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Un po' di poesia


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Vat'en mon cuer, aveuc mes yeulx

veoir la biauté angeline

qui tant est digne et pure et fine

q'onques ne fit plus belle Dieux

Valoir na'n pourras senon mieulx

Quant bonne amour a cest t'encline

Vat'en mon cuer aveuc mes yeulx

veoir la biauté angeline

De la servir sui empenieux

toudis que pense et imagine

en la doulce qui m'enlumyne

a dire cest mat gracieulx

Vat'en mon cuer, aveuc mes yeulx

veoir la biauté angeline

qui tant est digne et pure et fine

q'onques ne fit plus belle Dieux

(rondeau francese del XV secolo, codex Chantilly)

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Io dedico questa canzone

ad ogni donna pensata come amore

in un attimo di libertà

a quella conosciuta appena

non c'era tempo e valeva la pena

di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare

tanto di fretta l'hai vista passare

dal balcone a un segreto più in là

e ti piace ricordarne il sorriso

che non ti ha fatto e che tu le hai deciso

in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio

i suoi occhi il più bel paesaggio

fan sembrare più corto il cammino

e magari sei l'unico a capirla

e la fai scendere senza seguirla

senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese

e che vivendo delle ore deluse

con un uomo ormai troppo cambiato

ti hanno lasciato, inutile pazzia,

vedere il fondo della malinconia

di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante

sarete presto una folla distante

scavalcate da un ricordo più vicino

per poco che la felicità ritorni

è molto raro che ci si ricordi

degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti

è più difficile dimenticarti

di quelle felicità intraviste

dei baci che non si è osato dare

delle occasioni lasciate ad aspettare

degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine

quando il rimpianto diventa abitudine,

una maniera di viversi insieme,

si piangono le labbra assenti

di tutte le belle passanti

che non siamo riusciti a trattenere.

Le passanti- Fabrizio De André, da una poesia di Antoine Paul

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Perdonate la sfacciataggine ma vorrei postare qualcosina di mio. Inizio con la mia preferita, spero che Minerva mi perdonerà il mio rovinare questo 3d:D

Il manifestante





C’è chi vuol dimostrare soltanto con parole

gli sbagli, le offese, i maledetti errori,

c’è chi vorrebbe calmare gli animi in subbuglio

buttando negli occhi la sabbia, il buio.

C’è chi vuole nascondere dietro discorsi mai finiti,

le false speranze, le promesse, le bugie,

ma noi scendiamo in piazza a reclamare il nostro torto,

io son manifestante mica un bigotto.

C’è chi mi definirebbe poi un esaltato,

un vecchio che protesta, un giovane disgraziato

ma voi che vi sentite anche nella religione,

atei bastardi, senza onore.

Dovreste prestare orecchie alla protesta,

dovreste prestare attenzione alle gesta

di chi ormai si sente un po’ troppo stufo

di essere beffato, preso per il culo.

E fu questo il motivo che ci fece dimenticare

il giusto criterio, il poter giudicare

quali sono le azioni giuste o sbagliate,

ciò che ci distingue dagli animali.

E quando la piazza gremita di gente

iniziò a vomitare la protesta ormai ribelle

mi potei rifugiare dietro ai falsi ideali

del manifestante, finito a male.

La folla come un onda invase il parlamento,

sguainando i fucili, aumentando il mio sgomento,

vidi gente urlare in preda al terrore,

la sentii sussurrare la vita che muore.

E quando trovarono il premier del momento

gli spararono negli occhi con un solo movimento

di quel dito che ormai rappresentava la democrazia,

la mia scelta, la mia vita.

Rimasi ad osservare l’uomo senza vita

Usando come rifugio le mie sole dita,

rimasi ad osservare dell’ideale il frutto

nei miei occhi si leggeva il pianto, il lutto.

Ma ciò evidentemente non andava tanto bene

con i nuovi ideali che prendevano sempre più piede,

un fucile comparve, mi si puntò sulla faccia,

il sangue mi macchiò perfino la giacca.

scritta durante un assemblea studentesca:ciao:

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Ma scherzi??? Non lo rovini affatto!! E' valore aggiunto! Le poesie personali sono ancora più preziose!

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vi do la buonanotte con una filastrocca di nonna papera:

Che spavento, un grosso ragno!

Nella mia scodella a bagno!

Si gettava a capofitto!

Dalla tela, dritto-dritto!

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C’era na vota nu re befe’ ... viscottu e mine’

c’avia na figghia befigghia ... viscotta e minigghia

avia n’aceddu befeddu ... viscottu e mineddu

chianciu a figghia befigghia ... viscotta e minigghia

ppi l’aceddu befeddu ... viscottu e mineddu

tantu ca u re befe’ ... viscotti e mine’

ietta nu bannu bifannu ... viscottu e manannu

populu bufusu ... viscottu e minusu

a ccu m’ancagghia l’aceddu befeddu ... viscottu e mineddu

ci rugnu a me figghia befigghia ... viscotta e minigghia

curri nu carusu bifusu ... viscottu e minusu

e acchiappa l’aceddu befeddu ... viscottu e mineddu

Oh re befe’ ... viscottu e mine’

‘cca c’e’ l’aceddu befeddu ... viscottu e mineddu

m’ataddari vostra figghia ... viscotta e minigghia

bruttu carusu e bifusu .... viscottu e minusu

iu’ ‘ppi l’aceddu befeddu ... viscottu mineddu

t’avissi a’ddari me figghia befigghia ... viscotta e minigghia

scappa .. curri .. vattinni carusu bifusu ... viscottu e minusu

seno’ ti manno ‘ngalera bufera ... viscotta e minera

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bellissimaaaaa...postate anche le dialettali!

Evviva i dialetti italiani!

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C’è chi mi definirebbe poi un esaltato,

un vecchio che protesta, un giovane disgraziato

ma voi che vi sentite anche nella religione,

atei bastardi, senza onore.

Potresti chiarire cosa vuoi dire con questa frase?

"In this place where time stands still it seems like everything is moving"

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praticamente faccio un paragone con gli atei che non credono a niente e con invece quelli che credono, praticamente sto manifestante vede gli atei come delle persone che se ne fregano del mondo, come se non gli importasse di niente mentre lui manifestante si interessa agli affari dello stato, non è come un ateo a cui non interessa niente della religione, che non vuole credere a niente, insomma una sorta di qualunquismo che il manifestante odia e che lui rivede negli atei, atei che in questo caso sono politici;) ed infatti nel continuo dice che dovrebbero prestare orecchie alla protesta e non fregarsene, dovrebbero prestare orecchie alle gesta invece di far finta di niente.

poi per il verso prima quello dell'esaltato è per far capire che sto manifestante non ha un eta precisa, è sia un vecchio che protesta che un giovane disgraziato;)

p.s: comunque non è un offesa contro gli atei poiché lo sono anche io, quel bastardi è per dimostrare l'indignazione del manifestante:ciao:

spero di essermi spiegato, il problema è che non è facile spiegare le proprie idee tramite rime, quindi mi scuso se forse mi sono frainteso:oops:

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Nella cala tranquilla

scintilla,

intesto di scaglia

come l'antica

lorica

del catafratto,

il Mare.

Sembra trascolorare.

S'argenta? S'oscura?

A un tratto

come colpo dismaglia

l'arme, la forza

del vento l'intacca.

Non dura.

Nasce l'onda fiacca,

sùbito s'ammorza.

Il vento rinforza.

Altra onda nasce,

si perde,

come agnello che pasce

pel verde:

un fiocco di spuma

che balza!

Ma il vento riviene,

rincalza, ridonda.

Altra onda s'alza,

nel suo nascimento

più lene

che ventre virginale!

Palpita, sale,

si gonfia, s'incurva,

s'alluma, propende.

Il dorso ampio splende

come cristallo;

la cima leggiera

s'arruffa

come criniera

nivea di cavallo.

Il vento la scavezza.

L'onda si spezza,

precipita nel cavo

del solco sonora;

spumeggia, biancheggia,

s'infiora, odora,

travolge la cuora,

trae l'alga e l'ulva;

s'allunga,

rotola, galoppa;

intoppa

in altra cui 'l vento

diè tempra diversa;

l'avversa,

l'assalta, la sormonta,

vi si mesce, s'accresce.

Di spruzzi, di sprazzi,

di fiocchi, d'iridi

ferve nella risacca;

par che di crisopazzi

scintilli

e di berilli

viridi a sacca.

O sua favella!

Sciacqua, sciaborda,

scroscia, schiocca, schianta,

romba, ride, canta,

accorda, discorda,

tutte accoglie e fonde

le dissonanze acute

nelle sue volute

profonde,

libera e bella,

numerosa e folle,

possente e molle,

creatura viva

che gode

del suo mistero

fugace.

E per la riva l'ode

la sua sorella scalza

dal passo leggero

e dalle gambe lisce,

Aretusa rapace

che rapisce la frutta

ond'ha colmo suo grembo.

Sùbito le balza

il cor, le raggia

il viso d'oro.

Lascia ella il lembo,

s'inclina

al richiamo canoro;

e la selvaggia

rapina,

l'acerbo suo tesoro

oblìa nella melode.

E anch'ella si gode

come l'onda, l'asciutta

fura, quasi che tutta

la freschezza marina

a nembo

entro le giunga!

Musa, cantai la lode

della mia Strofe Lunga.

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praticamente faccio un paragone con gli atei che non credono a niente e con invece quelli che credono, praticamente sto manifestante vede gli atei come delle persone che se ne fregano del mondo, come se non gli importasse di niente mentre lui manifestante si interessa agli affari dello stato, non è come un ateo a cui non interessa niente della religione, che non vuole credere a niente, insomma una sorta di qualunquismo che il manifestante odia e che lui rivede negli atei, atei che in questo caso sono politici;) ed infatti nel continuo dice che dovrebbero prestare orecchie alla protesta e non fregarsene, dovrebbero prestare orecchie alle gesta invece di far finta di niente.

poi per il verso prima quello dell'esaltato è per far capire che sto manifestante non ha un eta precisa, è sia un vecchio che protesta che un giovane disgraziato;)

p.s: comunque non è un offesa contro gli atei poiché lo sono anche io, quel bastardi è per dimostrare l'indignazione del manifestante:ciao:

spero di essermi spiegato, il problema è che non è facile spiegare le proprie idee tramite rime, quindi mi scuso se forse mi sono frainteso:oops:

In sostanza dipingi la deriva di un manifestante in buona fede. Sempre più "fuori strada", ideologicamente smarrito, fraintendente verso "il diverso" perché accecato dal flusso e da assolutistiche convinzioni.

Accidenti, lo sai quant'è reale quest'immagine?

Non a caso, alla fine del componimento, i risultati parlano da soli: il frutto del "suo" ideale è un lutto.

Complimenti, mi piace :baby:

"In this place where time stands still it seems like everything is moving"

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si esattamente!

Il manifestante dapprima crede che le cose si possano cambiare, che tramite questa manifestazione le cose cambino in meglio, odia coloro che non prendono posizioni, che non scendono ad urlare la loro indignazione verso uno stato che non li rispecchia. Poi però quando la manifestazione si trasforma in un colpo di stato capisce che in realtà quelli che ha intorno sono soltanto degli esaltati, non sono lì per cambiare le cose in modo democratico, ma con la violenza e quando vede il premier del momento ucciso dal "suo ideale" piange, e tale pianto viene preso come un atto di tradimento e viene ucciso da quel dito che ora rappresentava la democrazia.

Si ci hai colto in pieno! E' un manifestante che parte dalla buona fede ma che va alla deriva...mi fa piacere vedere che sono riuscito a rendere un minimo il quadro che volevo dare.

Visto che è piaciuta, sempre se non vi dispiace, vorrei postare un altra poesia che sarebbe la premessa di quella che ho già postata poiché parla del rivoluzionario che trasforma la manifestazione in una rivoluzione:ciao:

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Un rivoluzionario



E io contavo i nomi sulle tombe,

appesi come fiori delle siepi

in un vento scortese,

E mi sorprendo ancora a misurare il mio coraggio

su quei morti spirati in quel caldo maggio.

Sopraffatta ogni mia illusione,

lasciata cadere nella polvere

d'un mondo feroce,

che non accetta di dare il benservito,

contando sulla giustizia di Dio.

Cantare di strada in strada,

urlare di porta in porta

di come ogni volta

ogni insulso governo, ogni insulso potere

prende le redini ma non fa il suo dovere.

Spiare tra le crepe del mio mondo,

da tutti chiamato “bel paeseâ€

i torti del giorno,

concessi di cadere nell'oblio

come d'un suicida il triste addio.

Lasciare ogni pregiudizio in prigione,

aborrire la fede con la ragione,

d'una vita senza scampo

che accetta solo il pianto

di chi oggi soffre, di chi non ha futuro,

di chi con dignità l'ha preso nel culo.

Stufo di vedere ogni giorno

idioti passare per geni,

e geni per scemi.

E vedere la verità in giornali,

ormai nelle mani dei soliti ladri.

Mi sforzo di ripetere insieme a loro

che il potere è l'unica soluzione,

l'unico vero amore.

E mi sorprendo ancora a guardare come loro

si fanno piegare per poi tornare al lavoro.

Ormai sono in ritardo per credere

che tutto possa un giorno cambiare,

ci scommetto in male.

E la rivoluzione è la mia ragione,

la mia unica, profonda passione.

E osservo questi volti feroci

riuniti in questa manifestazione,

li fomento a gran voce

per iniziare la guerra, per iniziare il complotto

che butta un governo per prenderne il posto.

:rolleyes:

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"Dal mio Permesso amato a voi ne vegno,

incliti eroi, sangue gentil di regi,

di cui narra la fama eccelsi pregi,

né giugne al ver perch'è troppo alto il segno.

Io la Musica son, ch'a i dolci accenti

so far tranquillo ogni turbato core,

et or di nobil ira, et or d'amore

posso infiammar le più gelate menti.

Io su cetera d'or cantando soglio

mortal orecchio lusingar talora,

e in guisa tal de l'armonia sonora

de le rote del ciel più l'alme invoglio.

Quinci a dirvi d'Orfeo desio mi sprona,

d'Orfeo che trasse al suo cantar le fere,

e servo fe' l'inferno a sue preghiere,

gloria immortal di Pindo e d'Elicona.

Or mentre i canti alterno, or lieti, or mesti,

non si mova augellin fra queste piante,

né s'oda in queste rive onda sonante,

et ogni auretta in suo camin s'arresti."

qualcuno la conosce?

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no.....sapevo di una "Favola di Orfeo" composta da Poliziano....

Ah, Poliziano...La Fabula di Orfeo è inarrivabile: uno dei miei testi favoriti in assoluto!

Invece...questo è il testo iniziale dell'Orfeo di Claudio Monteverdi...libretto di Alessandro Striggio....

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...che bello....qui allo studio di registrazione c'è il WiFi....eheheeh!

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Non a caso, alla fine del componimento, i risultati parlano da soli: il frutto del "suo" ideale è un lutto.

Complimenti, mi piace :ghghgh:

PWL è DAVVERO bravo! Non c'è dubbio!

(a PWL: va bene...non mi distrarrò...!)

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Sembra trascolorare.

S'argenta? S'oscura?

A un tratto

come colpo dismaglia

l'arme, la forza

del vento l'intacca.

Non dura.

Nasce l'onda fiacca,

sùbito s'ammorza.

Il vento rinforza.

Altra onda nasce,

si perde,

come agnello che pasce

pel verde:

un fiocco di spuma

che balza!

Ma il vento riviene,

rincalza, ridonda.

Altra onda s'alza,

nel suo nascimento

più lene

che ventre virginale!

Palpita, sale,

si gonfia, s'incurva,

s'alluma, propende.

Il dorso ampio splende

come cristallo;

la cima leggiera

s'arruffa

come criniera

nivea di cavallo.

Il vento la scavezza.

L'onda si spezza,

precipita nel cavo

del solco sonora;

spumeggia, biancheggia,

s'infiora, odora,

travolge la cuora,

trae l'alga e l'ulva;

s'allunga,

rotola, galoppa;

intoppa

in altra cui 'l vento

diè tempra diversa;

l'avversa,

l'assalta, la sormonta,

vi si mesce, s'accresce.

Di spruzzi, di sprazzi,

di fiocchi, d'iridi

ferve nella risacca;

par che di crisopazzi

scintilli

e di berilli

viridi a sacca.

O sua favella!

Sciacqua, sciaborda,

scroscia, schiocca, schianta,

romba, ride, canta,

accorda, discorda,

tutte accoglie e fonde

le dissonanze acute

nelle sue volute

profonde,

libera e bella,

numerosa e folle,

possente e molle,

creatura viva

che gode

del suo mistero

fugace.

E per la riva l'ode

la sua sorella scalza

dal passo leggero

e dalle gambe lisce,

Aretusa rapace

che rapisce la frutta

ond'ha colmo suo grembo.

Sùbito le balza

il cor, le raggia

il viso d'oro.

Lascia ella il lembo,

s'inclina

al richiamo canoro;

e la selvaggia

rapina,

l'acerbo suo tesoro

oblìa nella melode.

E anch'ella si gode

come l'onda, l'asciutta

fura, quasi che tutta

la freschezza marina

a nembo

entro le giunga!

Musa, cantai la lode

della mia Strofe Lunga.

Non bella...splendida...che sogno....questo thread sta diventando una medicina per l'anima...nel senso più laico del termine...

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