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Hal1969

Filosofia della decrescita

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Non so se di decrescita se ne è già parlato da queste parti. Che ne pensate?

Nel frattempo vi segnalo un piccolo e-book scaricabile gratuitamente che parla proprio di decrescita. Potrebbe essere il punto di partenza per discuterne un po'.

:ciao:


Vieni a dare un'occhiata a

Il grande marziano. Anche su Facebook e su anobii.

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secondo me è l'unica via che ci rimane da percorrere, siamo in 7 miliardi, il consumismo capitalismo non è più attuabile, rallentare con le tecnologie moderne sarebbe anche divertente (dal mio punto di vista), ma siamo troppo "egoisti" per riuscirci, forse con la crisi... non tutto il male vien per nuocere.

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Il problema è che in nel caso che dici non sarà una decrescita "serena", ma al contrario molto, molto traumatica. Comunque è certo che presto o tardi accadrà. Sta solo ai singoli, a noi, vedere se premunirci "prima" che sia troppo tardi e decrescere serenamente, o succhiare tutto il possibile finché ce ne sarà per poi precipitare insieme a tutti gli altri.


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secondo me è l'unica via che ci rimane da percorrere, siamo in 7 miliardi, il consumismo capitalismo non è più attuabile, rallentare con le tecnologie moderne sarebbe anche divertente (dal mio punto di vista), ma siamo troppo "egoisti" per riuscirci, forse con la crisi... non tutto il male vien per nuocere.

La crisi in se sta portando un fenomeno a mio parere allarmante; qualcuno a sentito più parlare di stop del traffico? Giornate ecologiche? Problemi di inquinamento? Non è che vista la crisi allora ce ne dobbiamo sbattere. Questo è applicabile a tutto: solo perchè siamo in recessione non possiamo adeguarci a qualità (con la Q maiuscola) della vita peggiori.

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La crisi in se sta portando un fenomeno a mio parere allarmante; qualcuno a sentito più parlare di stop del traffico? Giornate ecologiche? Problemi di inquinamento? Non è che vista la crisi allora ce ne dobbiamo sbattere. Questo è applicabile a tutto: solo perchè siamo in recessione non possiamo adeguarci a qualità (con la Q maiuscola) della vita peggiori.

Io penso che seguendo la filosofia della decrescita, avremo una vita "morigerata" ma non peggiore, anzi migliore.

Se la crisi farebbe aumentare il consumo dei prodotti a km 0, sarebbe un beneficio.

Se la crisi ci fa capire che molti dei nostri guadagni finiscono nella spazzatura, perché uscendo da un supermercato c'è più imballaggio che merce, "ben venga".

Infine se terrebbe ferme le decine di auto che vanno a prendere i figli a scuola per percorrere qualche centinaio di metri, si respirerebbe meglio.

Non è che auguro la crisi, ma il consumismo estremo a cui siamo arrivati non è certo salutare, soprattutto per le generazioni future.

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Io penso che seguendo la filosofia della decrescita, avremo una vita "morigerata" ma non peggiore, anzi migliore.

Se la crisi farebbe aumentare il consumo dei prodotti a km 0, sarebbe un beneficio.

Se la crisi ci fa capire che molti dei nostri guadagni finiscono nella spazzatura, perché uscendo da un supermercato c'è più imballaggio che merce, "ben venga".

Infine se terrebbe ferme le decine di auto che vanno a prendere i figli a scuola per percorrere qualche centinaio di metri, si respirerebbe meglio.

Non è che auguro la crisi, ma il consumismo estremo a cui siamo arrivati non è certo salutare, soprattutto per le generazioni future.

Questo è indubbio ed è anche quello che penso io, peró noto che gli acquisti medi si sono spostati verso prodotti di dubbia qualità solo per spendere meno, più della stragrande maggioranza della popolazione non ha minimamente cultura e senso civico come puó affrontare una "decrescita" ?

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La merce di scarsa qualità non la sopporto neanche io, preferisco far durare le cose il più possibile, quando penso che ho una grattugia formaggio in acciaio ereditata da mia nonna, che nella sua vita ha "seppellito" parecchi "gratì" elettrici, e funziona che è una meraviglia, con un po' di olio di gomito (tutta salute).

Anche gli oggetti tecnologici li sfrutto fino alla fine senza rincorrere l'ultimo modello. Il Mac lo cambio ogni 7 anni e ho un iPhone 3GS di 2 anni e mezzo e spero vada avanti altrettanti.

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A mio avviso non bisogna parlare di decrescita, ma di crescita responsabile. Decrescere vuol dire fare un passo indietro, crescere responsabilmente vuol dire farne due in avanti. Almeno per come la vedo io.

I passi indietro vanno fatti solo su certi atteggiamenti "evolutivi" che sono degenerati (vedi andare a prendere il figlio a scuola col suv a 250m da casa!) Bisogna rivedere il modello di crescita, evolvere in modo sensato e non abusare dei mezzi tecnologici, che da un lato ci migliorano la vita, dall'altro ci rendono schiavi. Quando ero più piccolo e andavo a scuola non avevo il cellulare e dovevo chiamare la mamma con il telefono pubblico della scuola, ora se non ho il cellulare non esco di casa! Questo è un po' come essere schiavi...però è una comodità straordinaria e se potessi sfruttare internet (non ho uno smartphone) lo sarebbe ancora di più: potrei avere sempre con me l'agenda sincronizzata in tempo reale e migliaia di altre cose :) Decrescere per me significa tornare all'agendina di carta che ogni anno va cambiata e si accumula carta su carta. Crescere in modo sconsiderato vuol dire altresì cambiare il telefono una volta al mese per seguire le tendenze "cool". Essere aggiornati è una cosa che mi preme molto ma le risorse sono quelle che sono e non le "butto" per un prodotto che mi offre cose in più di quelle che servono e non mi danno magari l'unica che mi serve davvero :P Aspetto che esca il prodotto che mi si adatta, ma in generale la tendenza è quella di comprare la cosa più nuova solo perché fa "guarda_quanto_sono_fico_perché_ho_l'ultimo_modello_uscito!".

Crescere responsabilmente è proprio saper scegliere il prodotto adatto alle nostre esigenze. La grattugia elettrica per me rientra nei prodotti "inutili"...consuma, fa rumore e a volte gratta peggio di quelle manuali :)

  • Love 1

«Solo se si è pronti a considerare possibile l'impossibile si è in grado di scoprire qualcosa di nuovo» Johann Wolfgang von Goethe

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A mio avviso non bisogna parlare di decrescita, ma di crescita responsabile. Decrescere vuol dire fare un passo indietro, crescere responsabilmente vuol dire farne due in avanti. Almeno per come la vedo io.

I passi indietro vanno fatti solo su certi atteggiamenti "evolutivi" che sono degenerati (vedi andare a prendere il figlio a scuola col suv a 250m da casa!) Bisogna rivedere il modello di crescita, evolvere in modo sensato e non abusare dei mezzi tecnologici, che da un lato ci migliorano la vita, dall'altro ci rendono schiavi. Quando ero più piccolo e andavo a scuola non avevo il cellulare e dovevo chiamare la mamma con il telefono pubblico della scuola, ora se non ho il cellulare non esco di casa! Questo è un po' come essere schiavi...però è una comodità straordinaria e se potessi sfruttare internet (non ho uno smartphone) lo sarebbe ancora di più: potrei avere sempre con me l'agenda sincronizzata in tempo reale e migliaia di altre cose :) Decrescere per me significa tornare all'agendina di carta che ogni anno va cambiata e si accumula carta su carta. Crescere in modo sconsiderato vuol dire altresì cambiare il telefono una volta al mese per seguire le tendenze "cool". Essere aggiornati è una cosa che mi preme molto ma le risorse sono quelle che sono e non le "butto" per un prodotto che mi offre cose in più di quelle che servono e non mi danno magari l'unica che mi serve davvero :P Aspetto che esca il prodotto che mi si adatta, ma in generale la tendenza è quella di comprare la cosa più nuova solo perché fa "guarda_quanto_sono_fico_perché_ho_l'ultimo_modello_uscito!".

Crescere responsabilmente è proprio saper scegliere il prodotto adatto alle nostre esigenze. La grattugia elettrica per me rientra nei prodotti "inutili"...consuma, fa rumore e a volte gratta peggio di quelle manuali :)

Crescere responsabilmente è proprio saper scegliere il prodotto adatto alle nostre esigenze.

direi che hai più che ragione e la tua affermazione mi trova assolutamente d'accordo! aggiungerei che spendere in relazione alle nostre esigenze porta a risparmiare anche economicamente.

ho acquistato un macbook pro del 2007 intel 2 duo usato (500euro) un anno fa per sostituire il mio defunto ibook che è durato una vita...spero che il macbook duri almeno 10 anni.

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riguardo al cibo, se la gente imparasse a cucinare, riuscirebbe a nutrirsi spendendo 1/4

se si conoscono i tagli della carne, si spende molto meno della metà di quanto si possa spendere al supermercato, ovviamente nei supermercati trovi filetto - controfiletto - roast-beef - scamone

ma esistono almeno altri 5/6 tagli meno pregiati, ma a mio avviso migliori.

se andate dal macellaio, al posto di chiede un arrosto di vitello arrotolato, chiedete un arrosto di punta, al posot che spendere 15 euro al kg, ne spenderete 7/8

se cercate delel belle scaloppe di vitello, fatevele tagliare dallo spinacino

inoltre ho visto, che in molti ti vendono le cotolette con la dicitura nodino, il che è addirittura una truffa

forse sono andato OT, ma quando parlo di cibo mi brillano gli occhi:)

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Interessante discussione. Hai PM.


"Non cercare una pace che dia una vittoria parziale, ma una vittoria che dia la pace definitiva"

Apple products: iMac 24", Mac Mini, MacBook Pro, iPhone 4s, Ipod Nano, Airport Express

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Guest monsterflying

Se davvero scegli la decrescita, ad esempio riducendo gli imballaggi, riduci il lavoro di chi quegli imballaggi li produce. Se scegli di non andare al ristorante, riduci il lavoro dei ristoranti. Se quelle imprese vedono ridursi gli ordini, licenzieranno personale. Ed i disoccupati faranno aumentare l'offerta di lavoro, portando ad un globale peggioramento delle condizioni economiche riguardo le offerte di lavoro. Peggiori retribuzioni, porteranno ad un malessere generalizzato, che porterà a nuove riduzioni dei consumi, nuovi tagli...

Secondo te perché si parla tanto di NECESSITA' DI CRESCITA dell'economia? Perché senza guadagni per le imprese, non ci sono stipendi per i dipendenti, e non solo per quelli, ma anche per tutti coloro che vivono del proprio lavoro: studi professionali, artigiani... Secondo voi se la gente non ha un lavoro, potrà comprare una casa? E se non ne compra una, il falegname per chi produrrà infissi? Chi lo pagherà? Ed i computer, chi li acquisterà, chi non ha una busta paga? Chi uscirà dall'università, dove andrà a lavorare?

Questi sono discorsi demagogici e privi di significato, a mio parere. La crescita economica è FONDAMENTALE. Che poi si debba parlare di crescita sostenibile, diminuzione dei materiali non riciclabili, trasformazione delle produzioni inquinanti in altre a basso impatto ambientale, ben venga. Ma si tratta di RENDERE MIGLIORE il nostro stile di vita, renderlo compatibile con le risorse limitate del nostro pianeta, non ridurlo, tornare indietro, recedere. Perché RECESSIONE significa POVERTA'. Per tutti.

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Se riduco gli imballaggi, risparmierò qualche soldo e magari andrei qualche volta di più in pizzeria, diminuirebbe il lavoro nelle fabbriche di imballaggi ma aumenterebbero le pizzerie.

Il mio comune se spende meno per la nettezza urbana e discariche avrà più denaro per gli asili nido, per fare una piscina o un campo da tennis. La decrescita é mirata alle inutilità alle quali ci siamo abituati, e punta a fare crescere il benessere non inteso come possesso di beni, ma alla qualità di vita. Tra l'altro la crescita infinita é un'utopia...

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Aggiungo, avere l'acqua potabile nel rubinetto è un bene o un male? Se pensiamo a chi lavora nel settore sarebbe fantastico che comprassimo acqua minerale in bottiglia anche per cuocere la pasta, e meglio ancora per lavarsi, aspettiamo che qualcuno inquini le falde, quanto lavoro si creerebbe...

Incollo dalla discussione sulle caraffe

http://www.storyofstuff.org/movies-all/story-of-bottled-water/

Scusate la lunghezza

Ciao

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Se davvero scegli la decrescita, ad esempio riducendo gli imballaggi, riduci il lavoro di chi quegli imballaggi li produce. Se scegli di non andare al ristorante, riduci il lavoro dei ristoranti. Se quelle imprese vedono ridursi gli ordini, licenzieranno personale. Ed i disoccupati faranno aumentare l'offerta di lavoro, portando ad un globale peggioramento delle condizioni economiche riguardo le offerte di lavoro. Peggiori retribuzioni, porteranno ad un malessere generalizzato, che porterà a nuove riduzioni dei consumi, nuovi tagli...

Secondo te perché si parla tanto di NECESSITA' DI CRESCITA dell'economia? Perché senza guadagni per le imprese, non ci sono stipendi per i dipendenti, e non solo per quelli, ma anche per tutti coloro che vivono del proprio lavoro: studi professionali, artigiani... Secondo voi se la gente non ha un lavoro, potrà comprare una casa? E se non ne compra una, il falegname per chi produrrà infissi? Chi lo pagherà? Ed i computer, chi li acquisterà, chi non ha una busta paga? Chi uscirà dall'università, dove andrà a lavorare?

Questi sono discorsi demagogici e privi di significato, a mio parere. La crescita economica è FONDAMENTALE. Che poi si debba parlare di crescita sostenibile, diminuzione dei materiali non riciclabili, trasformazione delle produzioni inquinanti in altre a basso impatto ambientale, ben venga. Ma si tratta di RENDERE MIGLIORE il nostro stile di vita, renderlo compatibile con le risorse limitate del nostro pianeta, non ridurlo, tornare indietro, recedere. Perché RECESSIONE significa POVERTA'. Per tutti.

In primo luogo questi non sono discorsi demagogici, anzi sono quanto di più distante dalla demagogia ci possa essere. Crescita e benessere sempre più spinto sono discorsi demagogici. La decrescita è antidemagogica per definizione.

In secondo luogo non sono discorsi privi di significato semplicemente per il fatto che una "crescita" illimitata nel medio/lungo periodo (ma forse - ahimé - anche nel breve) è fisicamente impossibile a causa della limitatezza delle risorse e del deterioramento dell'energia nei processi fisici. Quanto alla faccenda del lavoro di cui parli, il punto sta proprio nel fatto che la decrescita deve cambiare tutte le regole, anche quelle dei consumi. E' una questione di "livelli". Bisogna abbassare il livello globalmente. Se consumo meno, ovvero se compro meno cose per lo più inutili, è vero che ci sarà meno lavoro, ma nel contempo avrò anche meno bisogno di soldi perché comprerò meno, quindi potrò lavorare meno.

La società occidentale si fonda sul paradigma ciclico produzione/lavoro -> spesa/consumo -> produzione/lavoro eccetera. Si lavora per guadagnare e si guadagna per comprare. Più si compra, più si produce, più sui lavora, più si guadagna, più si compra. Se si abbassano i livelli di tutti questi termini, si vive lo stesso, ma si vive anche meglio.

Ma tutto questo è spiegato un po' meglio nel piccolo pdf gratuito che ho proposto.

:ciao:


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Ma sinceramente… posso chiedere quanti pensano che la situazione attuale si risolverà in modo non traumatico? Chiaramente tutti abbiamo la speranza che ciò non avvenga, ma io ritengo decisamente probabile che la mentalità media di oggi non possa che condurre al peggio.

Voi che dite?

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Ma sinceramente… posso chiedere quanti pensano che la situazione attuale si risolverà in modo non traumatico? Chiaramente tutti abbiamo la speranza che ciò non avvenga, ma io ritengo decisamente probabile che la mentalità media di oggi non possa che condurre al peggio.

Voi che dite?

Concordo con te. L'uomo toglie la mano dalla fiamma solo quando sente bruciare.

Così il trauma sarà tanto più grande, quanto più si nasconderà la testa sotto la sabbia pensando che la situazione possa essere in qualche modo "medicabile".

Sono abbastanza convinto che il modello di società che conosciamo alla fine in qualche modo affonderà (e sarà molto traumatico). Starà ai singoli adottare anticipatamente dei modelli di vita virtuosi che facciano sì da minimizzare - almeno per loro - il trauma.


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Concordo con te. L'uomo toglie la mano dalla fiamma solo quando sente bruciare.

Così il trauma sarà tanto più grande, quanto più si nasconderà la testa sotto la sabbia pensando che la situazione possa essere in qualche modo "medicabile".

Sono abbastanza convinto che il modello di società che conosciamo alla fine in qualche modo affonderà (e sarà molto traumatico). Starà ai singoli adottare anticipatamente dei modelli di vita virtuosi che facciano sì da minimizzare - almeno per loro - il trauma.

Sìsì, d'accordissimo.

Infatti, anche se sono ancora giovane e non ho reddito, mi sto già chiedendo come raggiungere una modello di vita più accettabile. In effetti a ben vedere è possibile raggiungere dei compromessi davvero soddisfacenti.

Appena riesco leggo il pdf che hai linkato all'inizio, perché mi interessa molto ;)

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Sìsì, d'accordissimo.

Infatti, anche se sono ancora giovane e non ho reddito, mi sto già chiedendo come raggiungere una modello di vita più accettabile. In effetti a ben vedere è possibile raggiungere dei compromessi davvero soddisfacenti.

E' vero. La verità è che viviamo mediamente secondo dei parametri tali per cui potremmo rinunciare a molte cose senza per questo intaccare la qualità della nostra vita. Poi è chiaro che tutto dipende molto dal valore che ciascuno attribuisce alle cose che "ha", piuttosto che a quello che "è". E il punto, alla fine, è tutto qui: avere o essere? L'avere non è di per sé il male, ma non può essere visto come realizzazione dell'essere.

Appena riesco leggo il pdf che hai linkato all'inizio, perché mi interessa molto ;)

Grazie. Mi farà piacere sapere che cosa ne pensi.

:ciao:


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Sto leggendo il libricino ed è comunque abbastanza carino...

Di economia ci capisco troppo poco, credo solo che il modello di base sia parzialmente sbagliato. La crescita è vero che dà ricchezza ma questa non viene distribuita ma si concentra nelle mani di pochi così che alla fine chi lavora non ha comunque i soldi per far crescere. Tutto sta nel redistribuire la ricchezza equamente.

Ford mi sembra l'avesse capito, aumentando lo stipendio agli operai che così potevano comprare le auto che essi stessi producevano. Ora produrre "fuori" porta a disoccupazione in occidente e di conseguenza mancanza di capitale per comprare i prodotti. Han provato a risolverla con mutui e rateizzazione ma mi sembra evidente che non siano soldi reali...


Le mie foto: http://www.contrienrico.it

______________________________________________________

In Mercatino: feedback positivo per Redvex, Marketto81, MacLo

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Sto leggendo il libricino ed è comunque abbastanza carino...

Grazie. :fiorellino:

Di certo non vuole essere esaustivo. Propone solo alcuni spunti di riflessione per me molto importanti su un argomento che da più parti viene liquidato troppo in fretta come sbagliato.

Di economia ci capisco troppo poco, credo solo che il modello di base sia parzialmente sbagliato. La crescita è vero che dà ricchezza ma questa non viene distribuita ma si concentra nelle mani di pochi così che alla fine chi lavora non ha comunque i soldi per far crescere. Tutto sta nel redistribuire la ricchezza equamente.

Ford mi sembra l'avesse capito, aumentando lo stipendio agli operai che così potevano comprare le auto che essi stessi producevano. Ora produrre "fuori" porta a disoccupazione in occidente e di conseguenza mancanza di capitale per comprare i prodotti. Han provato a risolverla con mutui e rateizzazione ma mi sembra evidente che non siano soldi reali...

Da questo punto di vista, il modello è sbagliato due volte. La prima volta, rispetto a quello che dici, ovvero alla distribuzione delle ricchezze. La seconda, rispetto al fatto che - a dispetto dei comportamenti più o meno virtuosi/onesti di chi lo gestisce - il modello (quello della crescita, su cui il modello capitalista/ultraliberista si basa) è fisicamente inapplicabile su una scala temporale indefinita.

:ciao:


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Ma infatti mi è piaciuto proprio perchè è un bello spunto di riflessione da cui partire, leggero e semplice al punto giusto! wink.gif


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Per quanto concerne la mia vita personale, la filosofia della cosiddetta "decrescita" rispetto all'attuale status quo...è un concetto non solo mutuato, ma bensì radicato e perseguito da anni.

Ti anticipo che non ho letto l'e-book.....e vado secondo il mio naso, come entità individuale.......che già da tempo ha indirizzo preciso. Non so se corrisponda alle tue/sue filosofie.

Il presupposto di crescita obbligatoria per sentirsi cittadini di un mondo moderno sparato verso non so dove, che in troppe occasioni si è già dimostrato negativo, illusorio, mendace e coercitivo...alienante, insensibile e massificato, ha fin troppo dimostrato la sua natura fallimentare.

Perché alla fine stiamo tutti male. Chi più chi meno.

Oggi come oggi consumiamo, sprechiamo, vessiamo, umiliamo....ce ne freghiamo, di tutto.

ma....

Questo ci rende forse più felici?

Come non mai nella storia dell'uomo, l'attuale paragrafo temporale che ahimè viviamo rappresenta il capitolo più nero nel ns. percorso evolutivo.

Abbiamo tutto, in teoria, il necessario ed il faceto. Il controllo ed il dominio, Abbiamo ingiuriato e sacrificato tutto in nome del ns. sempre maggiore benessere materiale....

Per perseguire questo scopo abbiamo messo a rischio il pianeta, massacrato le altre forme di vita, rovinato la ns. stessa essenza di esseri pensanti per definizione...ma ancora non ci basta.

Come disse qualcuno, lavoriamo come bestie per comprare qualcosa che non ci serve. Pensiamo di essere potenti, ma in definitiva siamo solo schiavi delle ns. stesse imposizioni. L'unica politica sociale che avalliamo sempre e comunque, è un ulteriore avanzamento...sempre in quella direzione. Il "progresso" che ci hanno indicato, termine altresì discutibile...dati gli esiti ottenuti nel considerarlo un target vitale ed "imprescindibile".

Siamo diventati particelle insignificanti di un'entità virale indotta che vuole tutto a discapito di ogni decente principio pietoso o semplicemente etico...e lo vuole subito, costi quel che costi. Una sorta di risibili cyborg evoluti alla continua ricerca del cumulo di privilegi che secondo noi porta alla perfezione.

Questa filosofia avrebbe dovuto migliorarci la vita, se fosse sensata. Giusto?

Sbagliato.

Perché....invece....

Siamo tutti incazzati, insoddisfatti, nevrotici...competitivi, rivali...poveri dentro.

Vediamo, ad ogni angolo di strada, un'ingiustizia...una prevaricazione...e giustifichiamo tutto, voltandoci altrove.

.... non mentiamo....siamo sempre in rincorsa....chissà di cosa.

Questo modello di educazione, di indirizzo.... per me non funziona...visti i risultati....

Ciò che realmente ci fa star bene è dettato dalla semplicità delle piccole cose, dai piccoli gesti di misericordia, dalle percezioni sensoriali che non costano niente.....dall'umanità...e ci aggiungo pure un po' di sano sacrificio...a favore di chi soffre.

Downgrade....la mia parola d'ordine....

Ho iniziato anni fa dall'alimentazione....ora procedo col modificare la mia aspettativa di carriera lavorativa della quale mi frega ormai poco, poi verranno passi ulteriori.

Mi sono stancato di esser preso per il culo....da un sistema assurdo....da un dictat mediatico che mi ha insegnato ad essere solo più merda e che l'ambizione ad ogni costo sia un valore in cui credere....fottendomene di tutto e tutti.

Ora ascolto solo la mia coscienza.

Come semplice uomo.

  • Love 2

bruce

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Per quanto concerne la mia vita personale,

[…]

Come semplice uomo.

Complimento, è la direzione in cui ho intenzione di andare divenendo adulto.

Vi porto un esempio di quanto hai detto per confermarti quanto tu abbia ragione, e per farvi deprimere un po' di più…

Giovedì scorso è venuto del mio liceo a Bologna Pino Masciari, noto testimone (e non collaboratore) di giustizia che ha contribuito alla condanna di numerosi malavitosi (se vi interessa informatevi: non sono qui a dirvi chi sia costui).

La sua conferenza sostanzialmente ha voluto essere un forte richiamo ai valori, ai valori nel senso più «alto» (e quindi anche alla legalità e «allo Stato»). Personalmente ho molto apprezzato la sua esposizione (è durata 3 ore e 45 minuti circa), perché speravo che, essendo «potente» emotivamente (si è quasi messo a piangere quando ha raccontato della sua «deportazione» al nord per la sua sicurezza) potesse un po' scuotere le coscienze dei miei coetanei – io ritengo di avere già moolto forti questi valori.

Quello che più mi ha sorpreso però sono stati i commenti che ho sentito nella mia classe dopo la conclusione della conferenza, commenti che vi esporrò fra poco. Prima infatti devo aggiungere qualche dato sulla mia classe: sono nella quinta di una sezione una in cui il mio liceo ha raccolto i più «tosti» tra tutti i docenti per creare una propria «eccellenza» (la chiamano così) che possa rappresentare più che dignitosamente la scuola in tutte le competizioni di stampo intellettuale (ovvero non sportivo). Quindi, anche se sulla carta siamo un classe come le altre, di fatto abbiamo dei «privilegi»: a qualunque iniziativa minimamente rilevante noi ci dobbiamo essere (pensate che di solito alle conferenze abbiamo le prime due file riservate per noi – sempre però ufficiosamente); in pratica siamo la «classe esempio» e modello per tutte le altre della scuola (vi lascio immaginare i rapporti con le altri sezioni come possano essere). Per finire, il nostro «indottrinamento di classe» prevede anche di renderci consapevoli che "noi siamo la futura classe intellettuale/ l'élite culturale/ magari anche quella dirigente".

Detto questo, al rientro in aula dopo la conferenza di Masciari ne abbiamo parlato (docente – di lettere – inclusa) per circa mezz'ora.

Ebbene: la prof.ssa ha ritenuto di dirci che la conferenza non gli era piaciuta perché il tono del relatore era troppo improntato sull'emotività (cosa tra l'altro discutibile) e che le cose che piacciono solo «di pancia» non sono «giuste», inoltre perché la conferenza era troppo a carattere monologico e il relatore non ha permesso di aprire nessun vero dibattito.

Per quanto riguarda i miei compagni: almeno la metà ha esplicitamente – e tranquillamente – sostenuto che, alla domanda "lo pagheresti il pizzo?", certamente avrebbe risposto affermativamente (il motivo annesso sarebbe «difendere i famigliari»).

Io sinceramente sono rimasto sconvolto: non potevo credere che dopo un tentativo tanto forte del relatore di comunicare e trasmettere qualche valore, i miei compagni non siano stati nemmeno scalfiti nelle loro coscienze. E che dire dell'insegnante, che ha apertamente criticato gli altri docenti per essersi commossi. (prof.ssa che ci ha obbligati entusiasta a vedere l'intervento di Monti a Chetempochefa di qualche domenica fa perché «grande esempio di retorica»)

Per quanto l'avessi già capito, questa esperienza mi ha definitivamente aperto gli occhi su quanto l'insegnamento, almeno nel mio liceo scientifico, sia orientato su un «freddo raziocinio» che mira a delegittimare qualsiasi carattere emotivo, «perché l'emotività è pulsione istintuale e irrazionale», quindi va eliminata.

Annesso a ciò, aggiungo che dopo 5 anni nella mia scuola (ma sospetto che sia così in qualunque liceo scientifico, ma forse anche classico) la stragrande maggioranza degli studenti non può non considerare Dio come una «invenzione, una esigenza dell'uomo». Per carità, non dico che non sia giusto insegnare ad essere un po' più agnostici che dogmatici, però l'«agnosticismo dogmatico» (per non dire ateismo dogmatico) mi sembra eccessivo, eccessivo e sbagliato soprattutto nell'ottica di tentare di mantenere qualche valore e qualche ideale nelle nuove generazioni.

Per concludere, sono molto preccupato della direzione verso cui l'istruzione stessa sta portando tutti i giovani: cioè verso una attenzione assoluta al materiale e insieme una «esclusione» della sfera spirituale e interiore (e così mi ricollego al messagio di ilbruce); e la cosa peggiore, è che lo sta facendo credendo invece di portare nella giusta direzione! Ci insegnano che ai governanti fa comodo avere un popolo non acculturato, contrapponendo poi loro stessi come «La cultura».

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Per quanto concerne la mia vita personale, la filosofia della cosiddetta "decrescita" rispetto all'attuale status quo...è un concetto non solo mutuato, ma bensì radicato e perseguito da anni.

Ti anticipo che non ho letto l'e-book.....e vado secondo il mio naso, come entità individuale.......che già da tempo ha indirizzo preciso. Non so se corrisponda alle tue/sue filosofie. [...]

Direi che non hai bisogno di leggere l'e-book! ;)

Il problema è l'attuazione sociale di questo nuovo modo di vedere il mondo e la vita. Penso che ognuno debba fare come te, me e altri: cercare di intraprendere stili di vita virtuosi, sia dal punto di vista materiale, che "valoriale". Perché sperare che sia il sistema a condurre progettualmente verso un nuovo sistema di questo tipo, è un illusione. Per ora sta solo a ognuno di noi. Per vivere meglio noi. Per tenerci il didietro parato (il più possibile) quando il sistema crollerà. E gli altri, a un certo punto, peggio per loro.

:ciao:


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Complimento, è la direzione in cui ho intenzione di andare divenendo adulto.

Vi porto un esempio di quanto hai detto per confermarti quanto tu abbia ragione, e per farvi deprimere un po' di più…

Giovedì scorso è venuto del mio liceo a Bologna Pino Masciari, noto testimone (e non collaboratore) di giustizia che ha contribuito alla condanna di numerosi malavitosi (se vi interessa informatevi: non sono qui a dirvi chi sia costui).

La sua conferenza sostanzialmente ha voluto essere un forte richiamo ai valori, ai valori nel senso più «alto» [...]

Credo che le tue impressioni di quest'esperienza siano significative circa il ruolo dell'emotività nella società di oggi, emotività intesa come "empatia" nei confronti dell'altro. La nostra è - evidentemente - una società individualista, e una società individualista regola i propri valori di riferimento di conseguenza. Quanto all'emotività e all'empatia tanto vale lasciarle sfogare nella finzione televisiva.

:ciao:


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Il grande marziano. Anche su Facebook e su anobii.

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Senza nulla togliere al tuo ebook, che leggerò senz'altro, qualcuno ha da consigliare un libro valido che parli di decrescita?


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Mi sorge spontanea una domanda...come si può parlare di decrescita, e quindi netta diminuzione della produzione di qualsiasi bene, senza intaccare direttamente il salario e il posto di lavoro di 7 miliardi di persone?

Mi spiego meglio: una diminuzione del consumo è direttamente collegata ad una diminuzione dei posti di lavoro e dei salari, come sta accadendo ora nel periodo di crisi. Come è compatibile questo con tutta la teoria?

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