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Minerva

Un po' di poesia

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:bottom:

rilancio con:

Imputato ascolta,

noi ti abbiamo ascoltato.

Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo

piantata tra l'aorta e l'intenzione,

noi ti abbiamo osservato

dal primo battere del cuore

fino ai ritmi più brevi

dell'ultima emozione

quando uccidevi,

favorendo il potere

i soci vitalizi del potere

ammucchiati in discesa

a difesa

della loro celebrazione.

E se tu la credevi vendetta

il fosforo di guardia

segnalava la tua urgenza di potere

mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge

quello che non protegge

la parte del boia.

Imputato,

il dito più lungo della tua mano

è il medio

quello della mia

è l'indice,

eppure anche tu hai giudicato.

Hai assolto e hai condannato

al di sopra di me,

ma al di sopra di me,

per quello che hai fatto,

per come lo hai rinnovato

il potere ti è grato.

Ascolta

una volta un giudice come me

giudicò chi gli aveva dettato la legge:

prima cambiarono il giudice

e subito dopo

la legge.

Oggi, un giudice come me,

lo chiede al potere se può giudicare.

Tu sei il potere.

Vuoi essere giudicato?

Vuoi essere assolto o condannato?

:ghghgh: che mito:love:

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de Andrè a catinelle!

CANZONE DELL'AMORE PERDUTO

Ricordi sbocciavan le viole

con le nostre parole

"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

vorrei dirti ora le stesse cose

ma come fan presto, amore, ad appassire le rose

così per noi

l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,

non resta che qualche svogliata carezza

e un po' di tenerezza.

E quando ti troverai in mano

quei fiori appassiti al sole

di un aprile ormai lontano,

li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,

per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,

per un amore nuovo.

PER I TUOI LARGHI OCCHI

Per i tuoi larghi occhi,

per i tuoi larghi occhi chiari

che non piangono mai,

che non piangono mai.

E perché non mi hai dato

che un addio tanto breve,

perché dietro a quegli occhi

batte un cuore di neve.

Io ti dico che mai

il ricordo che in me lascerai

sarà stretto al mio cuore

da un motivo d'amore.

Non pensarlo perché

tutto quel che ricordo di te,

di quegli attimi amari,

sono i tuoi occhi chiari.

I tuoi larghi occhi

che restavan lontani

anche quando io sognavo,

anche mentre ti amavo.

E se tu tornerai

t'amerò come sempre ti amai,

come un bel sogno inutile

che si scorda al mattino.

Ma i tuoi larghi occhi,

i tuoi larghi occhi chiari

anche se non verrai

non li scorderò mai.


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Amico fragile

Evaporato in una nuvola rossa

in una delle molte feritoie della notte

con un bisogno d'attenzione e d'amore

troppo, "Se mi vuoi bene piangi"

per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive

con un semplicissimo , "Mi ricordo"

per osservarvi affittare un chilo d'erba

ai contadini in pensione e alle loro donne

e regalare a piene mani oceani

ed altre ed altre onde ai marinai in servizio

fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli

senza rimpiangere la mia credulità;

perché già dalla prima trincea

ero più curioso di voi

ero molto più curioso di voi.

E poi sospeso tra i vostri "Come sta"

meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci

tipo "Come ti senti amico, amico fragile,

se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"

"Lo sa che io ho perduto due figli"

"Signora lei è una donna piuttosto distratta"

E ancora ucciso dalla vostra cortesia

nell'ora in cui un mio sogno

ballerina di seconda fila,

agitava per chissà quale avvenire

il suo presente di seni enormi

e il suo cesareo fresco,

pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,

mi sentivo meno stanco di voi

ero molto meno stanco di voi

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta

fino a vederle spalancarsi la bocca

Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli

di parlare ancora male e ad alta voce di me

Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo

con una scatola di legno che dicesse perderemo

Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane

il mio è un po' di tempo che si chiama Libero

Potevo assumere un cannibale al giorno

per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle

Potevo attraversare litri e litri di corallo

per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,

di essere più ubriaco di voi

di essere molto più ubriaco di voi.

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Forse un mattino andando in un'aria di vetro,

arida,rivolgendomi vedró compirsi il miracolo:

il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro

di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto

alberi case colli per l'inganno consueto.

Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto

tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Montale.

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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco

lo dichiari e risplenda come un croco

perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,

agli altri ed a se stesso amico,

e l'ombra sua non cura che la canicola

stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti:

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.


Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante!!!

Amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano!

Il Blog di Bimbetta: elaborazione DSM V.

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Per me il cantautore che fa poesia oltre a De Andrè è sicuramente Francesco Guccini!

potrei citarne mille di brani suoi...

comincio con questo:

...

Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,

solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:

per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori

e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !

L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,

anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,

ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa

il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...

(don chisciotte - F. Guccini)


Si dice che per l'addestramento di un gatto ci voglia una vita. Non è vero: il mio mi ha insegnato tutto in un paio di giorni!

"Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti..."

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@ melazeta...vero...hai ragione...ci stavamo dimenticando di lui...! :ghghgh:

@ macgiov...ci dici anche di chi sono le bellissime poesie che posti? :bottom:


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chiedo venia..... fatto.....!

Siete scusato, messer macgiov...:bottom:


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Vedremo soltanto una sfera di fuoco

più grande del sole, più vasta del mondo;

nemmeno un grido risuonerà

solo il silenzio come un sudario si stenderà

fra il cielo e la terra

per mille secoli almeno

ma noi non ci saremo.

Poi per un anno la pioggia cadrà giù dal cielo

e i fiumi solcheranno la terra di nuovo,

verso gli oceani scorreranno

e ancora le spiagge risuoneranno delle onde

e in alto nel cielo splenderà l'arcobaleno

ma noi non ci saremo.

E catene di monti coperti di neve

saranno confine a foreste di abeti

mai mano d'uomo le toccherà,

e ancora le spiagge risuoneranno delle onde

e in alto, lontano, ritornerà il sereno

ma noi non ci saremo.

E il vento d'estate che viene dal mare

intonerà un canto fra mille rovine,

fra le macerie delle città,

fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà

fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo

ma noi non ci saremo.

E dai boschi e dal mare ritorna la vita

e ancora la terra sarà popolata,

fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora il mondo percorrerà

gli spazi di sempre per mille secoli almeno

ma noi non ci saremo.

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Il treno, ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria

o non è un tuo "Orient Express" speciale, locomotiva di fantasia.

L' aereo, ah, l' aereo è invece alluminio lucente, l' aereo è davvero saltare il fosso,

l' aereo è sempre "The Spirit of Saint Louis" ,"Barone Rosso"

e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito,

di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s' innalzi all'infinito.

E allora, perchè non andare in Argentina? Mollare tutto e andare in Argentina,

per vedere com'è fatta l'Argentina...

Il tassista, ah, il tassista non perse un istante a dirci che era pure lui italiano,

gaucho di Sondrio o Varese, ghigna da emigrante, impantanato laggiù lontano.

Poi quelle strade di auto scarburate e quella gente anni '50 già veduta,

tuffato in una vita ritrovata, vera e vissuta,

come entrare a caso in un portone di fresco, scale e odori abituali,

posar la giacca, fare colazione e ritrovarsi in giorni e volti uguali,

perchè io ci ho già vissuto in Argentina, chissà come mi chiamavo in Argentina

e che vita facevo in Argentina?

Poi un giorno, disegnando un labirinto di passi tuoi per quei selciati alieni

ti accorgi con la forza dell' istinto che non son tuoi e tu non gli appartieni,

e tutto è invece la dimostrazione di quel poco che a vivere ci è dato

e l' Argentina è solo l' espressione di un' equazione senza risultato,

come i posti in cui non si vivrà, come la gente che non incontreremo,

tutta la gente che non ci amerà, quello che non facciamo e non faremo,

anche se prendi sempre delle cose, anche se qualche cosa lasci in giro,

non sai se è come un seme che dà fiore o polvere che vola ad un respiro.

L' Argentina, l' Argentina, che tensione! Quella Croce del Sud nel cielo terso,

la capovolta ambiguità d' Orione e l' orizzonte sembra perverso.

Ma quando ti entra quella nostalgia che prende a volte per il non provato

c'è la notte, ah, la notte, e tutto è via, allontanato.

E quella che ti aspetta è un' alba uguale che ti si offre come una visione,

la stessa del tuo cielo boreale, l'alba dolce che dà consolazione

e allora, com'è tutto uguale in Argentina! Oppure, chissà com'è fatta l' Argentina,

e allora... "Don't cry for me, Argentina"...


Si dice che per l'addestramento di un gatto ci voglia una vita. Non è vero: il mio mi ha insegnato tutto in un paio di giorni!

"Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti..."

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SONETTO

Alla città di Parigi.

Alma città che con materno amore

Abbracci e ingombri la famosa Sena,

Quanto più d'altra sei dal ciel ripiena,

La sua santa mercè, d'eterno onore!

Siede al tuo gran timon quel buon Rettore

La cui chiara virtù per forza affrena

L'empia fortuna, che già mai serena

Non rivolse la fronte al suo valore!

Vivi contenta, e porgi preghi a Giove

Che faccia lunghi i dì tranquilli e chiari

Del gran Francesco tuo, tuo lume e speglio.

Né sian con teco i tuo' buon figli avari

Di render grazie a lui, che ha posto il meglio

Nel tuo ricco terren, negato altrove.

Luigi Alamanni


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Resuscitiamo questo interessante 3d con un altra mia poesia:D

L'eretico

Eretico! Eretico!



Lo fui per davvero,

perché non credevo a ciò che era vero

e la gente brutta infame

mi volle solamente fare del male.

Un incubo, fu un incubo!

Lo fu per davvero,

per questo giurai che mi sarei vendicato

della gente che mi aveva insultato

dicendomi maledetto di un ateo,

dicendomi maledetto di un ateo.

E adesso che sono divenuto ormai morto

Ragiono per sempre sul mio torto,

Il mio freddo e profondo dolore

Si trasforma in vero crudele furore

Per ciò che mi fece la gente di chiesa

Costrigendomi a credere su una mela,

e di Adamo il gran peccatore,

e di Dio il buon redentore.

Ma perché erano così feroci?

A volermi chiedere,

Ad insultarmi con prediche,

perché se la prendessero tanto con me?

Se erano così sicuri che

il loro Dio fosse vero

o forse avevano paura davvero?

E fu un prete, fu un prete il maledetto

Che allestì il mio rogo come un banchetto.

E la gente erano gli invitati

Accorsi tutti come belve affamate.

E quando la fiamma mi lambì il cuore

Con voce possente gridai il dolore

E secondo il vostro credo infame

Dio doveva porre fine al male

Invece di stare fermo a guardare

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PWL...che dire...bella, ma bellabellabella! :ciao:


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...

A VOLTE NON SO SE E' QUESTO CIELO CHE MI RENDE TRISTE

OPPURE E' LUI CHE GUARDA ME E POI SI COMMUOVE

...

(G.C.)

stralcio di poesia di un amico


Si dice che per l'addestramento di un gatto ci voglia una vita. Non è vero: il mio mi ha insegnato tutto in un paio di giorni!

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melazeta....di' al tuo amico che vogliamo tutta la poesia....siamo famelici!


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melazeta....di' al tuo amico che vogliamo tutta la poesia....siamo famelici!

sono io che non la ricordo, se la trovo scritta in giro ve la posto..

ma questo verso mi è rimasto impresso


Si dice che per l'addestramento di un gatto ci voglia una vita. Non è vero: il mio mi ha insegnato tutto in un paio di giorni!

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mink.........mi sono chiesto cosa ci fà in questo topic icchisi?

povero icchisi....perché, macgiov?


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mink.........mi sono chiesto cosa ci fà in questo topic icchisi?

me lo son chiesta pure io... :fiorellino:


Si dice che per l'addestramento di un gatto ci voglia una vita. Non è vero: il mio mi ha insegnato tutto in un paio di giorni!

"Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti..."

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sui miei zaini di scuola (si parla di millenni fa) e sulle copertine dei miei libri ero solita scrivere questa poesia:

TI AMERò FINCHè IL CIELO FERMERà LA PIOGGIA

FINCHè LE STELLE CADRANNO

PER ME E PER TE

James Duglas (Jim) Morrison


Si dice che per l'addestramento di un gatto ci voglia una vita. Non è vero: il mio mi ha insegnato tutto in un paio di giorni!

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sui miei zaini di scuola (si parla di millenni fa) e sulle copertine dei miei libri ero solita scrivere questa poesia:

TI AMERò FINCHè IL CIELO FERMERà LA PIOGGIA

FINCHè LE STELLE CADRANNO

PER ME E PER TE

James Duglas (Jim) Morrison

Tratto da "touch me" se non vado errando....adoro quella canzone...

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