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Minerva

Un po' di poesia

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Poesia di Alda Merini

La mia poesia è alacre come il fuoco

trascorre tra le mie dita come un rosario

Non prego perché sono un ppoeta della sventura

che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,

sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,

sono il poeta che canta e non trova parole,

sono la paglia arida sopra cui batte il suono,

sono la ninnanànna che fa piangere i figli,

sono la vanagloria che si lascia cadere,

il manto di metallo di una lunga preghiera

del passato cordoglio che non vede la luce.

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Alda Merini :baby:


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Anche questa poesia è di Alda Merini:

Pensiero,io non ho più parole.

Ma cosa sei tu in sostanza?

qualcosa che lacrima a volte,

e a volte dà luce.

Pensiero,dove hai le radici?

Nella mia anima folle

o nel mio grembo distrutto?

Sei così ardito vorace,

consumi ogni distanza;

dimmi che io mi ritorca

come ha già fatto Orfeo

guardando la sua Euridice,

e così possa perderti

nell'antro della follia.

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Poesia di Hermann Hesse:

Vieni Con Me

Vieni con me!

Devi affrettarti però -

sette lunghe miglia

io faccio ad ogni passo.

Dietro il bosco ed il colle

aspetta il mio cavallo rosso.

Vieni con me! Afferro le redini -

vieni con me nel mio castello rosso.

Lì crescono alberi blu

con mele d'oro,

là sogniamo sogni d'argento,

che nessun altro può sognare.

Là dormono rari piaceri,

che nessuno finora ha assaggiato,

sotto gli allori baci purpurei -

Vieni con me per boschi e colli!

tieniti forte! Afferro le redini,

e tremando il mio cavallo ti rapisce.

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Ti augruro

Ti auguro un cuore libero,

che sappia amare senza paure;

ti auguro una mente libera,

che sappia scegliere senza condizionamenti;

ti auguro un animo libero,

che sappia affrontare anche

le burrasche più dure

riemergendone migliore,

ti auguro giorni liberi,

senza oppressioni,

senza ridondanti pensieri...

e ancora...

una notte serena,

in cui poter almeno sognare

di vivere così...

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Venere elogia la rosa..............

........ferita ad un piede dalla spina di una rosa, viene curata da Adone...........

......paragone fra sole e rosa.....

Rosa, riso d'Amor, del Ciel fattura,

rosa del sangue mio fatta vermiglia,

pregio del mondo e fregio di natura,

de la Terra e del Sol vergine figlia,

d'ogni ninfa e pastor delizia e cura,

onor de l'odorifera famiglia,

tu tien d'ogni beltà le palme prime,

sovra il vulgo dè fior Donna sublime.

Quasi in bel trono Imperatrice altera

siedi colà su la nativa sponda.

Turba d'aure vezzosa e lusinghiera

ti corteggia d'intorno e ti seconda;

e di guardie pungenti armata schiera

ti difende per tutto, e ti circonda.

E tu fastosa del tuo regio vanto

porti d'or la corona e d'ostro il manto.

Porpora dè giardin, pompa dè prati,

gemma di primavera, occhio d'aprile,

dite le Grazie e gli Amoretti alati

fan ghirlanda a la chioma, al sen monile.

Tu, qualor torna a gli alimenti usati

ape leggiadra o zeffiro gentile,

dài lor da bere in tazza di rubini

rugiadosi licori e cristallini.

Non superbisca ambizioso il Sole

di trionfar fra le minori stelle,

che ancor tu fra i ligustri e le viole

scopri le pompe tue superbe e belle.

Tu sei con tue bellezze uniche e sole

splendor di queste piagge, egli di quelle.

Egli nel cerchio suo, tu nel tuo stelo,

tu Sole in terra, ed egli rosa in cielo.

E ben saran tra voi conformi voglie:

dite fia '1 Sole, e tu del Sole amante,

ei de l'insegne tue, de le tue spoglie

l'aurora vestirà nel suo levante.

Tu spiegherai nè crini e ne le foglie

la sua livrea dorata e fiammeggiante,

e per ritrarlo ed imitarlo appieno

porterai sempre un picciol Sole in seno.

Dall'Adone di Giovan Battista Marino

....bellissima......

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Venere elogia la rosa..............

........ferita ad un piede dalla spina di una rosa, viene curata da Adone...........

......paragone fra sole e rosa.....

Rosa, riso d'Amor, del Ciel fattura,

rosa del sangue mio fatta vermiglia,

pregio del mondo e fregio di natura,

de la Terra e del Sol vergine figlia,

d'ogni ninfa e pastor delizia e cura,

onor de l'odorifera famiglia,

tu tien d'ogni beltà le palme prime,

sovra il vulgo dè fior Donna sublime.

Quasi in bel trono Imperatrice altera

siedi colà su la nativa sponda.

Turba d'aure vezzosa e lusinghiera

ti corteggia d'intorno e ti seconda;

e di guardie pungenti armata schiera

ti difende per tutto, e ti circonda.

E tu fastosa del tuo regio vanto

porti d'or la corona e d'ostro il manto.

Porpora dè giardin, pompa dè prati,

gemma di primavera, occhio d'aprile,

dite le Grazie e gli Amoretti alati

fan ghirlanda a la chioma, al sen monile.

Tu, qualor torna a gli alimenti usati

ape leggiadra o zeffiro gentile,

dài lor da bere in tazza di rubini

rugiadosi licori e cristallini.

Non superbisca ambizioso il Sole

di trionfar fra le minori stelle,

che ancor tu fra i ligustri e le viole

scopri le pompe tue superbe e belle.

Tu sei con tue bellezze uniche e sole

splendor di queste piagge, egli di quelle.

Egli nel cerchio suo, tu nel tuo stelo,

tu Sole in terra, ed egli rosa in cielo.

E ben saran tra voi conformi voglie:

dite fia '1 Sole, e tu del Sole amante,

ei de l'insegne tue, de le tue spoglie

l'aurora vestirà nel suo levante.

Tu spiegherai nè crini e ne le foglie

la sua livrea dorata e fiammeggiante,

e per ritrarlo ed imitarlo appieno

porterai sempre un picciol Sole in seno.

Dall'Adone di Giovan Battista Marino

....bellissima......

Bellissima è poco...è stupenda!!

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Alle Soglie :Gozzano

«Mio cuore, monello giocondo che ride pur anco nel pianto,

mio cuore, bambino che è tanto felice d'esistere al mondo,

mio cuore dubito forte - ma per te solo m'accora -

che venga quella Signora dall'uomo detta la Morte.

(Dall'uomo: ché l'acqua la pietra l'erba l'insetto l'aedo

le danno un nome, che, credo, esprima un cosa non tetra.)

È una Signora vestita di nulla e che non ha forma.

Protende su tutto le dita, e tutto che tocca trasforma.

Tu senti un benessere come un incubo senza dolori;

ti svegli mutato di fuori, nel volto nel pelo nel nome.

Ti svegli dagl'incubi innocui, diverso ti senti, lontano;

né più ti ricordi i colloqui tenuti con guidogozzano.

Or taci nel petto corroso, mio cuore! Io resto al supplizio,

sereno come uno sposo e placido come un novizio.»

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Siete Nati Insieme

Siete nati insieme, e insieme sarete per sempre.

Voi sarete insieme quando le bianche ali della

morte disperderanno i vostri giorni.

Sì, sarete insieme persino nella silenziosa

memoria di Dio.

Ma lasciate che vi siano spazi nel vostro

stare insieme,

E lasciate che i venti del cielo danzino tra voi.

Amatevi l'un l'altro, ma dell'amore non fatene

un vincolo: lasciate piuttosto che vi sia un mare in

movimento tra le sponde delle vostre anime.

Riempitevi reciprocamente la coppa, ma non

bevete da una singola coppa.

Datevi l'un l'altro un po' del vostro pane, ma

non mangiate dalla stessa pagnotta.

Cantate e danzate insieme e siate gioiosi, ma

fate che ognuno di voi possa star solo.

Come sole sono le corde del liuto sebbene

vibrino della stessa musica.

Datevi il cuore, ma non per trattenervelo l'un

l'altro.

Poiché solo la mano della Vita può contenere il

vostro cuore.

E reggetevi insieme, senza però stare troppo

vicini.

Poiché le colonne del tempio sono collocate a

una certa distanza.

E la quercia e il cipresso non crescono l'uno

all'ombra dell'altro.

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Grazie Daisy per i tuoi splendidi contributi!

Un abbraccio forte forte!

Minni


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:boh: per Daisy

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visto che si ama tutti la merini:love:

Apro la sigaretta

come fosse una foglia di tabacco

e aspiro avidamente

l'assenza della tua vita.

E' così bello sentirti fuori,

desideroso di vedermi

e non mai ascoltato.

Sono crudele, lo so,

ma il gergo dei poeti è questo:

un lungo silenzio acceso

dopo un lunghissimo bacio.

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Prima Colazione di Prèvert:

Ha messo il caffè

Nella tazza

Ha messo il latte

Nella tazza di caffè

Ha messo lo zucchero

Nel caffè latte

Con il cucchiaino

Ha girato

Ha bevuto il caffè latte

Senza parlarmi

Si è acceso

Una sigaretta

Ha fatto dei cerchi

Con il fumo

Ha messo la cenere

Nel portacenere

Senza parlarmi

Senza guardarmi

Si è alzato

Ha messo

Il suo cappello sulla testa

Ha messo

Il suo impermeabile

Perché pioveva

E' parti

sotto la pioggia

Senza una parola

Senza guardarmi

E io io ho preso

la mia testa nella mano

E ho pianto.

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Alla sera

Forse perché della fatal quiete

tu sei l'immago a me sì cara vieni

o Sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquiete

tenebre e lunghe all'universo meni

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme

quello spirto guerrier ch'entro mi rugge

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Sonetto 128 - William Shakespeare

Quando musica tu suoni, mia musica,

su quel beato legno che alle dita

gentili replica mentre conduci

la vibrante armonia che mi smarrisce,

quanto invidio quei tasti che in su e in giù

tenendo il cavo di tua mano baciano -

e dal raccolto le mie labbra escluse,

lì accanto, si fan rosse a tanta audacia.

Ben situazione e stato muterebbero,

purché tu le sfiorassi, con quei rapidi

in danza - e tu scorri sì che lieto

fai morto legno più che vive labbra.

Se tanta sorte hanno quegli sfrontati,

dà lor le dita, a me le labbra al bacio.

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Come posso trovare pace - William Shakesperare

Come posso ritrovare pace

se il ristoro del riposo mi è negato,

se l'affanno del giorno non è alleviato dalla notte,

e l'uno e l'altra mi opprimono nella loro contesa?

Entrambi, sebbene l'un l'altra ostili,

si accordano per torturarmi:

l'uno con la fatica, l'altra col rinfacciarmi

ch'io m'affatico sempre più lontano da te.

Io dico al giorno, per compiacerlo, che tu sei luce,

e che di luce gli fai grazia quando nembi il cielo oscurano;

e alla bruna notte io dico, per blandirla,

che, se manca chiaror di stelle, sei tu a indorare la sera.

Ma ogni giorno prolunga la mia pena,

e ogni notte aumenta il mio tormento.

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Dylan Thomas - Poesia 39

Mi ci vogliono dieci paradossi

Per ricomporre in me una verità,

Dieci radici contorte che si accoppiano

Dentro la terra per fare una radice unica

Che spingendo da sotto i suoi germogli verdi

Non strangoli la luce; e non potrà tradurre

La verità dal mormorio epilettico notturno,

Come mai le radici potranno consentirsi

Di generare il frutto finchè vita e morte

Non siano cancellate, il primo e l’ultimo

Dei paradossi non siano cancellati.

E poichè sono un uomo, il paradosso insiste:

Sono l’unico uomo che vive fra gli spettri,

L’unico spettro a vivere fra gli uomini;

Sono l’unico eletto, e l’unico negletto fra le nebbie.

C’è in me la sfrontatezza dell’uomo e della donna,

E tuttavia ho recitato la parte dell’eunuco

A tutte le passioni, non avendo sesso

E tutti i sentimenti raggelati.

Finchè la vita è morte non ci sarà ragione,

Finchè la vita e la morte non si uniscano.

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Trova il tempo di Madre Teresa di Calcutta

Trova il tempo di pensare

Trova il tempo di pregare

Trova il tempo di ridere.

E' la fonte del potere

E' il più grande potere sulla terra

E' la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare

Trova il tempo per amare ed essere amato

Trova il tempo di dare.

E' il segreto dell'eterna giovinezza

E' il privilegio dato da Dio.

Il giorno è troppo corto per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere

Trova il tempo di essere amico

Trova il tempo di lavorare.

E' la fonte della saggezza

E' la strada della felicità

E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità.

E' la chiave del Paradiso!!

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I Limoni - Eugenio Montale

Ascoltami, i poeti laureati

si muovono soltanto fra le piante

dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.

Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi

fossi dove in pozzanghere

mezzo seccate agguantano i ragazzi

qualche sparuta anguilla:

le viuzze che seguono i ciglioni,

discendono tra i ciuffi delle canne

e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli

si spengono inghiottite dall' azzurro:

piú chiaro si ascolta il susurro

dei rami amici nell' aria che quasi non si muove,

e i sensi di quest' odore

che non sa staccarsi da terra

e piove in petto una dolcezza inquieta.

Qui delle divertite passioni

per miracolo tace la guerra,

qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza

ed é l' odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose

s' abbandonano e sembrano vicine

a tradire il loro ultimo segreto,

talora ci si aspetta

di scoprire uno sbaglio di Natura,

il punto morto del mondo, l' anello che non tiene,

il filo da disbrogliare che finalmente ci metta

nel mezzo di una verità

Lo sguardo fruga d' intorno,

la mente indaga accorda disunisce

nel profumo che dilaga

quando il giorno piú languisce.

Sono i silenzi in cui si vede

in ogni ombra umana che si allontana

qualche disturbata Divinità

Ma l' illusione manca e ci riporta il tempo

nelle città rumorose dove l' azzurro si mostra

soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.

La pioggia stanca la terra, di poi; s' affolta

il tedio dell' inverno sulle case,

la luce si fa avara - amara l' anima.

Quando un giorno da un malchiuso portone

tra gli alberi di una corte

ci si mostrano i gialli dei limoni;

e il gelo del cuore si sfa,

e in petto ci scrosciano

le loro canzoni

le trombe d' oro della solarità.

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SOGNO E REALTA'

Com'è cieco colui che immagina

e progetta qualcosa

fino ai più realistici dettagli.

e quando non risce a darne conto interamente

con misure superficiali e prove verbali,

crede che la sua idea

e la sua fantasia siano vanità!

Se invece riflettesse con sincerità,

si convincerebbe che la sua idea è reale

tanto quanto l'uccello in volo,

solo che non è ancora cristalizzata;

e capirà che l'idea è un segmento

di conoscenza

ancora ineslicabile in cifre e parole,

poichè troppo alta e troppo vasta

per essere imprigionata

nel momento presente;

ancora troppo profondamente immersa

nello spirituale

per piegarsi al reale.

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Non è una vera e propria poesia... ma a me, me piace :dance:

Da: Va dove ti porta il cuore

Di Susanna Tamaro

Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.

Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.

E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.


“Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietraâ€. Antoine de Saint-Exupery

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Vieni come sei ... Rabindranath Tagore

Vieni come sei, non indugiare a farti bella.

Se la treccia s'è sciolta dei capelli,

se la scriminatura non è dritta,

se i nastri del corsetto non sono allacciati,

non badarci.

Vieni come sei, non indugiare a farti bella.

Vieni sull'erba con passi veloci.

Se il rossetto si disfà per la rugiada,

se gli anelli che tintinnano ai tuoi piedi

si allentano, se le perle della tua collana

cadono, non badarci.

Vieni sull'erba con passi veloci.

Non vedi le nubi che coprono il cielo?

Stormi di gru si levano in volo

dall'altra riva del fiume

e improvvise raffiche di vento

passano veloci sulla brughiera.

Le greggi spaurite corrono agli ovili.

Non vedi le nubi che coprono il cielo?

Invano accendi la lampada della tua toilet -

la fiamma vacilla e si spegne nel vento.

Chi può accorgersi che le tue palpebre

non sono state tinte d'ombretto?

I tuoi occhi sono più neri delle nubi.

Invano accendi la lampada della tua toilet.

Vieni come sei, non indugiare a farti bella.

Se la ghirlanda non è stata intrecciata, che importa;

se il braccialetto non è chiuso. lascia fare.

Il cielo è coperto di nuvole - è tardi.

Vieni come sei; non indugiare a farti bella.

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per me è poesia...

Sally cammina per la strada senza nemmeno

guardare per terra

Sally è una donna che non ha più voglia

di fare la guerra

Sally ha patito troppo

Sally ha già visto che cosa

ti può crollare addosso!

Sally è già stata punita

per ogni sua distrazione o debolezza

per ogni candida carezza

data per non sentire l'amarezza!

senti che fuori piove

senti che bel rumore

Sally cammina per la strada sicura

senza pensare a niente!

ormai guarda la gente

con aria indifferente

sono lontani quei momenti

quando uno sguardo provocava turbamenti

quando la vita era più facile

e si potevano mangiare anche le fragole

perché la vita è un brivido che vola via

è tutt'un equilibrio sopra la follia

sopra follia!

senti che fuori piove

senti che bel rumore

Ma forse Sally è proprio questo il senso

il senso del tuo vagare

forse davvero ci si deve sentire

alla fine un po' male!

Forse alla fine di questa triste storia

qualcuno troverà il coraggio

per affrontare i sensi di colpa

e cancellarli da questo viaggio

per vivere davvero ogni momento

con ogni suo turbamento!

e come se fosse l'ultimo!

Sally cammina per la strada leggera

ormai è sera

si accendono le luci dei lampioni

tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni

ed un pensiero le passa per la testa

forse la vita non è stata tutta persa

forse qualcosa s'è salvato!!

forse davvero!non è stato poi tutto sbagliato!

forse era giusto così!?!"

eheheheh!

forse ma forse ma si

cosa vuoi che ti dica io

senti che bel rumore...


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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L'uomo e il mare

di Charles Baudelaire

Uomo libero,

sempre tu amerai il mare!

Il mare è il tuo specchio:

contempli l'anima tua

nell'infinito srotolarsi

della tua onda,

e il tuo spirito

è un abisso non meno amaro.

Ti diletti a tuffarti

nel seno della tua immagine;

l'abbracci con gli occhi

e con le braccia,

e il tuo cuore si distrae

talvolta dal proprio battito

al fragor di quel lamento

indomabile e selvaggio.

Entrambi siete

tenebrosi e discreti:

uomo,

nessuno ha sondato

il fondo dei tuoi abissi;

mare,

nessuno conosce

le tue intime ricchezze:

tanto gelosamente serbate

i vostri segreti !

E tuttavia da secoli innumerevoli

vi fate guerra senza pietà nè rimorsi,

tanto amate la strage e la morte,

o lottatori eterni,

o fratelli inseparabili!

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Solitudine

Ha una sua solitudine lo spazio,

solitudine il mare

e solitudine la morte - eppure

tutte queste son folla

in confronto a quel punto più profondo,

segretezza polare,

che è un’anima al cospetto di se stessa:

infinità finita.

(Emily Dickinson)

:cry:


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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Il suono più triste, il suono più dolce,

Il suono più pazzo che esista, -

Gli uccelli, lo fanno in primavera,

Al delizioso chiudersi della notte,

Sulla linea fra marzo e aprile -

Quella magica frontiera

Al di là della quale l'estate esita,

Quasi troppo celestialmente vicina.

Ci fa pensare a tutti i morti

Che si aggiravano con noi qui,

Dal sortilegio della separazione

Resi crudelmente più cari.

Ci fa pensare a ciò che avevamo,

E a ciò che ora piangiamo.

Quasi vorremmo che quelle gole incantatrici

Se ne andassero e non cantassero più.

Un orecchio può spezzare un cuore umano

Tanto in fretta quanto una lancia.

Vorremmo che l'orecchio non avesse un cuore

Così pericolosamente vicino.

EMILY DICKINSON

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