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Minerva

Un po' di poesia

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al cuore...... non si comanda......s'impone!

io direi...."al cuor non si comanda...si cede..."

Baci a tutti...


Feedback positivi "Mercatino IM" per Danielito, Enrik1, Ervago, Icchisi, IoNonSonoQui, Jacopus, Mac-Dragon, NeSsUnO, NuT, OverTheWorse, Steindy e SuperPoldo (in ordine alfabetico)

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Fresca fresca dalla mia mente che qualcuno definisce giustamente malata:ghghgh:

La camera ardente

La camera era ardente di pianto,



un isterismo frenato a stento,

litania che s’innalzava come un canto

tra il singhiozzo ed il lamento.

Immobile, come una statua di sale,

corpo morto che non vedrà più il sole,

vita che per sempre ora tace

estirpato come fosse un tumore.

Parenti, amici, persino i conoscenti

si riuniscono nello stesso dolore,

occhi che guardano gli occhi ormai spenti,

pallidi spettri d’un morto splendore

I progetti, le angosce, i desideri

ora sono più nulla se non il passato,

petali appassiti, pensieri veri

svaniti come un sogno dimenticato.

Ed è dunque questa la nostra misera sorte?


E’ dunque questa la fine di tutto?

L’ultimo traguardo è la morte

ed il pianto in quei pochi giorni di lutto.

Uomini, noi viviamo di illusioni,

ci inganniamo nel nostro peregrinare,

ci rifugiamo nel caldo amore

per poter dalla verità scappare

Ci protendiamo verso pensieri infiniti

illudendoci di poterli toccare,

ma noi siamo bestie finite

che la morte sa aspettare.

E cosa resterà dunque di noi?

L’infimo e inutile ricordo,

una lapide con scritto un nome

ed una bara pagata troppo.

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Fresca fresca dalla mia mente che qualcuno definisce giustamente malata:ghghgh:

La camera ardente

La camera era ardente di pianto,



un isterismo frenato a stento,

litania che s’innalzava come un canto

tra il singhiozzo ed il lamento.

Immobile, come una statua di sale,

corpo morto che non vedrà più il sole,

vita che per sempre ora tace

estirpato come fosse un tumore.

Parenti, amici, persino i conoscenti

si riuniscono nello stesso dolore,

occhi che guardano gli occhi ormai spenti,

pallidi spettri d’un morto splendore

I progetti, le angosce, i desideri

ora sono più nulla se non il passato,

petali appassiti, pensieri veri

svaniti come un sogno dimenticato.

Ed è dunque questa la nostra misera sorte?


E’ dunque questa la fine di tutto?

L’ultimo traguardo è la morte

ed il pianto in quei pochi giorni di lutto.

Uomini, noi viviamo di illusioni,

ci inganniamo nel nostro peregrinare,

ci rifugiamo nel caldo amore

per poter dalla verità scappare

Ci protendiamo verso pensieri infiniti

illudendoci di poterli toccare,

ma noi siamo bestie finite

che la morte sa aspettare.

E cosa resterà dunque di noi?

L’infimo e inutile ricordo,

una lapide con scritto un nome

ed una bara pagata troppo.

bella, triste... avrei solo qualche consiglio tecnico...per evitare qualche piccola cacofonia...

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Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio

o freccia di garofani che propagano il fuoco:

t'amo come si amano certe cose oscure,

segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca

dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;

grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo

il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,

t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:

così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,

così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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Donna completa, mela carnale, luna calda,

denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,

quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?

Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?

Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,

con aria soffocata e brusche tempeste di farina:

amare è un combattimento di lampi

e due corpi da un solo miele sconfitti.

Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,

i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,

e il fuoco genitale trasformato in delizia

corre per i sottili cammini del sangue

fino a precipitarsi come un garofano notturno,

fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.

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Perchè tu possa ascoltarmi le mie parole

si fanno sottili, a volte,

come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro

per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.

Più che mie sono tue.

Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.

E' tua la colpa di questo gioco cruento.

Stanno fuggendo dalla mia buia tana.

Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,

e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti

perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.

Tempeste di sogni possono talora abbatterle.

Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.

Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.

Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.

Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.

Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita

per le tue mani bianche, dolci come l'uva.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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Saprai che non t'amo e che t'amo

perché la vita è in due maniere,

la parola è un'ala del silenzio,

il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti,

per ricominciare l'infinito,

per non cessare d'amarti mai:

per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi

nelle mie mani le chiavi della gioia

e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.

Per questo t'amo quando non t'amo

e per questo t'amo quando t'amo.

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Bianca ape ronzi, ebbra di miele, nella mia anima

e ti pieghi in lente spirali di fumo.

Sono il disperato, la parola senza eco,

colui che tutto perse, e colui che tutto ebbe.

Ultima gómena, scricchiola in te la mia ansietà ultima.

Nella mia terra deserta sei l'ultima rosa.

Ah silenziosa!

Chiudi i tuoi occhi profumati. Lì aleggia la notte.

Ah denuda il tuo corpo di statua timorosa.

Possiedi occhi profondi dove la notte aleggia.

Fresche braccia di fiore e grembo di rosa.

I tuoi seni rassomigliano alle conchiglie bianche.

Sul tuo ventre è venuta a dormire una farfalla d'ombra.

Ah silenziosa!

Ecco la solitudine da dove sei assente.

Piove. Il vento del mare caccia gabbiani erranti.

L'acqua va scalza per le strade bagnate.

Da quell'albero si lamentano, come infermi, le foglie.

Bianca ape, assente, ancora ronzi nella mia anima.

Rivivi nel tempo, sottile e silenziosa.

Ah silenziosa!


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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Qui ti amo.

Negli oscuri pini si districa il vento.

Brilla la luna sulle acque erranti.

Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.

Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.

A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave.

Solo.

A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.

Suona, risuona il mare lontano.

Questo è un porto.

Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.

Ti sto amando anche tra queste fredde cose.

A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,

che corrono per il mare verso dove non giungono.

Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.

I moli sono più tristi quando attracca la sera.

La mia vita s'affatica invano affamata.

Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.

La mia noia combatte con i lenti crepuscoli.

Ma la notte giunge e incomincia a cantarrni.

La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.

E poiché io ti amo, i pini nel vento

vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.

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Ubriaco di trementina e di lunghi baci,

guido il veliero delle rose, estivo,

che volge verso la morte del giorno sottile,

posato sulla solida frenesia marina.

Pallido e ormeggiato alla mia acqua famelica

incrocio nell'acre odore del clima aperto,

ancora vestito di grigio e di suoni amari,

e di un cimiero triste di spuma abbandonata.

Vado, duro di passioni, in sella all'unica mia onda,

lunare, solare, ardente e freddo, repentino,

addormentato nella gola di felici

isole bianche e dolci come freschi fianchi.

Trema nella notte umida il mio abito di baci

follemente carico di impulsi elettrici,

diviso in modo eroico tra i miei sogni

e le rose inebrianti che con me si cimentano.

Controcorrente, in mezzo a onde esterne,

il tuo corpo parallelo si ferma tra le mie braccia

come un pesce per sempre incollato alla mia anima,

rapido e lento nell'energia subceleste.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo

entro dita di luce e occhi di sogno,

domani arriverà con passi verdi:

nessuno arresta il fiume dell'aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,

gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,

sei tremito del tempo che trascorre

tra luce verticale e sole cupo,

e il cielo chiude su te le sue ali

portandoti, traendoti alle mie braccia

con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,

il mare, il tempo, tutti i pianeti,

la tua voce diurna e la tua pelle notturna

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Bimba bruna e agile, il sole che fa la frutta,

quello che rassoda il grano, quello che piega le alghe,

ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi

e la tua bocca che ha il sorriso dell'acqua.

Un sole nero e ansioso ti si arrotola nei fili

della nera capigliatura, quando stendi le braccia.

Tu giochi col sole come un ruscello

e lui ti lascia negli occhi due pozze oscure.

Bimba bruna e agile, nulla mi avvicina a te.

Tutto da te mi allontana, come dal mezzogiorno.

Sei la delirante gioventù dell'ape,

l'ebbrezza dell'onda, la forza della spiga.

Il mio cuore cupo ti cerca, tuttavia,

e amo il tuo corpo allegro, la tua voce sciolta e sottile.

Farfalla bruna dolce e definitiva

come il campo dì frumento e il sole, il papavero e l'acqua.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

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Sete di te m'incalza nelle notti affamate.

Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.

Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.

Sete di metallo ardente, sete di radici avide.

Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano

in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.

Mi segui come gli astri seguono la notte.

Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.

Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.

Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.

Solco per il torbido seme del mio nome.

Esista una terra mia che non copra la tua orma.

Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.

Come poter non amarti se per questo devo amarti.

Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.

Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.

Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.

Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.

Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.

La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.

L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.

Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.

Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.

E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.

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Abbiamo perso anche questo crepuscolo.

Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano

mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

Ho visto dalla mia finestra

la festa del tramonto sui monti lontani.

A volte, come una moneta

mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l'anima oppressa

da quella tristezza che tu mi conosci.

Dove eri allora?

Tra quali genti?

Dicendo quali parole?

Perché mi investirà tutto l'amore di colpo

quando mi sento triste e ti sento lontana?

È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo

e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.

Sempre, sempre ti allontani la sera

e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

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Due amanti felici fanno un solo pane,

una sola goccia di luna nell'erba,

lascian camminando due ombre che s'uniscono,

lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:

non s'uccisero con fili, ma con un aroma

e non spezzarono la pace né le parole.

E' la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,

gli regala la notte i suoi petali felici,

hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,

nascono e muoiono più volte vivendo,

hanno l'eternità della natura.

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Edovremo dunque negarti, Dio

dei tumori, Dio del fiore vivo,

e cominciare con un no all'oscura

pietra «io sono», e consentire alla morte

e su ogni tomba scrivere la sola

nostra certezza: «thànatos athànatos»?

Senza un nome che ricordi i sogni

le lacrime i furori di quest'uomo

sconfitto da domande ancora aperte?

Il nostro dialogo muta; diventa

ora possibile l'assurdo. Là

oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi

vigila la potenza delle foglie,

vero è il fiume che preme sulle rive.

La vita non è sogno. Vero l'uomo

e il suo pianto geloso del silenzio.

Dio del silenzio, apri la solitudine.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

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Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

Quando il fratello disse all’altro fratello:

«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

Salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

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Non son chi fui; perì di noi gran parte:

questo che avanza è sol languore e pianto.

E secco è il mirto, e son le foglie sparte

del lauro, speme al giovenil mio canto. 4

Perché dal dì ch'empia licenza e Marte

vestivan me del lor sanguineo manto,

cieca è la mente e guasto il core, ed arte

la fame d'oro, arte è in me fatta, e vanto. 8

Che se pur sorge di morir consiglio,

a mia fiera ragion chiudon le porte

furor di gloria, e carità di figlio. 11

Tal di me schiavo, e d'altri, e della sorte,

conosco il meglio ed al peggior mi appiglio,

e so invocare e non darmi la morte.

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Mente, mente...

infausto silenzio

ne circonda i suoi limiti

Segreto è il tuo dubbio

che nascondi nelle mura

della coscienza turbata

Amico dei miei pensieri

hai toccato il filo della vita

spezzato come una sottile tela

Cancellato per sempre

nei nostri visi, increduli

dell' inaspettato gesto

Ricolto da stupore

e rabbia, lanciato verso

il dolore e al pianto

Credo il buon Signore

che ti perdonerà e ti accoglierà

nella sua immensa casa

Non ti dimenticherò

sarai nel mio cuore

nel cassetto dei ricordi

Vorrei volare con te

per scrutare insieme

le meraviglie della nostra gioventù

Ti ricorderò nel cielo

in una stella nascente

a forma di guerriero che brillerà

più dei nostri pensieri...

Ciao Valerio.........


il meditare del sentiero dei tuoi occhi è la realtà che scompare nella mia anima.

12/08/07: Il mio Mondo se ne è andato.... vive dentro me!

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Mente, mente...

infausto silenzio

ne circonda i suoi limiti

Segreto è il tuo dubbio

che nascondi nelle mura

della coscienza turbata

Amico dei miei pensieri

hai toccato il filo della vita

spezzato come una sottile tela

Cancellato per sempre

nei nostri visi, increduli

dell' inaspettato gesto

Ricolto da stupore

e rabbia, lanciato verso

il dolore e al pianto

Credo il buon Signore

che ti perdonerà e ti accoglierà

nella sua immensa casa

Non ti dimenticherò

sarai nel mio cuore

nel cassetto dei ricordi

Vorrei volare con te

per scrutare insieme

le meraviglie della nostra gioventù

Ti ricorderò nel cielo

in una stella nascente

a forma di guerriero che brillerà

più dei nostri pensieri...

Ciao Valerio.........

:( che bella.....

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E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,

la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.

Il sole che calava già rosseggiava la città

già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:

come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...

Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,

dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:

"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,

ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".

E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...

E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,

per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.

I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,

il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:

la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...

Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì

ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:

come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,

ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:

povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...

E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...

noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...

restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,

le luci nel buio di case intraviste da un treno:

siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."


iMac 3.06 Mhz 21.5" 4 GB RAM HD da 1TB ATI Radeon HD 4670 con 256MB

Mac Mini Intel core duo 1.83 GHz 2 GB ram.

iPhone 3GS 32GB

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E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,

la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.

Il sole che calava già rosseggiava la città

già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:

come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...

Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,

dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:

"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,

ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".

E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...

E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,

per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.

I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,

il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:

la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...

Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì

ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:

come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,

ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:

povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...

E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...

noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...

restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,

le luci nel buio di case intraviste da un treno:

siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."

Che dire.... il Guccio non si smentisce mai.....


il meditare del sentiero dei tuoi occhi è la realtà che scompare nella mia anima.

12/08/07: Il mio Mondo se ne è andato.... vive dentro me!

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Guest leonerosso

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni

giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non

rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su

bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno

sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti

all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul

lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un

sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai

consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi

non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente

chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i

giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non

fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli

chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di

respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida

felicità.

(P. Neruda)

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..passavo di quà..un saluto a tutti i poeti!!!!!!! e... sopratutto ..

un abbraccio a Minerva!!!!!!

4k5wszs0g5as2.jpg

..danzar nell acqua..

i piedi nudi si tuffano

in questo mare di sensazioni...


www.tejido fpr code: sdc00

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