguire, sto dicendo che non si può basare su quello la propria "carriera", e per l'appunto ci vuole consapevolezza. :)

infatti lartigue ce lo ricordiamo più per quella botta di culo che per altro.. :mhh:

gli antidarwiniani sostengono che l'evoluzione dell'uomo sia frutto della casualità, di salti illogici fatti dalla "natura" senza apparente motivo. botte di culo insomma. :D

invito tutti ad un minuto di silenzio. :pope:

marco deepboy aka l'uomo che odiava le nikon, è passato all'altra sponda... :popcorn::ko:

:pope:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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In positivo, in positivo...

L'HP5 è una pellicola da 400 ISO se la esponi e la sviluppi per 100 ISO avrai un negativo sovraesposto a meno che tu non la sviluppi di conseguenza ed allora non ci saranno problemi, però la resa ottimale di una pellicola è alla sensibilità nominale indicata, quindi un operazione di questo tipo non ha molto senso bastava usare una pellicola diversa o un filtro ND.

"La mia regola, oggi, è che il mio lavoro debba essere invisibile" Sven Nykvist

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In positivo, in positivo...

L'HP5 è una pellicola da 400 ISO se la esponi e la sviluppi per 100 ISO avrai un negativo sovraesposto a meno che tu non la sviluppi di conseguenza ed allora non ci saranno problemi, però la resa ottimale di una pellicola è alla sensibilità nominale indicata, quindi un operazione di questo tipo non ha molto senso bastava usare una pellicola diversa o un filtro ND.

:popcorn: ah ok immaginavo una cosa del genere però non avevo ne filtro ne altre pellicole con me e non volevo chiudere troppo il diaframma, infatti ora che ci penso usai 1/1000 che è il tempo più rapido della mx :pope:

bella la storia di Lartigue :pope:

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ma fede, io non sto dicendo che le botte di culo non siano da inseguire, sto dicendo che non si può basare su quello la propria "carriera", e per l'appunto ci vuole consapevolezza. :)

infatti lartigue ce lo ricordiamo più per quella botta di culo che per altro.. :)

gli antidarwiniani sostengono che l'evoluzione dell'uomo sia frutto della casualità, di salti illogici fatti dalla "natura" senza apparente motivo. botte di culo insomma. :D

invito tutti ad un minuto di silenzio. :mhh:

marco deepboy aka l'uomo che odiava le nikon, è passato all'altra sponda... :pope::D

:ko:

Comunque io non ho scritto che si debba basare la propria carriera sulle botte di culo, ho scritto che bisogna capire di cosa è fatta la fotografia, su questo si penso valga la pena di basare una carriera. Per me una buona foto è una foto che non si può rifare. Ma attenzione non pensare che con questo intenda che le buone foto siano solo quelle colte al volo (anzi trovo che queste foto spesso abbiano alimentato mitologie fotografiche del tutto fuorvianti) ma penso che anche all'interno della messinscena di un set fotografico le fotografia debba sfruttare quel suo rapporto privilegiato, complesso ed unico con la realtà.:) Mi piace quel tipo di ambiguità che si crea.

P.S.

Però ricordarsi di Lartigue solo per quella foto mi pare molto (moltissimo) ingeneroso nei suoi confronti.:popcorn:

P.S.

E poi sul fatto che ci voglia consapevolezza siamo d'accordo, una foto può avere una perfezione tecnica da manuale ed essere terribilmente vuota, stupida ed inutile oppure può essere del tutto sbagliata tecnicamente ed essere vuota stupida ed inutile allo stesso modo. E spesso dietro queste foto ci sono persone che non stimo molto,:pope::ghghgh: i primi pensano di essere dei maestri della fotografia perchè sono tecnicamente abilissimi i secondo pensano di essere degli artisti perchè sono sovversivi al 100%.

Ah si poi c'è chi semplicemente fa fotografie e cerca di farlo nel modo migliore possibile senza mai dirsi "arrivato" e senza darsi troppi titoli.

"La mia regola, oggi, è che il mio lavoro debba essere invisibile" Sven Nykvist

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ma infatti fede sai come la penso e penso che non siano visioni poi tanto diverse le nostre.. :ko:

io di fotografia so molto poco, cerco di crescere. :)

P.S.

Però ricordarsi di Lartigue solo per quella foto mi pare molto (moltissimo) ingeneroso nei suoi confronti.:popcorn:

mea culpa. :pope:

E poi sul fatto che ci voglia consapevolezza siamo d'accordo, una foto può avere una perfezione tecnica da manuale ed essere terribilmente vuota, stupida ed inutile oppure può essere del tutto sbagliata tecnicamente ed essere vuota stupida ed inutile allo stesso modo. E spesso dietro queste foto ci sono persone che non stimo molto,:pope::ghghgh: i primi pensano di essere dei maestri della fotografia perchè sono tecnicamente abilissimi i secondo pensano di essere degli artisti perchè sono sovversivi al 100%.

Ah si poi c'è chi semplicemente fa fotografie e cerca di farlo nel modo migliore possibile senza mai dirsi "arrivato" e senza darsi troppi titoli.

ecco per l'appunto, condivido in toto.

:mhh:

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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