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Bacchinif

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Io sono entrata a metà del terzo anno. Il tutto è stato abbastanza scandaloso perché non mi sono ritrovata a fare materie umanistiche di cui probabilmente scarseggiavo, ma ridicole lezioni teoriche di impianti e altre materie tecniche.

Trovo però corretto far recuperare un semestre di progetto visto che in Accademia è completamente diverso ed entrare al Master sarebbe stato poco intelligente.

Le figure sono completamente diverse. Innanzitutto in Svizzera si chiama effettivamente diploma, ma quando parlo con italiani di solito uno il termine laurea. In ogni modo, un architetto SUP è una figura preparata appositamente per entrare nel mondo del lavoro in Svizzera. Invece l'architetto USI riunisce studenti e architetti da tutto il mondo che diventano grandi pensatori i teorici ma che nella pratica danno poco e niente.

Pur non avendo idea durante la scelta iniziare, penso che il mio sia stato il percorso di studi migliore. Il giusto rapporto tra tecnica e puro pensiero.

Quindi tu sei entrata all ultimo semestre di triennale a mendrisio per poi passare al master giusto?

Ma se io volessi fare un master alla supsi lo consigli o meglio fare altro?

Se leggi l altro mio topic pongo proprio tali domand ;)

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eri tu quella che parlava di TUTTI quelli del poli... vedi un po' tu.

Forse non hai capito che bacchinif è alla facoltà di napoli (se ricordo...), cosa ben differente da quella di Milano, dove fin dal primo-secondo anno siamo abituati ad avere rapporti con il cantiere, produttori e dettagli esecutivi. Nessuno dice che qua o la c'è la perfezione, ma permettimi che me la prendo un po' quando qualcuno spara a zero quando forse neanche ha certe conoscenze scientifiche che noi abbiamo.

Sì eravamo in gruppo (5), ma oguno doveva preparare una sezione al 20 del progetto con i nodi che ne conseguivano.

Ma lo ribadisco tranquillamente che uno studente del Poli non ha le conoscenze tecniche si uno studente SUPSI e quelle umanistiche di uno dell'Accademia. D'altra parte io sono molto fortunata. L'ho sempre detto!

Ah, da noi il progetto è sempre individuale! Che tu mi dica che ognuno aveva una sua parte resta di poco conto rispetto al dover affrontare da solo un progetto nella sua totalità.

E sua chiaro che io ho insistito perché mi è stato detto che è impossibile e persino inutile svolgere quel programma al secondo anno. Intendiamoci per favore...

Grande Giove!

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Ma lo ribadisco tranquillamente che uno studente del Poli non ha le conoscenze tecniche si uno studente SUPSI e quelle umanistiche di uno dell'Accademia. D'altra parte io sono molto fortunata. L'ho sempre detto!

Ah, da noi il progetto è sempre individuale! Che tu mi dica che ognuno aveva una sua parte resta di poco conto rispetto al dover affrontare da solo un progetto nella sua totalità.

E sua chiaro che io ho insistito perché mi è stato detto che è impossibile e persino inutile svolgere quel programma al secondo anno. Intendiamoci per favore...

mi auto quoto

Poi ripeto, non dico che noi siamo migliori degli altri, penso solamente che architettura e ingegneria edile-architettura siano due cose completamente diverse. La prima forma la parte creativa (forse troppo), mentre noi siamo stati abituati fin dal primo giorno a conciliare la razionalità con la creatività, cosa che secondo me oggi è una prerogativa per un professionista nel campo dell'edilizia. Non a caso i dati di occupazione mi danno anche ragione.

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Ma lo ribadisco tranquillamente che uno studente del Poli non ha le conoscenze tecniche si uno studente SUPSI e quelle umanistiche di uno dell'Accademia. D'altra parte io sono molto fortunata. L'ho sempre detto!

Come hai detto precedentemente tu, parlaimo alla fin fine di cose diverse. Tu di architettura, io di ingegneria edile-architettura. Non metto in dubbio la scarsa preparazione delle facolta di architettura del politecnico, visto che sono mal viste da tutti.

Ah, da noi il progetto è sempre individuale! Che tu mi dica che ognuno aveva una sua parte resta di poco conto rispetto al dover affrontare da solo un progetto nella sua totalità.

Noi siamo sempre stati abituati a lavorare in team, proprio perchè in un futuro dovremo lavorare in gruppi di progetto.. e questo non mi sembra un aspetto negativo.

Ovviamente tu mi dirai che singolarmente sarai riuscito a capire a fondo le problematiche del tuo progetto e a risolverle, ma d'altro canto il lavoro in gruppo serve proprio per questo: scambio di conoscenze.

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Quindi tu sei entrata all ultimo semestre di triennale a mendrisio per poi passare al master giusto?

Ma se io volessi fare un master alla supsi lo consigli o meglio fare altro?

Se leggi l altro mio topic pongo proprio tali domand ;)

La SUP di Trevano Lugano non ha la possibilità di svolgere il Mater. Per poterlo fare in una scuola universitaria professionale dei andare in Svizzera Interna. Winthertur per esempio è ottima.

Ovviamente quando esci da un Master di quel genere sei una specie una genio dell'architettura e della tecnica. Io sinceramente ho avuto bisogno di un cambiamento radicale e ho scelto un Master Accademico.

Forse la giusta via di mezzo è il Poli di Zurigo...

Grande Giove!

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Come hai detto precedentemente tu, parlaimo alla fin fine di cose diverse. Tu di architettura, io di ingegneria edile-architettura. Non metto in dubbio la scarsa preparazione delle facolta di architettura del politecnico, visto che sono mal viste da tutti.

Noi siamo sempre stati abituati a lavorare in team, proprio perchè in un futuro dovremo lavorare in gruppi di progetto.. e questo non mi sembra un aspetto negativo.

Ovviamente tu mi dirai che singolarmente sarai riuscito a capire a fondo le problematiche del tuo progetto e a risolverle, ma d'altro canto il lavoro in gruppo serve proprio per questo: scambio di conoscenze.

Premesso che forse ci siamo capiti male fin dall'inizio visto che nei miei discorsi mi sono sempre riferita alla facoltà di architettura.

Detto ciò, mi sono espressa all'inizio riguardo a questa nuova facoltà di ingegneria edile architettura in maniera abbastanza negativa. Come ho detto ritengo che l'architetto e l'ingegnere debbano essere due figure ben distinte capaci di operare nel loro ambito. Come poi diceva Le Corbusier deve esserci un dialogo tra i due attori, ma non di certo mischiarli grossolanamente. Un architetto non è "troppo creativo", svolge semplicemente il suo lavoro. Allo stesso modo un ingegnere deve avere basi puramente strutturali. Nella storia sono stati ben pochi i grandi architetti-ingegnere che sono riusciti a trovare il giusto connubio tra le due discipline. Non a caso sono diventati famosi nella storia.

Il resto, ovvero quello che sta accadendo oggi, è semplicemente una maggiore "simpatia" da parte degli studi che vedono in questa nuova figura un qualcosa che possa dargli entrambi i lati progettuali. Ma francamente i risultati mi sembrano abbastanza deprimenti. E basta guardare le nostre città come si sono ridotte: lettamai senza struttura e forma. Un architetto è una figura che nei secoli ha avuto un'importanza fondamentale nella pianificazione e nella ricercatezza dell'oggetto architettonico. Oggi questo è stato messo in secondo piano proprio da un mondo dominato dalla pura tecnica, dove figure di vario genere si inventano pianificatori devastando le nostre campagne. Siano essi geometri, ingegneri e qualunque altra cosa.

Insomma, sarebbe bello tornare alla vera figura dell'architetto. Senza troppe aggiunte ridondanti!

Grande Giove!

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La SUP di Trevano Lugano non ha la possibilità di svolgere il Mater. Per poterlo fare in una scuola universitaria professionale dei andare in Svizzera Interna. Winthertur per esempio è ottima.

Ovviamente quando esci da un Master di quel genere sei una specie una genio dell'architettura e della tecnica. Io sinceramente ho avuto bisogno di un cambiamento radicale e ho scelto un Master Accademico.

Forse la giusta via di mezzo è il Poli di Zurigo...

Che palle vai sul sito del poli di Zurigo ed è in crucco ahahha

Lingua che onestamente non conosco

A quel punto potrei pensare a mendrisio anche se Londra è il primo obiettivo

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Che palle vai sul sito del poli di Zurigo ed è in crucco ahahha

Lingua che onestamente non conosco

A quel punto potrei pensare a mendrisio anche se Londra è il primo obiettivo

Beh si, è normale. È anche richiesto un certo livello. Senza contare che si usa molto lo Schwyzerdütsch...

In ogni caso, con un Master a Zurigo, come minimo ti fanno partire dal secondo anno.

Mendrisio ha pro e contro. Dipende da cosa cerchi...

Grande Giove!

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Beh si, è normale. È anche richiesto un certo livello. Senza contare che si usa molto lo Schwyzerdütsch...

In ogni caso, con un Master a Zurigo, come minimo ti fanno partire dal secondo anno.

Mendrisio ha pro e contro. Dipende da cosa cerchi...

Dal secondo anno di cosa scusa non capisco. :)

Comunque se vai sul mio intervento "master in uk" capisci un po' quello che ho visto fin ora a livello di master.

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Dal secondo anno di cosa scusa non capisco. :)

Comunque se vai sul mio intervento "master in uk" capisci un po' quello che ho visto fin ora a livello di master.

Che ti fanno entrare al secondo anno di università!

Vado a leggere...

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francamente i risultati mi sembrano abbastanza deprimenti. E basta guardare le nostre città come si sono ridotte: lettamai senza struttura e forma.

La mia città, per esempio, è stata (ri)costruita tutta da geometri...

A mio avviso, comunque, la vera figura responsabile degli scempi (non so come definirli altrimenti) delle nostre città non è né l'architetto, né il geometra né l'ingegnere (almeno in minima parte), ma il costruttore: colui che detiene le vere file del potere edilizio, che può fare il bello e il cattivo tempo e a cui il progettista deve umilmente sottostare. Ahimé...

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La mia città, per esempio, è stata (ri)costruita tutta da geometri...

A mio avviso, comunque, la vera figura responsabile degli scempi (non so come definirli altrimenti) delle nostre città non è né l'architetto, né il geometra né l'ingegnere (almeno in minima parte), ma il costruttore: colui che detiene le vere file del potere edilizio, che può fare il bello e il cattivo tempo e a cui il progettista deve umilmente sottostare. Ahimé...

Quoto, la colpa non é dei geometri di turno o di chiunque esso sia, ma delle amministrazioni compiacenti e dei costruttori. Casualmente fuori dall'italia certe situazioni non esistono

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Premesso che forse ci siamo capiti male fin dall'inizio visto che nei miei discorsi mi sono sempre riferita alla facoltà di architettura.

Detto ciò, mi sono espressa all'inizio riguardo a questa nuova facoltà di ingegneria edile architettura in maniera abbastanza negativa. Come ho detto ritengo che l'architetto e l'ingegnere debbano essere due figure ben distinte capaci di operare nel loro ambito. Come poi diceva Le Corbusier deve esserci un dialogo tra i due attori, ma non di certo mischiarli grossolanamente. Un architetto non è "troppo creativo", svolge semplicemente il suo lavoro. Allo stesso modo un ingegnere deve avere basi puramente strutturali. Nella storia sono stati ben pochi i grandi architetti-ingegnere che sono riusciti a trovare il giusto connubio tra le due discipline. Non a caso sono diventati famosi nella storia.

Insomma, sarebbe bello tornare alla vera figura dell'architetto. Senza troppe aggiunte ridondanti!

Non c'è simpatia nè moda in questo "nuovo" (è dal 1990 che c'è) corso di studi. È la risposta al mondo del lavoro, cioè formare figure capace di operare in entrambi i "mondi", che poi così diversi e distinti non sono.. Come sto scoprendo.

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La mia città, per esempio, è stata (ri)costruita tutta da geometri...

A mio avviso, comunque, la vera figura responsabile degli scempi (non so come definirli altrimenti) delle nostre città non è né l'architetto, né il geometra né l'ingegnere (almeno in minima parte), ma il costruttore: colui che detiene le vere file del potere edilizio, che può fare il bello e il cattivo tempo e a cui il progettista deve umilmente sottostare. Ahimé...

Indubbiamente! Basta vedere gli scempi fatti dai vari Caltagirone e Ligresti a Roma e nelle altre grandi città.

Ma chi sono i progettisti di tali scempi se non architetti venduti a costruttori e immobiliari? E di certo questi non vantano curriculum invidiabili!

Ergo siamo sempre lì, mercenari generalmente poco istruiti, ben più attenti al soldo che alla pianificazione intelligente!

È per questo che mi sforzo di dire che oggi è fondamentale formare persone che abbiano solide basi di cultura, pianificazione e progettazione. Non figure ibride con basi in diversi campi che, come ovvio che sia, hanno anche le relative lacune!

Quoto, la colpa non é dei geometri di turno o di chiunque esso sia, ma delle amministrazioni compiacenti e dei costruttori. Casualmente fuori dall'italia certe situazioni non esistono

Fuori dall'Italia esiste ancora la cultura dell'architetto. Scuserai la brutalità...

Grande Giove!

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Bhe oddio. Diciamo che gli architetti all'estero hanno una voce in capitolo, diversamente che in italia, dove parecchi conoscenti laureati da anni in architettura fanno gli agenti immobiliari o si dedicano alla mitica progettazione di gabbiette per gatti.

Detto questo sembra che la colpa sia solo dei soliti ingegneri che con la calcolatrice progettano intieri quartieri cittadini. Purtroppo il malcostume è tra tutte le figure professionali, vogliamo parlare dell'euroskyfo del professorone?

r1aqeh.jpg

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Non c'è simpatia nè moda in questo "nuovo" (è dal 1990 che c'è) corso di studi. È la risposta al mondo del lavoro, cioè formare figure capace di operare in entrambi i "mondi", che poi così diversi e distinti non sono.. Come sto scoprendo.

È la risposta ad un mondo del lavoro malato. Esattamente come ho scritto prima.

E ribadisco: tu sai sicuramente operare in diversi campi, ma se permetti hai indiscusse lacune sia in ambito architettonico che ingegneristico. Questo è ciò che ottieni mischiando due corsi di laurea e cercando di farne uno solo!

Grande Giove!

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È la risposta ad un mondo del lavoro malato. Esattamente come ho scritto prima.

E ribadisco: tu sai sicuramente operare in diversi campi, ma se permetti hai indiscusse lacune sia in ambito architettonico che ingegneristico. Questo è ciò che ottieni mischiando due corsi di laurea e cercando di farne uno solo!

No è la risposta al mercato internazionale, non solo italiano. Quasi la metà dei laureati qui da noi si trasferisce all'estero e trova lavoro per ció che ha studiato.

Ti ricordo che non é nata in italia qjesta figura di ing arch, ma a livello europeo

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Bhe oddio. Diciamo che gli architetti all'estero hanno una voce in capitolo, diversamente che in italia, dove parecchi conoscenti laureati da anni in architettura fanno gli agenti immobiliari o si dedicano alla mitica progettazione di gabbiette per gatti.

Detto questo sembra che la colpa sia solo dei soliti ingegneri che con la calcolatrice progettano intieri quartieri cittadini. Purtroppo il malcostume è tra tutte le figure professionali, vogliamo parlare dell'euroskyfo del professorone?

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Su questo sono d'accordissimo! È per questo che parlo di un ritorno alla vera figura dell'architetto, senza mischiare materie e ambiti che non gli competono.

È poi ovvio che per questo le basi degli architetti devono essere solide. Non fosse che solo così si può tornare al rispetto che la nostra figura merita.

Ma a giudicare dalle diverse amministrazioni, da chi oggi detiene il potere immobiliare e soprattutto dalla cultura generale della committenza... la strada è molto lunga!

Grande Giove!

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No è la risposta al mercato internazionale, non solo italiano. Quasi la metà dei laureati qui da noi si trasferisce all'estero e trova lavoro per ció che ha studiato.

Ti ricordo che non é nata in italia qjesta figura di ing arch, ma a livello europeo

Mah, io ho lavorato in studi svizzeri, portoghesi e olandesi ma ho sempre avuto a che fare con architetti e ingegneri.

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Su questo sono d'accordissimo! È per questo che parlo di un ritorno alla vera figura dell'architetto, senza mischiare materie e ambiti che non gli competono.

È poi ovvio che per questo le basi degli architetti devono essere solide. Non fosse che solo così si può tornare al rispetto che la nostra figura merita.

Ma a giudicare dalle diverse amministrazioni, da chi oggi detiene il potere immobiliare e soprattutto dalla cultura generale della committenza... la strada è molto lunga!

La figura dell'ing arch non è nata per "fregare il posto" all'architetto, ma per fare da tramite tra il mondo architettonico e quello ingegneristico.

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La figura dell'ing arch non è nata per "fregare il posto" all'architetto, ma per fare da tramite tra il mondo architettonico e quello ingegneristico.

Mai detto che sia nato per fregare il posto all'architetto.

Grande Giove!

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E allora che problemi ci sono? Non siamo nè carne nè pesce? Sta di fatto che avendo basi, meno solide degli specialisti, in entrambi i campi abbiamo un più ampio raggio d'azione e possiamo lavorare sia con architetti che con ingegneri.

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E allora che problemi ci sono? Non siamo nè carne nè pesce? Sta di fatto che avendo basi, meno solide degli specialisti, in entrambi i campi abbiamo un più ampio raggio d'azione e possiamo lavorare sia con architetti che con ingegneri.

Io non guardo solo al mio giardino e a chi potrebbe ipoteticamente fregarmi il lavoro, cosa peraltro tutta da dimostrare. Faccio un discorso generale sulla società in cui viviamo e soprattutto sul nostro futuro!

Pazienza!

Grande Giove!

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"il mondo va a rotoli per colpa nostra" :D a parte gli scherzi, esiste l'evoluzione all'interno di una società, se no saremmo ancora qua con pecore e grano. Le figure professionali si sviluppano e si modificano come risposta alle richieste esterne.

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"il mondo va a rotoli per colpa nostra" :D a parte gli scherzi, esiste l'evoluzione all'interno di una società, se no saremmo ancora qua con pecore e grano. Le figure professionali si sviluppano e si modificano come risposta alle richieste esterne.

Sarebbe davvero bello se fosse solo colpa di queste cose!

Comunque è vero che il mondo di evolve e le figure professionali assieme a lui. Ma va da sè che non può sempre essere un cambiamento positivo. E qui io infatti espongo i miei dubbi...

Semplice!

Grande Giove!

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