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Il Topic dei Cattolici


giovanniaffinita

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da un punto di vista fisiologico l'innamoramento e' paragonabile alla tempesta chimica che una crisi d'astinenza scatena nell'organismo

Stessi elementi in gioco.

Personalmente di "innamoramenti" verso la fede ne ho visti molti, ma come ogni rapporto in questo mondo... non basta.

La tempesta chimica e' un messaggio del nostro organismo per far capire all'io cosciente che abbiamo bisogno di un qualcosa/qualcuno, ma dopo un po' l'organismo raggiunge assuefazione alle proprie stesse scariche chimiche ed il bisogno si affievolisce.

Sullo stesso principio funziona l'inasprimento di una dipendenza da una sostanza chimica... per quanto riguarda invece un rapporto interpersonale, l'assuefamento si traduce in un "calo della passione"... una persona matura emotivamente non si lascia scoraggiare e cerca di tradurre l'innamoramento iniziale in qualcosa di piu' solido e duraturo, altri confondono il "calo" con un segnale negativo e che il rapporto non funziona.

Con la religione (quale essa sia) funziona allo stesso modo. C'e' chi rimane "fulminato" all'inizio, ma dopo l'outburst iniziale inizia ad assuefarsi ed e' li' che subentra una scelta matura: rendere il rapporto qualcosa di diverso, maturo, consapevole. Tanti non ce la fanno e saltellano da esperienza mistica in esperienza mistica per mantenere la propria "passione" attiva ed ardente, ma mai raggiungendo la tranquillita' matura di un rapporto diverso.

@Scelsi: nessun timore, l'appello all'inizio del topic va letto nella chiave del rispetto dei temi trattati... sono sicuro che sono tanti a leggere senza partecipare nel topic dedicato agli atei perche' pur avendo cose da dire e' stato piu' volte espresso dai partecipanti del non voler sentir parlare di divinita' & co.

Qui penso l'obiettivo sia simile: cercare un ambiente di confronto tra credenti NATURALMENTE aperto a tutti, ma solo se predisposti al mettersi in ascolto in modo rispettoso e propositivo.

Come la maggior parte delle altre cose intorno a cui gli uomini si eccitano, quali la salute e la malattia, la vecchiaia e la giovinezza, oppure la guerra e la pace, dal punto di vista della vita spirituale e' soltanto materia prima. (Berlicche)

"Le parole condizionano la lettura dei fatti" (R.Saviano)

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non voglio dimostrare nulla... sottolineo una paura che in questo topic è palpabile fin dal primo post (e che in altri invece non c'è). io la interpreto come un timore di perdere qualcosa che fondamentalmente non si possiede.

paura? l'unica paura è la chiusura del topic, causa flame. Espleto meglio il concetto: se io andassi a postare nel topic degli Atei, argomentando su fondamenti come Dio, sarei (giustamente) cacciato, poichè non è quello il luogo dove discutere. :confused:

Detto questo, vi auguro discussioni e confronti interessanti e stimolanti quanto quelle che, anche grazie ai vostri interventi, sono sortite nel topic AA. Proprio per questo credo che non ve ne avrete a male se, con educazione e rispetto, interverremo talvolta anche noi...magari con delle domande sulla scia delle vostre elucubrazioni.

Giovanni Affinita

"L'innamoramento dura pochi mesi, l'Amore dura tutta la vita"

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da un punto di vista fisiologico l'innamoramento e' paragonabile alla tempesta chimica che una crisi d'astinenza scatena nell'organismo

Stessi elementi in gioco.

Personalmente di "innamoramenti" verso la fede ne ho visti molti, ma come ogni rapporto in questo mondo... non basta.

La tempesta chimica e' un messaggio del nostro organismo per far capire all'io cosciente che abbiamo bisogno di un qualcosa/qualcuno, ma dopo un po' l'organismo raggiunge assuefazione alle proprie stesse scariche chimiche ed il bisogno si affievolisce.

Sullo stesso principio funziona l'inasprimento di una dipendenza da una sostanza chimica... per quanto riguarda invece un rapporto interpersonale, l'assuefamento si traduce in un "calo della passione"... una persona matura emotivamente non si lascia scoraggiare e cerca di tradurre l'innamoramento iniziale in qualcosa di piu' solido e duraturo, altri confondono il "calo" con un segnale negativo e che il rapporto non funziona.

Con la religione (quale essa sia) funziona allo stesso modo. C'e' chi rimane "fulminato" all'inizio, ma dopo l'outburst iniziale inizia ad assuefarsi ed e' li' che subentra una scelta matura: rendere il rapporto qualcosa di diverso, maturo, consapevole. Tanti non ce la fanno e saltellano da esperienza mistica in esperienza mistica per mantenere la propria "passione" attiva ed ardente, ma mai raggiungendo la tranquillita' matura di un rapporto diverso.

Bell'analisi...anche se, come spesso ti ho detto, secondo me è questo il tuo tallone d'Achille...l'eccesso di analisi, o l'eccesso di ricorso ad essa. Per quanto riguarda la fede, ovvio.

Perché quello che affascina davvero della fede (persino una non credente come me) è anche e forse soprattutto la componente irrazionale. L'arrivare a perdersi e ritrovarsi in un'esperienza che trascende la realtà, rileggendola completamente e che alla fine del processo, diventa essa stessa realtà, attraverso il comportamento dettato dalla fede da cui siamo partiti.

Personalmente ogni spiegazione che vada oltre questo mi lascia più fredda...il metodo scientifico è davvero utile per confrontarsi alla fede?

Giocoforza, da un certo punto un poi ci deve l'accettazione totale dell'inspiegabile.

Anche per quanto concerne il "dialogo" più maturo e consapevole nell'ambito del nostro credere...nonostante anche quello della fede sia un rapporto che deve essere curato ed alimentato, credo che quell'impalpabile sensazione simile all'innamoramento sia necessaria...ed infatti mi pare che siano davvero pochi, i veri (innamorati) credenti...nel profondo, intendo...quelli che si "arrendono" davvero.

Altrimenti la fede diventa un oggetto e non più un soggetto...almeno IMHO.

Scusate...penso di aver partecipato fin troppo.

Ma sono argomenti interessanti, a prescindere dal punto di vista dal quale li si guarda.

Buona continuazione :confused:

Feedback positivi "Mercatino IM" per Danielito, Enrik1, Ervago, Icchisi, IoNonSonoQui, Jacopus, Mac-Dragon, NeSsUnO, NuT, OverTheWorse, Steindy e SuperPoldo (in ordine alfabetico)

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paura? l'unica paura è la chiusura del topic, causa flame. Espleto meglio il concetto: se io andassi a postare nel topic degli Atei, argomentando su fondamenti come Dio, sarei (giustamente) cacciato, poichè non è quello il luogo dove discutere. :confused:

pensa che invece io non trovo motivo di aprire 2 topic distinti...

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Bell'analisi...anche se, come spesso ti ho detto, secondo me è questo il tuo tallone d'Achille...l'eccesso di analisi, o l'eccesso di ricorso ad essa. Per quanto riguarda la fede, ovvio.

Perché quello che affascina davvero della fede (persino una non credente come me) è anche e forse soprattutto la componente irrazionale. L'arrivare a perdersi e ritrovarsi in un'esperienza che trascende la realtà, rileggendola completamente e che alla fine del processo, diventa essa stessa realtà, attraverso il comportamento dettato dalla fede da cui siamo partiti.

Si, in effetti mi perdo talvolta in analisi, ma mi piace tenere a mente una frase pronunciata da Tolkien per bocca di Gandalf: "colui che rompe un oggetto per vedere come funziona, ha abbandonato la via della saggezza".

Personalmente, sebbene mi piaccia analizzare cio' che ho intorno, per scelte personali preferisco prima "affidarmi" per capire cosa l'esperienza davvero ha apportato a me. L'analisi che ho proposto prima, ad esempio, sorprese anche me quando ponderai la questione, tuttavia non fu un fondamento per una qualche scelta nel campo della fede, ma una semplice conferma per cio' che avevo gia' sperimentato (osservando me stesso e gli altri)... per essere piu' diretti: mi capito' tra le mani un articolo trattante la biochimica correlata con l'astinenza da marjuana e del come chimicamente fosse simile a quella sperimentata da chi, innamorato, passasse un periodo lontano dalla persona amata. Mi colpi' molto, soprattutto poi cercando di trasporre il fatto in tutte le volte che ho visto qualcuno "folgorato" dalla fede. Quindi nessun "eccesso di analisi", solo una conferma alla bonta' delle mie esperienze.

Personalmente ogni spiegazione che vada oltre questo mi lascia più fredda...il metodo scientifico è davvero utile per confrontarsi alla fede?

Giocoforza, da un certo punto un poi ci deve l'accettazione totale dell'inspiegabile.

Di certo il metodo scientifico non serve a "dimostrare o ricercare" la fede, ma e' indiscutibile che siamo esseri di carne e sangue, proteine e minerali... e cimuoviamo in un contesto chimico-fisico relazionato per causa ed effetto. Sebbene credente, la scienza e' parte fondante del mio confronto con la realta'... la differenza all'approccio pero' e' un'altro...

Potrei porla cosi':

un materialista (che scivola verso il determinismo) pensa che siamo una fabbrica chimica e che la chimica altera e regola il nostro subconscio ed il nostro io cosciente. Ho fame? Mangio. Mi volgio riprodurre? Mi innamoro o mi eccito sessualmente... etc...

un credente pensa che siamo anime E fabbrica chimica. La chimica puo' alterare il nostro subconscio ed il nostro io cosciente, ma allo stesso modo anche l'anima si manifesta TRAMITE il nostro corpo e quindi ha il potere di fare scelte anche contrarie a cio' che chimica impone.

Quindi imparare a conoscere anche come chimicamente siamo e' un'arricchimento alla vita spirituale, poiche' aiuta a comprendere difficolta' e limiti della realta' che abbiamo attorno.

Anche per quanto concerne il "dialogo" più maturo e consapevole nell'ambito del nostro credere...nonostante anche quello della fede sia un rapporto che deve essere curato ed alimentato, credo che quell'impalpabile sensazione simile all'innamoramento sia necessaria...ed infatti mi pare che siano davvero pochi, i veri (innamorati) credenti...nel profondo, intendo...quelli che si "arrendono" davvero.
Quoto, la natura funziona a perfezione... se non ci fosse l'innamoramento iniziale, saremmo poco avvezzi nell'intraprendere una relazione.
Altrimenti la fede diventa un oggetto e non più un soggetto...almeno IMHO.
Hai ragione, esattamente come la persona che viene "oggettificata per vivere un nuovo "innamoramento" perche' quello precedente si e' esaurito.

Come la maggior parte delle altre cose intorno a cui gli uomini si eccitano, quali la salute e la malattia, la vecchiaia e la giovinezza, oppure la guerra e la pace, dal punto di vista della vita spirituale e' soltanto materia prima. (Berlicche)

"Le parole condizionano la lettura dei fatti" (R.Saviano)

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Però...anche per evitare di continuare con il gioco delle confutazioni ed obiezioni...la tua esperienza personale? Quella sì, che sarebbe interessante...poi è ovvio che uno decide se condividerla o meno, ma penso che più di tante parole di altri, delle teorie, dei libri e degli articoli, le cose vere sono quelle che viviamo sulla nostra pelle.

:confused:

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Provo a dire due parole sull'innamoramento anche io, è una questione nella quale mi sento chiamato in causa.

Tra me e Gesù Cristo non si è trattato di amore a prima vista, ma una cosa lunga, sedimentata e costruita nel tempo.

Sono gli amori che a me piacciono di più, anche in rapporto alle donne.

Me ne sono innamorato principalmente nella lettura e nello studio del Vangelo, giorno dopo giorno. Quando ero un ragazzino (13-15 anni) ricordo nitidamente che spesso la lettura del vangelo domenicale diceva qualcosa di nuovo e di speciale nella mia vita. Non massimi sistemi, ma piccole risposte ai piccoli problemi di un ragazzo. Crescendo questo rapporto si è fatto più intenso e la sensazione che fosse il Vangelo a leggere la mia vita si è fatta mano a mano più distinta. Mi sono innamorato di Gesù, dei suoi gesti, delle sue parole.

Ma è un innamoramento che, mi rendo ben conto, chiede uno sforzo quotidiano, un rapporto giorno per giorno, un rinnovamento costante, esattamente come farebbe uno sposo con la sua sposa. Concordo con Leone sul fatto che sia un rapporto da rendere mano a mano più maturo, ma credo anche che non debba perdere di passione ardente e di sentimento. D'altro canto un credente sa bene che è un amante corrisposto e può nutrirsi, se vuole, di quell'amore.

Non mi dilungo oltre, spero sempre di essere sufficientemente chiaro in discorsi, come questo, nei quali davvero ricade buona parte del mio essere.

Edito per aggiungere una cosa.

L'innamoramento è passato anche, ora che ci rifletto un momento di più, attraverso tutta una lunga serie di persone significative che hanno speso la propria vita per il Vangelo.

Ho avuto la grande fortuna di conoscerne molte e dai carismi diversissimi. Sono state spesso la prova vivente di quello che leggevo e pregavo.

Ok, mi stoppo qui.

L'Amore costa. Una perla rara a buon prezzo non è una perla. È una patacca.

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Interessante...

Due facce della stessa medaglia?

cuociamo tutti nella stessa padella.

se la torta esce con il rosso dell'uovo di qua, l'albume di là, lo zucchero sotto e le mele a galla sopra non è uscita bene.

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Provo a dire due parole sull'innamoramento anche io, è una questione nella quale mi sento chiamato in causa.

Tra me e Gesù Cristo non si è trattato di amore a prima vista, ma una cosa lunga, sedimentata e costruita nel tempo.

Sono gli amori che a me piacciono di più, anche in rapporto alle donne.

Me ne sono innamorato principalmente nella lettura e nello studio del Vangelo, giorno dopo giorno. Quando ero un ragazzino (13-15 anni) ricordo nitidamente che spesso la lettura del vangelo domenicale diceva qualcosa di nuovo e di speciale nella mia vita. Non massimi sistemi, ma piccole risposte ai piccoli problemi di un ragazzo. Crescendo questo rapporto si è fatto più intenso e la sensazione che fosse il Vangelo a leggere la mia vita si è fatta mano a mano più distinta. Mi sono innamorato di Gesù, dei suoi gesti, delle sue parole.

Ma è un innamoramento che, mi rendo ben conto, chiede uno sforzo quotidiano, un rapporto giorno per giorno, un rinnovamento costante, esattamente come farebbe uno sposo con la sua sposa. Concordo con Leone sul fatto che sia un rapporto da rendere mano a mano più maturo, ma credo anche che non debba perdere di passione ardente e di sentimento. D'altro canto un credente sa bene che è un amante corrisposto e può nutrirsi, se vuole, di quell'amore.

Non mi dilungo oltre, spero sempre di essere sufficientemente chiaro in discorsi, come questo, nei quali davvero ricade buona parte del mio essere.

Bella, semplice, trasparente, vera.

Un abbraccio...e grazie di cuore...

cuociamo tutti nella stessa padella.

se la torta esce con il rosso dell'uovo di qua, l'albume di là, lo zucchero sotto e le mele a galla sopra non è uscita bene.

Idem :confused:

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Provo a dire due parole sull'innamoramento anche io, è una questione nella quale mi sento chiamato in causa.

Tra me e Gesù Cristo non si è trattato di amore a prima vista, ma una cosa lunga, sedimentata e costruita nel tempo.

Sono gli amori che a me piacciono di più, anche in rapporto alle donne.

Me ne sono innamorato principalmente nella lettura e nello studio del Vangelo, giorno dopo giorno. Quando ero un ragazzino (13-15 anni) ricordo nitidamente che spesso la lettura del vangelo domenicale diceva qualcosa di nuovo e di speciale nella mia vita. Non massimi sistemi, ma piccole risposte ai piccoli problemi di un ragazzo. Crescendo questo rapporto si è fatto più intenso e la sensazione che fosse il Vangelo a leggere la mia vita si è fatta mano a mano più distinta. Mi sono innamorato di Gesù, dei suoi gesti, delle sue parole.

Ma è un innamoramento che, mi rendo ben conto, chiede uno sforzo quotidiano, un rapporto giorno per giorno, un rinnovamento costante, esattamente come farebbe uno sposo con la sua sposa. Concordo con Leone sul fatto che sia un rapporto da rendere mano a mano più maturo, ma credo anche che non debba perdere di passione ardente e di sentimento. D'altro canto un credente sa bene che è un amante corrisposto e può nutrirsi, se vuole, di quell'amore.

Non mi dilungo oltre, spero sempre di essere sufficientemente chiaro in discorsi, come questo, nei quali davvero ricade buona parte del mio essere.

Edito per aggiungere una cosa.

L'innamoramento è passato anche, ora che ci rifletto un momento di più, attraverso tutta una lunga serie di persone significative che hanno speso la propria vita per il Vangelo.

Ho avuto la grande fortuna di conoscerne molte e dai carismi diversissimi. Sono state spesso la prova vivente di quello che leggevo e pregavo.

Ok, mi stoppo qui.

..non stopparti !!!!!

Grazie.....

VIDEO CAMPAGNA ELETTORALE by Rada.app.....

VOTA VIOLO.....http://www.italiamac.it/forum/showthread.php?p=4160936VOTA VIOLO

PS: se seguendo il link voti per qualcun altro....."tanta sf..."

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Però...anche per evitare di continuare con gioco delle confutazioni ed obiezioni...la tua esperienza personale? Quella sì, che sarebbe interessante...poi è ovvio che uno decide se condividerla o meno, ma penso che più di tante parole di altri, delle teorie, dei libri e degli articoli, le cose vere sono quelle che viviamo sulla nostra pelle.

:confused:

ok.. fammi una domanda specifica... "esperienza personale" e' un concetto amplissimo. Esattamenta da cosa sei incuriosita? :dance:

Come la maggior parte delle altre cose intorno a cui gli uomini si eccitano, quali la salute e la malattia, la vecchiaia e la giovinezza, oppure la guerra e la pace, dal punto di vista della vita spirituale e' soltanto materia prima. (Berlicche)

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ok.. fammi una domanda specifica... "esperienza personale" e' un concetto amplissimo. Esattamenta da cosa sei incuriosita? :mad:

Ma no...non mi interessa fare delle interviste...però l'esempio di quello che intendo lo ha appena dato PlenilunioBlu.

Ha raccontato la sua storia (un pezzo, un frammento), in poche parole, ma chiare...davvero toccante.

E poi ognuno racconta e si racconta come crede.

Non mi piace indirizzare i discorsi.

Dovrebbero fluire...anche quella è "passione" riguardo un argomento...IMHO.

Tranquillo...non mi interessa la "tua" nello specifico.

Ma secondo me per questo topic, come per quello AA, la cosa davvero utile per conoscere e per farsi conoscere è proprio il vissuto di ciascuno.

:)

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cuociamo tutti nella stessa padella.

se la torta esce con il rosso dell'uovo di qua, l'albume di là, lo zucchero sotto e le mele a galla sopra non è uscita bene.

Bene,

sei in grado di esprime il concetto direttamente, ovvero fuori di metafora?

ecce sto ad ostium et pulso

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Provo a dire due parole sull'innamoramento anche io, è una questione nella quale mi sento chiamato in causa.

Tra me e Gesù Cristo non si è trattato di amore a prima vista, ma una cosa lunga, sedimentata e costruita nel tempo.

Sono gli amori che a me piacciono di più, anche in rapporto alle donne.

Me ne sono innamorato principalmente nella lettura e nello studio del Vangelo, giorno dopo giorno. Quando ero un ragazzino (13-15 anni) ricordo nitidamente che spesso la lettura del vangelo domenicale diceva qualcosa di nuovo e di speciale nella mia vita. Non massimi sistemi, ma piccole risposte ai piccoli problemi di un ragazzo. Crescendo questo rapporto si è fatto più intenso e la sensazione che fosse il Vangelo a leggere la mia vita si è fatta mano a mano più distinta. Mi sono innamorato di Gesù, dei suoi gesti, delle sue parole.

Ma è un innamoramento che, mi rendo ben conto, chiede uno sforzo quotidiano, un rapporto giorno per giorno, un rinnovamento costante, esattamente come farebbe uno sposo con la sua sposa. Concordo con Leone sul fatto che sia un rapporto da rendere mano a mano più maturo, ma credo anche che non debba perdere di passione ardente e di sentimento. D'altro canto un credente sa bene che è un amante corrisposto e può nutrirsi, se vuole, di quell'amore.

Non mi dilungo oltre, spero sempre di essere sufficientemente chiaro in discorsi, come questo, nei quali davvero ricade buona parte del mio essere.

Edito per aggiungere una cosa.

L'innamoramento è passato anche, ora che ci rifletto un momento di più, attraverso tutta una lunga serie di persone significative che hanno speso la propria vita per il Vangelo.

Ho avuto la grande fortuna di conoscerne molte e dai carismi diversissimi. Sono state spesso la prova vivente di quello che leggevo e pregavo.

Ok, mi stoppo qui.

Comprendo bene. Ho lottato per circa venti anni prima di battezzarmi.

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cuociamo tutti nella stessa padella.

se la torta esce con il rosso dell'uovo di qua, l'albume di là, lo zucchero sotto e le mele a galla sopra non è uscita bene.

punti di vista diversi implicano "lenti rosa" diverse.

Giovanni Affinita

"L'innamoramento dura pochi mesi, l'Amore dura tutta la vita"

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Bell'analisi...anche se, come spesso ti ho detto, secondo me è questo il tuo tallone d'Achille...l'eccesso di analisi, o l'eccesso di ricorso ad essa. Per quanto riguarda la fede, ovvio.

Perché quello che affascina davvero della fede (persino una non credente come me) è anche e forse soprattutto la componente irrazionale. L'arrivare a perdersi e ritrovarsi in un'esperienza che trascende la realtà, rileggendola completamente e che alla fine del processo, diventa essa stessa realtà, attraverso il comportamento dettato dalla fede da cui siamo partiti.

Personalmente ogni spiegazione che vada oltre questo mi lascia più fredda...il metodo scientifico è davvero utile per confrontarsi alla fede?

Giocoforza, da un certo punto un poi ci deve l'accettazione totale dell'inspiegabile.

Anche per quanto concerne il "dialogo" più maturo e consapevole nell'ambito del nostro credere...nonostante anche quello della fede sia un rapporto che deve essere curato ed alimentato, credo che quell'impalpabile sensazione simile all'innamoramento sia necessaria...ed infatti mi pare che siano davvero pochi, i veri (innamorati) credenti...nel profondo, intendo...quelli che si "arrendono" davvero.

Altrimenti la fede diventa un oggetto e non più un soggetto...almeno IMHO.

Scusate...penso di aver partecipato fin troppo.

Ma sono argomenti interessanti, a prescindere dal punto di vista dal quale li si guarda.

Buona continuazione :mad:

ti prego di continuare a postare. sai quanto ti stimo.

Ma no...non mi interessa fare delle interviste...però l'esempio di quello che intendo lo ha appena dato PlenilunioBlu.

Ha raccontato la sua storia (un pezzo, un frammento), in poche parole, ma chiare...davvero toccante.

E poi ognuno racconta e si racconta come crede.

Non mi piace indirizzare i discorsi.

Dovrebbero fluire...anche quella è "passione" riguardo un argomento...IMHO.

Tranquillo...non mi interessa la "tua" nello specifico.

Ma secondo me per questo topic, come per quello AA, la cosa davvero utile per conoscere è proprio il vissuto di ciascuno.

:)

Ci provo io, anche se ho appena 19 anni (non sono piccolo, ma neanche tanto pieno di esperienze). Ho ricevuto la formazione cattolica fin da piccolo, mi manca solo la cresima che non riesco a ricevere poichè non riesco a trovare un padrino adatto, ma questa è un'altra storia. Sono sempre stato una persona dall'indole passionale, e allo stesso tempo, con forti capacità analitiche. Fino a 15 anni, oltre la messa la Domenica, non coltivavo la mia spiritualità: nessuno me lo aveva mai insegnato. Ma poi, inizia (di mia spontanea volontà) a frequentare un centro dell'Opera. Provengo da una famiglia unita e sincera, sono cresciuto tra persone amorevoli e dedite agli altri. Eppure in quel centro c'era un aria che non avevo mai respirato prima. C'era allegria, ma di quella che non è una risata, ma viene da dentro, non dipende da cosa accade intorno. Imparai a trovare Dio in ogni cosa: nello studio, nel semplice sorridere alle persone che incontravi durante la giornata, nell'aiutare di più nelle faccende di casa, a privarmi di piccole cose inutili, e così via. Ma ciò di cui sono più grato a Dio per avermi fatto incontrare l'Opera, è l'Orazione. Io potevo parlare con Dio. Questa cosa continua ogni giorno a cambiare un poco alla volta, senza eccessi nè cadute da cavallo, la mia vita.

per ora, basta così.

Giovanni Affinita

"L'innamoramento dura pochi mesi, l'Amore dura tutta la vita"

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ti prego di continuare a postare. sai quanto ti stimo.

Ci provo io, anche se ho appena 19 anni (non sono piccolo, ma neanche tanto pieno di esperienze). Ho ricevuto la formazione cattolica fin da piccolo, mi manca solo la cresima che non riesco a ricevere poichè non riesco a trovare un padrino adatto, ma questa è un'altra storia. Sono sempre stato una persona dall'indole passionale, e allo stesso tempo, con forti capacità analitiche. Fino a 15 anni, oltre la messa la Domenica, non coltivavo la mia spiritualità: nessuno me lo aveva mai insegnato. Ma poi, inizia (di mia spontanea volontà) a frequentare un centro dell'Opera. Provengo da una famiglia unita e sincera, sono cresciuto tra persone amorevoli e dedite agli altri. Eppure in quel centro c'era un aria che non avevo mai respirato prima. C'era allegria, ma di quella che non è una risata, ma viene da dentro, non dipende da cosa accade intorno. Imparai a trovare Dio in ogni cosa: nello studio, nel semplice sorridere alle persone che incontravi durante la giornata, nell'aiutare di più nelle faccende di casa, a privarmi di piccole cose inutili, e così via. Ma ciò di cui sono più grato a Dio per avermi fatto incontrare l'Opera, è l'Orazione. Io potevo parlare con Dio. Questa cosa continua ogni giorno a cambiare un poco alla volta, senza eccessi nè cadute da cavallo, la mia vita.

per ora, basta così.

wl_1110_cray.gif Grazie.........uff che giornatina...

VIDEO CAMPAGNA ELETTORALE by Rada.app.....

VOTA VIOLO.....http://www.italiamac.it/forum/showthread.php?p=4160936VOTA VIOLO

PS: se seguendo il link voti per qualcun altro....."tanta sf..."

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Bene,

sei in grado di esprime il concetto direttamente, ovvero fuori di metafora?

non c'è motivo di dividere credenze "differenti" quando i racconti della nascita del mondo maori sono spaventosamente identici a quelli della genesi cristiana. ogni divisione non ha nulla a che fare con la fede ma è politica. e dunque potere. e dunque niente torta di mele.

qual'è il problema della metafora?

punti di vista diversi implicano "lenti rosa" diverse.

non so cosa siano le lenti rosa...

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non c'è motivo di dividere credenze "differenti" quando i racconti della nascita del mondo maori sono spaventosamente identici a quelli della genesi cristiana. ogni divisione non ha nulla a che fare con la fede ma è politica. e dunque potere. e dunque niente torta di mele.

qual'è il problema della metafora?

....se vuoi una buona torta......devi mescolare bene il tutto !!!! giusto ? :mad:

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non c'è motivo di dividere credenze "differenti" quando i racconti della nascita del mondo maori sono spaventosamente identici a quelli della genesi cristiana. ogni divisione non ha nulla a che fare con la fede ma è politica. e dunque potere. e dunque niente torta di mele.

qual'è il problema della metafora?

Visto che siamo in un topic di correzione fraterna, qual è senza apostrofo :):mad:

Il problema della metafora potrebbe essere l'interpretazione distorta.

Che il tuo dire sì sia sì, il no no. Il resto è del demonio.

Ci sono voluti diverse domande per fare emergere chiaramente questo tuo pensiero, che per altro troviamo già espresso da altre persone in altri topic.

Tornado alla metafora, non completamente eliminata dal tuo discorso, "e dunque niente torta di mele" cosa vuol dire?

ecce sto ad ostium et pulso

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ma zucchero e sale mescolati non è un bel risultato...

Giovanni, solo una precisazione culinaria...zucchero e sale sono fondamentali (entrambi, insieme) per una buona lievitazione.

:mad:

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