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Minerva

Un po' di poesia

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Finita da poco...c'è ancora da lavorarci però:

La processione

L’osteria davanti alla stazione

ha chiuso le porte agli alcolizzati,

il tribunale, o meglio, l’inquisizione

ha smesso di scarcerare i ladri.

Le vie intasate dai vicoli,

da mille strade tutte uguali

nascondono chissà quali pericoli

chissà quali oscuri mali,

e il blasfemo che bestemmia forte

questa sera non bestemmierà

mentre le strade si confondono nella notte

e la folla si raduna di già.

Il sindaco, comunista ormai fallito,

dall’aspetto fin troppo borghese,

si è arroccato nell’alto del municipio

simbolo della decadenza d’un potere,

ha ucciso i suoi dolci ideali

in un letto definito d’amore,

li ha abbandonati in una notte d’estate

aveva capito che tanto si muore,

e lo puoi sentire urlare alla moglie

tutta la sua anticlericalità

ma anche lui dovrà ingoiare il rospo,

per l’apparenza a pregare andrà.

Il parroco abituato a enunciare

i dogmi della sua religione

quest’oggi dovrà rinunciare

dinanzi al progresso della ragione,

la cosa non gli fa molto piacere

erano belli quei vecchi tempi

dove ci si limitava a credere

senza domande, senza riserve.

Ha trovato il suo criminale

nella televisione, nella società,

ma dovrà rimandare la sua indignazione

la processione lo richiama alla realtà.

Dinanzi al folclore popolare

anche gli sbirri si sono ritirati,

si aggirano sospettosi tra le case,

a far finta di dar la caccia ai ladri.

Sono molto bravi a chiudere un occhio,

in fondo anche loro devono mangiare,

l’importante è dividere il malloppo

sperando di non farsi mai beccare.

E tra le bancarelle e le risate

si aggira la criminalità,

ma quest’oggi ha ben poca importanza,

la festa sta per iniziar

Tutto è pronto per la processione

anche le pettegole smettono di parlare

d’un mondo sempre più peggiore,

dei loro acciacchi, dei loro mali.

Sono molto brave nei necrologi,

nel piangere e nel ricordare

i volti ormai decomposti

di quella gente buona per spettegolare.

Sperano in una fine molto dolce

quella degli altri invece deve far male

in fondo capita ben poche volte

che ci sia qualcosa su cui parlare.

E proprio quando la processione ha inizio

ecco che dai monti inizia a tuonare,

non è di certo un momento propizio

per la voglia di pregare,

ma il prete in queste cose caparbio,

nelle altre molto più lascivo,

intima a tutti di farsi coraggio

di mostrare il loro amore a Dio.

Ma il vento che scuote forte le fronde

e la pioggia che inizia a cascar

sono più forti dei sermoni

di un uomo bravo solo a parlar.

Tutti iniziano a rifugiarsi

nel caldo delle loro case,

lasciando ai bisognosi

soltanto il freddo e un po’ di fame.

Tutti gli ideali di religione e amore

sono a riscaldarsi dinanzi ad un fuoco

attendendo che il viso riprenda colore

e che il ventre sia gonfio di nuovo.

E al poveraccio in piazza grande

non resta che pregare

che il freddo non gli rubi la vita

e che un altro giorno potrà guardare.

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Ascolto note

del mio e tuo silenzio

forse è musica.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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Io ti chiesi perché i tuoi occhi

si soffermano nei miei

come una casta stella del cielo

in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo

come si saggia un bimbo con lo sguardo,

mi hai detto poi, con gentilezza:

ti voglio bene, perché sei tanto triste.

(H. Hesse)

Perché ti amo, di notte son venuto da te

così impetuoso e titubante

e tu non me potrai più dimenticare

l'anima tua son venuto a rubare.

Ora lei e' mia - del tutto mi appartiene

nel male e nel bene,

dal mio impetuoso e ardito amare

nessun angelo ti potrà salvare.

(H. Hesse)


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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Vorrei essere una stella

per splendere sul tuo viso

Vorrei essere una goccia d'amore

per scivolare sul tuo seno

Vorrei essere il tuo segreto

per non lasciarti mai

Vorrei essere la tua luce

per illuminare il tuo grande cuore

Vorrei essere il sentiero

per guidare le tue emozioni

Vorrei essere un bacio

per sentire la tua anima

Vorrei essere una parola

per dirti che ti amo


il meditare del sentiero dei tuoi occhi è la realtà che scompare nella mia anima.

12/08/07: Il mio Mondo se ne è andato.... vive dentro me!

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"Sono nata il ventuno a primavera

Ma non sapevo che nascere folle,

Aprire le zolle

Potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve

Vede piovere sulle erbe,

Sui grossi frumenti gentili

E piange sempre la sera.

Forse è la sua preghiera."

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Grazie, Ughetta...ed un altro grazie a tutti coloro che ogni tanto fanno risalire questo 3D...SMACK!


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Sandra...che cara...! Come sempre...le donne di ItaliaMac sono di una varietà incredibile, ma tutte notevoli!

Un abbraccio a tutte quante!


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:sediata:

:puking:

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La cosa più superba è la notte

quando cadono gli ultimi spaventi

e l'anima si getta all'avventura.

Lui tace nel tuo grembo

come riassorbito dal sangue

che finalmente si colora di Dio

e tu preghi che taccia per sempre

per non sentirlo come rigoglio fisso

fin dentro le pareti.

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visto che qui è pieno di poeti veri perdonerete la mia incapacità

queste parole le dissi alla persona che mi ha illuminato il cuore; lo ha acceso con una fiammata, rapidamente bruciato con una bufera e fatto spegnere con una tempesta

come potrei oppormi al suo corpo che mi sovrasta?

come potrei combattere contro il sole che sorge?

e se perdessi l'immensità? Come mi sentirei?

hai vinto tu...

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La cosa più superba è la notte

quando cadono gli ultimi spaventi

e l'anima si getta all'avventura.

Lui tace nel tuo grembo

come riassorbito dal sangue

che finalmente si colora di Dio

e tu preghi che taccia per sempre

per non sentirlo come rigoglio fisso

fin dentro le pareti.

come non esser daccordo! :sediata:

visto che qui è pieno di poeti veri perdonerete la mia incapacità

queste parole le dissi alla persona che mi ha illuminato il cuore; lo ha acceso con una fiammata, rapidamente bruciato con una bufera e fatto spegnere con una tempesta

come potrei oppormi al suo corpo che mi sovrasta?

come potrei combattere contro il sole che sorge?

e se perdessi l'immensità? Come mi sentirei?

hai vinto tu...

mi commuovo..... :puking:


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

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I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked,

dragging themselves through the negro streets at dawn looking for an angry fix,

angelheaded hipsters burning for the ancient heavenly connection to the starry dynamo in the machinery of night,

who poverty and tatters and hollow-eyed and high sat up smoking in the supernatural darkness of cold-water flats floating across the tops of cities contemplating jazz,

who bared their brains to Heaven under the El and saw Mohammedan angels staggering on tenement roofs illuminated [...]

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate, nude, isteriche, trascinarsi per strade di negri, all’alba, in cerca di droga rabbiosa

Hipster dal capo d’angelo, ardenti per l’antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte

Che in miseria e stracci e occhi infossati stavano chini su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte ghiacciate fluttando sulle cime delle città contemplando jazz

Che mostravano il cervello al cielo sotto la elevated e vedevano angeli maomettani illuminati bacrcollanti su tetti di casermette [...]

L'urlo, di Allen Ginsgberg


In lust I redeem all my yearnings and needs

Let’s murder in nightmares of pleasures besieged

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Non più doglia ebbe Dido che per Enea s'ancise,

che udir melodie da organ divise.

(eccetera....appena trovo il seguito, lo posto...)


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:cincin: Minerva!

uff... non ti ho più sentita... :DD


...il Vero Lusso è il Tempo...

Il fine dell'artista è la meraviglia

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"Il tuo corpo era una colonna d’avorio su un piedistallo d’argento. Era un giardino pieno di colombe e di gigli d’argenti. Era una torre d’argento ornata di scudi d’avorio. Non c’era nulla al mondo bianco come il tuo corpo. Non c’era nulla la mondo nero come i tuoi capelli. Nel mondo intero nulla era rosso come la tua bocca".

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Minerva..spero il tuo rientro da Londra sia stato ok!

un salutino affettuoso!!!

:ghghgh:


www.tejido fpr code: sdc00

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Un falco stride nel color di perla:

tutto il cielo si squarcia come un velo.

O brivido su i mari taciturni,

o soffio, indizio del súbito nembo!

O sangue mio come i mari d'estate!

La forza annoda tutte le radici:

sotto la terra sta, nascosta e immensa.

La pietra brilla più d'ogni altra inerzia.

La luce copre abissi di silenzio,

simile ad occhio immobile che celi

moltitudini folli di desiri.

L'Ignoto viene a me, l'Ignoto attendo!

Quel che mi fu da presso, ecco, è lontano.

Quel che vivo mi parve, ecco, ora è spento.

T'amo, o tagliente pietra che su l'erta

brilli pronta a ferire il nudo piede.

Mia dira sete, tu mi sei più cara

che tutte le dolci acque dei ruscelli.

Abita nella mia selvaggia pace

la febbre come dentro le paludi.

Pieno di grida è il riposato petto.

L'ora è giunta, o mia Mèsse, l'ora è giunta!

Terribile nel cuore del meriggio

pesa, o Mèsse, la tua maturità.

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Spero perdoniate il tono malinconico di questo sonetto di Shakespeare, ma è senz'altro stata la poesia più influente della mia vita. Mi spiace solo di non trovare la traduzione in cui l'ho letta originarimente.

Edit: che bello, con una ricerca più approfondita ho trovato la traduzione a cui mi riferivo! Devo ringraziare questo thread.

Stanco di tutto questo, invoco la riposante morte,

quando vedo il merito nascere mendicante,

e la povera nullità tutta agghindata,

e la più pura fede miseramente abiurata,

e il dorato onore vergognosamente male attribuito,

e la virtù verginale brutalmente prostituita,

e la giusta perfezione ingiustamente screditata,

e la forza invalidata dal potere zoppicante,

e l'arte imbavagliata dalla autorità,

e la follia, con aria dotta, mettere freno all'estro,

e la semplice verità calunniata come faciloneria,

e il bene prigioniero servire il male capitano.

Stanco di tutto questo, da questo vorrei andar lontano,

se non che, morendo, lascerei solo il mio amore.

---

Tired with all these, for restful death I cry,

As to behold desert a beggar born,

And needy nothing trimm'd in jollity,

And purest faith unhappily forsworn,

And gilded honour shamefully misplac'd,

And maiden virtue rudely strumpeted,

And right perfection wrongfully disgrac'd,

And strength by limping sway disabled

And art made tongue-tied by authority,

And folly, doctor-like, controlling skill,

And simple truth miscall'd simplicity,

And captive good attending captain ill:

Tir'd with all these, from these would I be gone,

Save that, to die, I leave my love alone.

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Forse un giorno qualcuno si fermerà ad osservarvi

bevitori d’alcol con lo sguardo perso e distante,

un giorno qualcuno abbandonerà i pregiudizi

vi osserverà con gli occhi di chi vi capisce.

Orrendo spettacolo d’inumano dolore

persino l’etichetta ha perso il pudore,

consci dell’essere falliti per i passanti,

per quella gente colta e benestante.

Ma a voi non interessa, un altro sorso ci vuole

fiume inebriante di birra che ad alcuni commuove,

ad altri fa ridere dimenticando la loro vita

ad altri fa cantare dimenticando la loro fatica.

Un tavolo consunto è il vostro unico sostegno

insieme ad una sedia di marcio legno,

la vostra casa, una taverna offuscata dal fumo,

mentre taluni pensano che è l’ora del cianuro.

Alle vostre spalle si perde il passato

che risuona beffardo, mai dimenticato.

Vi ricorda le vostre gioie, forse troppo poche,

vi ricorda i fallimenti, forse troppo numerosi.

Il tempo corre viaggiando veloce

dimenticando i vinti, la vostra voce,

anche il bicchiere si è consunto davvero

mentre gridate al barista di ridarvelo pieno.

Altro vino, altro getto d’effimera gioia,

in attesa d’una morte sempre più alla soglia.

che ve ne pare? :ciao:

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Forse un giorno qualcuno si fermerà ad osservarvi

bevitori d’alcol con lo sguardo perso e distante,

un giorno qualcuno abbandonerà i pregiudizi

vi osserverà con gli occhi di chi vi capisce.

Orrendo spettacolo d’inumano dolore

persino l’etichetta ha perso il pudore,

consci dell’essere falliti per i passanti,

per quella gente colta e benestante.

Ma a voi non interessa, un altro sorso ci vuole

fiume inebriante di birra che ad alcuni commuove,

ad altri fa ridere dimenticando la loro vita

ad altri fa cantare dimenticando la loro fatica.

Un tavolo consunto è il vostro unico sostegno

insieme ad una sedia di marcio legno,

la vostra casa, una taverna offuscata dal fumo,

mentre taluni pensano che è l’ora del cianuro.

Alle vostre spalle si perde il passato

che risuona beffardo, mai dimenticato.

Vi ricorda le vostre gioie, forse troppo poche,

vi ricorda i fallimenti, forse troppo numerosi.

Il tempo corre viaggiando veloce

dimenticando i vinti, la vostra voce,

anche il bicchiere si è consunto davvero

mentre gridate al barista di ridarvelo pieno.

Altro vino, altro getto d’effimera gioia,

in attesa d’una morte sempre più alla soglia.

che ve ne pare? :baby:

:)

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Orologio! dio sinistro, spaventoso, impassibile!

il cui dito ci minaccia e ci dice: Ricordati!

come dentro un bersaglio, nel tuo cuore atterrito

stanno per infiggersi i vibranti Dolori;

il vaporoso Piacere svanirà all'orizzonte

come fugge una silfide in fondo alla scena;

ogni istante ti mangia un pezzo di quel bene

che è concesso ad ognuno per la sua stagione.

Tremilaseicento volte in un'ora, il Secondo

bisbiglia: "Ricordati!". - Con quella sua voce

da insetto, Ora dice: "Sono già Allora, e veloce

ti ho pompato la vita col pungiglione immondo!

Remember! Souviens-toi! sciupone! Esto memor!

(parla tutte le lingue la mia gola metallica).

Son sabbia i minuti, spensierato mortale,

da non lasciare scorrere senza cavarne oro!

Ricordati che il Tempo è un giocatore ingordo

che vince senza barare, a ogni mano! è la legge.

Ricordati! Il giorno decresce; la notte aumenta;

l'abisso ha sempre sete; la clessidra si svuota.

Presto suonerà l'Ora in cui il Caso divino,

l'angusta Virtù, tua ancor vergine sposa,

lo stesso Pentimento (ah! ultimo rifugio!)

tutto ti dirà: Muori! È tardi ormai, vecchio pauroso!

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Vivo per lei da quando sai

la prima volta l’ho incontrata,

non mi ricordo come ma

mi è entrata dentro e c’è restata.

Vivo per lei perchè mi fa

vibrare forte l’anima,

vivo per lei e non è un peso.

Vivo per lei anch’io lo sai

e tu non esserne geloso,

lei è di tutti quelli che

hanno un bisogno sempre acceso,

come uno stereo in camera,

di chi è da solo e adesso sa,

che è anche per lui, per questo

io vivo per lei.

È una musa che ci invita

a sfiorarla con le dita,

attraverso un pianoforte

la morte è lontana,

io vivo per lei.

Vivo per lei che spesso sa

essere dolce e sensuale

a volte picchia in testa ma

è un pugno che non fa mai male.

Vivo per lei lo so mi fa

girare di città in città,

soffrire un po’ma almeno io vivo.

È un dolore quando parte.

Vivo per lei dentro gli hotels.

Con piacere estremo cresce.

Vivo per lei nel vortice.

Attraverso la mia voce

si espande e amore produce.

Vivo per lei nient’altro ho

e quanti altri incontrerò

che come me hanno scritto in viso:

io vivo per lei.

Io vivo per lei

sopra un palco o contro ad un muro

Vivo per lei al limite.

…anche in un domani duro.

Vivo per lei al margine.

Ogni giorno

una conquista,

la protagonista

sarà sempre lei.

Vivo per lei perchè oramai

io non ho altra via d’uscita,

perchè la musica lo sai

davvero non l’ho mai tradita.

Vivo per lei perchè mi da

pause e note in libertà.

Ci fosse un’altra vita la vivo,

la vivo per lei.

Vivo per lei la musica.

Io vivo per lei.

Vivo per lei è unica.

Io vivo per lei.

Io vivo per lei.

Io vivo

per lei.

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Vivo per lei da quando sai

la prima volta l’ho incontrata,

non mi ricordo come ma

mi è entrata dentro e c’è restata.

Vivo per lei perchè mi fa

vibrare forte l’anima,

vivo per lei e non è un peso.

Vivo per lei anch’io lo sai

e tu non esserne geloso,

lei è di tutti quelli che

hanno un bisogno sempre acceso,

come uno stereo in camera,

di chi è da solo e adesso sa,

che è anche per lui, per questo

io vivo per lei.

È una musa che ci invita

a sfiorarla con le dita,

attraverso un pianoforte

la morte è lontana,

io vivo per lei.

Vivo per lei che spesso sa

essere dolce e sensuale

a volte picchia in testa ma

è un pugno che non fa mai male.

Vivo per lei lo so mi fa

girare di città in città,

soffrire un po’ma almeno io vivo.

È un dolore quando parte.

Vivo per lei dentro gli hotels.

Con piacere estremo cresce.

Vivo per lei nel vortice.

Attraverso la mia voce

si espande e amore produce.

Vivo per lei nient’altro ho

e quanti altri incontrerò

che come me hanno scritto in viso:

io vivo per lei.

Io vivo per lei

sopra un palco o contro ad un muro

Vivo per lei al limite.

…anche in un domani duro.

Vivo per lei al margine.

Ogni giorno

una conquista,

la protagonista

sarà sempre lei.

Vivo per lei perchè oramai

io non ho altra via d’uscita,

perchè la musica lo sai

davvero non l’ho mai tradita.

Vivo per lei perchè mi da

pause e note in libertà.

Ci fosse un’altra vita la vivo,

la vivo per lei.

Vivo per lei la musica.

Io vivo per lei.

Vivo per lei è unica.

Io vivo per lei.

Io vivo per lei.

Io vivo

per lei.

:)

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Non mi pento di niente di Gioconda Belli

Dalla donna che sono

mi succede, a volte, di osservare nelle altre, la donna che potevo essere;

donne garbate esempio di virtù,

laboriose brave mogli, come mia madre avrebbe voluto.

Non so perchè

tutta la vita ho trascorso a ribellarmi a loro.

Odio le loro minacce sul mio corpo

la colpa che le loro vite impeccabili,

per strano maleficio mi ispirano;

mi ribello contro le loro buone azioni,

contro i pianti notturni sotto il cuscino,

contro la vergogna della nudità sotto la biancheria intima, stirata e inamidata.

Queste donne, tuttavia, mi guardano dal fondo dei loro specchi;

alzano un dito accusatore

e, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo

e vorrei guadagnarmi il consenso universale,

essere "la brava bambina", "la donna per bene", la Gioconda irreprensibile,

prendere dieci in condotta

dal partito, dallo Stato, dagli amici, dalla famiglia, dai figli

e da tutti gli esseri che popolano abbondantemente questo mondo.

In questa contraddizione inevitabile tra quel che doveva essere e quel che è,

ho combattuto numerose battaglie mortali,

battaglie inutili, loro contro di me

- loro contro di me che sono me stessa -

con la psiche dolorante, scarmigliata,

trasgredendo progetti ancestrali, lacero le donne che vivono in me

che, fin dall'infanzia, mi guardano torvo

perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni,

perchè oso essere quella folle, inattendibile, tenera e vulnerabile

che si innamora come una triste puttana<

di cause giuste, di uomini belli e di parole giocose

perchè, adulta, ho osato vivere l'infanzia proibita

e ho fatto l'amore sulle scrivanie nelle ore d'ufficio,

ho rotto vincoli inviolabili e ho osato godere

del corpo sano e sinuoso di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata.

Non incolpo nessuno. Anzi li ringrazio dei doni.

Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf:

ma nei pozzi scuri in cui sprofondo al mattino, appena apro gli occhi,

sento le lacrime che premono, nonostante la felicità che ho finalmente conquistato,

rompendo cappe e strati di roccia terziaria e quaternaria,

vedo le altre donne che sono in me, sedute nel vestibolo

che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità.

Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili... contro di me;

contro questa donna fatta, piena,

la donna dal seno sodo e i fianchi larghi,

che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere.

Gioconda Belli


Flickr

Quando il discepolo è pronto, Quelo appare.

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Il naufragio della Provvidenza

Ondate di uomini, marea di marinai,

chi diavolo siete? Dov’è che andate?
Andate ad infrangervi in un mare di scogli,

lamine aguzze che si celano nella notte.

E il lampeggiare del faro è come Dio

che vi indica la giusta strada con fare furtivo.

Ma cosa si cela oltre l’orizzonte?

Navigli di pensieri strapazzati dalle onde,

i vostri sogni da sempre tenuti nei cassetti,

le vostre paure a nessuno mai dette.

Cielo che si ricopre di nuvole non passeggere

come i foschi pensieri, come presagi neri.

Il mare si gonfia sollevando gli animi

come fan le donne dai costumi facili,

ultimo porto, ultima effimere fortuna

che rischiara un oscurità fitta, come una luna

Un onda s’innalza spazzando i ponti

portando nei flutti gli uomini, disperati volti.

Inutile aggrapparsi ad una futile cima

che ti brucia la mano e ti scappa dalle dita.

Ultima onda che ti solleva nella risacca

d’un mare crudele a cui nessuno scappa,

Ultimo pensieri affidato al volto di tua moglie,

ai suoi occhi così spensierati e così dolci.

“E nel sorriso dei tuoi occhi ci rivedrò il mare,

donna dalle lunghe gambe e dai sogni corti,

finché l’alba ci sommergerà, ci ridonerà agli scogli

con i visi spaventanti e con gli occhi pieni di morte,

i nostri corpi strinati da quel maledetto sale

che odora così tanto d’amore, che odora di mareâ€

Ispirata ad una vicenda nel libro i Malavoglia di Verga.

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no.... lasciala stare e scrivine un' altra.....

questa va bene così! :ciao:


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Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

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Il naufragio della Provvidenza

Ondate di uomini, marea di marinai,

chi diavolo siete? Dov’è che andate?
Andate ad infrangervi in un mare di scogli,

lamine aguzze che si celano nella notte.

E il lampeggiare del faro è come Dio

che vi indica la giusta strada con fare furtivo.

Ma cosa si cela oltre l’orizzonte?

Navigli di pensieri strapazzati dalle onde,

i vostri sogni da sempre tenuti nei cassetti,

le vostre paure a nessuno mai dette.

Cielo che si ricopre di nuvole non passeggere

come i foschi pensieri, come presagi neri.

Il mare si gonfia sollevando gli animi

come fan le donne dai costumi facili,

ultimo porto, ultima effimere fortuna

che rischiara un oscurità fitta, come una luna

Un onda s’innalza spazzando i ponti

portando nei flutti gli uomini, disperati volti.

Inutile aggrapparsi ad una futile cima

che ti brucia la mano e ti scappa dalle dita.

Ultima onda che ti solleva nella risacca

d’un mare crudele a cui nessuno scappa,

Ultimo pensieri affidato al volto di tua moglie,

ai suoi occhi così spensierati e così dolci.

“E nel sorriso dei tuoi occhi ci rivedrò il mare,

donna dalle lunghe gambe e dai sogni corti,

finché l’alba ci sommergerà, ci ridonerà agli scogli

con i visi spaventanti e con gli occhi pieni di morte,

i nostri corpi strinati da quel maledetto sale

che odora così tanto d’amore, che odora di mareâ€

Ispirata ad una vicenda nel libro i Malavoglia di Verga.

a dir poco...POETICO :ciao:

no dai scherzi a parte complimenti :lol: :DD


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