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Applelina

Diploma e scelta università

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Ritengo il Liceo la scuola superiore per antonomasia, perchè forma l' alunno preparandolo a tutto tondo, fornendogli un metodo di studio valido, educandolo al sacrificio ed alla disciplina, e fornendogli conoscenze che saranno poi richieste in tutte le università!

....:ghghgh:...... non sono d'accordo.....

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....:ghghgh:...... non sono d'accordo.....

scusami ma credo tu stia negando un qualcosa di riconosciuto da chiunque,mica l'utente che hai quotato l'ha inventato,insomma mi auguro che non sia la prima volta che senti un'affermazione del genere (sto dando per scontato tu non possa parlare per esperienza personale,altrimenti ti pregherei di illuminare quel vastissimo gruppo di persone,del quale faccio parte,che sono convinti del contrario) :cold: :cold:

:ciao:


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....:ghghgh:...... non sono d'accordo.....

Perdonami ma è lecito esprimere delle opinioni solo quando si parla con cognizione di causa. :ciao:


My  products:

iMac 27" (2009), MacBook Air 13" (2011), MacBook White (2006), iPhone 4s 16GB, iPhone 3GS 32GB, iPod Touch 2G 16GB, iPod Video 30GB, Airport Extreme.

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Guest Joseph R.

Quello che vorrei che fosse chiaro è che non credo che qualcuno dovrebbe farsi condizionare dalle superiori nella scelta della facoltà, ma solo dalle sue passioni e dalle sue aspirazioni *attuali*. Ho sempre sorriso quando sentivo qualcuno dire: "Visto che hai studiato questo alle superiori devi fare quest'altro all'Università", oppure, ancora peggio: "Visto che non hai fatto questo alle superiori, non puoi fare quest'altro all'università". Perché alla fine i discorsi che ti senti dire sono questi (e purtroppo soprattutto da chi non sa molto delle facoltà che sconsiglia).

non se l'esempio fatto nel post che ho quotato è collegato a chi ha scritto in questo topic.

l'ho riletto tutto e mi pare che nessuno ha detto una cosa del genere.

si è solo detto, in parole povere, che sarebbe stato meglio aver frequentato una scuola superiore che avesse fornito una base solida per l'università che lei vuole frequentare. :fiorellino:

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Quello che vorrei che fosse chiaro è che non credo che qualcuno dovrebbe farsi condizionare dalle superiori nella scelta della facoltà, ma solo dalle sue passioni e dalle sue aspirazioni *attuali*. Ho sempre sorriso quando sentivo qualcuno dire: "Visto che hai studiato questo alle superiori devi fare quest'altro all'Università", oppure, ancora peggio: "Visto che non hai fatto questo alle superiori, non puoi fare quest'altro all'università". Perché alla fine i discorsi che ti senti dire sono questi (e purtroppo soprattutto da chi non sa molto delle facoltà che sconsiglia).

Su questo sono d'accordissimo, io mi ero permesso di dissentire dall'espressione "non c'è nessuna attinenza", tutto qua.

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non se l'esempio fatto nel post che ho quotato è collegato a chi ha scritto in questo topic.

l'ho riletto tutto e mi pare che nessuno ha detto una cosa del genere.

si è solo detto, in parole povere, che sarebbe stato meglio aver frequentato una scuola superiore che avesse fornito una base solida per l'università che lei vuole frequentare. :fiorellino:

Beh, secondo me (parere personale eh) la base solida non te la dà la scuola superiore che scegli ma la tua attitudine a studiare e imparare. Ma certamente anche qui poi your mileage may vary... Comunque ho capito cosa intendi. :fiorellino:

Su questo sono d'accordissimo, io mi ero permesso di dissentire dall'espressione "non c'è nessuna attinenza", tutto qua.

Tranqui, è anni che ti leggo, so che non hai la tendenza a banalizzare, forse sono stato io un po' troppo generico nell'esprimermi. :ciao:

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Guest Joseph R.
Comunque ho capito cosa intendi. :fiorellino:

meno male dai stavo per scivere una pergamena :ghghgh:

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non ho ancora letto esperienze di studenti (e secondo me ce ne sono tanti) che hanno proseguito dopo il diploma con una facoltà "non attinente"….. possibile che, un po' come diceva Maghetto, si scelga il proprio futuro a 13 anni, ovvero quando si sceglie la scuola superiore? Perchè in base a ciò, poi uno dovrebbe proseguire gli studi…? Ma a 13 anni come fai a sapere cosa ti piace fare nella vita? Senza aver avuto tempo per sperimentare le materie e le attitudini?


Apimac Chief Financial Officer

_______________________________________________________________________________

Il tentativo di descrivere l'amore si può realizzare solo mentre si ama -Maghetto-

16 maggio 2012, Maghetto & Applelina Sposi

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non ho ancora letto esperienze di studenti (e secondo me ce ne sono tanti) che hanno proseguito dopo il diploma con una facoltà "non attinente"….. possibile che, un po' come diceva Maghetto, si scelga il proprio futuro a 13 anni, ovvero quando si sceglie la scuola superiore? Perchè in base a ciò, poi uno dovrebbe proseguire gli studi…? Ma a 13 anni come fai a sapere cosa ti piace fare nella vita? Senza aver avuto tempo per sperimentare le materie e le attitudini?

Certo che sì.

In ogni caso chi punta all'esercizio di una professione che prevede lo studio universitario certamente non frequenta un nautico o un iti.

Non che sia niente di male nel farlo, ma sono scuole professionali e la differenza coi licei (il classico su tutti) è abissale, soprattutto in termini di preparazione di base, cultura, mentalità e metodo di studio.


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Certo che sì.

In ogni caso chi punta all'esercizio di una professione che prevede lo studio universitario certamente non frequenta un nautico o un iti.

Non che sia niente di male nel farlo, ma sono scuole professionali e la differenza coi licei (il classico su tutti) è abissale, soprattutto in termini di preparazione di base, cultura, mentalità e metodo di studio.

ma quanti ragazzi a 13 anni possono avere la consapevolezza della professione che desiderano svolgere nella propria vita? e di conseguenza scelgono una scuola piuttosto che un'altra??


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16 maggio 2012, Maghetto & Applelina Sposi

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quindi un ragazzino che a 13 anni sceglie un liceo lo fa con la consapevolezza che andrà all'università e che quelle sono le scuole preparatorie? :mhh: e tutti coloro che scelgono invece le scuole professionali viceversa, lo fanno con la consapevolezza che non sono scuole adatte al proseguimento in università?

Se si chiamano "scuole professionali" ci sarà una ragione, no? Preparare gli alunni ad una professione manuale.

Non c'è niente male, vorrei che fosse chiaro.

Ma non ho mai sentito nessuno che, provenendo dall'ITI, ambisse a diventare un cardiologo o altro.

Mancherebbero proprio le fondamenta, ecco.

“Se non puoi essere un pino sul monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un albero,

sii un cespuglio.

Se non puoi essere un’autostrada

sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole,

sii una stella.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

(...)â€


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scusami, mentre tu rispondevi avevo modificato il mio post…. che ora esprime meglio la mia perplessità


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ma quanti ragazzi a 13 anni possono avere la consapevolezza della professione che desiderano svolgere nella propria vita? e di conseguenza scelgono una scuola piuttosto che un'altra??

Per questo esistono i genitori!

Con tutto il dovuto rispetto, alle superiori mio figlio farà il liceo che stabilirò io...se si dovrà litigare per questo me ne farò una ragione, certo che in un futuro riceverò un ringraziamento.

Un genitore deve assicurarsi che il figlio non faccia scelte "al ribasso" che un domani possano precludergli di fatto l'accesso alla professione che desidererà fare.

Secondo me è sbagliato imporre scelte di studi a livello universitario (dato che da quello dipenderà la professione dell'individuo vita natural durante), non a livello di scuole superiori che, in fin dei conti, non sono altro che preparatorie rispetto al grado di istruzione successivo.


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:shock: oddio questa mi mancava! quindi i genitori devono scegliere la scuola per i figli? e credi che una persona ( a maggior ragione un adolescente) obbligata a studiare in una scuola scelta dai genitori, possa essere produttiva? ed esprimere al meglio le sue attitudini?? :ghghgh:

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non ho ancora letto esperienze di studenti (e secondo me ce ne sono tanti) che hanno proseguito dopo il diploma con una facoltà "non attinente"….. possibile che, un po' come diceva Maghetto, si scelga il proprio futuro a 13 anni, ovvero quando si sceglie la scuola superiore? Perchè in base a ciò, poi uno dovrebbe proseguire gli studi…? Ma a 13 anni come fai a sapere cosa ti piace fare nella vita? Senza aver avuto tempo per sperimentare le materie e le attitudini?

Io non l'ho ancora capito a 25 anni..

In fondo il liceo secondo me è frequentato per almeno il 50% da ragazzi/e che non avendo ancora deciso cosa fare "da grandi" posticipano il più possibile la scelta..


Antivirus su mac? No grazie!! Utente Mac dal 10 aprile 2009.

 MacBook air 13, MacBook White 13, Canon Eos 1100D, Nexus5  . Lurker. Tartassala!! ToDo: Tentare di conquistare il mondo!!

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Se si chiamano "scuole professionali" ci sarà una ragione, no? Preparare gli alunni ad una professione manuale.

Non c'è niente male, vorrei che fosse chiaro.

Ma non ho mai sentito nessuno che, provenendo dall'ITI, ambisse a diventare un cardiologo o altro.

Mancherebbero proprio le fondamenta, ecco.

“Se non puoi essere un pino sul monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un albero,

sii un cespuglio.

Se non puoi essere un’autostrada

sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole,

sii una stella.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

(...)â€

Appena letta in lingua originale..molto bella e carica di significato..non la conoscevo..


Antivirus su mac? No grazie!! Utente Mac dal 10 aprile 2009.

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:shock: oddio questa mi mancava! quindi i genitori devono scegliere la scuola per i figli? e credi che una persona ( a maggior ragione un adolescente) obbligata a studiare in una scuola scelta dai genitori, possa essere produttiva? ed esprimere al meglio le sue attitudini?? :ghghgh:

Se ti mancava adesso invece ce l'hai! :)

Quanto alle seconda domanda, ti rispondo di sì.

Anche perchè un ragazzino a 13 anni non sa cosa è meglio per lui mentre un adulto, con una diversa sensibilità, riesce a capire cos'è meglio per il figlio.

Appena letta in lingua originale..molto bella e carica di significato..non la conoscevo..

Bellissima, concordo.

Bisognerebbe che permeasse di più nella testa della gente :)


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Ragazzi certamente la vostra esperienza all'università sarà stata diversa dalla mia e quindi questo avrà certamente avuto un ruolo significativo nella creazione della vostra affascinante teoria secondo la quale le "prestazioni" universitarie differivano in base alla scuola frequentata... ma devo dire che tra i miei compagni di corso all'università non ho mai notato una perfetta correlazione tra scuola e risultati. Ho visto persone provenire da diverse scuole ottenere risultati variabili, ottimi, scarsi, medi, ma mai correlati in modo perfetto con la scuola di provenienza; piuttosto sempre collegati all'interesse, alle capacità, alla voglia di studiare e imparare e all'importanza data a un particolare corso.

Aggiungo che mi dispiace tantissimo vedere che oggi ci sono ancora genitori che pretendono di sapere cosa "è meglio" per i propri figli in settori così personali come la scelta delle superiori, e magari anche dell'università. Privare la libertà di scelta a un ragazzo è spesso una cosa che comporta più risvolti negativi che positivi. I bambini e i ragazzi sanno autoregolarsi splendidamente se lasciati liberi nelle loro scelte, ed è ancora da dimostrare che un avvocato "per costrizione" sia più felice di un falegname che si sente appagato e realizzato nel proprio lavoro.

PS

Magari a qualcuno potrebbe interessare leggere questo libro... :ciao:

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Non sono assolutamente d'accordo ma, com'è giusto che sia, ognuno agisce come meglio crede! :ciao:


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ma quanti ragazzi a 13 anni possono avere la consapevolezza della professione che desiderano svolgere nella propria vita? e di conseguenza scelgono una scuola piuttosto che un'altra??

:shock: oddio questa mi mancava! quindi i genitori devono scegliere la scuola per i figli? e credi che una persona ( a maggior ragione un adolescente) obbligata a studiare in una scuola scelta dai genitori, possa essere produttiva? ed esprimere al meglio le sue attitudini?? :ghghgh:

Diciamo che ti sei risposta da sola......

Prima dici che a 13 anni non c'è consapevolezza nella scelta, quindi deduco che il pargolo debba essere "indirizzato" dal genitore a fare la giusta scelta (in fin dei conti la scuola la sceglie il genitore)... Poi affermi che non si può essere produttivi se la scuola la sceglie il genitore.

C' è qualcosa che non mi torna.....forse ho perso qualche parte del discorso.....

Per questo esistono i genitori!

Con tutto il dovuto rispetto, alle superiori mio figlio farà il liceo che stabilirò io...se si dovrà litigare per questo me ne farò una ragione, certo che in un futuro riceverò un ringraziamento.

Un genitore deve assicurarsi che il figlio non faccia scelte "al ribasso" che un domani possano precludergli di fatto l'accesso alla professione che desidererà fare.

Secondo me è sbagliato imporre scelte di studi a livello universitario (dato che da quello dipenderà la professione dell'individuo vita natural durante), non a livello di scuole superiori che, in fin dei conti, non sono altro che preparatorie rispetto al grado di istruzione successivo.

Quoto ogni singola parola.......


Why join the navy if you can be a pirate?

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Inutile dire che sono d'accordo con Maghetto.

I genitori devono essere un punto di riferimento che sostiene i figli, ma non possono vivere la loro vita, privandoli dell'esperienza di crescita qual e' la prima importante scelta della scuola....


Apimac Chief Financial Officer

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16 maggio 2012, Maghetto & Applelina Sposi

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Max, il fatto che a 13 anni non si sappia cosa si voglia fare non vuol dire che lo sappiano i genitori!! dicevo che e' giusto poter scegliere la propria strada, con il rischio di sbagliare e con la possibilità poi di "aggiustare il tiro" nel corso degli studi.


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Inutile dire che sono d'accordo con Maghetto.

I genitori devono essere un punto di riferimento che sostiene i figli, ma non possono vivere la loro vita, privandoli dell'esperienza di crescita qual e' la prima importante scelta della scuola....

Questà è la classica frase che ho sentito dire da molti insoddisfatti della propria vita ( ne conosco diversi ahimè).

La realtà è che l' uomo è l' unico essere vivente che mette al mondo figli che non sono in grado di sopravvivere in maniera autonoma nel mondo anche dopo (o forse parecchi anni) dalla nascita ed è il genitore che deve gestire le sue scelte o meglio deve guidarlo in tutto e per tutto, oltre che a sfamarlo ed accudirlo.

Questo avviene perchè la prole nascendo prematura sarà molto più plastica e potrà sviluppare fini capacità intellettive....E per far ciò impiegherà diversi anni perchè il cervello come il resto del corpo ha bisogno di tot anni per giungere a conclusione del progetto.....

Gli animali lasciano la prole libera di fare le proprie esperienza e non vivono la loro vita!

Con questo non dico di essere dei dittatori nei confronti dei propri figli, anzi.......ma dubito che fin quando una persona non maturi ed il suo cervello non si mielinizzi in maniera ottimale riesca a fare scelte oculate in ambiti della vita molto delicati......


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Inutile dire che sono d'accordo con Maghetto.

I genitori devono essere un punto di riferimento che sostiene i figli, ma non possono vivere la loro vita, privandoli dell'esperienza di crescita qual e' la prima importante scelta della scuola....

Ma vedete o tutto nero o tutto bianco qui?

Ci sono tutta una serie di sfumature nel mezzo... io non credo che aiutare i ragazzi a scegliere ció che é meglio per le loro attitudini sia vivere la loro vita e viceversa sono anche contraria al lasciare a un ragazzino la completa libertá di prendere una decisione che puó essere errata ..

Detto questo non si sceglie il proprio futuro a 13 anni, ma secondo la mia modesta opinione non lo si puó scegliere nemmeno a 18

D'altra parte, come fa un ragazzo di 17-18 anni a dire senza cognizione di causa alcuna, vorrei fare un mestiere piuttosto che un altro. Generalmente si sceglie sulla base di un misto di attitudini e desideri e nella scelta ovviamente non é influente la scuola frequentata fino a pochi mesi prima.

Attenzione, peró, nella scelta.. perché nell'affrontare poi il percorso che quella scelta comporta, gli studi pregressi possono essere piú o meno influenti, come lo é ovviamente il bagaglio culturale che una persona si é saputa creare indipendentemente dalle scuole frequentate.

A questo punto peró non ho ben chiaro l'argomento del topic, é una domanda generale per conoscere le esperienze e i punti di vista delle persone o riguarda te Applelina, perché io cosí credevo.

Ciao ciao

iRiri


Sbagliare è umano, ma per fare veramente un casino serve la password di root

Nota: sebbene tu possa cambiare il nome della cartella Inizio in Mac OS X 10.3 o versioni più recenti, in generale sarebbe meglio non farlo.

Siamo l'armata Brancaleone dei MacUser

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iRiri il topic voleva essere una raccolta di esperienze, su come appunto la scuola superiore era/non era stata attinente con la scelta dell'università.

Ovviamente poi siamo un po' andati fuori da quello che era il fulcro del discorso....


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16 maggio 2012, Maghetto & Applelina Sposi

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16 maggio 2012, Maghetto & Applelina Sposi

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Avevo inteso bene il tuo discorso....

Discorsi validissimi, senza dubbio, spesso però si confonde la voglia di non studiare e la voglia di perder tempo e di divertirsi con gli amici con il " disagio psicologico" che è una malattia vera e propria ed a cui si può trovar rimedio con trattamenti psico-comportamentali o con trattamenti farmacologici! Evito di addentrarmi in questo discorso, sconisciuto ai più....

È natura del giovane divertirsi e stare con i propri coetani come anche la fine capacità di sottrarsi al proprio dovere, per questo motivo la famiglia, la scuola ed anche gli amici devono portare sulla retta via l' individuo, che lasciato da solo a fare le proprie esperienze di sicuro abbandonerebbe lo studio.

Se poi l' individuo non ha proprio voglia di studiare è cosa buona e giusta che i genitori lo indirizzono verso un lavoro adeguato alle sue capacità.


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Max, ovviamente dall'articolo del link era da estrapolare il succo del mio discorso, non volevo certo tirare fuori disagi psicologici ;)


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