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adrix

Il mare stà morendo

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Avete visto lo speciale sul mare e cosa danno da mangiare, i mercanti di pesce, a tutte le persone che ancora mangiano il pesce :shock:

Crostacei trattai con acido per renderli rosa, pesce azzurro passato in acqua ossigenata e poi polipi ed altri pesci siringati d'acqua ed additivi per pesare di più. :cold:

E allora? ...... buon pranzo a tutti :gnam:

http://www.youtube.com/watch?v=_1VXlpM-hdQ

http://www.youtube.com/watch?v=fk3SrbvGTMw

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ormai non si parla più di alimentazione, ma si parla di alimentazione industriale.... l'unica è cercare piccoli commercianti di cui ci si fida, ma sul pesce è realmente molto difficile verificarne l'integrità, per quanto riguarda la carne non industriale, siamo ancora un'isola felice rispetto al resto del mondo occidentale

ma la colpa di chi è? è si dei commercianti, ma anche dei consumatori, io ho visto più volte ad esempio in croazia, tavolate di italiani che si abbuffavano di datteri di mare, sono vietati perchè distruggono le coste per prenderli? chissenefrega, tanto siamo in croazia.... parlo degli italiani, ma su queste cose tutto il mondo è paese, troviamo nei ristoranti pesci che arrivano dall'india, aragoste del sud america, anche qui.... chissenefrega se schiatta o rimane menomata un sacco di gente per pescarle, perchè vengono pescate da ragazzini in apnea e dato che le aragoste sono sempre meno, devono spingersi sempre più in profondità, bisognerebbe farsi un bell'esame di coscienza tutti quanti, questi documentari servono a far aprire gli occhi sul mondo del commercio alimentare esasperato, ma siamo noi consumatori gli unici che hanno il potere di cambiare qualcosa, basterebbe iniziare da piccole cose, ad esempio consumando solo frutta di stagione che proviene dal nostro paese d'origine, non ordinando carne argentina, favorendo i piccoli allevatori italiani (siamo il paese che vanta il maggior numero di piccoli allevatori rispetto la propria popolazione) non bisogna per forza chiamarsi Ghandi per cambiare qualcosa, la domanda che c'è da porsi è un altra, la maggior parte della gente vuole farlo?

io penso che la maggior parte della gente nemmeno si domanda da dove provenga la fetta di carne o il pesce che ha nel piatto, è qui che dovrebbe subentrare l'informazione mediatica, peccato però che l'informazione è dominata dagli inserzionisti, gli stessi inserzionisti che vendono quei prodotti, quindi difficilmente si riuscirà a far si che tutti o la maggior parte delle persone, ne prendano coscienza, l'unica arma è non andare nei supermercati e divulgare notizie e i rari documentari (visibili in tv nazionale) come questi.

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Io non ammazzo ne faccio ammazzare nessuno per mangiare: ne carne ne pesce!

La sera non ho rimorsi...

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non mangi ne frutta ne verdura anche? oppure coltivi tu.... nn hai mai dato crocche al tuo cane? di cui la stragrandissima maggioranza testate sui cani? parlo di grandi marche, non da supermercato (ma se fai una picola indagine scoprirai che la maggior parte degli alimenti fanno parte sempre delle stesse 3 corporation, o chiamale multinazionali), non hai mai messo advantix o altri antiparassitari (dichiaratamente testato sui cani), nessuno sta fuori dal meccanismo, pensare di esserlo lascia solo le cose come stanno, invece bisogna divulgare boicottare ed incazzarsi per queste cose.... a voce e a parole ovviamente.

poi nn conta comprare o nn comprare, se vai ad esempio in un carrefur, in un auchan e compri 1/2 litro di acqua naturale, dai comunque i soldi alle stesse persone, che li reinvestiranno nei settori dove tu pensi di esserne fuori.

se compri alimenti biologici che portano marche non bio, ad esempio appunto bio carrefour, dai sempre i soldi a chi poi fa le cose viste nei documentari.

tu la fai troppo semplicistica a mio avviso, l'unica maniera per starne fuori è il frequentare i mercati agricoli "nostrani", piccoli esercizi che si riforniscono nelle vostre zone, non esistono altre maniere, chiunque entri in un supermercato supporta il mercato del pesce, non solo chi lo compra

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Dato per scontato che i connubi sono molteplici e di difficile individuazione per i più, nel campo alimentare personalmente ho adottato la seguente linea di condotta...

Tutto a km. zero e verificato il più possibile.

Roba di stagione, della mia terra, acquistata da persone fidate che fanno un altro mestiere rispetto al mio ma la pensano come me.

Coltivatori etici.

Frutta e verdura cresciute senza antiparassitari o porcherie varie (ben più care, per via della poca resa), uova strettamente da allevamenti all'aperto e biologici (non a terra, come dice il buon Rana, che equivale a tenere 200 ovaiole stipate in 10 m2...ma per terra invece che in gabbie^^)...

Pane da forni che lo producono ogni notte fresco, con materie prime controllate, e lo fanno pagare il 30% in più...non quello industriale congelato dei fornai che ormai si svegliano comodamente alle 6 del mattino perchè il loro lavoro lo fa il micro-onde^^).

Pesce bandito se non ogni tanto e di certa provenienza, non massificata (ognuno ha i suoi "canali").

Carne (sono quasi del tutto vegetariano) solo sporadicamente e proveniente da allevatori etici (quelli che lasciano le bestie libere al pascolo tutta la vita e quando le devono ammazzare lo fanno senza creare alcuna sofferenza) di mia fiducia.

Formaggi: qualche evasione ogni tanto ma di regola solo parmigiano-reggiano, il migliore e più nutriente, di caseifici pedemontani reggiani che lavorano in un certo modo (magari con vacche rosse, quelle che rigidamente pascolano per le colline).

Acqua: rubinetto di acquedotto filtrata e depurata,a costo quasi zero. Molto meglio dello schifio in bottiglie di PET, rimaste due mesi in piazzali all'aperto sotto il sole....

E via così...gli esempi sono tanti.

Non camperò più di altri, ma almeno avrò fatto il possibile...^^

Poi le polemiche ci stanno, in ogni dove...ma chissefrega.

Se uno vuole un pollo ad un euro, le arance a luglio, il manzo a 2euro il kg., talvolta non disdegna Mac Donald's e si beve l'acqua S.Benedetto (molto ben pubblicizzata) che sgorga vicino la laguna di Venezia e non in trentino a 2.000 m.....allora si può pure mangiare il pesce marcio. Tanto non cambia nulla.

Il problema è che la gente spende (o vuole spendere) una minima parte del proprio stipendio per l'alimentazione, in culo a salute e benessere anche delle ns. malaugurate vittime. Perchè così, coi soldi risparmiati, ci compra l'iPhone da 700 euri alla figlia adolescente di 15 anni che con esso scrive solo più "touching" le minchiate che ha in testa.

Poi però quella stessa gente si lamenta degli alimenti strani e dannosi, ma legali...magari presi in costante offerta alla Coop (un esempio, ma son tutti uguali)...derivanti da pratiche di coltivazione/allevamento/macellazione a dir poco discutibili.

Un litro di vino di "alta qualità" a 2 euro, ecc.....

Io lavoro nell'alimentare e vi assicuro che vedo gente che parcheggia bmw, entra in supermercato...e acquista solo primi prezzi...di dubbia qualità e comunque sempre ai limiti di legge, ma risparmiosi. Poi punta il dito verso produttori e distributori...gridando allo scandalo.

Siamo un popolo strano...sotto molti punti di vista.

Funziona così...ahimè.


bruce

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Un grande problema è anche trovarli i posti di fiducia. Frutta e verdura a Km 0 io non so dove trovarli. Non tutti poi possono permettersi una simile e responsabile spesa. Le cose sono troppo complicate...bisognerebbe partire col far rispettare le regole certamente, e poi incentivare i piccoli o gli stessi supermercati a distribuire consapevolmente e a Km 0 o più prossimi ad esso.

Capite che chi lavora non può girare un'intera città per trovare quello che gli serve...nei piccoli centri è più facile, nelle grandi città è molto difficile. Non impossibile, ma davvero difficile. :(


«Solo se si è pronti a considerare possibile l'impossibile si è in grado di scoprire qualcosa di nuovo» Johann Wolfgang von Goethe

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ormai non si parla più di alimentazione, ma si parla di alimentazione industriale.... l'unica è cercare piccoli commercianti di cui ci si fida, ma sul pesce è realmente molto difficile verificarne l'integrità, per quanto riguarda la carne non industriale, siamo ancora un'isola felice rispetto al resto del mondo occidentale

ma la colpa di chi è? è si dei commercianti, ma anche dei consumatori, io ho visto più volte ad esempio in croazia, tavolate di italiani che si abbuffavano di datteri di mare, sono vietati perchè distruggono le coste per prenderli? chissenefrega, tanto siamo in croazia.... parlo degli italiani, ma su queste cose tutto il mondo è paese, troviamo nei ristoranti pesci che arrivano dall'india, aragoste del sud america, anche qui.... chissenefrega se schiatta o rimane menomata un sacco di gente per pescarle, perchè vengono pescate da ragazzini in apnea e dato che le aragoste sono sempre meno, devono spingersi sempre più in profondità, bisognerebbe farsi un bell'esame di coscienza tutti quanti, questi documentari servono a far aprire gli occhi sul mondo del commercio alimentare esasperato, ma siamo noi consumatori gli unici che hanno il potere di cambiare qualcosa, basterebbe iniziare da piccole cose, ad esempio consumando solo frutta di stagione che proviene dal nostro paese d'origine, non ordinando carne argentina, favorendo i piccoli allevatori italiani (siamo il paese che vanta il maggior numero di piccoli allevatori rispetto la propria popolazione) non bisogna per forza chiamarsi Ghandi per cambiare qualcosa, la domanda che c'è da porsi è un altra, la maggior parte della gente vuole farlo?

io penso che la maggior parte della gente nemmeno si domanda da dove provenga la fetta di carne o il pesce che ha nel piatto, è qui che dovrebbe subentrare l'informazione mediatica, peccato però che l'informazione è dominata dagli inserzionisti, gli stessi inserzionisti che vendono quei prodotti, quindi difficilmente si riuscirà a far si che tutti o la maggior parte delle persone, ne prendano coscienza, l'unica arma è non andare nei supermercati e divulgare notizie e i rari documentari (visibili in tv nazionale) come questi.

se non entra in testa che non si può avere tutto a qualunque costo (e vale per il cibo, l'energia, etc.) non c'è nulla da fare; se non cambia la mentalità... Poi c'è la pigrizia. Esempio fresco, fesco: banco del pesce: vari "esemplari" da India, Africa, sud america, etc. etc. poi qualcosa del mediterraneo, di locale... alici? commento: "Buone, però che palle doverle pulire. Meglio un bel presce grossi, te lo squamano, lo metti i forno e via. Costa di più ma è comodo..."


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Peró il pesce siringato non è male :-S

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