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Un bel consiglio per l'università please!


superalexturbo

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Che è un lusso che pochi possono concedersi ne sono consapevole, purtroppo ho molti amici che dopo il diploma non hanno potuto permettersi l'Università, e ringrazio ogni giorno i miei genitori per i sacrifici che fanno, (non vivo in una famiglia ricca, diciamo medio normale).

Non capisco cosa intendi per 'prima porto a casa il pane, poi faccio quello che mi piace', che si scelga l'università in base al lavoro o ad una passione, il pane non lo porti a casa comunque, in entrambi i casi bisogna studiare, a meno che non si voglia fare lavoro+studio, ma questo si puo' fare indipendentemente dalla scelta universitaria (salvo frequenze obbligatorie varie).

Quello che intendo dire dicendo che l'università va scelta in base a ciò che ci piace, e non a una fissazione che abbiamo di un'ambizione lavorativa è che spesso ho visto gente scegliere l'università pensando ex. 'Voglio aprire una farmacia, perchè si guadagna tanto!, quindi faccio la facoltà x. Poi magari di studiare chimica, i farmaci ecc. non gliene frega niente, si pentono, cambiano università, o la lasciano, o vanno fuori corso e si laureano 2 anni dopo.

E sinceramente non ne capisco il senso, ti faccio l'esempio con il mio caso, a me piace tantissimo il lavoro dell'avvocato e lo ammiro molto, però pensare di studiare per 5 anni (ora non ricordo con precisione quanti ce ne vogliano) diritto, articoli etc. lo farei forzatamente e in controvoglia, non arrivando a un risultato o arrivandoci in ritardo.

Quindi rimango dell'idea che l'università vada fatta in base a ciò che ci appassiona, ciò per cui siamo portati, come nel mio caso le lingue. Poi per carità le cose spesso e volentieri fortunatamente combaciano.

La mia università da parecchi sbocchi lavorativi, interprete, traduttore, mediatore, e la cosa favorevole è che conoscendo le lingue gli sbocchi lavorativi si ampliano sia all'estero che qui in Italia, lavori che ovviamente mi piacciono molto, ma non è detto che li preferisca ad altri.

La differenza che fai tra chi fa studi umanistici e chi no sinceramente non la capisco, non ha senso, spero di aver frainteso io ma da come l'hai detto sembra che chi sceglie studi umanistici lo fa per cazzeggiare o perchè è più semplice delle altre facolta, cosa tutt'altro che vera.

 

Quello che intendevo con il "pane e piacere" era più o meno quello che hai scritto anche tu ora, cioè che, amesso e non concesso che la famiglia sostenga un percorso universitario, sarebbe "carino" nei suoi confronti studiare qualcosa che poi ti porterà a casa "il pane". E invece molti di filosofia e lettere mi espongono con tranquillità la loro consapevolezza che i loro studi non sono il massimo come sbocchi lavorativi, e rimarcano il fatto che la loro è stata una scelta di piacere ("mi piacere questo ambito di studi"). E ovviamente non fanno lavoro-studio per pagarseli, ma ci sono sempre i genitori dietro.

Ma direi che ci siamo capiti.

 

Sull'ultima frase: non hai frainteso, perché la mia provocazione era reale. Diciamo che, in linea teorica (ma molto teorica) ogni campo di studio dovrebbe essere difficile uguale (affermazione che vuol dire quasi niente, tra l'altro), tuttavia ci sono cose che fanno riflettere, ad es. che nell'a.a 2012-2013 a Padova il voto minimo riportato da tutto il corso di filosofia in qualunque esame del primo anno è stato 25, mentre nella stessa città a matematica al secondo anno in pari sono in 20, quando gli iscritti al primo erano più di 100. Questo è un caso estremo, ma se si va a vedere la situazione da un lato per le ingegnerie tutte e fisica, giusto per prendere "le meno umanistiche", e dall'altro per lettere (antiche e moderne), filosofia e storia (che almeno tra i miei amici sono sempre state considerate "la triade umanistica"), il confronto è imbarazzante. Poi è chiaro: il confronto "umanistico vs. scientifico" è insensato (basti pensare a giurisprudenza in un campo e biologia nell'altro), è solo una targhetta per capirsi (altrimenti dovrei specificare ogni facoltà ogni volta).

Vogliamo parlare dei test di ingresso? Conosco gente che ha dato il test per medicina e quello per psicologia ogni anno, e nel frattempo ha fatto in tempo a laurearsi in scienze della formazione, se non erro.

In conclusione: per quanto io potrei anche credere a livello concettuale che le facoltà sono difficili tutte uguali, statisticamente risulta l'opposto. Che poi non vedo cosa ci sia di "strano", se pensiamo che la stessa facoltà, con gli stessicorsi, in università diverse significa difficoltà ben diverse (pensi al solito confronto nord-sud).

 

Bella lingue, dove la fai?

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  • 2 months later...

Riscrivo in questo topic aperto mesi fa da me, perché voglio comunicare che finalmente ho preso la mia decisione, ovvero.. Università di Informatica! Per vari motivi: innanzi tutto, sono andato all'orientamento e mi hanno spiegato per bene quali obiettivi posso raggiungere con la programmazione e soprattutto quali insegnamenti verranno affrontati. L'offerta che dà questa, se possiamo chiamarla così, facoltà, è veramente eccezionale poiché è in grado di insegnarmi tutto ciò che voglio imparare: programmazione, web, multimedia, APP e molto altro ancora. La mia scelta ormai è sicura, abito a Torino, non c'è il test di ammissione, non c'è l'obbligo di frequenza.. Cosa chiedo di più dalla vita? :)

Grazie per tutti i vostri post e i vostri aiuti che hanno anche questi contribuito a orientarmi! Grazie di cuore! :)

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Riscrivo in questo topic aperto mesi fa da me, perché voglio comunicare che finalmente ho preso la mia decisione, ovvero.. Università di Informatica! Per vari motivi: innanzi tutto, sono andato all'orientamento e mi hanno spiegato per bene quali obiettivi posso raggiungere con la programmazione e soprattutto quali insegnamenti verranno affrontati. L'offerta che dà questa, se possiamo chiamarla così, facoltà, è veramente eccezionale poiché è in grado di insegnarmi tutto ciò che voglio imparare: programmazione, web, multimedia, APP e molto altro ancora. La mia scelta ormai è sicura, abito a Torino, non c'è il test di ammissione, non c'è l'obbligo di frequenza.. Cosa chiedo di più dalla vita? :)

Grazie per tutti i vostri post e i vostri aiuti che hanno anche questi contribuito a orientarmi! Grazie di cuore! :)

 

In bocca al lupo!  :clap:

 

Non demordere che cinque anni passano abbastanza in fretta.. E non diventare troppo NERD.  :ciao:

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..e segui le lezioni che quando sono fatte bene servono parecchio.. ;)

Antivirus su mac? No grazie!! Utente Mac dal 10 aprile 2009.

 MacBook air 13, MacBook White 13, Canon Eos 1100D, Nexus5  . Lurker. Tartassala!! ToDo: Tentare di conquistare il mondo!!

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Ti dico la mia da laureato in informatica, un consiglio se posso...

 

Ogni facoltà e persino ogni zona d'Italia ha la sua visione nel modo di programmare... Non prendere mai quello che ti viene insegnato come oro colato e come bibbia ma usalo come base per andare oltre...

 

Non sentirti mai arrivato quando programmi perchè ogni giorno escono mezzi e tecnologie che portano del nuovo, nel bene e nel male... Non aggiornarti ogni giorno ma ogni ora...

 

Ma soprattutto sperimenta sempre, prova soluzioni nuove e quando puoi costruiscitene di tue... Programma nei linguaggi che non imparerai ai corsi usando le basi logiche che avrai, quando uscirai vedrai le lacune...

 

Ricorda che saper programmare non significa saper usare le parole di un linguaggio ma capacità di ragionamento, impostazione e critica in sicurezza e funzionalità...

 

Per quanto mi riguarda dopo molti anni di lavoro passati a programmare per grandi ambienti qualcosa si è rotto ed ho deciso di cercare nuove strade ma questa è una storia diversa (la mia) anche se certi bivi aspettano tutti i programmatori...

 

Buona fortuna...

Macbook a breve...

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