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Oppure nessuna della due :shock:

Paesino vicino Caltanissetta... interessante..

Io sono vicino un pò... :ciao:


“Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietraâ€. Antoine de Saint-Exupery

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Sì in effetti mi sembra un buon prezzo... prima di parlare di "aver fatto un ottimo affare" aspetto di avere il tutto tra le mie manine e essermi assicurato che il tutto sia in ottime condizioni come dice il venditore... son superstizioso :ciao:

Comunque vado in apnea per ora... ho in programma da tempo di iniziare sto benedetto corso sub, siccome ho deciso di iniziarlo ad ottobre mi son portato avanti prendendo la Nikonos :mad:

bah guarda... il grosso delle cose da fotografare in sardegna è nei primi 10 max 15 mt....

chiaro se vuoi far relitti cernie o altro ti serve stoccaggio d'aria...

ma cmq in 10mt c'è un sacco di roba...:shock:

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4862647424_c55a95df14_b.jpg

fatta ieri pomeriggio....

che vi sembra?

inizialmente volevo contrastarla molto di più.. poi alla fine anche così mi è sembrata interessante.. semplice paese a bordo monte con pale eoliche...

mi dicano!

Ciao, posso usare la tua foto per un discorso più ampio? Un discorso sul bianco e nero?

Prima di tutto: pensa alla tua foto su un libro dove parlano del paesaggio, tipo quelli fatti dal proprio comune, dove spiegano l'aumento demografico e di conseguenza architettonico, ecc... quelle belle foto che se tu avessi fatto 40 anni fa penseresti "dio mio che foto!!!" ma oggigiorno pensi "cazzz... c'è quella strada\macchina\fabbrica\ecc... in mezzo alle palle"... il posto è lo stesso ma il feeling cambia. Se non sì è capito mi piace, la grande scala di grigi ci sta, a mio parere può servire molto, sopratutto nelle foto a carattere urbano\industriale... aiuta a capire la sensazione del luogo, come andrebbe bene anche un b\n molto contrastato, per aggiungere drammaticità.

In questo periodo sto "leggendo" e guardando molte (troppe?) foto in bianco-nero, e guardacaso ieri sera ho ri-visto per l'ennesima volta i due Kill Bill. Notavo come, Tarantino, sopratutto in esterni (El Paso!), tendesse a bruciare completamente il cielo (ininfluente alla scena) e di conseguenza ad avere i neri chiusi, stra-chiusi. Un fotogramma in particolare, dove si vede Uma Thurman che parla con David Carradine, si vede il vestito da sposa di Lei perfettamente esposto, le ombre (grigie) al loro posto, lo smoking nero di Lui (come i vestiti degli altri quattro killers) completamente neri, zero dettaglio, manco un highlight su qualche piega i rilievo... nulla, un buco nero. Eppure, credimi, ho riguardato la scena, quel nero come la pece ci stava... ci stava, imho, perchè la scena la facevano i due attori, non lo smoking nero, era accessorio.

Ecco, questo ragionamento a "voce alta" per dire che io penso ai neri chiusi e le alte luci bruciate come necessarie se non essenziali alla foto. Guarda le ultime tre foto postate da Torres su flickr, quelle del ragazzo, in una, si intravede il cielo tra del fogliame, totalmente bianco... chissenefrega, l'ho notato perchè stavo studiando la foto, erano parecchi secondi che la guardavao, altrimenti non ci si fa nemmeno caso.

Ergo, riassumendo, se la foto lo richiede, contrasta meno, se non serve (almeno io faccio così), spara su! :ciao:


Flickr PentaxPhotoGallery marcocappellari.net “If you find yourself out shooting a client and you are saying in your head. “UHH… I’ll fix that later in photoshop…†stop what your are doing and slap yourself as hard as you canâ€-Zack Arias

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@b3r53rk... concordo... sono un fan del bianco e nero intutte le forme... da cielo bruciato al cielo nero...

questa foto mi ha dato l'idea dell'uomo che avanza verso la natura... nello sfondo campi già in usoe pale eoliche.. poi il paese poi il bosco dove il paese ci s'infila dentro... la scala ampia èperchè non ho voluto perdere nessun dettaglio..nei limiti delle mie capacità..

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Nella parte a fuoco... c'era una coccinella... :(:ghghgh:

Andate di immaginazione!!

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“Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietraâ€. Antoine de Saint-Exupery

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:(

iMac g3, Mac Mini CD, iMac intel 17", Macbook 13", AppleTV, Airport Extreme & Express, iPod Classic, Shuffle 2G, Shuffle 4G, iPod Mini

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:(

«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

www.stefanodruetta.com

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che belle foto fa sto 50mm... :oops:


“Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietraâ€. Antoine de Saint-Exupery

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Se parli dell'1.4 quoto altrimenti no!:cry:

ehm.. io per ora ho l'1.8.. non appena posso.. magari.. :oops:

P.S.

Parlo di OM Zuiko su una Oly E-520


“Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietraâ€. Antoine de Saint-Exupery

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che belle foto fa sto 50mm... :oops:

In effetti la foto ha dei toni ed uno sfuocato gradevolissimi…peccato che il soggetto sia volato via :cry:


«Learn all you can from the mistakes of others. You won't have time to make them all yourself» A. Sheinwold

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che belle foto fa sto 50mm... :oops:

E vabbè, devo proprio farlo? :cry:

Io ce l'ho più grosso! icon_megaball.gif

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Flickr PentaxPhotoGallery marcocappellari.net “If you find yourself out shooting a client and you are saying in your head. “UHH… I’ll fix that later in photoshop…†stop what your are doing and slap yourself as hard as you canâ€-Zack Arias

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Ciao, posso usare la tua foto per un discorso più ampio? Un discorso sul bianco e nero?

Prima di tutto: pensa alla tua foto su un libro dove parlano del paesaggio, tipo quelli fatti dal proprio comune, dove spiegano l'aumento demografico e di conseguenza architettonico, ecc... quelle belle foto che se tu avessi fatto 40 anni fa penseresti "dio mio che foto!!!" ma oggigiorno pensi "cazzz... c'è quella strada\macchina\fabbrica\ecc... in mezzo alle palle"... il posto è lo stesso ma il feeling cambia. Se non sì è capito mi piace, la grande scala di grigi ci sta, a mio parere può servire molto, sopratutto nelle foto a carattere urbano\industriale... aiuta a capire la sensazione del luogo, come andrebbe bene anche un b\n molto contrastato, per aggiungere drammaticità.

In questo periodo sto "leggendo" e guardando molte (troppe?) foto in bianco-nero, e guardacaso ieri sera ho ri-visto per l'ennesima volta i due Kill Bill. Notavo come, Tarantino, sopratutto in esterni (El Paso!), tendesse a bruciare completamente il cielo (ininfluente alla scena) e di conseguenza ad avere i neri chiusi, stra-chiusi. Un fotogramma in particolare, dove si vede Uma Thurman che parla con David Carradine, si vede il vestito da sposa di Lei perfettamente esposto, le ombre (grigie) al loro posto, lo smoking nero di Lui (come i vestiti degli altri quattro killers) completamente neri, zero dettaglio, manco un highlight su qualche piega i rilievo... nulla, un buco nero. Eppure, credimi, ho riguardato la scena, quel nero come la pece ci stava... ci stava, imho, perchè la scena la facevano i due attori, non lo smoking nero, era accessorio.

Ecco, questo ragionamento a "voce alta" per dire che io penso ai neri chiusi e le alte luci bruciate come necessarie se non essenziali alla foto. Guarda le ultime tre foto postate da Torres su flickr, quelle del ragazzo, in una, si intravede il cielo tra del fogliame, totalmente bianco... chissenefrega, l'ho notato perchè stavo studiando la foto, erano parecchi secondi che la guardavao, altrimenti non ci si fa nemmeno caso.

Ergo, riassumendo, se la foto lo richiede, contrasta meno, se non serve (almeno io faccio così), spara su! :rolleyes:

Rilfessione intelligente in questo periodo stai raggggionando molto sulla fotografia e questo secondo me si sente su quello che fai.:rolleyes:

Sulla prima parte del discorso ci sarebbe da dire molto ed è secondo me un fatto assolutamente interessante.

Gli elementi che oggi consideriamo "di disturbo" lo sono davvero? a me è capitato da poco fotografando una modella ed inquadrando un parchimetro, il primo istinto è quello di levarlo di mezzo (è brutto, poco elegante...fastidioso) però chissà come sarà tra 20,30,40 o più anni?

Esiste una composizione (ed anche un esposizione) fotografica razionalmente valida o le migliori composizioni sono quelle che facciamo senza accorgercene facendoci semplicemente coinvolgere da quello cha abbiamo davanti agli occhi? e per fare questo occorre una particolare sensibilità, un istinto nel saper vedere e riconoscere quelle che sono le linee di forza e di equilibrio? perchè c'è chi ci riesce e chi no...

domande domande domande...

Però potrebbe interessarti leggere questa intervista. :cry:

Non è che tutti debbano fotografare come Newton (di imitatori ne ha già abbastanza, oltre al fatto che il suo è stato un percorso molto personale, ed ognuno ha il suo) però se ne possono trarre lezioni interessanti...

P.S.

parli di questa foto?

4855710069_e6d58a3f68.jpg

Penso che sia una buona immagine, non mi rimprovero nulla ho fatto quello che dovevo fare ed al committente sono piaciute molto, però per quanto mi riguarda sento che avrei potuto fare di meglio o forse no forse era il meglio che si poteva fare in quella situazione....

...azz altre domande :oops:....

basta finisco di sistemare le ultime cose che ho fatto qualche giorno fa e vado in vacanza.;)


"La mia regola, oggi, è che il mio lavoro debba essere invisibile" Sven Nykvist

http://federicotorres.tumblr.com

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Rilfessione intelligente in questo periodo stai raggggionando molto sulla fotografia e questo secondo me si sente su quello che fai.:rolleyes:

Sulla prima parte del discorso ci sarebbe da dire molto ed è secondo me un fatto assolutamente interessante.

Gli elementi che oggi consideriamo "di disturbo" lo sono davvero? a me è capitato da poco fotografando una modella ed inquadrando un parchimetro, il primo istinto è quello di levarlo di mezzo (è brutto, poco elegante...fastidioso) però chissà come sarà tra 20,30,40 o più anni?

Esiste una composizione (ed anche un esposizione) fotografica razionalmente valida o le migliori composizioni sono quelle che facciamo senza accorgercene facendoci semplicemente coinvolgere da quello cha abbiamo davanti agli occhi? e per fare questo occorre una particolare sensibilità, un istinto nel saper vedere e riconoscere quelle che sono le linee di forza e di equilibrio? perchè c'è chi ci riesce e chi no...

domande domande domande...

Però potrebbe interessarti leggere questa intervista. :rolleyes:

Non è che tutti debbano fotografare come Newton (di imitatori ne ha già abbastanza, oltre al fatto che il suo è stato un percorso molto personale, ed ognuno ha il suo) però se ne possono trarre lezioni interessanti...

P.S.

parli di questa foto?

4855710069_e6d58a3f68.jpg

Penso che sia una buona immagine, non mi rimprovero nulla ho fatto quello che dovevo fare ed al committente sono piaciute molto, però per quanto mi riguarda sento che avrei potuto fare di meglio o forse no forse era il meglio che si poteva fare in quella situazione....

...azz altre domande :oops:....

basta finisco di sistemare le ultime cose che ho fatto qualche giorno fa e vado in vacanza.;)

Sì la foto è quella e grazie per l'intervista, ora me la leggo con calma.

Il discorso dell'inquadratura con gli elementi di disturbo è una questione che sto affrontando spesso in questo periodo, fino a che, sfogliando prima un bel libro che ho regalato a mio padre sull'Italia dagli anni '20 agli anni '60 dove ci sono foto stupende della stazione dei treni di Torino, tanto per citare luoghi a te magari noti, come fossero belle nella loro "scarnezza"... poche carrozze, gente vestita correttamente per il tempo (ora noi penseremo "in costume")... riassumo velocemente il mio concetto: credo che noi siamo assuefatti e "stanchi" del comune immaginario che ci circonda, cassonetti delle immondizie, piloni della luce, marciapiedi, autovetture, ecc...

...un giorno mi sono chiesto se una mia foto di ritratto, stessa posa, set-up luci e tutto, scattata in ambiente urbano a Trento magari avrei visto elementi di disturbo, ma la STESSA foto fatta a New York, non mi avrebbe fatto pensare lo stesso... quindi, cavolo, magari a me e ai trentini o italiani la mia foto sarebbe passata in secondo piano, magari a un americano sarebbe piaciuta, perchè quello che circonda il soggetto, anche un semplice cassonetto dell'immondizia a New York sembrerebbe diverso, nuovo, quasi interessante... tutto ciò per dire che condivido appieno il tuo concetto sul "come vedremo le nostre foto tra 40 anni?" La penso in egual modo.

Vedo a leggermi l'intervista e rinnovo i complimenti per gli ultimi scatti, davvero belli, sto cercando anch'io qualche ragazzo che voglia farsi fotografare... ma tutti sti fighi (o presunti tali) dove sono quando servono??? :cry:


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Letto anch'io l'intervista, e da osservatore mi trovo in accordo con voi sulla questione "elementi di disturbo"…per quanto sia comprensibile il volerli escluderli dalla scena :cry:

L'esempio di Marco sull'ambientazione a NY ed a Trento rende benissimo l'idea dell'impressione che ho avuto spesso :rolleyes:

ps. ed in fondo, estendendo il discorso, dal mio piccol(issim)o è ciò che sto portando avanti, rivisitando luoghi distanti pochi km che per me sono la normalità ed invece hanno tanto potenziale nascosto se li si vede con occhi nuovi :oops:


«Learn all you can from the mistakes of others. You won't have time to make them all yourself» A. Sheinwold

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ps. ed in fondo, estendendo il discorso, dal mio piccol(issim)o è ciò che sto portando avanti, rivisitando luoghi distanti pochi km che per me sono la normalità ed invece hanno tanto potenziale nascosto se li si vede con occhi nuovi :mad:

Infatti oggi ho rivalutato il giroscale del mio condominio, dopo 5 anni che ci giro dentro, l'ho guardato con occhi diversi e ho avuto una piccola illuminazione. Vedrò di metterla in un fotogramma... :rofl:


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OT (ma va? :rofl:)

Secondo voi è un HDR?

scansione_GlYD.tiff

Io vedo qualche alone tipico dell'HDR, ma spero vivamente di sbagliarmi :mad:


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FINALMENTE UN RAGIONAMENTO SENSATO ;) bravi marco fede mauri :mad:

Letto anch'io l'intervista, e da osservatore mi trovo in accordo con voi sulla questione "elementi di disturbo"…per quanto sia comprensibile il volerli escluderli dalla scena :love:

L'esempio di Marco sull'ambientazione a NY ed a Trento rende benissimo l'idea dell'impressione che ho avuto spesso :oops:

ps. ed in fondo, estendendo il discorso, dal mio piccol(issim)o è ciò che sto portando avanti, rivisitando luoghi distanti pochi km che per me sono la normalità ed invece hanno tanto potenziale nascosto se li si vede con occhi nuovi :rofl:

e allora dico la mia cazzata. ;)

c'è del vero in ciò che dite, "come saranno le nostre foto tra 40 anni?" è una domanda curiosa. come verranno viste, eccetera eccetera? un ritratto scattato a newyork, per un trentino risulta più interessante di un ritratto analogo ma fatto a trento? e viceversa? sì sì son domande che bisogna farsi!

le domande giuste portano alle risposte giuste. :ola:

ma penso dipenda tutto da come si sfrutta ciò che si ha a disposizione, dal perchè si sceglie niuiorc invece di trento...

vedo un CANE bestiale che fotografa una modella in un posto, e le sue mi sembrano delle foto brutte inutili sbagliate. poi vedo lo stesso luogo interpretato da uno che ha idea di ciò che sta facendo, e diventa la scenografia più bella desiderabile.. credo dipenda sempre dal perchè si facciano le scelte che si fanno. perchè scegli un luogo e non un altro. qual è il fine di quella scelta. perchè includere un elemento di potenziale disturbo, o escluderlo. eccetera eccetera.

non c'è una formula precisa.

certo realizzare un ritratto in time square invece che in una pineta della val di fassa ha una forza differente, un altro insieme di contenuti, dico bene? quindi devi sapere il perchè vuoi inserire determinati contenuti nella tua immagine, per scegliere tra time square o la pineta. del fatto che agli abitanti della val di fassa possa sembrare "un'altra foto in pineta" o ai niuiorchesi "un altro ritratto a time square", te ne puoi semplicemente fregare, l'importante è che tu abbia scelto il luogo con un'intenzione precisa. dico bene? ;)


«Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.» Tiziano Terzani

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FINALMENTE UN RAGIONAMENTO SENSATO ;) bravi marco fede mauri :mad:

e allora dico la mia cazzata. ;)

c'è del vero in ciò che dite, "come saranno le nostre foto tra 40 anni?" è una domanda curiosa. come verranno viste, eccetera eccetera? un ritratto scattato a newyork, per un trentino risulta più interessante di un ritratto analogo ma fatto a trento? e viceversa? sì sì son domande che bisogna farsi!

le domande giuste portano alle risposte giuste. :ola:

ma penso dipenda tutto da come si sfrutta ciò che si ha a disposizione, dal perchè si sceglie niuiorc invece di trento...

vedo un CANE bestiale che fotografa una modella in un posto, e le sue mi sembrano delle foto brutte inutili sbagliate. poi vedo lo stesso luogo interpretato da uno che ha idea di ciò che sta facendo, e diventa la scenografia più bella desiderabile.. credo dipenda sempre dal perchè si facciano le scelte che si fanno. perchè scegli un luogo e non un altro. qual è il fine di quella scelta. perchè includere un elemento di potenziale disturbo, o escluderlo. eccetera eccetera.

non c'è una formula precisa.

certo realizzare un ritratto in time square invece che in una pineta della val di fassa ha una forza differente, un altro insieme di contenuti, dico bene? quindi devi sapere il perchè vuoi inserire determinati contenuti nella tua immagine, per scegliere tra time square o la pineta. del fatto che agli abitanti della val di fassa possa sembrare "un'altra foto in pineta" o ai niuiorchesi "un altro ritratto a time square", te ne puoi semplicemente fregare, l'importante è che tu abbia scelto il luogo con un'intenzione precisa. dico bene? :love:

this

Non c'è la formula precisa, c'è il bisogno da parte di chi fotografa pensare al luogo, a cosa vuol raccontare, come lo vuol raccontare (drammatico, sensuale, informale, ecc...), a quali elementi dare importanza e quali meno, lo sfondo sì o lo sfondo no, scatto alle 10.00 o alle 18.00, il\i soggetto\i dove li metto, solo sulla posa devo ragionarci sopra almeno una mezz'ora, ancora prima di scattare, sistemo, inquadro, ri-sistemo, inquadro, ecc...

Tutte queste "to do list, anzi, must do list" quando diverrano al 99% come il sangue che ci scorre nelle vene, diverranno automatismi come il capire da dove viene la luce di un lampione di notte mentre passeggiamo per la città... allora, ecco... forse qualcosa di sensato potrò tirar fuori dal sensore della mia macchina.

Cazzata per cazzata, se in Val di Fassa (Fascia in dialetto del luogo), stesso posto, stessa modella e stesse luci, fotografo prima io e dopo un pVo a vostra scelta, come credete sarà il risultato?

Conoscenza, capacità, tecnica, estro, genio, saper coglier l'attimo, carpire l'essenza anche dal quotidiano.

Fare quella cavolo di foto dove magari qualcuno che la guarda pensa: "Ma cavolo, perchè non ci ho mai pensato io?!?!"...

Continuiamo? :rofl:


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potremmo continuare parlando della composizione, le regole compositive le conosciamo tutti, però è vero che non basta far coincidere le linee giuste al punto giusto per avere automaticamente qualcosa di forte...

anzi...

3333245241_400cd33969.jpg

Girl with Doll, holding mother's hand, C. Evans, 1853


"La mia regola, oggi, è che il mio lavoro debba essere invisibile" Sven Nykvist

http://federicotorres.tumblr.com

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Ma come si fa a fare una foto come questa...

baby-asian-elephant_227_990x742.jpg

Che roba ragazzi!

P.S

Per chi ama la natura!

Perchè é mossa?? :)


“Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietraâ€. Antoine de Saint-Exupery

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Ma come si fa a fare una foto come questa...

baby-asian-elephant_227_990x742.jpg

Che roba ragazzi!

P.S

Per chi ama la natura!

Al di là del soggetto, bello di suo, non ci vedo un grande scatto :)

p.s. Brendt è un grande :ghghgh: (anche se a Steno non piace il modo in cui scimmiotta le foto su lastra :ghghgh: )


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Non c'è storia, fino a che, a prezzi "umani", Pentax avrà il suo 1.2... :)


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potremmo continuare parlando della composizione, le regole compositive le conosciamo tutti, però è vero che non basta far coincidere le linee giuste al punto giusto per avere automaticamente qualcosa di forte...

anzi...

3333245241_400cd33969.jpg

Girl with Doll, holding mother's hand, C. Evans, 1853

Concordo al 100%, mi ripeto sempre, nella mente, che se anche la foto che scatto sarà alla massima espressione della tecnica (...), finchè non ci metterò anche l'anima in quella foto, sarà sempre e solo un esercizio di stile... il bello dovrebbe avvenire quando si ha padronanza dei mezzi, della tecnica e si riesce a piegarli alle proprie inclinazioni, io avrei molte idee (malsane!) in testa, ma non saprei bene come metterle insieme... credo sia normale, senza applicazione continua non si evolve, anzi, quella volta che mi riesce una (quasi) foto penso sia più per casualità che altro.

Ognimodo, in merito alla foto da te postata Torres, non vorrei dire cavolate, ma era ancora il periodo delle lastre, delle mega macchine fotografiche scarrozzate in giro, degli acidi (nocivi!) utilizzati per svilupparle e se non erro, ancora tempi di esposizione piuttosto lunghetti.

Ora dovrei ripescare dei testi, si era ancora ai tempi in cui gli occhi venivano ritoccati dagli (ex)artisti, a cui oramai la fotografia stava togliendo il pane di bocca?

Notavo le guance della stupenda bimba come sono state "truccate".

Il periodo del ritocco su lastra, con conseguente "riammissione" al lavoro da parte dei pittori, si dovrebbe avere avuto a New York, periodo di Kodac forse, dove eseguivano le "fototessere" e i pittori ritoccavano subito dopo gli occhi sulle lastre per consegnare la foto al cliente. Ovviamente, formati minuscoli, per contenere i costi.

Riguardo la composizione, è vero che si pensa sempre a far coincidere le famose linee, controlli la sezione aurea, ma spesso mi ritrovo a fotografare prima il tutto senza il soggetto, per capire meglio come eventualmente armonizzare o rafforzare gli elementi compositivi, trovandomi, talvolta, a sconvolgere una foto che avevo in mente, sia come posa, sia come "feeling".

Parto spesso con delle idee in testa, ma tendo a non chiudermi su quelle (forse sbaglio!), mi lascio anche prendere dal momento, dalle sensazioni, dalle vibrazioni che percepisco sia dalla location ma sopratutto dal soggetto, cerco di armonizzare i due elementi in un insieme dove nessuno sovrasti l'altro, ma bensì divengano funzionali.

Tutto questo per dire che, passato un periodo sopratutto mentale, dove ogni sottopasso, palazzo, ramo di albero, ovunque vedessi linee convergenti, direzionali, ecc... dove piazzarci in "mezzo" un soggetto, sto passando e me ne sto rendendo sempre più conto in questo periodo, a un minimalismo di elementi imbarazzante.

Forse, ripeto, forse, mi sono reso conto che troppa carne al forno non rende bene, prediligo l'immediatezza nel guardare una foto, in pochissimi istanti, decimi di secondo, nel cervello devono arrivare tutti i segnali o indicatori compositivi e focalizzare l'attenzione sul soggetto.

Quindi, cerco di evitare se non funzionale alla foto, punti della foto con evidenti sovraesposizioni e non parlo di cielo, anzi, pensate a un ritratto di una ragazza in una stretta via all'ombra, quasi sicuramente lo sbocco della via sarà sovraesposto se vogliamo mantenere un po' di dettaglio sull'ambiente in ombra, magari piazzando la ragazza su un lato della via, decentrata: la forza espressiva di questo soggetto dovrà per forza essere elevato, altrimenti, credo, che l'uscita della via, anche se fuori fuoco, ma totalmente sovraesposta, ruberà l'attenzione al vero soggetto; questo ragionamento, cerco di applicarlo sempre, insieme anche agli altri ovviamente, ed è qui che mi rendo sempre più conto di quanto sia complesso, articolato, divertente (!!!) fare fotografia.

Non mi crederete, ma a volte vedo delle foto che al primissimo impatto sembrano semplici, ma ti catturano... poi guardo i dettagli, la piega dei capelli, le ombre, magari trovo un triangolo di Rembrandt (che adoro!), le mani, le dita, le gambe, le spalle, lo sfondo... mi ritrovo delle volte, con le famose farfalle allo stomaco e sto lì per minuti interi ad ammirare questa o quell'altra foto... cerco di capire come sia avvenuto il processo compositivo, ecc...


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Scusa steno se ripesco questo tuo scatto, ma è da quando l'hai postato che ti volevo chiedere una cosa e mi dimentico sempre: io trovo che le braccia e le mani siano sottoesposte di almeno uno stop, forse anche uno e mezzo; la domanda è: Cosa voluta?

Non prenderla come una critica, sia chiaro, volevo solo capire il perchè dato che so quanto tu sia preciso e attento a questi particolari. :):ghghgh:


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Scusa steno se ripesco questo tuo scatto, ma è da quando l'hai postato che ti volevo chiedere una cosa e mi dimentico sempre: io trovo che le braccia e le mani siano sottoesposte di almeno uno stop, forse anche uno e mezzo; la domanda è: Cosa voluta?

Non prenderla come una critica, sia chiaro, volevo solo capire il perchè dato che so quanto tu sia preciso e attento a questi particolari. :):ghghgh:

ho chiesto anche io la cosa...

è voluta la"sovraesposiozione" del viso per una maggiore leggibilità... che di suo non è male se fatta bene come l'ha fatta steno.. anche se preferisco il risultato del primo scatto... istintivamente lo faccio anche io anche se la ritengo una mossa "pericolosa" perchè è un'attimo cagar fuori e creare dei mostri...

diciamo che..ed è una mia opinione di non avezzo al lavoro in studio... è una cosa per ovviare al fatto che in esterni è più difficile ottenere una luce dall'alto a scadere che dà quel qualcosa in più alla testa piuttosto che ai piedi...

questa la mia senzazione... infatti le foto in esterna che solitamente mi capita di fare.. lavorando on il flash off-camera.. riesco ad averlo al max a 2mt d'altezza.. che poi è il braccio sollevato di chi mi aiuta:ghghgh:

ripeto.. impressioni mie comparando foto in studio VS foto in esterni...

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