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Il Topic dei Cattolici


giovanniaffinita

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Non so voi, ma personalmente mi fa un po' pensare che in pur nelle sole poche pagine iniziali questo topic si sia animato solo in occasione di un malinteso infantile o di uno spunto dato dalla sottoscritta (che con i cattolici c'entra poco)...

Se posso dare la mia opinione, non mi pare che per ora ci sia molta "comunità"...

Cosa crea "comunita"? Cosa rende una comunita' capace di trasmettere la propria identita'?

Di mio non ho molti timori, ho lavorato a lungo nella costruzione e mantenimento di comunita'... le comunita' di questo genere sono come vecchi motori a Diesel. A motore freddo ci vuole un po' per iniziare a farlo muovere.

Come la maggior parte delle altre cose intorno a cui gli uomini si eccitano, quali la salute e la malattia, la vecchiaia e la giovinezza, oppure la guerra e la pace, dal punto di vista della vita spirituale e' soltanto materia prima. (Berlicche)

"Le parole condizionano la lettura dei fatti" (R.Saviano)

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Uff...

Mi assento un po' senza ancora essere mai entrato seriamente in topic e mi ritrovo decine di post lunghissimi e troppo "pesanti" per le mie limitate facoltà mentali...

Ed ora come faccio? Credo che non riuscirò a rileggermi tutto.

Vedrò quel che si può fare.

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Volentieri. Ti mando un PM con l'email.

Ricevuto. Ci sentiamo presto (spero).

Si si. Non potendo mettere una donnina nuda in copertina ha inserito nel libro qualcosa sull'Opus Dei, ben sapendo che avrebbe fatto colpo su un certo tipo di maniaci.

Vedo che ci siamo perfettamente capiti.:mad:

Ho colto che ne hai avuto un'esperienza positiva.

é sbagliato usare il passato: continuo ad avere esperienze positive.

A me è capitato iniziando a bazzicare dentro la Curia quando ho iniziato a curarne il sito web.

:ciao: mannaggia a li preti :rolleyes: non puoi dire nulla che subito ti incastrano :P

Durante un incontro pre-sinodo avevo fatto notare al Vescovo come non ci fosse nulla in rete di ufficiale per una cosa banale come gli orari delle messe in Diocesi. E zac... eccomi webmaster della Curia...

Capisco il dramma :rolleyes::ghghgh:

Ed appunto bazzicando dentro la Curia ho iniziato a incontrare i preti al di là della funzione ufficiale, e devo dire che mi diverto un sacco.

Ce n'è qualcuno devastante, altri in carriera, altri tutti compresi, ma mediamente sono persone estremamente auto-ironiche.

Il Don che traffica con me sul sito diocesano mi raccontava un episodio capitato durante il seminario. Si parlava di sesso ed il loro insegnante, non avendo tempo per concludere l'argomento durante la lezione, gli disse di fare da soli il capitolo sulla masturbazione :ciao::mad:

Credevo di morire.

:shock::ghghgh::love: Molte persone dimenticano che i sacerdoti sono persone comuni.

E' per questo che ti chiedevo qualcosa di più.

Immagino che oltre a qualcuno che scantona ed oltre ai luoghi comuni, l'ambiente dell'Opera sia molto diverso da quanto viene scandalisticamente raccontato.

Decisamente molto diverso: se hai qualche informazioni che vuoi farmi vagliare (poichè io ci sono dentro) non hai che da chiedere.

Citavo i benedettini per il motto "Ora et Labora". Prega e lavora.

Da quanto hai detto mi sembra essere uno dei punti cardine. Dico bene?

Posso dirti che con i benedettini c'è poco di comune, poichè comunque l'Opera di contraddistingue per la sua caratteristica formazione istituzionale di prelatura personale (una specie di diocesi, non legata al territorio, ma più al carisma), e per la forte componente laica che spinge i suoi componenti a continuare la loro vita quotidiana, poichè è quello il luogo della proprio santificazione.

"Siate nel mondo, ma non del mondo". - San JoseMaria.

Per quanto riguarda l'orazione, posso definirla come una parte del punto cardine. Vediamo se riesco a presentare la cosa in maniera semplice e diretta, vista la mia difficoltà ad esprimere concetti per iscritto. La santità si raggiunge restando nella propria vita quotidiana, ma leggendola con Luce diversa. Questa Luce diversa è Gesu, che ha chiamato tutti alla santità, ed ha indicato se stesso come via per la santità. Ed è quindi importante coltivare il rapporto con Gesù. I mezzi che l'Opera trasmette a tale scopo, sono racchiusi nel Piano di Vita, che è un nome altisonante per definire quello che tra due persone si chiamerebbe - semplicemente - comunicazione. L'orazione non è altro che dialogo con Gesù, come se fosse un amico seduto al tuo fianco. Poi, ad esempio, si consiglia la lettura del vangelo e di qualche testo ascetico, il Rosario, l'Angelus, il minuto eroico, l'esame di coscienza alla sera; ma poi il discorso diventa vasto: come al solito, puoi chiedermi dettagli su ciò che più ti interessa.

Chiudo con un aneddoto su Santa Teresa d'Avila, che aveva sviluppato la capacità di essere in continua orazione.

In uno dei suoi spostamenti pedestri, accompagnata da una sua amica, dovette attraversare un ponticello costruito per guadare un piccolo fiumiciattolo. Mentre lo attraversava, si ruppe e cadde infangandosi tutta. Allora disse a Gesù:

"Ma scusami, ti sembra il momento di fare una cosa del genere? etc etc etc"

E nel suo diario, scrisse di aver sentito la risposta:" Io, i miei amici, li tratto così."

E di tutta risposta, lei:" Ora capisco perchè ne hai così pochi!" :mad:

A proposito di lavoro, ecco un pezzo tratto da "Il Profeta" di Gibran

"Il lavoro è amore rivelato.

E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.

Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l'uomo del tutto.

E se spremete l'uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.

E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte.

Bella.

Giovanni Affinita

"L'innamoramento dura pochi mesi, l'Amore dura tutta la vita"

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Cosa crea "comunita"? Cosa rende una comunita' capace di trasmettere la propria identita'?

Di mio non ho molti timori, ho lavorato a lungo nella costruzione e mantenimento di comunita'... le comunita' di questo genere sono come vecchi motori a Diesel. A motore freddo ci vuole un po' per iniziare a farlo muovere.

Al riguardo, la pensiamo allo stesso modo.

Giovanni Affinita

"L'innamoramento dura pochi mesi, l'Amore dura tutta la vita"

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Uff...

Mi assento un po' senza ancora essere mai entrato seriamente in topic e mi ritrovo decine di post lunghissimi e troppo "pesanti" per le mie limitate facoltà mentali...

Ed ora come faccio? Credo che non riuscirò a rileggermi tutto.

Vedrò quel che si può fare.

dai desko! puoi farcela!:rolleyes::ghghgh:

Giovanni Affinita

"L'innamoramento dura pochi mesi, l'Amore dura tutta la vita"

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Uff...

Mi assento un po' senza ancora essere mai entrato seriamente in topic e mi ritrovo decine di post lunghissimi e troppo "pesanti" per le mie limitate facoltà mentali...

Ed ora come faccio? Credo che non riuscirò a rileggermi tutto.

Vedrò quel che si può fare.

Puoi saltare il mio battibecco con Scelsi. Nessuno degli interventi di entrambi ha del valore aggiunto per il tema.

ecce sto ad ostium et pulso

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Cosa crea "comunita"? Cosa rende una comunita' capace di trasmettere la propria identita'?

Di mio non ho molti timori, ho lavorato a lungo nella costruzione e mantenimento di comunita'... le comunita' di questo genere sono come vecchi motori a Diesel. A motore freddo ci vuole un po' per iniziare a farlo muovere.

In realtà concordo anche io con questa visione...la mia era semplicemente una riflessione sul fatto che, pur essendo voi tutti cattolici, non formate automaticamente una comunità in forza di questo essere cattolici, ma avete bisogno di una "frequentazione", di una conoscenza reciproca attraverso la quale formare dei legami fra le diverse esperienze...detto fatto...è quello che facciamo anche noialtri AA (mi piace troppo questa abbreviazione).

In questo, credo di leggere correttamente l'intervento di Scelsi (non voglio in nessun modo riaprire il discorso, prometto) che con tutta probabilità intendeva dire che le differenze a volte esistono quando vengono sottolineate...ma è semplicemente una mia interpretazione.

Quello che mi premeva di più era di vedere dei dialoghi "tra di voi" e non "contro qualcosa d'altro" (vedi? siamo tutti uguali, alla fine: stessi errori, stesse debolezze)...ora direi che state ingranando...ed è interessante leggere quanto scrivete.

:rolleyes:

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Torno a citarvi....perchè non riesco a distogliermi dalla mente le vostre parole.....vi ringrazio ancora e vi auguro con tutto il cuore di continuare con questo spirito la vostra vita......perchè se il "meccanismo" si rompe.....non è poi così facile tornare indietro :rolleyes:

Vi dico questo solo perchè la vostra testimonianza è molto simile alla mia, e mi avete fatto riprovare certi stati d'animo......che con l'attuale crisi "religiosa" che sto affrontando sentivo molto deboli. (un giorno vi racconterò)

Ancora grazie e continuate....

Mi permetto una precisazione. Scrivi che "e il "meccanismo" si rompe.....non è poi così facile tornare indietro". Posso assicurarti che no, non è così. Essere cattolici significa ogni giorno scegliere di esserlo. Ogni giorno si può cadere, ogni giorno, per un fatto strano, la fede può vacillare, la ragione non aiutarla. Ogni giorno. Cadere spesso fa parte dell'essere cattolico. I santi non sono coloro che non cadono mai, ma quelli che, dopo aver capito che la loro insignificanza li ha fatti cadere, ritrovano in Dio il mezzo per alzarsi e continuare, andare avanti.

In sintesi: il meccanismo si rompe spesso, ma si può riparare.

"Un'altra caduta....e che caduta! Disperarti? No: umiliati [...]. Si ricomincia di nuovo." - San Josemaria (Cammino)

Giovanni Affinita

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Mi permetto una precisazione. Scrivi che "e il "meccanismo" si rompe.....non è poi così facile tornare indietro". Posso assicurarti che no, non è così. Essere cattolici significa ogni giorno scegliere di esserlo. Ogni giorno si può cadere, ogni giorno, per un fatto strano, la fede può vacillare, la ragione non aiutarla. Ogni giorno. Cadere spesso fa parte dell'essere cattolico. I santi non sono coloro che non cadono mai, ma quelli che, dopo aver capito che la loro insignificanza li ha fatti cadere, ritrovano in Dio il mezzo per alzarsi e continuare, andare avanti.

In sintesi: il meccanismo si rompe spesso, ma si può riparare.

"Un'altra caduta....e che caduta! Disperarti? No: umiliati [...]. Si ricomincia di nuovo." - San Josemaria (Cammino)

Aspetta un attimo :)

faccio una precisazione.....prima io :)

Io credo......e non ho mai smesso di farlo...!!!!!.........con "meccanismo" intendo il “modo“ !! ...di credere, ...di vivere la propria fede, ...di esserne partecipe, di praticarne ogni insegnamento, ...ecc

Ti assicuro che quando lasci ambienti "felici" quali.....ad esempio la parrocchia per un certo periodo.......rientrare "in certi ambiti" avendo vissuto situazioni nuove o diverse.... non è così semplice !!

Nel mio caso, sebbene non abbia mai avuto problemi o dolori tali da nutrire del risentimento in Dio, ...gli ambienti......i luoghi ......le persone....che ho incontrato sulla mia strada.....e alcune scelte del Vaticano che sono molto lontane dalla mia "visione" di Dio....... mi rendono davvero difficile il "rientro" in certi ambiti e in certe regole.

Forse è più chiaro....

VIDEO CAMPAGNA ELETTORALE by Rada.app.....

VOTA VIOLO.....http://www.italiamac.it/forum/showthread.php?p=4160936VOTA VIOLO

PS: se seguendo il link voti per qualcun altro....."tanta sf..."

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In questo, credo di leggere correttamente l'intervento di Scelsi (non voglio in nessun modo riaprire il discorso, prometto) che con tutta probabilità intendeva dire che le differenze a volte esistono quando vengono sottolineate...ma è semplicemente una mia interpretazione.

certo! come diceva post indietro Violo: “se vuoi una buona torta di mele devi mescolare bene il tuttoâ€. e l’armonia che si crea paradossalmente esalta il valore dei singoli ingredienti: la consistenza dei pinoli (per chi ce li mette), il profumo della cannella, il retrogusto acidino dello yogurt, l’odore forte del rum, il dolce delle mele (poi dipende dalla qualità di mele che mettete voi, io preferisco le dolci…).

ottime interpretazioni! non ci avevo pensato manco io! che bello quando si incontrano ottimi interpreti!

p.s.

che significa questo colore? è lo zucchero a velo che ha imbiancato tutto??? :-S

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Aspetta un attimo :fiorellino:

faccio una precisazione.....prima io :)

Io credo......e non ho mai smesso di farlo...!!!!!.........con "meccanismo" intendo il “modo“ !! ...di credere, ...di vivere la propria fede, ...di esserne partecipe, di praticarne ogni insegnamento, ...ecc

Ti assicuro che quando lasci ambienti "felici" quali.....ad esempio la parrocchia per un certo periodo.......rientrare "in certi ambiti" avendo vissuto situazioni nuove o diverse.... non è così semplice !!

Nel mio caso, sebbene non abbia mai avuto problemi o dolori tali da nutrire del risentimento in Dio, ...gli ambienti......i luoghi ......le persone....che ho incontrato sulla mia strada.....e alcune scelte del Vaticano che sono molto lontane dalla mia "visione" di Dio....... mi rendono davvero difficile il "rientro" in certi ambiti e in certe regole.

Forse è più chiaro....

mi ritrovo molto nel tuo discorso, lo comprendo pienamente.

Lascio andare un po' le mani e scrivo liberamente... forse non voglio spiegare nulla, ma e' un modo per condividere.

La parrocchia e' un luogo strano, per certi versi protettivo ed interessante, ma come tutti i nidi puo' comportare dei rischi. Sono cresciuto in parrocchia, donando tempo alla comunita', prima come semplice frequentatore, poi via via assumendo nuove responsabilita'... diciamo che ne ho viste di tutti i colori e capisco abbastanza bene come si muove l'ambiente.

Ma ora vivo in Croazia, lontano dai miei amici e dall'ambiente in cui mi sono formato. Ogni volta che rifletto circa i brevi momenti che ho vissuto di riavvicinamento alle realta' di comunita' e parrocchiali, non posso che provare le stesse sensazioni che descrivi tu. Un po' di disorientamento soprattutto... l'impressione che chi vive in parrocchia viva un po' "al di fuori" del mondo che ho sperimentato personalmente.

Direi che e' proprio cosi', ma la parrocchia e' per natura un nido, leggermente isolato da elementi esterni, e non uso il termine "nido" a caso... proprio perche' mi rendo conto che e' necessario avere un punto di partenza solido da cui poi "uscire".

Tolkien diceva che non si viaggia che per ritornare e raccontare cio' che si e' visto. Mi trovo in linea con tale pensiero.

Confrontarmi con una realta' parrocchiale ora mi crea qualche difficolta' e dentro di me' non posso evitare di provare un pizzico di "compassione" per tutti coloro che non hanno mai lasciato la parrocchia.

ma alla fine non e' compito mio, od almeno, non lo e' fino ad un certo punto.

Se domani avessi la possibilita' di incontrare una comunita', conoscendomi bene cercherei di provocare in modo serio le persone che incontrerei, ponendoli davanti alle questioni su cui mi sono interrogato io una volta fuori e cercando pareri su cio' che ho discusso con tante persone riguardo a temi "sensibili" su cui si spendono tante parole nelle serate di formazione.

A volte ho l'impressione che i termini "Vaticano", "Papa", "dottrina" siano termini piu' familiari per chi e' fuori dalla parrocchia che per chi vi e' dentro... forse perche' quando si e' ancora dentro si da' per scontata la presenza del papa e delle questioni etiche e morali... e si rimanda sempre il confronto con esse.

ma quando si e' fuori il gioco cambia e si deve sbattere il muso con la realta' del discenrimento morale a cui il credente e' chiamato.

Penso che una vita in parrocchia non valga nulla se non la si lasci.

Penso che lasciare la parrocchia non valga nulla se poi non vi si ritorni per raccontare cio' che si e' visto.

Come la maggior parte delle altre cose intorno a cui gli uomini si eccitano, quali la salute e la malattia, la vecchiaia e la giovinezza, oppure la guerra e la pace, dal punto di vista della vita spirituale e' soltanto materia prima. (Berlicche)

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Aspetta un attimo :dance:

faccio una precisazione.....prima io :ghghgh:

Io credo......e non ho mai smesso di farlo...!!!!!.........con "meccanismo" intendo il “modo“ !! ...di credere, ...di vivere la propria fede, ...di esserne partecipe, di praticarne ogni insegnamento, ...ecc

Ti assicuro che quando lasci ambienti "felici" quali.....ad esempio la parrocchia per un certo periodo.......rientrare "in certi ambiti" avendo vissuto situazioni nuove o diverse.... non è così semplice !!

Nel mio caso, sebbene non abbia mai avuto problemi o dolori tali da nutrire del risentimento in Dio, ...gli ambienti......i luoghi ......le persone....che ho incontrato sulla mia strada.....e alcune scelte del Vaticano che sono molto lontane dalla mia "visione" di Dio....... mi rendono davvero difficile il "rientro" in certi ambiti e in certe regole.

Forse è più chiaro....

mi dispiace per l'equivoco, ma il mio intervento non era rivolto a te, ma a quella che pensavo fosse la tematica da te toccata. Ora che ho capito, dico la mia anche qui. Capisco il concetto di "parrocchia felice", e di quanto sia difficile ricominciare quando una comunità si rompe per i più svariati motivi. Hai la mia preghiera.

Ma il fatto che mi preme raccontare, è come ho armonizzato le mie scelte e quelle del Vaticano. è stato un procedimento difficoltoso, capire è sempre difficile...quante volte pensavo esattamente il contrario di ciò che la Chiesa esprimeva. Eppure, Gesù mi ha affidato a Pietro, e non è possibile che l'abbia fatto senza rendersi conto di ciò che faceva, ovvero, affidare una missione divina a uomini. Per cui, quando dovevo confrontarmi con un nuovo argomento sul quale, a primo impatto, ero in disaccordo con la Chiesa, mi prendevo del tempo, ed iniziavo intensamente ad indagare al riguardo: non ci crederai, ma alla fine delle mie scrupolose analisi, arrivavo alla stessa conclusione. :ciao:

Giovanni Affinita

"L'innamoramento dura pochi mesi, l'Amore dura tutta la vita"

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La parrocchia e' un luogo strano, per certi versi protettivo ed interessante, ma come tutti i nidi puo' comportare dei rischi.

Questo discorso dell'ambiente protetto l'abbiamo affrontato con mia moglie nel momento in cui abbiamo iscritto nostra figlia a scuola.

Qua c'è una scuola privata cattolica. In un primo momento avevamo pensato se poteva avere un senso mandarla lì, poi abbiamo deciso per la scuola pubblica, proprio per evitare un ambiente edulcorato e tendenzialmente elitario. (in compenso ci sono tanti compagni che ci mandano i propri figli :dance:)

Da una parte è più impegnativo.

Capita spesso che ci venga chiesto come mai alcune sue amiche non vanno a catechismo, o come mai ci sono delle mamme che portano un fazzoletto in testa.

Dall'altra crediamo sia meglio che veda le diversità e che sappia che c'è chi vive bene anche senza andare a messa tutte le domeniche.

Andando oltre, su questa cosa sono leggermente in vantaggio, o in svantaggio, perchè sono/siamo praticamente sparrocchiati, nel senso che nella mia parrocchia si fa pochissima attività. A parte le gite, cui non partecipiamo, l'evento clou è la pesca di beneficenza.

Sono pure sparrocchiato perchè non ho mai frequentato la parrocchia da giovane. Qualche volta l'oratorio per andare a giocare a biliardino con gli amici, ma di rado.

Non ho quindi un nido da cui partire, ed ho dovuto sfrondarmi da una serie di pregiudizi prima di riuscire a vedere oltre le brutture della Chiesa. Non dico di avere digerito tutto. Solo su alcune cose ho sospeso il giudizio, per evitare di cercare solo conferme a teorie preconcette.

La parte più dura rimane il confronto con il lato esteriore della Chiesa.

Mi ricordo che, quando non ero ancora battezzato, io e una mia amica andammo alla cartiera ad allestire un'ambientazione nel palco, perchè a Fabriano c'era il Papa in visita. A quei tempi GPII.

Bhe, scoprire che il fondale era stato dipinto in tono blu madonna mi aveva fatto accapponare la pelle.

Adesso che sono battezzato mi fa lo stesso effetto vedere B16 ricoperto di pizzi e merletti dorati. Proprio non capisco. Manca solo che dopo il trono ed il camauro rimetta in uso la sedia gestatoria.

Ecco, su questo genere di cose sospendo il giudizio.

E' un po' come dice Giovanni. Non sono d'accordo e mi prendo del tempo per capire meglio.

Ho provato che più spesso di quanto mi immaginassi esiste una forte coerenza negli insegnamenti, nonostante le storture che si vedono.

ecce sto ad ostium et pulso

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Capita spesso che ci venga chiesto come mai alcune sue amiche non vanno a catechismo, o come mai ci sono delle mamme che portano un fazzoletto in testa.

Dall'altra crediamo sia meglio che veda le diversità e che sappia che c'è chi vive bene anche senza andare a messa tutte le domeniche.

Questa mi sembra una cosa molto saggia e condivisibile :DD

Non ho quindi un nido da cui partire, ed ho dovuto sfrondarmi da una serie di pregiudizi prima di riuscire a vedere oltre le brutture della Chiesa. Non dico di avere digerito tutto. Solo su alcune cose ho sospeso il giudizio, per evitare di cercare solo conferme a teorie preconcette.

La parte più dura rimane il confronto con il lato esteriore della Chiesa.

Mi ricordo che, quando non ero ancora battezzato, io e una mia amica andammo alla cartiera ad allestire un'ambientazione nel palco, perchè a Fabriano c'era il Papa in visita. A quei tempi GPII.

Bhe, scoprire che il fondale era stato dipinto in tono blu madonna mi aveva fatto accapponare la pelle.

Adesso che sono battezzato mi fa lo stesso effetto vedere B16 ricoperto di pizzi e merletti dorati. Proprio non capisco. Manca solo che dopo il trono ed il camauro rimetta in uso la sedia gestatoria.

A parte che ci ho messo un quarto d'ora a capire che fossero queste sigle: il secondo Gran Premio? Una vitamina? Formule magiche?

Poi ho capito che si trattava di due pontefici.

:)

Quello che mi piace di questo discorso è che ci sono esattamente le domande che mi pongo anche io rispetto all'apparenza dell'istituzione chiesa.

Oltre a Ellelle che ha esposto il suo pensiero, gli altri di voi che partecipano a questo topic, che ne pensano?

Si tratta di una contraddizione che crea problemi a molti?

Ho provato che più spesso di quanto mi immaginassi esiste una forte coerenza negli insegnamenti, nonostante le storture che si vedono.

L'essenza non cambia, per fortuna...ma mi chiedo se non sia il caso di riavvicinarsi un po' ad essa, no?

Cosa può fare un credente per aiutare la chiesa a ritrovare la sua essenza?

Potete "agire" in qualche modo sulla chiesa?

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Cosa può fare un credente per aiutare la chiesa a ritrovare la sua essenza?

Mi perdonerai Minni se prendo solo questo come spunto di riflessione.

Un credente può aiutare la Chiesa vivendo appieno quello che è, un credente.

Ovvero un uomo che ha liberamente scelto di credere come vere ed insostituibili le parole del vangelo. Oggi si soffre tantissimo la distanza dalle Scritture, che sono degli occhiali mirabilmente potenti nel guardare la realtà.

Il credente che rende la sua vita (tra alti e bassi, tra cadute e rinascite) un granello di sale ed una luce su di una candela, sta aiutando la Chiesa nel miglior modo possibile, rendendo testimonianza vivente di quello in cui crede.

Incoerenze nella Chiesa ci sono da quando Gesù era in vita, il primo papa fu anche il primo amico - traditore di Gesù, eppure Gesù lo scelse ugualmente come guida dopo la sua morte e risurrezione.

Di Benedetto vedo vesti importanti e bellissime, ma ascolto soprattutto parole ancora più importanti e ancora più belle. Provo sempre, nel guardare la Chiesa, della quale io sono parte, ad amarla prima e a giudicarla poi. Mi sforzo sempre di vederne le bellezze per dialogare sulle storture. Che ci sono, esistono, vanno certo raddrizzate, ma non devono offuscare il vero obiettivo della vita del credente, ossia viverci dentro, rendendo testimonianza.

Finisco riprendendo quanto detto all'inizio. Si conoscono troppo poco le Scritture, si conosce troppo poco il Vangelo. È come amare una donna ignorando la sua vita, la sua storia, i suoi pensieri, le sue parole.

Si rischia di alzarsi una mattina nello stesso letto e dire: "Ma tu non eri quel che io pensavo!"

"Certo, ma tu mi hai mai conosciuto?"

L'Amore costa. Una perla rara a buon prezzo non è una perla. È una patacca.

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Mi perdonerai Minni se prendo solo questo come spunto di riflessione.

Un credente può aiutare la Chiesa vivendo appieno quello che è, un credente.

Ovvero un uomo che ha liberamente scelto di credere come vere ed insostituibili le parole del vangelo. Oggi si soffre tantissimo la distanza dalle Scritture, che sono degli occhiali mirabilmente potenti nel guardare la realtà.

Il credente che rende la sua vita (tra alti e bassi, tra cadute e rinascite) un granello di sale ed una luce su di una candela, sta aiutando la Chiesa nel miglior modo possibile, rendendo testimonianza vivente di quello in cui crede.

Incoerenze nella Chiesa ci sono da quando Gesù era in vita, il primo papa fu anche il primo amico - traditore di Gesù, eppure Gesù lo scelse ugualmente come guida dopo la sua morte e risurrezione.

Di Benedetto vedo vesti importanti e bellissime, ma ascolto soprattutto parole ancora più importanti e ancora più belle. Provo sempre, nel guardare la Chiesa, della quale io sono parte, ad amarla prima e a giudicarla poi. Mi sforzo sempre di vederne le bellezze per dialogare sulle storture. Che ci sono, esistono, vanno certo raddrizzate, ma non devono offuscare il vero obiettivo della vita del credente, ossia viverci dentro, rendendo testimonianza.

Finisco riprendendo quanto detto all'inizio. Si conoscono troppo poco le Scritture, si conosce troppo poco il Vangelo. È come amare una donna ignorando la sua vita, la sua storia, i suoi pensieri, le sue parole.

Si rischia di alzarsi una mattina nello stesso letto e dire: "Ma tu non eri quel che io pensavo!"

"Certo, ma tu mi hai mai conosciuto?"

No comment.

Cosa penso di te e del tuo approccio, lo sai perfettamente.

:cry:

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Adesso che sono battezzato mi fa lo stesso effetto vedere B16 ricoperto di pizzi e merletti dorati. Proprio non capisco. Manca solo che dopo il trono ed il camauro rimetta in uso la sedia gestatoria.

Anche per me la cosa non è chiarissima, ma la presunta sfarzosità della Chiesa mi fa sempre venire in mente gli oli profumati con cui la Maddalena (se ricordo bene) lavò i piedi di Gesù, contro l'opinione di Giuda, che avrebbe voluto venderli per dare il ricavato ai poveri.

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Quello che mi piace di questo discorso è che ci sono esattamente le domande che mi pongo anche io rispetto all'apparenza dell'istituzione chiesa.

Oltre a Ellelle che ha esposto il suo pensiero, gli altri di voi che partecipano a questo topic, che ne pensano?

Si tratta di una contraddizione che crea problemi a molti?

In questo periodo iniziamo, io e mia moglie, a porci concretamente le stesse domande (un figlio in arrivo). Sebbene in citta ci sia un ottimo asilo gestito da suore Orsoline, sono piuttosto scettico nello scegliere tale tipo di struttura. Secondo me, la fede non e' cosa da bambini ed insegnare il padre nostro ad un bambino equivale ad insegnargli la filastrocca delle tre civette sul como'... preferirei trasmettere l'interesse e la dignita' della religione tramite l'esempio familiare, non perche' si cresce in un ambiente in cui e' "sempre cosi'".

Riguardo alle contraddizioni: si, creano problemi ed e' bene che sia cosi'... e' molto salutare un confronto con cio' che non si capisce immediatamente ed esercitare il ben dell'intelletto per approfondire e comprendere.

Personalmente le contraddizioni esposte da Ellelle le comprendo appieno (quelle riguardo ad alcune recenti scelte in campo liturgico... pizzi e merletti), e devo dire che sono stato piuttosto spiazzato e deluso finche' non ho iniziato ad approfondire alcuni elementi e fondamenti della liturgia stessa. Cio' che manca al "credente medio" e' una base piu' solida in alcuni elementi della chiesa tradizionale... tramite i quali sarebbe piu' semplice comprendere queste contraddizioni. Io di mio comprendo le scelte in campo liturgico, ma come laico penso ci sarebbe bisogno di uno sforzo maggiore (od almeno piu' efficace) nell'avvicinare il modus operandi della santa sede al credente poco informato.

L'essenza non cambia, per fortuna...ma mi chiedo se non sia il caso di riavvicinarsi un po' ad essa, no?

Cosa può fare un credente per aiutare la chiesa a ritrovare la sua essenza?

Potete "agire" in qualche modo sulla chiesa?

Mi trovo vicino al pensiero di PlenilunioBlu. Il meglio che un credente possa fare e' impegnarsi a conoscere maggiormente come essere credente e testimone. Le contraddizioni sono date da tanti fattori, come cattive interpretazioni, cattivi esempi, pochezza di contenuti, ma se il singolo credente diventa "attivo" nel proprio percorso di crescita, puo' contribuire a risolvere una contraddizione comprendendola e facendola comprendere anche ad altri.... ed anche cercando un confoonto con l'istituzione stessa!

Ad esempio un paio di domeniche fa ho ascoltato una omelia sulla santa famiglia da far rabbrividire! Sarebbe stato opportuno parlare col prete e chiedere spiegazioni per le tavanate dette durante l'omelia.

Di mio pero' posso parlare con altre persone dei miei pensieri, cercare il confronto, avviare un processo di rinnovamento... sia con laici che con religiosi.

Appena ho un po' di tempo scrivo di questa omelia perche' son curioso di sapere cosa ne pensate

:cry:

Come la maggior parte delle altre cose intorno a cui gli uomini si eccitano, quali la salute e la malattia, la vecchiaia e la giovinezza, oppure la guerra e la pace, dal punto di vista della vita spirituale e' soltanto materia prima. (Berlicche)

"Le parole condizionano la lettura dei fatti" (R.Saviano)

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In questo periodo iniziamo, io e mia moglie, a porci concretamente le stesse domande (un figlio in arrivo). Sebbene in citta ci sia un ottimo asilo gestito da suore Orsoline, sono piuttosto scettico nello scegliere tale tipo di struttura. Secondo me, la fede non e' cosa da bambini ed insegnare il padre nostro ad un bambino equivale ad insegnargli la filastrocca delle tre civette sul como'... preferirei trasmettere l'interesse e la dignita' della religione tramite l'esempio familiare, non perche' si cresce in un ambiente in cui e' "sempre cosi'".

Riguardo alle contraddizioni: si, creano problemi ed e' bene che sia cosi'... e' molto salutare un confronto con cio' che non si capisce immediatamente ed esercitare il ben dell'intelletto per approfondire e comprendere.

Le Orsoline!

Non è Moana Pozzi che aveva fatto la scuola dalle Orsoline? :cry:

Battute a parte, anche Jean Guitton fu mandato nella scuola pubblica proprio per questo discorso.

E sempre in questo senso vivere nel mondo o fortifica la fede, o la distrugge. Questo può essere il lato pernicioso dell'ambiente protetto.

Sulla "preghierina" mi trovi della stessa idea.

A mia figlia piace un sacco accendere le candele in chiesa. Finchè è stata piccola glielo abbiamo sempre lasciato fare senza troppi discorsi. Man mano che cresceva abbiamo aggiunto un pezzettino.

Un paio di mesi fa nel momento in cui mi ha chiesto di accendere una candela abbiamo parlato delle intenzioni, di come la candela possa essere qualcosa di diverso da una semplice fiammella ballerina, di come possa essere simbolo di qualcosa e non solo un semplice gioco.

Alla fine le ho detto che se voleva accendere la candela ci voleva un'intenzione diversa. Così ha rinunciato ad accenderla, ed io non ho ancora capito se le ho solo rotto un bel gioco, oppure se era già il momento e l'età giusta per iniziare ad approfondire certi discorsi che magari sta elaborando.

Personalmente le contraddizioni esposte da Ellelle le comprendo appieno (quelle riguardo ad alcune recenti scelte in campo liturgico... pizzi e merletti), e devo dire che sono stato piuttosto spiazzato e deluso finche' non ho iniziato ad approfondire alcuni elementi e fondamenti della liturgia stessa.

Detta alla Pazzaglia, non capisco ma mi adeguo.

B16 non è sicuramente uno stupido, per cui un senso avrà anche mettersi una cazzaruola sulla testa come il saturno. Come accenni, ho idea che facciano parte di una sorta di personificazione della liturgia, un po' come i capitelli dei chiostri o le cattedrali gotiche, nelle quali ogni singola pietra e proporzione riporta a Dio.

Un'altra considerazione che faccio è più terra-terra, e riguarda l'indole umana di adornare e decorare ciò che è importante. E tanto più è importante, tanto più ricchi sono i decori.

In seconda battuta, il Papa è pur sempre un capo di stato.

ecce sto ad ostium et pulso

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Vorrei solo fornire alcuni spunti di conversazione:

1) Questo è il topic dei Cattolici che, per definizione, aspirano a rappresentare universalmente il Cristianesimo, ma altre religioni si dichiarano cristiane.

Ad esempio, il Protestantesimo, si ritiene una forma di cristianesimo "emendata, o corretta e in un certo senso purificata, in quanto esso ha eliminato dottrine, riti e devozioni che considera aggiuntive e non conformi al messaggio originario di Gesù Cristo e della chiese apostolica".

2) Chiesa protestante ed ortodossa non riconoscono l'autorità del papa, e proprio il papato è stato elemento fondamentale di separazione tra i cristiani.

3) L'affermazione di Plenilunioblu, per cui "Si conoscono troppo poco le Scritture, si conosce troppo poco il Vangelo" è, a mio parere, condivisibile se riferita al mondo cattolico. E' indubitabile che la Bibbia sia letta e conosciuta molto di più da credenti di altre religioni cristiane. Perchè?

E' sintomatico forse, che, digitando la parola Bibbia su Google, il primo link sia quello del sito di un ragazzo australiano protestante che mette a disposizione di TUTTI, un software gratuito contenente anche la versione CEI della bibbia, con tanto di dizionario biblico e vocabolario greco-italiano.

E che il miglior software di esegesi e ricerca in campo biblico, contenente anche la Bibbia San Paolo (1995) sia nato in ambiti protestanti.

Ai cattolici di questo topic che stimo e che si sentono disturbati da "pizzi e merletti", oltre che da taluni riti, tradizioni e culti squisitamente cattolici, chiederei con sincero interesse quali sono gli elementi dottrinali di altre religioni cristiane che gli impediscono di avvicinarvisi.

Chiedo scusa se ho invaso il 3D con argomentazioni forse OT.

@elleelle

Hai citato Jean Guitton. La sua "lettera alla figlia che non ho mai avuto" è stata per me illuminante nel rapporto con mia figlia. E' tra i miei autori preferiti.

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1) Questo è il topic dei Cattolici che, per definizione, aspirano a rappresentare universalmente il Cristianesimo, ma altre religioni si dichiarano cristiane.

Ad esempio, il Protestantesimo, si ritiene una forma di cristianesimo "emendata, o corretta e in un certo senso purificata, in quanto esso ha eliminato dottrine, riti e devozioni che considera aggiuntive e non conformi al messaggio originario di Gesù Cristo e della chiese apostolica".

La dicitura "purificata" e "conforme" dipende comunque dal punto di vista da cui si guarda. Personalmente non gradisco che la chiesa protestante si definisca piu' "aderente" al messaggio originale, ne' quando si definisce quella cattolica come la piu' "conforme". Penso che ogni periodo di decadenza della chiesa ha generato grandi riforme che di per se' hanno rianimato la religione stessa spingendola talvolta in direzioni interessanti, ma solo il tempo potra' stabilire se i semi sparsi attecchiranno davvero.

2) Chiesa protestante ed ortodossa non riconoscono l'autorità del papa, e proprio il papato è stato elemento fondamentale di separazione tra i cristiani.

Si, Papato ed alcune scelte dottrinali e dogmatiche. Pero' non credo valga la pena lasciarsi ingannare fermandosi qui. Ai tempi in cui venivano gettati i semi per la scissione tra chiesa Orientale ed Occidentale, il problema era soprattutto di carattere politico/strategico. Il papato era un vero e proprio impero... avere supremazia significava mettere le mani su di un potere non pareggiato al mondo... logico che si siano accapigliati fino alla scissione (che poi e' stata condizionata anche da grandi movimenti teologici, storici, dottrinali (in cui, ad esempio, il movimento iconoclasta).

Ad oggi le chiese si stanno riavvicinando proprio perche' le motivazioni "imperialistiche" sono andate cadendo nei secoli... ne e' testimone il fatto che e' da un po' che le chiese hanno rimosso vicendevolmente i rispettivi anatemi.

3) L'affermazione di Plenilunioblu, per cui "Si conoscono troppo poco le Scritture, si conosce troppo poco il Vangelo" è, a mio parere, condivisibile se riferita al mondo cattolico. E' indubitabile che la Bibbia sia letta e conosciuta molto di più da credenti di altre religioni cristiane. Perchè?

E' sintomatico forse, che, digitando la parola Bibbia su Google, il primo link sia quello del sito di un ragazzo australiano protestante che mette a disposizione di TUTTI, un software gratuito contenente anche la versione CEI della bibbia, con tanto di dizionario biblico e vocabolario greco-italiano.

E che il miglior software di esegesi e ricerca in campo biblico, contenente anche la Bibbia San Paolo (1995) sia nato in ambiti protestanti.

Sicuramente i Protestanti hanno un approccio piu' rispettoso con le scritture. Bisogna imparare da loro.

Ai cattolici di questo topic che stimo e che si sentono disturbati da "pizzi e merletti", oltre che da taluni riti, tradizioni e culti squisitamente cattolici, chiederei con sincero interesse quali sono gli elementi dottrinali di altre religioni cristiane che gli impediscono di avvicinarvisi.

Domanda non facile a cui rispondere esaurientemente... faccio un sunto "estremo" di cio' che penso.

Cattolicesimo:

-pro: struttura centralizzata e stabile, la dottrina e' molto organica e durevole, PERSONALMENTE preferisco il rapporto con una istituzione piu' stabile piuttosto che l'approccio singolo alla scrittura

-contro: difficolta' nel reagire in modo organico ad alcune sfide nel rapporto coi fedeli, grande difficolta' nel rimodernare la formazione, liturgia che se non compresa, puo' portare il fedele a non approfondire od a sentirsi alienato da essa

Ortodossia:

-pro: struttura centralizzata e stabile, la dottrina e' molto organica e durevole, PERSONALMENTE preferisco il rapporto con una istituzione piu' stabile piuttosto che l'approccio singolo alla scrittura. Grande attenzione ad alcuni elementi liturgici estremamente validi e sottovalutati in occidente (ma la chiesa occidentale sta imparando a recuperare quei patrimoni liturgici che erano della chiesa indivisa e che l'ortodossia ha conservato efficacemente).

-contro: grande difficolta' nel dialogo con altre chiese per via del protezionismo che comunque ha salvaguardato molto.

Protestantesimo:

Pro: approccio essenzale e diretto con le scritture, cosa che il fedele cattolico puo' sottovalutare perche' la liturgia sembra una "pappa pronta" (anche se non e' cosi').

Contro: mancanza di un confronto "tutelato" con le scritture... La mancanza di una autorita' da' piu' responsabilita' al fedele nell'avvicinarsi alle scritture, ma il rischio maggiore e' l'interpretazione "free style" della bibbia... che essendo un testo anche fortemente simbolico, puo' confermare praticamente qualsiasi cosa vi si cerchi conferma (il caso limite fu' Clinton che si senti' autorizzato a tradire la moglie perche' nella Bibbia non trovo' nessun richiamo esplicito al non praticare sesso orale... ma ripeto: e' un caso limite)

Io personalmente mi trovo piu' a mio agio con quanto offerto dalla chiesa Occidentale, ma vorrei una integrazione maggiore con la chiesa Orientale (le loro liturgie sono bellissime). Il protestantesimo mi affascina per alcuni versi ma da altri mi lascia fortemente dubbioso (anche per quanto riguarda le premesse teologiche su cui si fondo'... essenzialmente basate sul concetto di un Dio "selettivo")

Come la maggior parte delle altre cose intorno a cui gli uomini si eccitano, quali la salute e la malattia, la vecchiaia e la giovinezza, oppure la guerra e la pace, dal punto di vista della vita spirituale e' soltanto materia prima. (Berlicche)

"Le parole condizionano la lettura dei fatti" (R.Saviano)

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Vorrei solo fornire alcuni spunti di conversazione:

Dico la mia, senza alcuna pretesa di esaustività, solo alcuni pensieri buttati giù in un qualche modo.

1) Questo è il topic dei Cattolici che, per definizione, aspirano a rappresentare universalmente il Cristianesimo, ma altre religioni si dichiarano cristiane.

Ad esempio, il Protestantesimo, si ritiene una forma di cristianesimo "emendata, o corretta e in un certo senso purificata, in quanto esso ha eliminato dottrine, riti e devozioni che considera aggiuntive e non conformi al messaggio originario di Gesù Cristo e della chiese apostolica".

La differenza sostanziale col protestantesimo (nelle sue innumerevoli forme) è che, semplificando molto, per loro l'unico lascito di Gesù è la Bibbia ed il Vangelo in particolare.

Per i cattolici invece c'è qualcosa che viene prima, ovvero la Chiesa stessa.

La Chiesa non è altro che Cristo presente oggi, la forma è diversa (allora era un uomo in carne ed ossa, oggi un agglomerato di uomini guidati dallo Spirito Santo), ma la sostanza è la stessa. In sintesi si può dire che "la Chiesa è il prolungamento di Cristo nella storia" (credo sia di don Giussani).

Questo si appoggia sul fatto che Cristo stesso ha costruito questo gruppo di uomini, chiamandoli uno ad uno. È Gesù che dà loro il potere di perdonare i peccati e "quello che legherete sulla Terra sarà legato anche in cielo, quello che non legherete rimarrà non legato anche in cielo" (cito a memoria, non alla lettera). E poi, dopo la Pentecoste, ovunque questi andavano succedevano esattamente le stesse cose che con Gesù, in termini di miracoli, di conversioni, di seguito…

Quindi la Chiesa è ha l'autorità di aggiungere cose non esplicitamente dette o fatte da Cristo, perché ne continua l'opera. Ovvio che devono ispirarsi direttamente a Cristo e, ovviamente, non essere in contraddizione.

Quindi, credo, da un punto di vista dottrinale il magistero della Chiesa ha lo stesso valore di quello di Gesù. (ma qui ho paura di spararla un po' troppo grossa: urgono correzioni e precisazioni!)

I protestanti invece vedono un'istituzione come la Chiesa non come "l'intersezione fra Dio e l'umanità" (questa invece è di desko), ma come un ostacolo fra Dio e ciascun uomo e quindi ne fanno a meno, ognuno è libero di prendersi la Bibbia, di leggerla e di interpretarla come meglio crede.

Se poi trova una comunità che la pensa come lui vi aderisce, altrimenti si fa i fatti propri, oppure ne fonda una nuova.

2) Chiesa protestante ed ortodossa non riconoscono l'autorità del papa, e proprio il papato è stato elemento fondamentale di separazione tra i cristiani.

Allacciandomi a quanto scritto poc'anzi c'è l'episodio del primato di Pietro ("Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa"). Inoltre fin da subito il vescovo di Roma ha avuto una particolare autorevolezza rispetto gli altri vescovi.

3) L'affermazione di Plenilunioblu, per cui "Si conoscono troppo poco le Scritture, si conosce troppo poco il Vangelo" è, a mio parere, condivisibile se riferita al mondo cattolico. E' indubitabile che la Bibbia sia letta e conosciuta molto di più da credenti di altre religioni cristiane. Perchè?

E' sintomatico forse, che, digitando la parola Bibbia su Google, il primo link sia quello del sito di un ragazzo australiano protestante che mette a disposizione di TUTTI, un software gratuito contenente anche la versione CEI della bibbia, con tanto di dizionario biblico e vocabolario greco-italiano.

E che il miglior software di esegesi e ricerca in campo biblico, contenente anche la Bibbia San Paolo (1995) sia nato in ambiti protestanti.

Che nel mondo cattolico si conoscano poco le scritture è, purtroppo, vero ed io non faccio eccezione. Per i protestanti invece non è così. Questo è conseguenza di quello che dicevo prima: se ai protestanti togli la Bibbia, gli togli tutto, al cattolico se togli la Bibbia rimane la Chiesa.

Ai cattolici di questo topic che stimo e che si sentono disturbati da "pizzi e merletti", oltre che da taluni riti, tradizioni e culti squisitamente cattolici, chiederei con sincero interesse quali sono gli elementi dottrinali di altre religioni cristiane che gli impediscono di avvicinarvisi.

Credo che le differenze che ho barbaramente descritto prima siano più che sufficienti, per quel che riguarda il mondo protestante, con gli ortodossi le cose vanno molto meglio, la differenza essenziale è l'autorità del papa, ma i sacramenti sono "intercambiabili", nel senso che gli Ortodossi rispettano la stessa successione apostolica dei cattolici (preti e vescovi sono ordinati solo da altri vescovi).

Chiedo scusa se ho invaso il 3D con argomentazioni forse OT.

Non so gli altri, ma io non ti scuso perché non c'è nulla da scusare e gli argomenti non sono affatto OT.

Io piuttosto mi scuso per le nefandezze che ho scritto e chiedo il gesto di carità di correggermele.

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