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Software e "confusione esistenziale"


Marcaccio

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Però non ti insegneranno mai come diventare una archistar

e meno male aggiungo...

già ora la facoltà di architettura crea soggetti con delirio d'onnipotenza (come il sottoscritto, e aggiungo il mio ingegnere me lo diceva sempre che gli architetti andavano ammazzati da piccoli)...

...che immancabilmente dopo qualche anno di approccio al lavoro si ritrovano alla cassa del bennet (con tutto il rispetto per i cassieri s'intende).

Cerchiamo però di rimanere con i piedi per terra:

finiti i sogni della facoltà un buon 50% non farà l'architetto, il 30% progetterà al massimo box in c.a., il 19% lavorerà in qualche studio interessante facendo grande esperienza e restando in secondo piano... e forse il restante 1% diventerà archistar... forse meno....

Non voglio distruggere sogni, ma non si può perdere il contatto con la realtà...

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Il grande Botta!!! Sarebbe interessante vedere che aria tira lassù dai cugini svizzeri :rolleyes:

io sono qui da un po' come architetto-renderista (non progetto moltissimo, ma non mi lamento)

qui c e un po' di soldi in piu qui gli architetti sono un po piu liberi di fare quello che vogliono, se non fosse che sono molto "inquadrati" da se stessi. Ho conosciuto diversi ragazzi che vengono dell accademia di Botta, non si lamentano della formazione se non per una carenza a livello normativo (cosa che peraltro a me a torino nessuno ha insegnato e me la sono dovuta zuppare tutta per passare l esame di stato).

Qui a far concorrenza all accademia c e la SUPSI che prepara molto meno alla composizione ma molto di piu alla tecnica, quello che io ho fatto in dk (CONSTRUCTING ARCHITECT), un approccio molto pratico e non tanto artistico -> una via di mezzo tra ing., arch. e geo.

i miei viaggi in moto: http://www.facebook.com/InMotoconVale

 

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io sono qui da un po' come architetto-renderista (non progetto moltissimo, ma non mi lamento)

qui c e un po' di soldi in piu qui gli architetti sono un po piu liberi di fare quello che vogliono, se non fosse che sono molto "inquadrati" da se stessi. Ho conosciuto diversi ragazzi che vengono dell accademia di Botta, non si lamentano della formazione se non per una carenza a livello normativo (cosa che peraltro a me a torino nessuno ha insegnato e me la sono dovuta zuppare tutta per passare l esame di stato).

Qui a far concorrenza all accademia c e la SUPSI che prepara molto meno alla composizione ma molto di piu alla tecnica, quello che io ho fatto in dk (CONSTRUCTING ARCHITECT), un approccio molto pratico e non tanto artistico -> una via di mezzo tra ing., arch. e geo.

Vedevo il programma dell'accademia.

Cavolo sembra veramente ben strutturato

Vedevo l'area bachelor c'è da dire che gli stimoli non gli mancano :0

Imac 21.5 Core I5 3.60 Ghz 8 gb Ram 1 TB

Macbook 13.3 Intel C2D 2.0 Ghz 4 gb Ram 500GB

Iphone 4g 16 gb

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Bella questa discussione, la leggo solo ora per colpa di una serie di impegni e mi fa piacere che Marcaccio sia partito da considerazioni fatte leggendo ciò che ho scritto sul mio blog.

Non voglio entrare nel merito di ogni punto toccato nella discussione, non ne verrei più a capo.

Forse bisogna prendere l'Università per quella che è: una palestra. Ci si allena, ci si confronta, si capisce se si è disposti a mettersi in gioco e difendere le proprie idee (se queste idee effettivamente si hanno).

Io grandi maestri NON ne ho avuti. La facoltà di Pavia non ha nessun nome degno di nota, solo qualcuno che crede di esserlo e fa più danni che altro.

Però ho avuto professori consapevoli di quale fosse il loro compito. Insegnare la materia di competenza. Dai professori più umili ho "imparato ad imparare umilmente".

Il prof di composizione più brillante, pur essendo un architetto di media importanza milanese, diceva sempre che "l'architettura non si può insegnare ma si può imparare".

Ci proponeva esercitazioni incentrate sulla ricerca di progetti che affrontassero in modo diverso determinati temi. La lezione non era una lezione, era un confronto libero e aperto. Spesso tra gli stessi studenti, lasciando ai prof un ruolo marginale. Cos'ho imparato in quel corso? Ho imparato a ragionare.

Torniamo al discorso software.

Una sola regola: il software, qualunque esso sia, non deve essere una prigione. Più è complesso più necessita di essere conosciuto in dettaglio per non diventare un collo di bottiglia.

Quindi sta ad ognuno capire dove voglia spingersi.

Se vi sentite in qualche modo bloccati e se vi sembra che le vostre idee architettoniche siano condizionate dal mezzo, è evidente che ci sia qualcosa che non va.

Se non potete fare con un software ciò che in un istante potete fare con una matita, allora, di nuovo, c'è qualcosa che non va.

FOTOGRAFIA         www.yourstory.it

ARCHITETTURA    www.lorenzomorandi.com

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Se vi sentite in qualche modo bloccati e se vi sembra che le vostre idee architettoniche siano condizionate dal mezzo, è evidente che ci sia qualcosa che non va.

Se non potete fare con un software ciò che in un istante potete fare con una matita, allora, di nuovo, c'è qualcosa che non va.

Visto che si parlava di archistar, io proporrei di usare lo stesso software che usavano altre archistar: Buonarroti, il Palladio, Brunelleschi, Le Corbusier, F. L. Wright...

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Guarda io penso che per una visita non si spenda nulla, come se ti recassi alla Sapienza, solo che essendo privata probabilmente là saranno più attenti al visitatore e più organizzati :D aahahah

Comunque per sicurezza manderò una mail o telefonerò prima di andare

non si sa mai ;)

Ehehe sisi è la cosa più banale ma anche migliore da fare...in effetti mi ricordo che l'anno della maturità andai al Politecnico di Torino per visitare l'intero campus..una gran figata tra l'altro..mi ero pure sentito qualche lezione e mi ero fatto passare un bel pò di informazioni...Menz qui tocca darsi da fare! Quando siamo a Londra cerchiamo di prendere il maggior numero di infos possibili così a settembre ci riaggiorniamo, che ne dici? E male che va ci si becca proprio alla AA :D.

Comunque, sì per quello che si paga ci mancherebbe pure che non siano più attenti al visitatore XD!!

io sono qui da un po' come architetto-renderista (non progetto moltissimo, ma non mi lamento)

qui c e un po' di soldi in piu qui gli architetti sono un po piu liberi di fare quello che vogliono, se non fosse che sono molto "inquadrati" da se stessi. Ho conosciuto diversi ragazzi che vengono dell accademia di Botta, non si lamentano della formazione se non per una carenza a livello normativo (cosa che peraltro a me a torino nessuno ha insegnato e me la sono dovuta zuppare tutta per passare l esame di stato).

Qui a far concorrenza all accademia c e la SUPSI che prepara molto meno alla composizione ma molto di piu alla tecnica, quello che io ho fatto in dk (CONSTRUCTING ARCHITECT), un approccio molto pratico e non tanto artistico -> una via di mezzo tra ing., arch. e geo.

Interessante questa cosa della SUPSI... ma non capisco ancora come funziona la laurea delle università svizzere..nel senso che a livello europeo una laurea o master in svizzera quanto vale? E si può fare poi l'esame per entrare all'ordine degli architetti di una città non svizzera?

Bella questa discussione, la leggo solo ora per colpa di una serie di impegni e mi fa piacere che Marcaccio sia partito da considerazioni fatte leggendo ciò che ho scritto sul mio blog.

Non voglio entrare nel merito di ogni punto toccato nella discussione, non ne verrei più a capo.

Forse bisogna prendere l'Università per quella che è: una palestra. Ci si allena, ci si confronta, si capisce se si è disposti a mettersi in gioco e difendere le proprie idee (se queste idee effettivamente si hanno).

Io grandi maestri NON ne ho avuti. La facoltà di Pavia non ha nessun nome degno di nota, solo qualcuno che crede di esserlo e fa più danni che altro.

Però ho avuto professori consapevoli di quale fosse il loro compito. Insegnare la materia di competenza. Dai professori più umili ho "imparato ad imparare umilmente".

Il prof di composizione più brillante, pur essendo un architetto di media importanza milanese, diceva sempre che "l'architettura non si può insegnare ma si può imparare".

Ci proponeva esercitazioni incentrate sulla ricerca di progetti che affrontassero in modo diverso determinati temi. La lezione non era una lezione, era un confronto libero e aperto. Spesso tra gli stessi studenti, lasciando ai prof un ruolo marginale. Cos'ho imparato in quel corso? Ho imparato a ragionare.

Torniamo al discorso software.

Una sola regola: il software, qualunque esso sia, non deve essere una prigione. Più è complesso più necessita di essere conosciuto in dettaglio per non diventare un collo di bottiglia.

Quindi sta ad ognuno capire dove voglia spingersi.

Se vi sentite in qualche modo bloccati e se vi sembra che le vostre idee architettoniche siano condizionate dal mezzo, è evidente che ci sia qualcosa che non va.

Se non potete fare con un software ciò che in un istante potete fare con una matita, allora, di nuovo, c'è qualcosa che non va.

Ingegnere grazie per questo commento! Insieme ai commenti degli altri utenti questo mi è servito anche per rifare un attimo mente locale sul mio percorso universitario per capire dove mi stavo comportando bene e dove dovevo migliorare. Sicuramente sentire le esperienze di persone come voi che già ci sono passate, è come sbagliare mille volte..siete grandi!

Parlando "terra-terra" di quello che riguarda il software credo che questa estate mi farò un bel corso di autocad, che come dice Mike l'Angelo è fondamentale e non si può non sapere (almeno le basi) dato che è il software più utilizzato. Ora però il tempo non ce l'ho proprio..e infatti ho trovato questi programmi parametrici che trovo addirittura più semplice per quanto riguarda l'intuitività dei comandi e della logica di software. Con VectorWorks mi trovo decisamente bene: è pulito, chiaro, poi i lucidi e le categorie trovo che siano strumenti veramente buoni per accorciare i tempi e organizzare il progetto! Per la modellazione più "becera" utilizzo Bonzai 3d, a mio parere fatto meglio di Sketchup e sicuramente più completo di partenza..non ho ancora sperimentato i vari plugin ma ecco come dicevo prima sono riuscito a fare quello che dovevo fare in tempi minori e di conseguenza con meno stress..e ditemi se è poco! :ok:

Visto che si parlava di archistar, io proporrei di usare lo stesso software che usavano altre archistar: Buonarroti, il Palladio, Brunelleschi, Le Corbusier, F. L. Wright...

Ehehe in alcuni casi converrebbe proprio utilizzare il tecnigrafo...se non si sa sfruttare al meglio un programma (nel mio caso autocad) credo che si perderebbe meno tempo a tirare le linee "come facevano gli antichi" (o semplicemente come facevo l'altro anno :DD )

Pensare di fare l'architetto oggi equivale ad una pazzia; è per questo che mi piace.

Oggi se si perde il tempo a sentire chi dice che siamo spacciati, quell'altro che dice che non ce la faremo mai, quell'altro ancora che appunto commenta e si mette a ridere perchè facciamo architettura, quelli che parlano della crisi come se non si potesse fare alcun lavoro al mondo perchè tanto non c'è nessuno che ti paga...insomma a me questo pessimismo generale mi sta proprio qui..e per questo la penso come te: la crisi poi è il momento migliore per trovare nuove idee, per trovare soluzioni vincenti o più semplicemente, per imparare a ragionare veramente e soprattutto con la propria testa..io non ce la devo fare, io ce la VOGLIO fare , casso !

Buona notte ragazzi! Un saluto

Marco

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Interessante questa cosa della SUPSI... ma non capisco ancora come funziona la laurea delle università svizzere..nel senso che a livello europeo una laurea o master in svizzera quanto vale? E si può fare poi l'esame per entrare all'ordine degli architetti di una città non svizzera?

la laurea della SUPSI da quello che ho capito (non ne so molto perche cmq io sono laureato a torino di con una 3+2 di cui un anno in DK) è un bachelor sufficiente per l abilitazione svizzera.

l'accademia invece è un univerista vera e prorpia di 5 anni.

politecnico (ETH di Zurigo) è anch'esso di 5 anni e a sentire gli archi qui è il piu completo.

Con l abilitazione svizzera si puo esecitare all estero con abilitazione temporanea (credo anche solo con la SUPSI).

Negli studi qui cercano tanti "SUPSI" perche è molto tecnica, quindi pochi fronzoli e tanta sostanza, ma la basi della cultura architettonica mancano, i progetti piu belli in genere escono da matite con formazione piu completa.

Per quanto riguarda imparare l architettura, credo che il miglior libro siano i propri occhi, guardare attentametne, andare oltre il vedere l architettura insegna molto, piu di mille parole di illustri.

(c e sempre il vecchio detto: "chi sa fa', chi non sa insegna" purtoppo molto vero dentro le facolta')

Invece pensare al SW come limite alla progettazione... indica un limite mentale grande che è opportuno superare. Il SW deve sostituire la matia per semplificare / velocizzare, non deve intervenire sul pensiero.

i miei viaggi in moto: http://www.facebook.com/InMotoconVale

 

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