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Un po' di poesia


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è di Pascoli.....il gelsomino notturno....;)

...adoro il gelsomino.....:love:

Anche io adoro il gelsomino ed è anche molto buono il gelato al gelsomino!!

Pascoli è uno dei poeti che amo!! Infatti mi ricordava un pò il suo stile!!

Grazie per questa bella poesia!!:ciao:

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Giovanni Pascoli – "La canzone della granata"

Ricordi quando eri saggina,

coi penduli grani che il vento

scoteva, come una manina

di bimbo il sonaglio d'argento?

Cadeva la brina; la pioggia

cadeva: passavano uccelli

gemendo: tu gracile e roggia

tinnivi coi cento ramelli.

Ed oggi non più come ieri

tu senti la pioggia e la brina,

ma sgrigioli come quand'eri

saggina.

Restavi negletta nei solchi

quand'ogni pannocchia fu colta:

te, colsero, quando i bifolchi

v'ararono ancora una volta.

Un vecchio ti prese, recise,

legò; ti privò della bella

semenza tua rossa; e ti mise

nell'angolo, ad essere ancella.

E in casa tu resti, in un canto,

negletta qui come laggiù;

ma niuno è di casa pur quanto

sei tu.

Se t'odia colui che la trama

distende negli alti solai,

l'arguta gallina pur t'ama,

cui porti la preda che fai.

E t'ama anche senza, ché ai costi

ti sbalza, ed i grani t'invola,

residui del tempo che fosti

saggina, nei campi già sola.

Ma più, gracilando t'aspetta

con ciò che in tua vasta rapina

le strascichi dalla già netta

cucina.

Tu lasci che t'odiino, lasci

che t'amino: muta, il tuo giorno,

nell'angolo, resti, coi fasci

di stecchi che attendono il forno.

Nell'angolo il giorno tu resti,

pensosa del canto del gallo;

se al bimbo tu già non ti presti,

che viene, e ti vuole cavallo.

Riporti, con lui che ti frena,

le paglie ch'hai tolte, e ben più;

e gioia or n'ha esso; ma pena

poi tu.

Sei l'umile ancella; ma reggi

la casa: tu sgridi a buon'ora,

mentre impazïente passeggi,

gl'ignavi che dormono ancora.

E quando tu muovi dal canto,

la rondine è ancora nel nido;

e quando comincia il suo canto,

già ode per casa il tuo strido.

E l'alba il suo cielo rischiara,

ma prima lo spruzza e imperlina,

così come tu la tua cara

casina.

Sei l'umile ancella, ma regni

su l'umile casa pulita.

Minacci, rimproveri; insegni

ch'è bella, se pura, la vita.

Insegni, con l'acre tua cura

rodendo la pietra e la creta,

che sempre, per essere pura,

si logora l'anima lieta.

Insegni, tu sacra ad un rogo

non tardo, non bello, che più

di ciò che tu mondi, ti logori

tu!

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La mia sera-Giovanni Pascoli

Il giorno fu pieno di lampi;

ma ora verranno le stelle,

le tacite stelle. Nei campi

c'è un breve gre gre di ranelle.

Le tremule foglie dei pioppi

trascorre una gioia leggiera.

Nel giorno, che lampi! che scoppi!

Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle

nel cielo sì tenero e vivo.

Là, presso le allegre ranelle,

singhiozza monotono un rivo.

Di tutto quel cupo tumulto,

di tutta quell'aspra bufera,

non resta che un dolce singulto

nell'umida sera.

E, quella infinita tempesta,

finita in un rivo canoro.

Dei fulmini fragili restano

cirri di porpora e d'oro.

O stanco dolore, riposa!

La nube nel giorno più nera

fu quella che vedo più rosa

nell'ultima sera.

Che voli di rondini intorno!

che gridi nell'aria serena!

La fame del povero giorno

prolunga la garrula cena.

La parte, sì piccola, i nidi

nel giorno non l'ebbero intera.

Nè io...e che voli, che gridi,

mia limpida sera!

Don...Don... E mi dicono, Dormi!

mi cantano, Dormi! sussurrano,

Dormi! bisbigliano, Dormi!

l, voci di tenebra azzurra...

Mi sembrano canti di culla,

che fanno ch'io torni com'era...

sentivo mia madre... poi nulla...

sul far della sera

una delle mie preferite :)

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Emily Brontë – Come risplende luminosa

Come risplende luminosa! Quieta

io giaccio al riparo della sua luce;

mentre cielo e terra sussurrano:

Ridestati, domani, sogna questa notte

Si, vieni, Fantasia, mio amore fatato!

Sfiori il tuo bacio la mia fronte ardente;

chinati sul mio letto solitario

portatrice di pace, portatrice di gioia.

Il mondo si allontana; addio, mondo oscuro!

Cupo mondo, nasconditi sino al mattino;

il cuore, che tu non puoi tutto soggiogare,

dovrà resistere, se indugi ancora!

Non dividerò, no non dividerò il tuo amore;

per il tuo odio avrò solo un sorriso;

le tue pene feriscono, dilaniano i tuoi torti,

ma le tue menzogne, no, non possono ingannare!

Contemplo la luce delle stelle

alte su di me, in quel placido mare,

vorrei sperare che ogni pena

nota al creato, in te si racchiuda!

Tale sarà il mio sogno in questa notte;

sognerò che il cielo delle sfere gloriose

ruoti lungo il suo corso di luce

in una gioia infinita, nel corso di anni eterni;

sognerò che non vi sia un mondo, lassù,

lontano quanto l'occhio può spaziare,

in cui la saggezza rida dell'amore,

o la virtù si prosterni all'infamia;

in cui, torturata dai colpi del fato,

la vittima dilaniata sia costretta al sorriso;

a opporre la pazienza al suo odio,

covando in cuore l'aspra ribellione.

In cui il piacere conduca sempre al male,

e invano ammonisca l'inerme ragione;

e la verità sia debole e forte l'inganno;

e la gioia la via più certa al dolore;

e la pace, letargia della pena;

la speranza, fenomeno dell'anima;

e la vita, fatica vuota e breve;

e morte, la tiranna di tutto!

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"Ode al vento occidentale" -Percy Bysshe Shelley

Fiato d'Autunno, o Ponente selvaggio

ch'urgi le foglie, come ombre fuggenti

da un mago, all'invisibil tuo passaggio,

gialle, rosso-malate, pestilenti

turbe, e ciascuna alla sua buia cella

invernal trai le aligere sementi,

ove la fredda terra le suggella,

come la tomba i corpi; fin che appena

l'azzurra tua primaveril sorella

soffia la tromba, fa la terra amena

d'odori, e i germi al suon de' dolci modi

a pascer l'aria come greggi mena:

spirto selvaggio, che per tutto godi

in serbare e distrugger, m'odi, m'odi!

II

Tu, fiume dove nuotan nubi a schiere,

che Cielo e Mare han scosso come fronda

dai rami lor conserti, messaggere

di piogge e lampi: effusi son sull'onda

tua d'aria azzurra, qual fulgente crine

irto sul capo d'Evia furibonda,

al pien colmo del cielo dal confine

d'orizzonte, i capei della Bufera

che s'approssima; o pianto sulla fine

dell'Anno, a cui questa postrema sera

volta d'ampio sepolcro sia, che annodi

coi congesti vapor dell'atmosfera

fin che da quel pregno aer pioggia esplodi

nera, con fuoco e con gragnola, oh, m'odi!

III

Tu che il turchin Mediterraneo senti

per te destarsi, ove in sua calma estiva

si culla al suon di vitree correnti,

nel sen di Baia, alla pumicea riva

d'un'isola; ed antiche regge e torri

nella luce dell'onde ch'è più viva

vedeva in sonno ei tremolar, d'azzurri

muschi e fiori ineffabili coperte;

o tu per cui l'Atlantico, ove corri,

si fende in gorghi, mentre giù l'inerte

selva del mare di limosi biodi

per lo spavento il suo color converte

d'un tratto, a udir le note tue melodi,

e trema e si dischioma, m'odi, oh, m'odi!

IV

Oh, foss'io foglia dal tuo soffio mossa,

volassi io teco, nube senza fondo;

flutto, fremessi sotto la tua possa!

Parte avess'io nell'impeto, secondo

in libertà, o indomito, a te solo!

Foss'io compagno al tuo vagar sul mondo

come da bimbo, allor quando il tuo volo

vincer pareva agevole salita!

Non mai così pregato avrei nel duolo,

levando a te la voce mia smarrita!

Alzami, foglia, nube, onda leggera!

Sanguino sulle spine della vita!

Curva dall'ore gravi e prigioniera

è un'anima tua pari, indoma, altiera.

V

Fammi tua cetra al par del bosco, o Vento!

Che fa, se cadon pur le foglie mie?

Forte, autunnal, mesto e pur dolce accento

da noi trarran le tue fiere armonie.

Che il mio spirito sia nel tuo converso;

o gagliardo, sii me! Per tutte vie

reca mie morte idee sull'universo

come le foglie, a vite suscitare

nuove! E con la magia di questo verso,

faville d'inestinto focolare,

le mie parole fra le genti trai!

Tromba di profezia sii da destare

la terra, ne' miei labbri. Ché s'è omai

Verno, tardar può Primavera assai?

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"Se io potrò impedire" -Emily Dickinson

Se io potrò impedire

A un cuore di spezzarsi,

Non avrò vissuto invano.

Se allevierò il dolore di una vita,

O guarirò una pena,

O aiuterò un pettirosso caduto

A rientrare nel nido,

Non avrò vissuto invano.

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"Rifletto"-Emily Dickinson

Rifletto: il mondo è breve

e l'angoscia – assoluta –

molti soffrono.

E con questo?

Rifletto: potremmo morire,

la vitalità più intensa

non può impedire il decadimento.

E con questo?

Rifletto: un giorno in cielo

in qualche modo sarà tutto uguale,

qualche nuova equazione sarà data.

E con questo?

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"Le cose che ho imparato nella vita"

di Paulo Coelho

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.

E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per

distruggerla.

-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo

responsabili di noi stessi.

-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.

-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era

necessario fare, affrontandone le conseguenze.

-Che la pazienza richiede molta pratica.

-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come

dimostrarlo.

-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando

cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che

non ti ami con tutto se stesso.

-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono

sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse.

-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior

parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non

si ferma, aspettando che tu lo ripari.

-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di

incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo

come essere riconoscenti per quel regalo.

-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante

volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è

stata aperta per noi.

-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un

portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti

che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche

vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un

giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

-Non cercare le apparenze, possono ingannare.

-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso

per far sembrare brillante una giornataccia.

-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che

vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!

-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai

solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a

sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano,

speranza sufficiente a renderti felice.

-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente

anche loro si sentono così.

-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni

cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.

-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene

nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi

dolori.

-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride

e ognuno intorno a te piange.

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IL PRINCIPE - Hermann Hesse

Volevamo costruire assieme

una casa bella e tutta nostra

alta come un castello

per guardare oltre i fiumi e i prati

su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare

ciò che era piccolo e brutto,

volevamo decorare con canti di gioia

vicinanze e lontananze,

le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello

su un'estrema e silenziosa altura;

la mia nostalgia sta là e guarda

fin alla noia, ed il giorno si fa grigio

- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti

i miei canti arditi.

Loro devono cercarti e trovarti

e svelarti il dolore

di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti

di una seducente infinita felicità,

devono baciarti e tormentarti

e devono rubarti il sonno -

principessa, quando tornerai?

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"A colei che è troppo gaia" Charles Baudelaire

Bello il tuo capo, il gestire, l'aspetto,

Come un bel paesaggio; sul tuo volto

Il riso giuoca come fresco vento

In un limpido cielo. Il malinconico

Passante che tu sfiori è abbacinato

Dalla salute che, come luce,

Ti sprizza dalle braccia e dalle spalle.

I sonanti colori di cui spargi

Le tue tolette, ispirano ai poeti

L'immagine di un balletto di fiori.

Sono l'emblema, queste pazze vesti,

Del variopinto tuo spirito: folle

Di cui son folle, t'odio quanto t'amo!

Qualche volta, in un bel giardino, dove

Trascinavo la mia atonia, ho sentito

Il sole lacerarmi il petto, come

Un'ironia; la primavera e il verde

A tal punto umiliarono il mio cuore,

Che su di un fiore punii l'insolenza

Della natura. E così, una notte,

Appena suona l'ora del piacere,

Verso i tesori della tua persona

Vorrei strisciare, da vile, in silenzio,

Per castigarti la gioiosa carne,

Per schiacciare il tuo seno perdonato,

E infliggere al tuo fianco stupefatto

Una profonda, una larga ferita:

Vertiginosa dolcezza! Attraverso

Le nuove labbra, più splendenti e belle,

Infonderti, sorella, il mio veleno!

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Totò - 'A speranza

Ogne semmana faccio na schedina:

mma levo 'a vocca chella ciento lire,

e corro quanno è 'o sabbato a mmatina

'o Totocalcio pe mm' 'a ji a ghiucà.

Cuccato quanno è a notte, dinto 'o lietto,

faccio castielle 'e n'aria a centenare;

piglio 'a schedina 'a dinto 'a culunnetta,

'a voto, 'a giro, e mm' 'a torn' 'a stipà

Io campo bbuono tutta na semmana,

sultanto 'o lluneri stongo abbacchiato,

ma 'o sabbato cu 'a ciento lire mmano

io torno n'ata vota a gghi a ghiucà.

Nun piglio niente, 'o ssaccio... e che mme 'mporta?

io campo solamente cu 'a speranza.

Cu chi mm'aggia piglià si chesta è 'a sciorta,

chisto è 'o destino mio... che nce aggia fà?

'A quanno aggio truvato stu sistema

io songo milionario tutto ll'anno.

'A ggente mme pò ddi: - Ma tu si scemo?

Ma allora tu nun ghiuoche pe piglià? -

Si avesse già pigliato 'e meliune

a st'ora 'e mo starrie già disperato.

Invece io sto cu 'a capa dinto 'a luna,

tengo sempe 'a speranza d' 'e ppiglià.

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Quelle parole…scritte nello specchio del cielo

senza vergogna, senza nessuna paura,

un inchiostro amaro che vorrei cancellare,

ma nulla lo permette…le stelle sembrano parlare di te

e io ascolto il loro canto…Notti passate a pensare,

a piangere per un amore impossibile.

I tuoi occhi stanotte guardano ancora il cielo…

lo sbattere di due ali riaccende una speranza…

Un angelo splendido arriva al mio fianco

e quando mi ritrovo nei suoi occhi, nei tuoi occhi

capisco che le parole sono finite. Sono parole a lungo custodite

vorrei farle scendere ad una ad una con delle lacrime

ma sono imprigionate nel mio cuore

E’ la dura realtà che non può cambiare e solo e triste

mi ritrovo avvolto da queste gelide coperte

mentre l’unico conforto sono le note di una canzone

che parla di un amore puro, sincero

ma mai troppo impossibile per nascere!

Tempo che aspetta te e nessun altro, dolce tempo, impaziente tempo.

Tempo che aspetta il tuo sorriso, la tua voce...tempo di ascoltarti.

Tempo di tenerti qui, con me, tempo di amarti.

Tempo di posare le mie mani sul tuo cuore, tempo di svegliarti.

Tempo di lasciarti andare e poi ritrovarti,tempo di capirti e poi desiderarti.

Tempo troppo tempo prima di ascoltare le tue parole, tempo poco tempo per lasciarle arrivare al mio cuore.

Tempo che vola e che mi lasci in attesa...

tempo niente altro che il tempo..

di aspettarti.

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Nera sì, ma se' bella, o di Natura

fra le belle d'Amor leggiadro mostro.

Fosca è l'alba appo te, perde e s'oscura

presso l'ebeno tuo l'avorio e l'ostro.

Or quando, or dove il mondo antico o il nostro

vide sì viva mai, sentì sì pura,

o luce uscir di tenebroso inchiostro,

o di spento carbon nascere arsura?

Servo di chi m'è serva, ecco ch'avolto

porto di bruno laccio il core intorno,

che per candida man non fia mai sciolto.

Là 've più ardi, o sol, sol per tuo scorno

un sole è nato, un sol che nel bel volto

porta la notte, ed ha negli occhi il giorno.

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Nera sì, ma se' bella, o di Natura

fra le belle d'Amor leggiadro mostro.

Fosca è l'alba appo te, perde e s'oscura

presso l'ebeno tuo l'avorio e l'ostro.

Or quando, or dove il mondo antico o il nostro

vide sì viva mai, sentì sì pura,

o luce uscir di tenebroso inchiostro,

o di spento carbon nascere arsura?

Servo di chi m'è serva, ecco ch'avolto

porto di bruno laccio il core intorno,

che per candida man non fia mai sciolto.

Là 've più ardi, o sol, sol per tuo scorno

un sole è nato, un sol che nel bel volto

porta la notte, ed ha negli occhi il giorno.

:fiorellino:E' molto bella!!

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In memoria Giuseppe Ungaretti

Si chiamava

Moammed Sceab

Discendente

di emiri di nomadi

suicida

perché non aveva più

Patria

Amò la Francia

e mutò nome

Fu Marcel

ma non era Francese

e non sapeva più

vivere

nella tenda dei suoi

dove si ascolta la cantilena

del Corano

gustando un caffè

E non sapeva

sciogliere

il canto

del suo abbandono

L'ho accompagnato

insieme alla padrona dell'albergo

dove abitavamo

a Parigi

dal numero 5 della rue des Carmes

appassito vicolo in discesa

Riposa

nel camposanto d'Ivry

sobborgo che pare

sempre

in una giornata

di una

decomposta fiera

E forse io solo

so ancora

che visse.

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If - Kipling:

If you can keep your head when all about you

Are losing theirs and blaming it on you,

If you can trust yourself when all men doubt you,

But make allowance for their doubting too;

If you can wait and not be tired by waiting,

Or being lied about, don't deal in lies,

Or being hated, don't give way to hating,

And yet don't look too good, nor talk too wise: If you can dream - and not make dreams your master;

If you can think - and not make thoughts your aim;

If you can meet with Triumph and Disaster

And treat those two impostors just the same;

If you can bear to hear the truth you've spoken

Twisted by knaves to make a trap for fools,

Or watch the things you gave your life to, broken,

And stoop and build 'em up with worn-out tools:

If you can make one heap of all your winnings

And risk it on one turn of pitch-and-toss,

And lose, and start again at your beginnings

And never breathe a word about your loss;

If you can force your heart and nerve and sinew

To serve your turn long after they are gone,

And so hold on when there is nothing in you

Except the Will which says to them: 'Hold on!'

If you can talk with crowds and keep your virtue,

' Or walk with Kings - nor lose the common touch,

if neither foes nor loving friends can hurt you,

If all men count with you, but none too much;

If you can fill the unforgiving minute

With sixty seconds' worth of distance run,

Yours is the Earth and everything that's in it,

And - which is more - you'll be a Man, my son!

La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi.

* Sei la parte che mi completa, l'altra metà della mela*

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