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Questa discussione è archiviata e chiusa a future risposte.

RSTommy

Programma di rendering semplice ma efficace

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Beh, io uso Blender e mi trovo benissimo, ma il tuo risultato mi sembra valido e professionale quanto basta. :clap:

Il fatto è che ognuno lavora bene col software con il quale si trova bene, tutto lì; anche perché poi bene o male si equivalgono (o quasi) tutti.

Non capisco perché ci si debba scannare come tifosi di parti avverse o avversari politici... non è una competizione e non sono in ballo seggi al Parlamento. Se Tizio si trova benissimo con Rhino, io con Blender e Sempronio con XVWRTYDXZAQ, per me la cosa va benissimo così.

:gira:

Quindi lavora tranquillamente a più non posso con ArchiCAD (che non conosco affatto, devo ammettere) e fregatene di cosa dicono i tifosi.

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Ciao,

qui si trova la documentazione relativa agli standards BIM inglesi, se vi interessa:

http://aecuk.wordpress.com/

E' da un po' che lo seguo dato che all'estero il BIM, come metodo di lavoro, sta prendendo il suo spazio con una certa velocità e le relative conferenze e seminari si susseguono, non solo oltre oceano ma anche a livello europeo, con sempre maggiore frequenza.

E' bene non restare indietro, soprattutto per chi di voi è ancora studente, perché magari in futuro avrà opportunità di lavorare all'estero, dove ormai il BIM sta diventando uno standard.

E' da tener presente che l'intenzione è di usare un formato di interscambio standard aperto, l'IFC, supportato ormai da tutti i CAD/BIM, che permette il dialogo tra loro senza perdita di informazioni. Quindi poco importa se sceglierete Archicad piuttosto che Revit, Vectorworks o Allplan.

Io lavoro sin dall'università con Vectorworks (ora sono 13 anni!). Per quanto già dai tempi di MiniCAD lavorasse ad oggetti e ora si sia evoluto a BIM, ovviamente qui in studio lo si continua ad usare, ahimè, come tiralinee... siamo in pochi a sfruttare le sue piene potenzialità lavorando in 3D, perché il modello tridimensionale è ancora concepito solo per la rappresentazione grafica del progetto... prima o poi ci dovremo evolvere ed è bene non essere impreparati!

lo

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Intrigante la questione e gli sviluppi (dov'è l'altra discussione?).

Da utente pluridecennale di ArchiCAD mi stupisco un po' (ma molto spesso) del fatto che in tanti ignorino che con quel software ci si fa tutto. 3D (prima) e 2D (dopo) quindi animazioni e render. Mi ha lasciato perplesso chi ha scritto che in certe occasioni impostare tutti i parametri richiesti in un bim gli sembra tempo perso. Se si pensa in termini di 'costruire' anziché di 'disegnare', come di deve fare con un software verticale, a me pare ovvio che servano tutte le dimensioni perché non si ragiona per simboli, ma per concretezze. Certo che se nelle università si è forzati ad utilizzare principalmente un software ipersimbolista come Autocad ed a sviluppare le proprie idee tramite linee colorate su fondo nero invece che linee realistiche su fondo bianco, allora non mi stupisco che al terzo anno in molti denuncino di non avere alcuna esperienza di 3D ecc. Mio nipote è da quando aveva 10 anni che 'costruisce' di tutto con ArchiCAD ed a 14 anni mi da la paga sia in velocità che in accuratezza.

In altro forum, con analoga domanda, all'utente che riteneva ArchiCAD inadatto per renderizzare ho risposto con quest'immagine. Non s'è più sentito. Se qualcuno ripassa da queste parti mi dice se ritiene questo risultato accettabile rispetto a quel che utilizza? Si tratta elementarmente di 2 oggetti standard della libreria disposti su un piano lucido ed illuminati da 2 coni di luce. I materiali ed il motore di rendering sono LightWorws. Naturalmente scalare e ridurre da tiff a jpeg è limitante e pixellante, ma le specchiature sono ancora abbastanza definite.

Per vederla meglio conviene trascinare l'immagine sulla scrivania ed apertala con Anteprima settare Presentazione (⌘⇧F)

render6archicad.jpg

Rispetto i tuoi punti di vista e l'amore verso il BIM.

Però, per favore, non portare come esempio della bontà di Archicad QUEL RENDER, perché sembra fatto negli anni '90.

Archicad NON è un programma per renderizzare, ma per PROGETTARE


FOTOGRAFIA         www.yourstory.it

ARCHITETTURA    www.lorenzomorandi.com

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aggiungo che in università non si è forzati proprio a fare un bel niente, se non a consegnare disegni cartacei il cui metodo di creazione non interessa a nessuno.

Ogni studente sceglie come sviluppare il lavoro.

In università spesso richiedono soluzioni progettuali per le quali spenderesti più tempo a far capire al programma cos'hai in mente,

di quello risparmiato ad aggiornare manualmente una sezione e un prospetto.

Poi se nel lavoro si sfornano villette a schiera serializzate va benissimo usare archicad


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perché sembra fatto negli anni '90.

Quanto sono distanti da noi i lontani gli anni 90!!! :rofl:

Berlusconi-anni-90-460x250.jpg


Imac MID 2011 27" quad core i7 3,4 Ghz 1TB ssd Samsung840Evo 16GB_MBP early 2009 c2d 2,6 Ghz 4GB_IpadAIR Wi-Fi 64GB_Iphone5 32 GB Nero

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aggiungo che in università non si è forzati proprio a fare un bel niente, se non a consegnare disegni cartacei il cui metodo di creazione non interessa a nessuno.

Non per tutti è così... :gira:

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Non per tutti è così... :gira:

Siete forzati ad usare autocad voi?

Noi alla fine sempre il dwg ci chiedono, quindi ogni cosa va sempre esportata :)


Imac 21.5 Core I5 3.60 Ghz 8 gb Ram 1 TB

Macbook 13.3 Intel C2D 2.0 Ghz 4 gb Ram 500GB

Iphone 4g 16 gb

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Rispetto i tuoi punti di vista e l'amore verso il BIM.

Però, per favore, non portare come esempio della bontà di Archicad QUEL RENDER, perché sembra fatto negli anni '90.

Archicad NON è un programma per renderizzare, ma per PROGETTARE

Non potrei davvero essere più d'accordo. Anche con quello che hai scritto dopo.

Volevo già commentare l'immagine ma purtroppo oggi non ho proprio avuto tempo.

Io ho già ammesso di essere abbastanza carente a livello di render. Purtroppo anche per il fatto di non essermi mai dedicata ad essi con la giusta voglia e col giusto entusiasmo. Detto questo, sinceramente non posso evitare di chiedermi che cosa ci sia di tanto entusiasmante nell'immagine postata. Anzi, mi sembra semplicemente un primo tentativo per l'effetto luce buttando dentro due oggetti a caso.

Sia a scuola che per lavoro ho visto render che mi hanno veramente lasciato a bocca a aperta e francamente sono ad anni luce da questo.

Io credo che ArchiCad sia effettivamente un programma per progettare ma che dia già una buona "idea" del render. Ci sono diversi motori e moltissime impostazioni e parametri per materiali e luci. Insomma, non saranno i render professionali che si vedono sulle riviste, ma nemmeno delle cacchine da studio immobiliare.


Grande Giove!

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Siete forzati ad usare autocad voi?

Noi alla fine sempre il dwg ci chiedono, quindi ogni cosa va sempre esportata :)

Una professoressa voleva assolutamente AutoCAD...

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Una professoressa voleva assolutamente AutoCAD...

Probabilmente non sapeva usare altro ahahha

Anche da noi c'è chi si fissa, tipo con rhino o 3D studio. A volte pero è anche una scusa per imparare un programma nuovo


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Rispetto i tuoi punti di vista e l'amore verso il BIM.

Però, per favore, non portare come esempio della bontà di Archicad QUEL RENDER, perché sembra fatto negli anni '90.

Archicad NON è un programma per renderizzare, ma per PROGETTARE

aggiungo che in università non si è forzati proprio a fare un bel niente, se non a consegnare disegni cartacei il cui metodo di creazione non interessa a nessuno.

Ogni studente sceglie come sviluppare il lavoro.

In università spesso richiedono soluzioni progettuali per le quali spenderesti più tempo a far capire al programma cos'hai in mente,

di quello risparmiato ad aggiornare manualmente una sezione e un prospetto.

Poi se nel lavoro si sfornano villette a schiera serializzate va benissimo usare archicad

A me sembra, sbaglierò ..., di leggere fra le righe qualcosa d'altro dal rispetto e dalla conoscenza approfondita di ArchiCAD.

Sulla datazione degli oggetti che ho scelto per quel render quasi sicuramente hai ragione. Non ricordo ma è da tempo appunto immemorabile che si trovano nella libreria arredi. Per altro non sono nemmeno parametrici. Però qui non si ragionava di modellazione 3D, e quei modelli sono decisamente grezzi, ma di rendering e perciò di ray tracing. Per questo ho scelto quegli oggetti, perché contengono elementi che non vengono colpiti direttamente da nessuno dei 2 coni di luce. Poi con la scelta del piano riflettente, ma di colore molto scuro ed assorbente, e della mancanza di qualsiasi sorgente diffusa ho reso il più possibile complicato al programma rendere una specchiatura sia del tubolare toroidale di supporto alla seduta, sia delle decorazioni oro del portaombrelli. Le ombre testimoniano la mancata illuminazione diretta di questi particolari, ma la loro presenza nelle specchiature dimostra che il raytracing possibile in ArchiCAD (specificatamente col motore LightWorks) non ha nulla da invidiare a quello di programmi esclusivamente dedicati al rendering. Poi nello specifico si può fare sempre di meglio in riferimento a qualsiasi elaborato, e questo non lo è. È un semplice esempio specifico per illustrare un processo di ray tracing ... cui, col senno di poi, avrei dovuto aggiungere il transito attraverso superfici trasparenti e translucide.

Se c'è uno specifico di ArchiCAD (oltre alla possibile scelta, continua, se inserire i dati in 2D simbolico o in 3D realistico) questo è da ricercare nella impostazione di lavoro in gruppi ed a distanza, oppure nell'alta efficacia dell'integrazione della gestione del capitolato.

Definirlo un programma esclusivamente "per PROGETTARE", pure gridato ed eco della posizione dell'interlocutore che abbandonò la discussione da cui ho preso spunto, ribadisco qui che secondo me è decisamente riduttivo. Al limite della mancata conoscenza del suo funzionamento. Se poi non si sanno sfruttare le sue capacità di rendering è più che probabile che non si siano nemmeno esplorate e percorse con attenzione le opzioni del Vola attraverso e quindi della realizzazione delle animazioni. Cito incidentalmente le possibilità d'intervenire col linguaggio GDL per inserire loop che rendano possibili animazioni di singoli particolari, tipo aperture porte e finestre ecc., all'interno dei filmati QuickTime che si possono realizzare montando diverse clip di Vola attraverso. Scrivere linee di codice, per quanto in linguaggio molto elementare simil basic, non è certo cosa che si possa pretendere a priori da un addetto all'edilizia seppur di alto livello.

Il mio intervento in sostanza è stato motivato da quello pregevole di Zeno da Ros (#6) in cui fra l'altro sottolineava come nella vita professionale poi ci si possa permettere una varietà molto ristretta di programmi rispetto alla pletora di versioni educational accessibili agli studenti. Una licenza di ArchiCAD ad esempio ora costa una quarantina di euro al mese, ogni mese di ogni anno oltre la spesa originale, perciò ne faccio un punto d'onore il riuscire a produrre tutto quel che mi serve con quella sola spesa. Dato che ciò è possibile, studiandolo, pensavo di fare cosa utile e magari gradita nel ricordarlo a studenti che si approcciano appunto pensando che occorre di tutto e di più per raggiungere risultati. Quel che serve, e vale per qualsiasi programma, è sperimentare ogni insegnamento del manuale, pagina dopo pagina, sforzandosi d'inventarsi stimoli progettuali (committenti di se stessi) quando non se ne hanno di concreti da sviluppare. Tutorial e corsi purtroppo hanno molto a che vedere col concetto tradizionale dello 'studiare' e si portano appresso tutte le controindicazioni del caso, oltre a costare tempo e denaro. Come non convenire con Menz quando invoca la possibilità di seguire di persona il lavoro di un operatore esperto? Non c'è nulla di meglio del training diretto faccia a faccia (schermo a schermo) con chi ha già percorso e metabolizzato tutto il possibile di un'applicazione. Appunto per questo ho citato mio nipote e le sue capacità assorbite da me come una spugna e quindi agilmente superate.

Siete forzati ad usare autocad voi?

Noi alla fine sempre il dwg ci chiedono, quindi ogni cosa va sempre esportata :)

Forse trascuri il fatto che DWG è il formato proprietario di AutoCAD le cui specifiche sono riservate e la cui compatibilità non è nemmeno garantita retroattivamente agli stessi utilizzatori del programma di Autodesk.

Ti chiedessero di esportare in DXF, al minimo, allora si che non ci sarebbe forzatura essendo le sue specifiche di pubblica disponibilità.

Ti assicuro che ancora oggi importare in ArchiCAD DWG prodotti da AutoCAD o da altri software mi fa spesso ... mettiamola così: proferire parole incongrue ed inopportune ...


Un geloso introverso schivo ed abbottonato ... in libera uscita :-o                                   Backup SEMPRE!!!

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Volevo già commentare l'immagine ma purtroppo oggi non ho proprio avuto tempo ...

Leggo ora, ma non mi sembra di dover aggiungere nulla al già scritto: "nello specifico si può fare sempre di meglio in riferimento a qualsiasi elaborato, e questo non lo è. È un semplice esempio specifico per illustrare un processo di ray tracing ... cui, col senno di poi, avrei dovuto aggiungere il transito attraverso superfici trasparenti e translucide."

Più che fra i tifosi cui si riferiva Mike l'Angelo sembra di trovarsi fra fautori delle logiche muscolari o del celodurismo.


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A me sembra, sbaglierò ..., di leggere fra le righe qualcosa d'altro dal rispetto e dalla conoscenza approfondita di ArchiCAD.

Sulla datazione degli oggetti che ho scelto per quel render quasi sicuramente hai ragione. Non ricordo ma è da tempo appunto immemorabile che si trovano nella libreria arredi. Per altro non sono nemmeno parametrici. Però qui non si ragionava di modellazione 3D, e quei modelli sono decisamente grezzi, ma di rendering e perciò di ray tracing. Per questo ho scelto quegli oggetti, perché contengono elementi che non vengono colpiti direttamente da nessuno dei 2 coni di luce. Poi con la scelta del piano riflettente, ma di colore molto scuro ed assorbente, e della mancanza di qualsiasi sorgente diffusa ho reso il più possibile complicato al programma rendere una specchiatura sia del tubolare toroidale di supporto alla seduta, sia delle decorazioni oro del portaombrelli. Le ombre testimoniano la mancata illuminazione diretta di questi particolari, ma la loro presenza nelle specchiature dimostra che il raytracing possibile in ArchiCAD (specificatamente col motore LightWorks) non ha nulla da invidiare a quello di programmi esclusivamente dedicati al rendering. Poi nello specifico si può fare sempre di meglio in riferimento a qualsiasi elaborato, e questo non lo è. È un semplice esempio specifico per illustrare un processo di ray tracing ... cui, col senno di poi, avrei dovuto aggiungere il transito attraverso superfici trasparenti e translucide.

Se c'è uno specifico di ArchiCAD (oltre alla possibile scelta, continua, se inserire i dati in 2D simbolico o in 3D realistico) questo è da ricercare nella impostazione di lavoro in gruppi ed a distanza, oppure nell'alta efficacia dell'integrazione della gestione del capitolato.

Definirlo un programma esclusivamente "per PROGETTARE", pure gridato ed eco della posizione dell'interlocutore che abbandonò la discussione da cui ho preso spunto, ribadisco qui che secondo me è decisamente riduttivo. Al limite della mancata conoscenza del suo funzionamento. Se poi non si sanno sfruttare le sue capacità di rendering è più che probabile che non si siano nemmeno esplorate e percorse con attenzione le opzioni del Vola attraverso e quindi della realizzazione delle animazioni. Cito incidentalmente le possibilità d'intervenire col linguaggio GDL per inserire loop che rendano possibili animazioni di singoli particolari, tipo aperture porte e finestre ecc., all'interno dei filmati QuickTime che si possono realizzare montando diverse clip di Vola attraverso. Scrivere linee di codice, per quanto in linguaggio molto elementare simil basic, non è certo cosa che si possa pretendere a priori da un addetto all'edilizia seppur di alto livello.

Il mio intervento in sostanza è stato motivato da quello pregevole di Zeno da Ros (#6) in cui fra l'altro sottolineava come nella vita professionale poi ci si possa permettere una varietà molto ristretta di programmi rispetto alla pletora di versioni educational accessibili agli studenti. Una licenza di ArchiCAD ad esempio ora costa una quarantina di euro al mese, ogni mese di ogni anno oltre la spesa originale, perciò ne faccio un punto d'onore il riuscire a produrre tutto quel che mi serve con quella sola spesa. Dato che ciò è possibile, studiandolo, pensavo di fare cosa utile e magari gradita nel ricordarlo a studenti che si approcciano appunto pensando che occorre di tutto e di più per raggiungere risultati. Quel che serve, e vale per qualsiasi programma, è sperimentare ogni insegnamento del manuale, pagina dopo pagina, sforzandosi d'inventarsi stimoli progettuali (committenti di se stessi) quando non se ne hanno di concreti da sviluppare. Tutorial e corsi purtroppo hanno molto a che vedere col concetto tradizionale dello 'studiare' e si portano appresso tutte le controindicazioni del caso, oltre a costare tempo e denaro. Come non convenire con Menz quando invoca la possibilità di seguire di persona il lavoro di un operatore esperto? Non c'è nulla di meglio del training diretto faccia a faccia (schermo a schermo) con chi ha già percorso e metabolizzato tutto il possibile di un'applicazione. Appunto per questo ho citato mio nipote e le sue capacità assorbite da me come una spugna e quindi agilmente superate.

Forse trascuri il fatto che DWG è il formato proprietario di AutoCAD le cui specifiche sono riservate e la cui compatibilità non è nemmeno garantita retroattivamente agli stessi utilizzatori del programma di Autodesk.

Ti chiedessero di esportare in DXF, al minimo, allora si che non ci sarebbe forzatura essendo le sue specifiche di pubblica disponibilità.

Ti assicuro che ancora oggi importare in ArchiCAD DWG prodotti da AutoCAD o da altri software mi fa spesso ... mettiamola così: proferire parole incongrue ed inopportune ...

Sai quante volte macuser mi son messo dicendo: ora mi compro un manuale o un videocorso e mi imparo archicad.

Ma poi alla fine vuoi il tempo vuoi la voglia ho sempre rinunciato dopo aver smanettato po' (imparando ogni volta poco ma qualcosa).

Son sicuro che se avessi vicino qualcuno che modellasse una qualsiasi cosa di livello medio, mettiamo una villetta, e potesse chiarire i miei dubbi in modo pratico e non teorico la curva di apprendimento di archicad sarebbe molto meno ripida e piu veloce.

Sfortunatamente da noi all'uni non lo usa quasi nessuno e quindi non ho per il momento nessuno con cui interfacciarmi praticamente :)

Di manuali ne esistono ma devo dirti che a volte ti fanno piu incavolare che altro :/

Sul formato dwg intendevo dire che dal primo anno ci hanno chiesto sempre e solo dwg e quindi la scelta quasi forzata è stato l'uso di autocad per comodità e anche per "Mal comune mezzo gaudio" con altri compagni di corso.

Che il dwg sia schifoso è vero. Retrocompatibita ancora non esiste nel vocabolario autodesk


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Sai quante volte macuser mi son messo dicendo: ora mi compro un manuale o un videocorso e mi imparo archicad.

Ma poi alla fine vuoi il tempo vuoi la voglia ho sempre rinunciato dopo aver smanettato po' (imparando ogni volta poco ma qualcosa).

...

Di manuali ne esistono ma devo dirti che a volte ti fanno piu incavolare che altro :/

Mi riferivo al manuale in PDF (per chi scarica solo la versione educational) e non ad una spesa aggiuntiva per manuali che non dicono praticamente nulla di più. Fa eccezione il manuale del GDL che è decisamente scarno e richiede altre letture, ma non in italiano.

La questione dell'auto apprendimento è annosa e complessa. Inoltre indubbiamente dipende dalla personalità di chi ci prova. Io credo che bastino poche regole di base:

- cominciare dalla pagina 1,

- passare a pagina 2 solo se si è capito veramente tutto quanto di pagina 1,

- proseguire tassativamente così ed evitare altrettanto tassativamente di saltellare di bisogno in bisogno da un argomento all'altro.

Iniziare è lento, ma è lo scotto da pagare se il metodo non ti è usuale.

A corollario ti suggerisco di stampare fisicamente le pagine che hai veramente capito, e sperimentato, per farti piano piano il manuale concreto e cartaceo su cui potrai aggiungere le tue note ed a cui potrai allegare le stampate di eventuali tue esperienze significative. Non fidarti della memoria, per lo meno se ce l'hai più fotografica che testuale. Questo vale, come sempre, per qualsiasi programma e non solo per ArchiCAD.

Però, che differenza c'è fra preparare un esame ed imparare un software?

E perché non si ritiene di dover dedicare a questo argomento l'equivalente di un corso? Forse perché non esistono docenti preparati su più software e sui loro pro e contro? Come per la religione che storicamente non conosce insegnanti di 'religioni' al plurale? Non si potrebbero coinvolgere i tecnici delle concessionarie nazionali per tenere lezioni e, magari, confronti diretti fra soluzioni e loro tempi e risultati?


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Mi riferivo al manuale in PDF (per chi scarica solo la versione educational) e non ad una spesa aggiuntiva per manuali che non dicono praticamente nulla di più. Fa eccezione il manuale del GDL che è decisamente scarno e richiede altre letture, ma non in italiano.

La questione dell'auto apprendimento è annosa e complessa. Inoltre indubbiamente dipende dalla personalità di chi ci prova. Io credo che bastino poche regole di base:

- cominciare dalla pagina 1,

- passare a pagina 2 solo se si è capito veramente tutto quanto di pagina 1,

- proseguire tassativamente così ed evitare altrettanto tassativamente di saltellare di bisogno in bisogno da un argomento all'altro.

Iniziare è lento, ma è lo scotto da pagare se il metodo non ti è usuale.

A corollario ti suggerisco di stampare fisicamente le pagine che hai veramente capito, e sperimentato, per farti piano piano il manuale concreto e cartaceo su cui potrai aggiungere le tue note ed a cui potrai allegare le stampate di eventuali tue esperienze significative. Non fidarti della memoria, per lo meno se ce l'hai più fotografica che testuale. Questo vale, come sempre, per qualsiasi programma e non solo per ArchiCAD.

Però, che differenza c'è fra preparare un esame ed imparare un software?

E perché non si ritiene di dover dedicare a questo argomento l'equivalente di un corso? Forse perché non esistono docenti preparati su più software e sui loro pro e contro? Come per la religione che storicamente non conosce insegnanti di 'religioni' al plurale? Non si potrebbero coinvolgere i tecnici delle concessionarie nazionali per tenere lezioni e, magari, confronti diretti fra soluzioni e loro tempi e risultati?

C'è una bella guida su archicad che si chiama la guida completa della FAG edizioni

La migliore vista fin'ora

Anche se vedendo le guide sulla mia licenza educational scaricabili penso proprio che mi dedicherò a quelle nel frattempo!

Perché non insegnano software all'università?

Troppo complesso. Dovrebbero trovare gente in grado di insegnare veramente e non i 4 cazzabubbolari che ci sono ora :)


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MacUser not Used, io sinceramente non capisco dove tu voglia arrivare.

Mi sembra chiara la mia posizione, ovvero quella di ritenere le due categorie di software (CAD e BIM) diverse e diversamente utili, dando una mia personale opinione di quello che per le mie esigenze e per il mio modo di pensare è più congeniale.

Tu mi sembra voglia porre l'accento sul fatto che con Archicad fai i render e i video con le porte che si aprono....

io dico che il punto di forza dei BIM è il parametrico, nel momento in cui si riesca davvero ad usarlo in modo da risparmiare tempo: in che modo?

1- avendo file parametrici interscambiabili con l'ingegnere impiantistico, con lo strutturista.... che aggiornano il tuo stesso file (che non è più un disegno).

2- ottenendo computi metrici sulla base degli imput inserirti. Ma intendo computi affidabili sulla base dei quali chiedi offerte e fai preventivi. Motivo per cui devi essere accuratissimo nella fase di inserimento delle caratteristiche degli oggetti.

Il modulo render di archicad non è all'altezza, anche se sostieni il contrario. Non si tratta di Autocad vs Archicad. Si tratta di usare software specifici con competenze molto specifiche (che io per primo non possiedo e per quanto mi sforzi di elaborare immagini accattivanti sono anni luce dai livelli raggiunti da chi fa quello di professione. Solo quello).

Sul fatto che il DWG sia un formato proprietario e ciò alimenti una situazione di monopolio, siamo tutti d'accordo. Io non sto difendendo Autocad ma sto facendo un ragionamento generico sui CAD, di cui trovi versioni gratuite (vedi il pluricitato Draftsight). Gratuite, dico, a differenza di software com Revit e Archicad che costano davvero molto e non ritengo sfruttati a dovere se solo per una questione di modellino 3D con le porte apribili.

Aggiungo che a me in università hanno fatto un corso di Disegno dell'Architettura 2 con due sottocorsi: Archicad e Autocad, ognuno molto misero e in cui hanno dato solo un'infarinatura.

MacUser not Used, io sinceramente non capisco dove tu voglia arrivare.

Mi sembra chiara la mia posizione, ovvero quella di ritenere le due categorie di software (CAD e BIM) diverse e diversamente utili, dando una mia personale opinione di quello che per le mie esigenze e per il mio modo di pensare è più congeniale.

Tu mi sembra voglia porre l'accento sul fatto che con Archicad fai i render e i video con le porte che si aprono....

io dico che il punto di forza dei BIM è il parametrico, nel momento in cui si riesca davvero ad usarlo in modo da risparmiare tempo: in che modo?

1- avendo file parametrici interscambiabili con l'ingegnere impiantistico, con lo strutturista.... che aggiornano il tuo stesso file (che non è più un disegno).

2- ottenendo computi metrici sulla base degli imput inserirti. Ma intendo computi affidabili sulla base dei quali chiedi offerte e fai preventivi. Motivo per cui devi essere accuratissimo nella fase di inserimento delle caratteristiche degli oggetti.

Il modulo render di archicad non è all'altezza, anche se sostieni il contrario. Non si tratta di Autocad vs Archicad. Si tratta di usare software specifici con competenze molto specifiche (che io per primo non possiedo e per quanto mi sforzi di elaborare immagini accattivanti sono anni luce dai livelli raggiunti da chi fa quello di professione. Solo quello).

Sul fatto che il DWG sia un formato proprietario e ciò alimenti una situazione di monopolio, siamo tutti d'accordo. Io non sto difendendo Autocad ma sto facendo un ragionamento generico sui CAD, di cui trovi versioni gratuite (vedi il pluricitato Draftsight). Gratuite, dico, a differenza di software com Revit e Archicad che costano davvero molto e non ritengo sfruttati a dovere se solo per una questione di modellino 3D con le porte apribili.

Aggiungo che a me in università hanno fatto un corso di Disegno dell'Architettura 2 con due sottocorsi: Archicad e Autocad, ognuno molto misero e in cui hanno dato solo un'infarinatura.


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Però, che differenza c'è fra preparare un esame ed imparare un software?

E perché non si ritiene di dover dedicare a questo argomento l'equivalente di un corso? Forse perché non esistono docenti preparati su più software e sui loro pro e contro? Come per la religione che storicamente non conosce insegnanti di 'religioni' al plurale? Non si potrebbero coinvolgere i tecnici delle concessionarie nazionali per tenere lezioni e, magari, confronti diretti fra soluzioni e loro tempi e risultati?

Ti posso chiedere una cosa? Tu hai fatto l'Università?


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..

io dico che il punto di forza dei BIM è il parametrico, nel momento in cui si riesca davvero ad usarlo in modo da risparmiare tempo: in che modo?
1- avendo file parametrici interscambiabili con l'ingegnere impiantistico, con lo strutturista.... che aggiornano il tuo stesso file (che non è più un disegno).
2- ottenendo computi metrici sulla base degli imput inserirti. Ma intendo computi affidabili sulla base dei quali chiedi offerte e fai preventivi. Motivo per cui devi essere accuratissimo nella fase di inserimento delle caratteristiche degli oggetti.

Ciao,

1) IFC. Mi è già capitato di sentirmi chiedere dagli strutturisti questo formato, nella convinzione che noi, usando un CAD/BIM, lavorassimo in 3D. Loro devono "far girare il modello" per i calcoli strutturali quindi hanno necessità di un modello 3D.

2) In questo caso il parametrico non è determinante. Ho appena computato 2800 serramenti per una torre. Se il software che uso non avesse un database interno mi sarei sparata. Il fatto di poter collegare ogni serramento al database, con i realtivi dati dimensionali (compresa la superficie, sempre calcolata dal software), colore, tipologia di vetro, codice bollino, ecc, mi ha permesso di tenere sotto controllo tutta la situazione, fornendo poi ai serramentisti dei dati chiari e corretti.

Tutto questo pur non lavorando in 3D, ma in puro bidimensionale.

Io non conosco Autocad, non so se fornisce questo tipo di strumenti ai progettisti. Ma ogni volta che importo un DWG mi ritrovo un disegno a linee e mi chiedo come si possano tenere sotto controllo le superfici di un progetto in un simile contesto. Questo per dire che il punto per me non è tanto usare un BIM piuttosto che un CAD "tradizionale", quanto lavorare con uno strumento dedicato alla progettazione architettonica.

lo

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Lorenzo Morandi all'arrembaggio... :ninja:

Comunque, proviamo a farla semplice...

Io ho frequentato due università. Alla SUPSI ci sono tre corsi intensivi di una settimana per tre programmi: AutoCad al primo anno, ArchiCad al secondo anno e Artlantis al terzo. Alla Caccademia di Mendrisio invece non esiste nessun corso e generalmente gli studenti usano il programma utilizzato durante lo stage o semplicemente quello "consigliato da tizio".

Da voi come funziona?


Grande Giove!

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