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Master in UK


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Molta grafica e poca architettura? Questa è parecchio inquietante!

Io non ho mai conosciuto nessuno che è andato in UK per un Master. Solo chi ha fatto il contrario!

Come mai dici che ti sei pentito della tua scelta?

In realtà dico UK perché vorrei trasferirmi la e con l occasione farei un master all estero per cercare di inserirmi anche nel mondo del lavoro di quel particolare paese.

Invece DOC dove vai te a Mendrisio cosa ci sarebbe per me?

Ho visto qualche prof di la, a parte Botta c'è anche Olgiati :)

Non mi dispiacerebbe

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In realtà dico UK perché vorrei trasferirmi la e con l occasione farei un master all estero per cercare di inserirmi anche nel mondo del lavoro di quel particolare paese.

Invece DOC dove vai te a Mendrisio cosa ci sarebbe per me?

Ho visto qualche prof di la, a parte Botta c'è anche Olgiati :)

Non mi dispiacerebbe

Onestamente non te lo so dire. So che si parla da diverso tempo di master e dottorati ma sinceramente non so a che punto siano. Forse ti conviene guardare sul sito o chiamare direttamente. Nel secondo caso, chiedi di Annabell Silini. Lei sa tutto!

Poi guarda, Botta e Olgiati è meglio che li lasci dove sono... :-)

Grande Giove!

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Onestamente non te lo so dire. So che si parla da diverso tempo di master e dottorati ma sinceramente non so a che punto siano. Forse ti conviene guardare sul sito o chiamare direttamente. Nel secondo caso, chiedi di Annabell Silini. Lei sa tutto!

Poi guarda, Botta e Olgiati è meglio che li lasci dove sono... :-)

Ashahahaa dici eh?

Eppure son riferimento per molti molti architetti e/o professori ahahaha

Comunque a parte tutto l interesse è sopratutto confrontarsi con un ambiente diverso da quello a cui sono stato abituato e trovare stimoli nuovi

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parli dello UCAS, non tutte lo usano.

Il portfolio deve essere una cosa MOLTO fighetta orientata al 100% alla grafica

http://www.aaschool.ac.uk/PORTFOLIO/PROJECTSREVIEW/projectreview.php?title=Projects%20Review%202012&url=pr2012.aaschool.ac.uk/

se vedi poca architettura... bhe`! questo e`.

Avevo già visto questi portfolio/progetti

Veramente tamarrissimi :)

Ecco l'unico dubbio che mi pongo è capire fino a che punto si fa architettura e non solo concept :)

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Avevo già visto questi portfolio/progetti

Veramente tamarrissimi :)

Ecco l'unico dubbio che mi pongo è capire fino a che punto si fa architettura e non solo concept :)

concept/graphic 80%

architettura 15%

originalita nel presentare 5%

Pentito della scelta... bhe, le conoscenze da "cantiere" le devo alla triennale in Italia. "pazzia" per i concorsi e spirito di adattamento nell'imparare nuovi software DA SOLO, lo devo a l'univ in UK. Capacita nel comporre un buon portfolio, sempre all'univ UK

-

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concept/graphic 80%

architettura 15%

originalita nel presentare 5%

Non sono molto confortanti queste statistiche Ahahah

Pero è sempre un approccio diverso a quello che mi è stato dato.

Chissà.

È da rifletterci bene.

Ho dato un occhiata a tutte le uni che m hai consigliato

Veramente alcune molto interessanti

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bhe, parlo per esperienza personale. :rolleyes:

Se non sei innamorato di londra, guarda anche:

Oxford brooks

Cardif

Leeds (piu tecnica)

A Londra avrei un appoggio per stare.

Quindi diciamo sarebbe la scelta privilegiata.

La mia idea primaria era la AA con un MA in architecture and urbanism :)

Quando vado su mi converrà andare e informarmi.

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book an appointment first! Se no rischi di non essere ricevuto! anche se alla AA furono gentilissimi, unica Uni che mi fece entrare senza essere studente. Se serev una mano manda un mp

Perfetto ti ringrazio!

Non mancherò in caso di necessita di chiederti un aiuto.

Alla AA sul sito infatti dicono che i non-studenti sono particolarmente benvenuti.

E ci credo dico io Ahahah

Com quello che si paga Ahahah

Comunque è interessante vedere come quello che si fa li in UK, almeno quello mostrato sui portfolio, sia così distante dalla nostra cultura accademica in Italia :o

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Ashahahaa dici eh?

Eppure son riferimento per molti molti architetti e/o professori ahahaha

Comunque a parte tutto l interesse è sopratutto confrontarsi con un ambiente diverso da quello a cui sono stato abituato e trovare stimoli nuovi

Io ho avuto Botta come critico e mai come professore. Lui fa solo il diploma e quelli che lo scelgono lo fanno solo per avere un nome da mettere nel curriculum e nel portfolio. Anche se ovviamente non lo ammetteranno mai. Chiunque sa che è un buon parlatore ma come professore non è certo il massimo della vita. Sia perchè lo vedi molto poco, sia perchè finisci per fare la "sua architettura": quindi la stecca e il cilindro la trovi in tutti i progetti. Oltre al fatto che, personalmente, non lo apprezzo molto nemmeno come architetto.

Olgiati invece si ritiene Dio in terra e il suo atelier sembra più una setta fatta di adepti che lo venerano in tutto ciò che fa. Si tratta di un atelier in cui gli studenti diventano pensatori e filosofi. Poi i dubbi relativi all'architettura che fanno, sinceramente sono piu che legittimi.

Qualche simpaticone accademico ha anche aperto questo profilo Facebook di sfottò:

http://www.facebook.com/valerio.olgiati?ref=ts&fref=ts

Grande Giove!

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Io ho avuto Botta come critico e mai come professore. Lui fa solo il diploma e quelli che lo scelgono lo fanno solo per avere un nome da mettere nel curriculum e nel portfolio. Anche se ovviamente non lo ammetteranno mai. Chiunque sa che è un buon parlatore ma come professore non è certo il massimo della vita. Sia perchè lo vedi molto poco, sia perchè finisci per fare la "sua architettura": quindi la stecca e il cilindro la trovi in tutti i progetti. Oltre al fatto che, personalmente, non lo apprezzo molto nemmeno come architetto.

Olgiati invece si ritiene Dio in terra e il suo atelier sembra più una setta fatta di adepti che lo venerano in tutto ciò che fa. Si tratta di un atelier in cui gli studenti diventano pensatori e filosofi. Poi i dubbi relativi all'architettura che fanno, sinceramente sono piu che legittimi.

Qualche simpaticone accademico ha anche aperto questo profilo Facebook di sfottò:

http://www.facebook....?ref=ts&fref=ts

interessante. e pensare che feci domanda a Mendrisio e mi rifiutai di andarci preferendo UK.

in generale la tua esperienza come e`?

-

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interessante. e pensare che feci domanda a Mendrisio e mi rifiutai di andarci preferendo UK.

in generale la tua esperienza come e`?

Allora, io ho fatto solo il Master in Accademia e ho invece conseguito il Bachelor in un'altra università tecnica sempre in Svizzera. Come ho già avuto mod di dire, ritengo che la mia scelta sia stata migliore, pur avendola fatta all'inizio senza nemmeno saperlo. Ho quindi avuto una base tecnica e una molto piu umanistica appresa in Accademia.

Onestamente mi viene da dirti che fare solo l'Accademia secondo me non va bene. Per quello che ho potuto vedere gli studenti alla fine dei cinque anni sanno poco o nulla della pratica reale del cantiere e dell'esecuzione. Oltre al fatto che la legge edilizia e limitazioni varie non vengono nemmeno contemplate. Diciamo che il progetto è sempre visto come un "concorso" dove vince l'idea brillante.

Poi dipende moltissimo dall'atelier che scegli. Praticamente ogni semestre il professore mostra il lavoro che intende svolgere. Lo studente esprime tre scelte, se sei fortunato bravo (e pure immanicato) capiti in prima scelta, altrimenti vai a scalare. Esiste anche la famigerata "quarta scelta", ovvero finire in un atelier che non hai nemmeno contemplato. Il discorso principale è che se scegli atelier come Boesch, Bearth, Citterio finisci a fare qualcosa di reale e abbastanza tecnico. Se invece insegui atelier come Olgiati, Mateus o Zumthor hai solo a che fare con la "grande idea" ma che molto spesso è reale quanto un ponte di cristallo da qui alla Luna.

Poi le materie, non ho mai capito se sono un genio io o se sono dementi gli studenti accademici. Considera che io arrivavo da una scuola dove per alcuni esami mi veniva la febbre una settimana prima. Sinceramente in accademia me la sono sempre cavata egregiamente con il minimo sforzo. Tant'è anche ho finito gli esami del master nel solo quarto anno. Parallelamente molti studenti dovevano posticipare il diploma perchè non avevano i crediti richiesti per accedervi. Boh!

Grande Giove!

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Allora, io ho fatto solo il Master in Accademia e ho invece conseguito il Bachelor in un'altra università tecnica sempre in Svizzera. Come ho già avuto mod di dire, ritengo che la mia scelta sia stata migliore, pur avendola fatta all'inizio senza nemmeno saperlo. Ho quindi avuto una base tecnica e una molto piu umanistica appresa in Accademia.

Onestamente mi viene da dirti che fare solo l'Accademia secondo me non va bene. Per quello che ho potuto vedere gli studenti alla fine dei cinque anni sanno poco o nulla della pratica reale del cantiere e dell'esecuzione. Oltre al fatto che la legge edilizia e limitazioni varie non vengono nemmeno contemplate. Diciamo che il progetto è sempre visto come un "concorso" dove vince l'idea brillante.

Poi dipende moltissimo dall'atelier che scegli. Praticamente ogni semestre il professore mostra il lavoro che intende svolgere. Lo studente esprime tre scelte, se sei fortunato bravo (e pure immanicato) capiti in prima scelta, altrimenti vai a scalare. Esiste anche la famigerata "quarta scelta", ovvero finire in un atelier che non hai nemmeno contemplato. Il discorso principale è che se scegli atelier come Boesch, Bearth, Citterio finisci a fare qualcosa di reale e abbastanza tecnico. Se invece insegui atelier come Olgiati, Mateus o Zumthor hai solo a che fare con la "grande idea" ma che molto spesso è reale quanto un ponte di cristallo da qui alla Luna.

Poi le materie, non ho mai capito se sono un genio io o se sono dementi gli studenti accademici. Considera che io arrivavo da una scuola dove per alcuni esami mi veniva la febbre una settimana prima. Sinceramente in accademia me la sono sempre cavata egregiamente con il minimo sforzo. Tant'è anche ho finito gli esami del master nel solo quarto anno. Parallelamente molti studenti dovevano posticipare il diploma perchè non avevano i crediti richiesti per accedervi. Boh!

Mi pare di rivedere la Sapienza nei tuoi racconti Ahaha

Comunque credo che quello di cui parli sia il limite nel quale incappi se scegli una formazione accademica e non una professionale.

Al supsi sicuramente c'è un occhio diverso per l'architettura, dove se ho capito bene si parte dall empirico, dall' esperienza diretta per capire la forma e la funzione e dove sopratutto si impara quello che si può e non si può fare e come fare o non fare quello che si pensa.

Di contro all'accademia, università si parte a ritroso.

Dalla teoria, dalla storia, dalla ricerca architettonica teorica si cerca di giungere alla pratica.

Ma ovviamente non si riesce a colmare, dati i tempi ridotti, quel GAP che invece magari al supsi c'è in ambito teorico.

La domanda è: quale approccio?

Secondo me alla fine inevitabilmente poi nella pratica si è costretti a scontrarsi con entrambi i fattori: pratico e teorico.

Starà poi alla bravura dell'architetto colmare le proprie lacune accumulate nel corso della carriera accademica.

Per quanto mi riguarda io un semestre ad una scuola come il supsi me lo sarei andato a fare volentieri a posteriori.

Forse la chiave sarebbe proprio questa.

Obbligare studenti al soggiorno all'estero per scontrarsi con realtà e metodo diversi.

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Mi pare di rivedere la Sapienza nei tuoi racconti Ahaha

Comunque credo che quello di cui parli sia il limite nel quale incappi se scegli una formazione accademica e non una professionale.

Al supsi sicuramente c'è un occhio diverso per l'architettura, dove se ho capito bene si parte dall empirico, dall' esperienza diretta per capire la forma e la funzione e dove sopratutto si impara quello che si può e non si può fare e come fare o non fare quello che si pensa.

Di contro all'accademia, università si parte a ritroso.

Dalla teoria, dalla storia, dalla ricerca architettonica teorica si cerca di giungere alla pratica.

Ma ovviamente non si riesce a colmare, dati i tempi ridotti, quel GAP che invece magari al supsi c'è in ambito teorico.

La domanda è: quale approccio?

Secondo me alla fine inevitabilmente poi nella pratica si è costretti a scontrarsi con entrambi i fattori: pratico e teorico.

Starà poi alla bravura dell'architetto colmare le proprie lacune accumulate nel corso della carriera accademica.

Per quanto mi riguarda io un semestre ad una scuola come il supsi me lo sarei andato a fare volentieri a posteriori.

Forse la chiave sarebbe proprio questa.

Obbligare studenti al soggiorno all'estero per scontrarsi con realtà e metodo diversi.

Mah, su una cosa devo correggerti: all'Accademia di storia dell'architettura se ne fa ben poca. Io pensavo di arrivare lì e saperne meno degli altri, poi ho scoperto che avevo basi ben più solide e concrete. Ricordo che rimasi stupita quando mi dissero che esisteva un corso di "storia dell'architettura moderna" al primo anno e poi nulla più! Chiedi ad un professore che conoscevo: ma tutto il resto? Risposta: sai, qui si dà per scontato che uno studente colma il resto con le proprie ricerche. Devo essere brutale? Seh, col cazzo...

Sul resto ti do ragione. Secondo me l'idea resta fare Bachelor e Master in diverse università e soprattutto rendere (diciamolo pure) obbligatorio almeno un semestre di studio lontano dalla propria università.

In Accademia tanti studenti scelgono di fare questo durante l'anno di stage, scegliendo l'Australia, l'Asia, l'America. Io per la terza volta sono rimasta rimasta in Svizzera, a Basilea. Col senno di poi penso che avrei potuto allontanarmi un po' di più, ma l'offerta era del più importante studio svizzero nel mondo. Sono cosa a cui non si può dire no! Poi per fortuna sono arrivate anche altre esperienze lavorative all'esterno...

Grande Giove!

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Mah, su una cosa devo correggerti: all'Accademia di storia dell'architettura se ne fa ben poca. Io pensavo di arrivare lì e saperne meno degli altri, poi ho scoperto che avevo basi ben più solide e concrete. Ricordo che rimasi stupita quando mi dissero che esisteva un corso di "storia dell'architettura moderna" al primo anno e poi nulla più! Chiedi ad un professore che conoscevo: ma tutto il resto? Risposta: sai, qui si dà per scontato che uno studente colma il resto con le proprie ricerche. Devo essere brutale? Seh, col cazzo...

Sul resto ti do ragione. Secondo me l'idea resta fare Bachelor e Master in diverse università e soprattutto rendere (diciamolo pure) obbligatorio almeno un semestre di studio lontano dalla propria università.

In Accademia tanti studenti scelgono di fare questo durante l'anno di stage, scegliendo l'Australia, l'Asia, l'America. Io per la terza volta sono rimasta rimasta in Svizzera, a Basilea. Col senno di poi penso che avrei potuto allontanarmi un po' di più, ma l'offerta era del più importante studio svizzero nel mondo. Sono cosa a cui non si può dire no! Poi per fortuna sono arrivate anche altre esperienze lavorative all'esterno...

Da noi a Roma invece la ricerca storica è fondamentale o comunque ritenuta cardine della formazione architettonica.

Le stesse nostre scuole di restauro e conservazione si basano proprio su una grande conoscenza della storia dell'arvhitettura, delle tecniche edilizie del passato.

Insomma noi guardiamo tanto indietro.

La progettazione anche è riempita di un approccio filosofico-concettuale.

Parole come l'idea, la sottrazione e la compenetrazione di volume, danno adito ad una formazione basata molto sulla ricerca progettuale al limite tra teorico e pratico.

Per questo cercavo poi un master molto diverso da ciò.

Probabilmente uscirò fuori con delle buone, magari ottime conoscenze storico-critiche e una discreta-buona base progettuale.

Ma pagherò il dazio di un'università che in cantiere non mi c ha mai portato e se ci son andato è stato per conto mio.

Quando ho visto come si preparano le casseformi o i ferristi che preparavano le armature dei pilastri ho detto:

Cazzo! Altro che detail! Ahaha

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Da noi a Roma invece la ricerca storica è fondamentale o comunque ritenuta cardine della formazione architettonica.

Le stesse nostre scuole di restauro e conservazione si basano proprio su una grande conoscenza della storia dell'arvhitettura, delle tecniche edilizie del passato.

Insomma noi guardiamo tanto indietro.

La progettazione anche è riempita di un approccio filosofico-concettuale.

Parole come l'idea, la sottrazione e la compenetrazione di volume, danno adito ad una formazione basata molto sulla ricerca progettuale al limite tra teorico e pratico.

Per questo cercavo poi un master molto diverso da ciò.

Probabilmente uscirò fuori con delle buone, magari ottime conoscenze storico-critiche e una discreta-buona base progettuale.

Ma pagherò il dazio di un'università che in cantiere non mi c ha mai portato e se ci son andato è stato per conto mio.

Quando ho visto come si preparano le casseformi o i ferristi che preparavano le armature dei pilastri ho detto:

Cazzo! Altro che detail! Ahaha

Era esattamente ciò di cui parlavo dell'altro topic. Ovvero il fatto che, per fare un dettaglio, è fondamentale vedere come viene eseguito nella pratica, non solo vederlo pronto e fotografato sulle riviste.

In ogni modo, l'attenzione che può essere data in un'università romana è direttamente connessa al bisogno del territorio circostanze. Obiettivamente tutta la Svizzera non può competere con mezzo quartiere di Roma.

Riguardo al riuso e restauro ci sono due atelier di progettazione di Martin Boesch e Bruno Reichlin che sono ottimi. Nella fattispecie ci si riferisce maggiormente al contesto: recupero industriale, vecchi edifici e a volte edifici storici. Ma non certo come può avvenire a Roma. Comunque, in questo caso apprezzo il fatto che viene eseguito un reale progetto. Al contrario ho avuto modo di parlare con una studentessa del Poli di Milano che mi diceva che anche i laboratori di progettazione di riuso e restauro in realtà vengono vissuti come seminari e non come progetto. Cosa che personalmente ritengo sbagliata.

In ogni modo, per diretta esperienza e al di là del lato progettuale, secondo me in tutte le scuole dovrebbe esserci un vero corso di storia che segue una linea temporale reale netta. Cosa che non avviene in Accademia. Quando è così, a mio avviso, cade anche il "vanto" di avere grossi nomi come Dal Co.

Grande Giove!

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Era esattamente ciò di cui parlavo dell'altro topic. Ovvero il fatto che, per fare un dettaglio, è fondamentale vedere come viene eseguito nella pratica, non solo vederlo pronto e fotografato sulle riviste.

In ogni modo, l'attenzione che può essere data in un'università romana è direttamente connessa al bisogno del territorio circostanze. Obiettivamente tutta la Svizzera non può competere con mezzo quartiere di Roma.

Riguardo al riuso e restauro ci sono due atelier di progettazione di Martin Boesch e Bruno Reichlin che sono ottimi. Nella fattispecie ci si riferisce maggiormente al contesto: recupero industriale, vecchi edifici e a volte edifici storici. Ma non certo come può avvenire a Roma. Comunque, in questo caso apprezzo il fatto che viene eseguito un reale progetto. Al contrario ho avuto modo di parlare con una studentessa del Poli di Milano che mi diceva che anche i laboratori di progettazione di riuso e restauro in realtà vengono vissuti come seminari e non come progetto. Cosa che personalmente ritengo sbagliata.

In ogni modo, per diretta esperienza e al di là del lato progettuale, secondo me in tutte le scuole dovrebbe esserci un vero corso di storia che segue una linea temporale reale netta. Cosa che non avviene in Accademia. Quando è così, a mio avviso, cade anche il "vanto" di avere grossi nomi come Dal Co.

Il nostro esame di restauro è uno dei cardini del corso di Laurea.

Vale ben 14 crediti e si articola su una parte seminariale e poi una progettuale con scelta di una preesistenza, studio su di essa e poi una parte progettuale di restauro dell'antico e spesso anche un ampliamento.

Qui a Roma esistono due scuole di restauro diverse ma molto importanti entrambe.

Una piu classica una piu "moderna" se si può dire ma comunque entrambe molto considerate.

Anche la storia è trattata in modo esaustivo e forse anche troppo articolato.

3 esami obbligatori e qualcuno opzionale per analizzare tutta la storia dell'architettura dal miceneo fino al XXI secolo, con esami che non ti dico che botta di vita ogni volta Ahahah

Comunque se devo dare una critica al percorso che si fa qui è che gli elementi son slegati.

Parti bene a tecnologia ad analizzare l'architettura a 360 gradi e poi magari incappi in una progettazione che non ti chiede di studiare almeno un nodo o dare una realizzazione verosimile del tuo progetto.

Quello che hai imparato a tecnologia o costruzioni lo perdi, dato che era in buona parte teorico senza riscontro pratico, e così sei sempre nel limbo di sapere e non sapere perfettamente come è fatta praticamente, concretamente un'arxhitettura

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"Ai miei tempi" (ora non so) gli esami di Storia dell'Architettura erano un bel po': oltre a Storia 1 e Storia 2 c'erano altri esami opzionali che coprivano periodi storici precisi (Indirizzi dell'Arch. Moderna, Caratteri Stlistici...), oltre naturalmente a Restauro. Non solo, ma poi anche in altre materie apparentemente svincolate da Storia (come Disegno & Rilievo) se non avevi le tue brave e solide nozioni storiche nemmeno ti avvicinavi all'esame.

C'è da dire che Firenze ha sempre avuto una vocazione storica ben precisa, visto che era anche uno degli indirizzi previsti dall'ordinamento.

Naturalmente parlo di anni fa, visto che poi anche lì c'è stata una profonda riforma che, sinceramente, non ho seguito, visto che non ho più a che vedere col mondo universitario da decenni.

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"Ai miei tempi" (ora non so) gli esami di Storia dell'Architettura erano un bel po': oltre a Storia 1 e Storia 2 c'erano altri esami opzionali che coprivano periodi storici precisi (Indirizzi dell'Arch. Moderna, Caratteri Stlistici...), oltre naturalmente a Restauro. Non solo, ma poi anche in altre materie apparentemente svincolate da Storia (come Disegno & Rilievo) se non avevi le tue brave e solide nozioni storiche nemmeno ti avvicinavi all'esame.

C'è da dire che Firenze ha sempre avuto una vocazione storica ben precisa, visto che era anche uno degli indirizzi previsti dall'ordinamento.

Naturalmente parlo di anni fa, visto che poi anche lì c'è stata una profonda riforma che, sinceramente, non ho seguito, visto che non ho più a che vedere col mondo universitario da decenni.

Da noi c'è, in quest ordine, storia 3-1-2.

E senza queste non fai ad esempio restauro e quindi sintesi finale in pratica.

Per me non si può prescindere da questi esami nel proprio percorso.

Mi domando come fa uno studente che non ha esami di storia esaustivi a comprendere determinate cose.

Son esami che co vogliono e se non li si fa penso se ne senta la "mancanza"

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Anche nel corso di laurea in Lettere devi sapere la storia della letteratura (non solo italiana) come l'Ave Maria...

Anche per me la storia dell'Architettura è materia imprenscindibile, al pari della tecnologia, della statica (chiamiamola così) e della composizione architettonica. Non a caso proprio questi 4 erano gli indirizzi del corso di laurea.

Comunque sono 4 aspetti che, seppur differenti, vanno saputi padroneggiare come saper andare in bicicletta. Almeno, sapere di cosa si sta parlando: oggi mi accorgo che molti giovani colleghi sono bravissimi a fare progetti futuristi con volumi che s'intersecano, finestre sfalsate, linee inclinate e enormi spazi interni (che non saranno MAI accettati nella mia realtà cittadina, se non altro per il semplice fatto che simili trovate architettoniche sono proibite dal nostro Regolamento Edilizio) ma non hanno la minima idea di semplici parole come contesto architettonico, realtà storica, fattibilità...

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Anche nel corso di laurea in Lettere devi sapere la storia della letteratura (non solo italiana) come l'Ave Maria...

Anche per me la storia dell'Architettura è materia imprenscindibile, al pari della tecnologia, della statica (chiamiamola così) e della composizione architettonica. Non a caso proprio questi 4 erano gli indirizzi del corso di laurea.

Comunque sono 4 aspetti che, seppur differenti, vanno saputi padroneggiare come saper andare in bicicletta. Almeno, sapere di cosa si sta parlando: oggi mi accorgo che molti giovani colleghi sono bravissimi a fare progetti futuristi con volumi che s'intersecano, finestre sfalsate, linee inclinate e enormi spazi interni (che non saranno MAI accettati nella mia realtà cittadina, se non altro per il semplice fatto che simili trovate architettoniche sono proibite dal nostro Regolamento Edilizio) ma non hanno la minima idea di semplici parole come contesto architettonico, realtà storica, fattibilità...

Quello che dicevo prima ovvero il GAP tra si può fare, non si può fare, dovuto a regolamenti, maestranze di cantiere che oggettivamente certe cose il computer ti fa magari non possono farle nella realtà e così via.

È il risultato forse dei nostri studi troppo teorici e mal gestiti, dove son molte volte tutta fuffa teorica e nessuno ti aiuta a fare quello step in piu che è necessaria nella realtà.

Da me il corso è unico, almeno nel mio caso, senza nessun indiriZzo di riferimento.

Si studiano e toccano tutti gli ambiti sopracitati

Storia, composizione, tecnologia, costruzioni e restauro :)

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Io ritengo semplicemente che sia impossibile comprendere cosa ci ha portato all'architettura che facciano oggi senza conoscere cosa c'è stato prima di noi. I motivi, le scelte, i personaggi, i processi...

È soprattutto per questo che mi è impossibile trovare "corretto" un corso di Storia dell'architettura Moderna al primo anno.

Sinceramente non so esattamente da dove siano partiti ma ci sono domande ovvie, per esempio: hanno studiato William Morris? Se si, come l'hanno introdotto? Se no, come si può comprendere il processo che ha portato al Movimento Moderno?

E questo solo in relazione a quel corso specifico.

Poi al secondo anno fanno Rinascimento e Barocco. Eh? Dopo l'architettura moderna e tralasciando tutto il periodo precedente? Boh!

Poi trovi al Master corsi come Estetica nel Moderno e nel Contemporaneo. Peraltro un corso molto più improntato alla filosofia.

Insomma, è una delle cose dell'Accademia che sinceramente non ho mai capito a fondo!

Grande Giove!

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Salve ragazzi.

Ultimamente stavo pensando al mio percorso post-universitario.

I dilemmi sono tanti e l'idea di base è quella di prendere la decisione piu saggia e che riesca a combinare passione (l'architettura) e lavoro.

A differenza di altri amici che negli anni si son disamorati di quello che studiano io tutt'ora amo l'architettura e tutto quello che vi ruota attorno.

Ecco perché una volta finiti gli studi non vorrei finire subito a lavorare a rotta di collo e "dimenticare" parte degli studi fatti all'universita ma vorrei accrescere sempre di piu le mie capacita e conoscenze.

L'idea, soldi permettendo, era quella di fare un master all'estero, possibilmente in UK.

Avevo visto questi due MA a Londra

http://www.bartlett....ch-architecture

http://www.aaschool....ATE/?name=aadrl

Ora parliamoci chiaro.

Sarebbe una spesa non indifferente da sostenere sia per me sia con un'aiuto della mia famiglia.

Ma la vedo come una possibilità di avere un contatto con un'altra cultura, un altro modo di fare architettura e stringere rapporti per eventuali lavoro all'estero.

L'Altra idea è quella di tentare la carta del dottorato di ricerca magari in progettazione architettonica e passare 3 anni ancora all'universita italiana.

Voi, nel vostro piccolo, avete avuto esperienze?

Programmi simili?

Avete altro da consigliarmi a cui guardare?

Grazie in anticipo anche solo per aver letto questo popó di roba :)

perdonami se non leggo tutta la discussione ma trovo le premesse davvero sconcertanti...

Fammi capire tu studi (e spendi) da almeno 18 anni e vuoi studiare e spendere ancora un po' perchè hai paura di perdere l'amore come cantava il buon Ranieri????

Perchè vuoi accrescere le tue conoscenze?

Scusa ma lo scopo quale sarebbe secondo te? Finito il percorso aggiuntivo pensi sul serio che il tuo lavoro sarà diverso? Se non ti piace adesso come potrà piacerti dopo... quando sarai vecchio e meno disposto al sacrificio....

Pensi che dopo un master non dovrai lavorare a rotta di collo?

Vogliamo sul serio prenderci in giro?

Perdona la ramanzina ma vai a lavorare e per quanto poco cerca di portare a casa qualcosa, prima lo fai prima passi allo step successivo... Questa fase di gavetta non si salta a piedi pari. Certo rimanere nel bozzolo universitario non ti aiuterà se non a dilapidare i fondi familiari.

Vuoi fare un'esperienza all'estero... benissimo, contatti 100 studi (che svolgano lavori di tuo interesse e accrescimento culturale se vuoi), ti presenti di persona e chiedi di fare da stagista gratis... uno lo trovi sicuro...

impari molto di più e forse dopo un po' andrai almeno in pari.... guadagnare vediamo più avanti...

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perdonami se non leggo tutta la discussione ma trovo le premesse davvero sconcertanti...

Fammi capire tu studi (e spendi) da almeno 18 anni e vuoi studiare e spendere ancora un po' perchè hai paura di perdere l'amore come cantava il buon Ranieri????

Perchè vuoi accrescere le tue conoscenze?

Scusa ma lo scopo quale sarebbe secondo te? Finito il percorso aggiuntivo pensi sul serio che il tuo lavoro sarà diverso? Se non ti piace adesso come potrà piacerti dopo... quando sarai vecchio e meno disposto al sacrificio....

Pensi che dopo un master non dovrai lavorare a rotta di collo?

Vogliamo sul serio prenderci in giro?

Perdona la ramanzina ma vai a lavorare e per quanto poco cerca di portare a casa qualcosa, prima lo fai prima passi allo step successivo... Questa fase di gavetta non si salta a piedi pari. Certo rimanere nel bozzolo universitario non ti aiuterà se non a dilapidare i fondi familiari.

Vuoi fare un'esperienza all'estero... benissimo, contatti 100 studi (che svolgano lavori di tuo interesse e accrescimento culturale se vuoi), ti presenti di persona e chiedi di fare da stagista gratis... uno lo trovi sicuro...

impari molto di più e forse dopo un po' andrai almeno in pari.... guadagnare vediamo più avanti...

Apprezzo la tua opinione ma la trovo di una supponenza che onestamente fa quasi ridere, visto che non hai capito completamente il senso del mio discorso o forse nemmeno hai cercato di farlo.

Non ho mai detto di NON voler lavorare a rotta di collo e saltare la gavetta, che ritengo più che giusta, in cerca di qualche landa dorata sorpassata la Manica o chissà quale oceano.

Ho solo detto che non vorrei una volta laureato chiudermi in qualche studio, di qualunque tipo si tratti e magari perdere l'occasione di fare un master o un'esperienza che accresca le mie conoscenze.

Non ho nemmeno detto di voler campare a spese della mia famiglia visto che la spesa sarebbe condivisa, ma ripensandoci questi non sono nemmeno affari tuoi e non vedo perchè sindacarci sopra.

Oltretutto non si tratta di rimanere nel bozzolo universitario ma anzi gettarsi in un ambiente del tutto nuovo e diverso cosa che non tutti sarebbero pronti a fare visto che lo studio del parente o del paesino sono a volte molto comodi una volta laureati.

Ah e non ho mai detto che quello che farei o che studio non mi piace, anzi, ho detto che non ho mai perso la voglia di saperne e approfondirne sempre di più.

E per concludere sconcertante è chi sta 15 anni all'università e non ha idea di che fare nel futuro, non chi si sbatte per cercare qualcosa di nuovo,

Imac 21.5 Core I5 3.60 Ghz 8 gb Ram 1 TB

Macbook 13.3 Intel C2D 2.0 Ghz 4 gb Ram 500GB

Iphone 4g 16 gb

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