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L'Italia secondo voi quanto è bigotta e in quali contesti?


Violadimontagna

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Come dicevo prima: ognuno é libero di pensarla come gli pare....

Non sono ne laureato ne in procinto di farlo ma credo che non esistono possibilità d'interpretazione dell'articolo 3:

 

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Cosa c'é che non va giuridicamente e moralmente in una coppia omosessuale? 

Peace and love for all.  :angioletto:

a prescindere dalle opinioni personali (alcune aberranti secondo me), se nn erro dal 2 di dicembre ci si potrà registrare con lo status di coppia di fatto, sia etero che gay, questo tramite un contratto di convivenza fatto via notaio, non so esattamente quali diritti si acquisiscano, so per esempio che i diritti ereditari non sono annessi, comunque ci sarà un openday dai notai per spiegare tutto ciò, www.contrattidiconvivenza.it

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Beh, una cosa è la Costituzione ed un'altra le opinioni personali, che ognuno esprime come vuole. Comunque non ho mai visto uno studio legale con esposto il cartello: Qui non accettiamo clienti gay. 

hehe mi hai fatto venire in mente una fatto di pochi anni fa, un bar a roma con l'insegna "qui non serviamo i politici" :)

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Beh, una cosa è la Costituzione ed un'altra le opinioni personali, che ognuno esprime come vuole. Comunque non ho mai visto uno studio legale con esposto il cartello: Qui non accettiamo clienti gay. 

never say never....

Mi pare di aver intravisto l'avvento di una nuova generazione di avvocati. Bah.....

Sono un motociclista, non il proprietario di una moto...
Mrs.BlackIV: Triumph Bonneville T100 Black,  MacBook Air

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never say never....

Mi pare di aver intravisto l'avvento di una nuova generazione di avvocati. Bah.....

Beh, mai dire mai, in effetti nessuno sa se vi sarà la tendenza ad essere reazionari. Del resto l'Italia è ancora tutto ed il contrario di tutto, con il beneplacit  della chiesa. Abbiamo visto avvocati in divisa, Suits ( serie USA),il vecchio P.Mason, ora avremo lo " STUDIO LEGALE DEL REGIME"  :ghghgh:  :ghghgh:

nell' avatar

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Come dicevo prima: ognuno é libero di pensarla come gli pare....

Non sono ne laureato ne in procinto di farlo ma credo che non esistono possibilità d'interpretazione dell'articolo 3:

 

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Cosa c'é che non va giuridicamente e moralmente in una coppia omosessuale? 

Peace and love for all.  :angioletto:

 

quoto...

Beh, mai dire mai, in effetti nessuno sa se vi sarà la tendenza ad essere reazionari. Del resto l'Italia è ancora tutto ed il contrario di tutto, con il beneplacit  della chiesa. Abbiamo visto avvocati in divisa, Suits ( serie USA),il vecchio P.Mason, ora avremo lo " STUDIO LEGALE DEL REGIME"  :ghghgh:  :ghghgh:

tutto è possibile ormai.

 

mi piace molto la tua variazione nella firma  :ghghgh:

 

 

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  • 3 weeks later...

Complimenti per la discussione, mi piace molto! Soprattutto perchè è un argomento che fa parte del mio percorso di studi universitario (Mediazione linguistica e culturale).

Ho di recente dato un parziale di cultura inglese (penserai che c'entra con l'Italia), ma questo esame oltre ad approfondire ciò che ha contribuito a creare quella che oggi viene chiamata UK, si incentrava in particolare sui Cultural Studies (Nati appunto in Inghilterra nel '57), che in Italia non sono molto conosciuti, ma non perchè non esistono, anzi!

Spiegato brevemente i Cultural Studies veri e propri consistono nello studiare la cultura (esempio come si è formata una nazione, perchè, come, come viene vista una nazione dagli stranieri etc.) ma su una base molto vasta, studiando il cinema, la psicoanalisi, la letteratura, la cucina, la lingua, gli usi i costumi e un'infinità di altre cose che riguardano una certa 'nazione' (tra virgolette perchè si puo' fare su qualsiasi gruppo di individui uno studio culturale).

In Italia non sono molto conosciuti perchè vengono insegnati a scuola/università in modo un po' più limitato, ovvero attraverso lo studio della letteratura,

(Ex. I Promessi Sposi di Manzoni, romanzo che rispecchia nient'altro che l'Italia di quei tempi).

Su quanto l'Italia sia 'bigotta' non so darti una risposta, ma posso dirti uno dei tanti motivi che causano tanta resistenza nei confronti delle minoranze (uso questo termine perchè chiamarle diversità è sbagliato).

Ognuno di noi ,che lo vogliamo o meno, si crea nella propria testa un 'Universo Simbolico' spiegato in modo tecnico sarebbe 'Un sistema di pensiero che ci aiuta a dare senso alla nostra vita'. Spiegato in parole povere, ognuno di noi ha nella propria testa l'idea che certe cose siano giuste e certe siano sbagliate, e questo non è un male, perchè ci rende persone civili che vivono in una società 'civile', questo universo simbolico ci rende persone stabili, senza di esso non avrebbe più nulla senso e diventeremmo 'pazzi'.  Il problema della nostra società attuale è che la maggior parte delle persone hanno paura, letteralmente il terrore di mettere in discussione il proprio universo simbolico (Per esempio accettare l'omosessualità, eliminare l'idea che non bisogna essere nazionalisti ma cittadini del mondo ecc.), perchè se lo facessero, sarebbe come togliere una carta dal loro castello di carte, farebbe crollare tutto quello in cui hanno creduto fino a quel momento e riflettere su tutto ciò, e potrebbero riscontrare che alcune cose o tutto erano in realtà sbagliate, sentendosi stupidi e invulnerabili.

Questo Universo Simbolico ovviamente non si crea dal nulla, è frutto di generazioni e generazioni che si sono 'evolute', qui in Italia ma anche in tantissime altre parti del mondo, la religione ha contribuito nella maggiorparte alla formazione di esso, e questo non è un male, perchè molte cose come il rispetto per la vita umana, per le cose di altri ecc. sono oggi considerate cose scontate, ma una volta non lo erano. Purtroppo però la religione non ha soltanto aspetti positivi ma anche negativi, come il definire come giusto il solo amore tra uomo e donna, o definire ingiusto il divorzio.

Concludo questo papiro col farti notare una cosa, un tempo il divorzio era definito vergognoso, e i due coniugi (donna in particolare), venivano visti di malocchio da tutti. Oggi non è più così, ma come mai? Perchè col tempo si è visto che era più comodo per LA MAGGIORANZA, e quindi ci si è adattati all'idea che fosse normalità. Per quanto riguarda i matrimoni gay, l'accettare che l'amore possa esistere anche tra due uomini o due donne, è più difficile che venga accettato, perchè difficilmente si conosce questo mondo, c'è un disinteresse totale con tanto di giudizio infondato, perchè si ha paura di conoscere, e  la gente non lo fa perchè non ci guadagnerebbe nulla, purtroppo come vedi, viviamo in un mondo che è per la maggiorparte egoista, quindi se una cosa non ci porta in tasca nulla, si tende a negarla anche se in realtà non cambierebbe nulla alla nostra esistenza. Ad un uomo e una donna eterosessual, vengono negati dei diritti se due uomini o due donne si sposano? NO, e allora perchè negarlo?

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bho nn sono d'acordo sul discorso "siamo cittadini del mondo", perchè anche se filosoficamente pare una cosa giusta, allo stato pratico non puoi unire ad esempio due popoli che sono culturalmente troppo distanti (la ex jugoslavia nn è servita d'insegnamento a nessuno, il rwanda? giusto x citare due genocidi ancora molto attuali, potrai magari creare una società che li sopporta, che fa finta di niente, ma è ben distante dall'integrazione, ricito quanto accaduto a parigi pochi anni fa, in francia, paese che da secoli vive con immigrati provenienti da colonie che parlano la stessa lingua, e non sono riusciti ad integrarli nonostante egalité liberté fraternité, in ogni paese in cui vai vedi sempre e comuqnue neri con neri, bianchi con bianchi, l'unica cosa che riesce a far vivere serenamente le diverse etnie, sono i soldi, quindi un nero con i soldi è ben accetto, un nero senza soldi diventa "immigrato", difficilmente senti parlare di extracomunitario riferito ad un "americano", lo senti nella quasi totalità dei casi verso persone che provengono da paesi disagiati, quindi è giusto cresscere sotto certi aspetti, come è giusto riconoscere le proprie radici, per nazionalisti non va inteso il chiudersi verso gli altri, ma fare delle proprie peculiarità un vanto, che poi non è un caso che noi italiani, paese unito diciamo a forza, senza alcuna rivoluzione, non abbaimo lo steso spirito nazionalista ad esempio di francesi, tedeschi od inglesi, paesi che hanno combattuto per la loro unione, evidentemente  nei livelli più profondi dell'essere italiani, manca quel tassello che ci rende orgogliosi del nostro paese, il che si riflette su tutti, sulle nostre classi dirigenti, ma nel piccolo in ciascuno di noi.

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Quegli immigrati, e quei paesi che vengono considerati disagiati,arretrati, terzo mondo, non sono altro che il frutto di un'azione colonialista fatta dai nostri antenati. E' soltanto colpa nostra se non sono riusciti a svilupparsi. Contratti scritti in lingua francese, fatti ai popoli dell'africa, in cui si prometteva di aiutarli a svilupparsi, in realtà non erano nient'altro che inganni, gli abitanti non conoscevano il francese e si sono fidati della parola di chi gli prometteva un futuro, ma in realtà gli stavano (stavamo, se vogliamo riconoscerci come Europei) rubando tutte le terre e le risorse. Per non parlare delle spedizioni di Elisabetta I d'Inghilterra, che per conquistare sempre più terreni spediva dei privati a conquistare, fingendo di non essere stata lei a mandarli, questi 'privati' fingevano di naufragare su un'isola, chiedevano aiuto alla popolazione che li ospitava, poi pian piano si allargavano, finchè il popolo (primitivo) originario di quella terra non si ribellava, così facendo permettevano ai soldati inglesi di farli fuori, giustificandosi con l'autodifesa. Questi sono solo piccolissimi aneddoti, che io reputo interessanti e significativi per spiegare il perchè alcuni paesi non si sono sviluppati.

Se riconoscessimo le nostre radici, per quelle che veramente sono, non saremmo poi così fieri!

Quegli immigrati, che vengono tanto disprezzati, si trovano in quelle condizioni perchè non troppi secoli fa sono stati sfruttati con l'inganno, da persone come noi, che reputiamo della nostra 'nazione'.

E' come rubare tutto ad una persona e poi guardarla con disprezzo perchè povera.

Per cittadini del mondo non intendo che devono sparire le nazioni, e le loro indentità, no anzi, ma bisognerebbe smetterla di guardare in malo modo chi ha una cultura diversa dalla nostra. Perchè se guardassimo il passato scopriremmo che c'è una ragione per tutto, e tutti nel loro piccolo si sono influenzati gli uni con gli altri, e ognuno si è sviluppato di conseguenza. Se solo le persone sapessere il perchè certi paesi si trovano in queste situazioni di povertà, e chi le ha causate, magari la smetterebbero di giudicare come primitivi o disagiati. 

Essere cittadini del mondo significa rispetto verso le altre culture e per chi vive una realtà diversa dalla nostra.

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Quegli immigrati, e quei paesi che vengono considerati disagiati,arretrati, terzo mondo, non sono altro che il frutto di un'azione colonialista fatta dai nostri antenati. E' soltanto colpa nostra se non sono riusciti a svilupparsi. Contratti scritti in lingua francese, fatti ai popoli dell'africa, in cui si prometteva di aiutarli a svilupparsi, in realtà non erano nient'altro che inganni, gli abitanti non conoscevano il francese e si sono fidati della parola di chi gli prometteva un futuro, ma in realtà gli stavano (stavamo, se vogliamo riconoscerci come Europei) rubando tutte le terre e le risorse. Per non parlare delle spedizioni di Elisabetta I d'Inghilterra, che per conquistare sempre più terreni spediva dei privati a conquistare, fingendo di non essere stata lei a mandarli, questi 'privati' fingevano di naufragare su un'isola, chiedevano aiuto alla popolazione che li ospitava, poi pian piano si allargavano, finchè il popolo (primitivo) originario di quella terra non si ribellava, così facendo permettevano ai soldati inglesi di farli fuori, giustificandosi con l'autodifesa. Questi sono solo piccolissimi aneddoti, che io reputo interessanti e significativi per spiegare il perchè alcuni paesi non si sono sviluppati.

Se riconoscessimo le nostre radici, per quelle che veramente sono, non saremmo poi così fieri!

Quegli immigrati, che vengono tanto disprezzati, si trovano in quelle condizioni perchè non troppi secoli fa sono stati sfruttati con l'inganno, da persone come noi, che reputiamo della nostra 'nazione'.

E' come rubare tutto ad una persona e poi guardarla con disprezzo perchè povera.

Per cittadini del mondo non intendo che devono sparire le nazioni, e le loro indentità, no anzi, ma bisognerebbe smetterla di guardare in malo modo chi ha una cultura diversa dalla nostra. Perchè se guardassimo il passato scopriremmo che c'è una ragione per tutto, e tutti nel loro piccolo si sono influenzati gli uni con gli altri, e ognuno si è sviluppato di conseguenza. Se solo le persone sapessere il perchè certi paesi si trovano in queste situazioni di povertà, e chi le ha causate, magari la smetterebbero di giudicare come primitivi o disagiati. 

Essere cittadini del mondo significa rispetto verso le altre culture e per chi vive una realtà diversa dalla nostra.

ma che c'entra quello che dici seth, il rispetto verso gli altri è una cosa, l'integrazione di varie razze e culture è tutt'altra, possiamo fare i politicamente corretti quanto si vuole, ma culture differenti nn staranno mai assieme, forzare il processo porta solamente a ghettizzazioni, umiliazioni e scontri, nn va mai dimenticata la storia, perchè per quanto sia un luogo comune il fatot che si ripeta, è vero quanto la morte.

sapere che in africa stanno male anche grazie a noi, cosa della quale tutti spero ne siano consapevoli, non toglie il fatto che non puoi mischiare la loro cultura con la nostra, ti farei vedere il parco davanti a casa mia, reso un immondezzaio da africani che cazzeggiano tutto il giorno, buttando bottiglie e sacchetti di plastica direttamente nel lago, e da un anno a quest parte, si iniziano a vedere scritte intolleranti che qui io nn ho mai visto, è una miccia che è pronta ad esplodere e prima o poi accadrà, sia che piaccia o nn piaccia.

poi possiamo fare finta di vivere nel mondo degli unicorni, dove tutto è fatato e tutti si vogliono bene, ma sotto il punto di vista pratico, l'identità culturale è qualcosa che ogni popolo ha dentro, affrancato da radici molto salde, che scendono fino alla nostra evoluzione.

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Magari il parco davanti casa tua è distrutto da un gruppo di africani, ma ce ne sono altri 100 di parchi che sono distrutti da vandali ITALIANI.

Muri, metropolitane, treni, rovinati con graffiti schifosi senza senso, e nessuno se ne cura, però se uno straniero spacca un cassonetto è la fine 'vengono qua a rovinare il bel paese! Devono andarsene!.

Se compie un illecito un immigrato le persone (e tu ne sei una conferma) lo vedono in un modo, se lo fa un cittadino italiano invece si sorvola.

Come quando al TG si parla di cronaca nera, caualmente quando è uno straniero a uccidere lo si condanna nei peggiori dei modi, quando è un Italiano si ascolta la notizia come nulla fosse. Che senso ha questo? Bisogna vedere le persone come PERSONE e non in base alla loro cultura.

Con questo non dico che non vanno condannati, ci mancherebbe.

Vivo a Milano credimi so benissimo che significa vivere in mezzo a culture differenti, sotto casa mia c'è una sarta cinese, una pizzeria di proprietà di una famiglia marocchina, un mini market di una famiglia Tunisina e altro ancora.

Attività perfettamente a norma, questi non li considera nessuno però, si guarda soltanto quelli che commettono reati.

Per non parlare della mia università, ci sono corsi per più di 8 lingue tra orientali e occidentali, quindi persone di ogni etnia, e di problemi di contrasto culturale non ne esiste nessuno, proprio perchè nella mia unviersità veniamo istruiti per riuscire a relazionarci gli uni con gli altri indipendentemente dalla cultura.

Non è il fatto di vivere in una favola, ma se tutti la pensano come te l'idea del razzismo viene alimentata sempre di più.

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quindi secondo te, il fatto che culture differenti nn possano integrarsi lo vedi come razzismo? io lo vedo come un dato di fatto, guardando ogni paese che ha voluto integrare con forza culture profondamente differenti, jugoslavia, rwanda, cipro, spagna, francia, germania, turchia, cecenia, devo andare avanti? questi sono dati di fatto, non è questione di razzismo, ma potremo andare anche a ritroso nel tempo rendendo infinito l'elenco, il razzismo è un'altra cosa a mio parere.

inoltre io non ho mai usato parole come "devono andarsene", vivo a lecco, a 25km da milano, non è che vivo su un altro pianeta, e tu vuoi dirmi che a milano c'è integrazione? ma dove? integrazione significa un miscuglio di popoli e culture che vinono insieme pacificamente e soprattuto x propria volontà, non messi insieme da un "Tito" della situazione, dove vedi compagnie multietniche, non una ghettizzazione forzata di popoli che nemmeno parlano od hanno intenzione di imparare l'italiano, quella nn è integrazione, è sopportarsi, stessa cosa negli stati uniti, nei paesi nord europei, quando bianchi hanno compagnie di bianchi, musulmani con musulmani, cinesi con cinesi, nn è integrazione, tu ti ostini ad affermare il contrario però.

quando apri i confini a chiunque, sia che si possieda un lavoro o meno, crei dei solchi sociali che ti fanno mal digerire le diversità.

ideologicmante sono tutte belle cose quelle che dici, ma ti ripeto per la decima volta, vatti a guardare ogni paese dove sono state ammassate culture profondamente differenti, vatti a guardare quanto accaduto a parigi pochissimi anni fa, e dimmi se credi sul serio che queste culture si sono integrate, oppure fammi un esempio di paese dove secondo te esiste integrazione sociale fra culture profondamente differenti, onestamente nn penso che il mio sia un ragionamento razzista anche se tu pensi il contrario, io invece credo che sarebbe bello che popoli differenti potessero convivere pacificamente, ma non è una cosa praticamente fattibile secondo me, sempre che si parli di integrazione vera

PS

riguardo poi i reati dove tu affermi che gli italiani nn vengono condannati, ed invece gli immigrati scontano le pene dell'inferno, ma dove? quello che ha fatto fuori un sacco di gente a roma pochi anni fa, senza patente ed ubriaco è libero, il pazzo che a milano ha preso a picconate la gente è stato concesso rito abbreviato ed ha usufruito di uno sconto di pena, giusto x dirtene due, la giustizia in italia è uno schifo, sia da bianco, sia da nero, è il finto perbenismo che secodno me è più dannoso addirittura del razzismo stesso, poi se vuoi etichettarmi come razzista, va bene, non c'è problema.

 

se guardiamo ad esmepio gli stati uniti, dove l'integrazione fra bianchi ed afroamericani dovrebbe essere 10 passi avanti a noi, vedremo che l'integrazione c'è magari fra bianchi e neri "socialmente" elevati, perchè se poi andiamo a vedere quanto accaduto a new orleans, vedremo che interi ghetti di afroakericani sono stati dimenticati da dio, poi io nn affermo assolutamente che questo sia giusto, ma è il naturale evolversi delle cose, che piaccia o meno, poi possiamo dire tante belle parole per metterci a posto la coscienza, a me personalmente piacciono i ragionamenti più pragmatici che idealisti.

 

un ultimissima cosa, nel mio palazzo abitiamo in 3 famiglie, fra cui una famiglia che arriva dalla costa d'avorio, posso dirti che nn ho mai avuto dei vicini migliori di loro, ma perché? perchè è gente a cui è interessato integrarsi, imparare l'italiano, lavorare, non cancellare i propri usi e costumi, ma comuqnue accettare ed imparare i nostri, l'integrazione in primo luogo deve avvenire da parte di chi emigra, sono queste persone che devono cercare di integarsi in un nuovo paese, non noi a loro come se fosse un'imposizione, se tu vai in un altro paesi, di solito cerchi di imparare la lingua in primo luogo, e sicuramente nn sarai tu ad imporre i tuoi modi di vivere, ma dovrai cercare di adeguarti, e per te questo è razzismo? a mio parere no, se parliamo di un italiano ceh emigra non è razzismo, se uno è di colore automaticamente lo è, che è appunto il finto perbenismo che aleggia sul nostro paese, basti guardare quello che accade negli stadi per capire che è una maschera.

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Non ti sto dando del razzista, non ti conosco non posso basarmi su poche parole scritte in un forum, però PARTE del tuo pensiero si basa su un'ideologia razzista comune, magari involontaria. Quello che non capisci è che con integrazione culturale non intendo sbattere a caso persone di ogni cultura in un posto, ma controllare questo fenomeno di integrazione con dei mediatori (quello che diventerò io se mi laureerò), figura che finora è stata assente, o presente in minima parte e non riconosciuta come tale, che si sta sviluppando proprio al giorno d'oggi perchè c'è un'effettiva necessità.

I solchi sociali si creano perchè si ha paura di conoscere e capire la cultura altrui, ma se lo facessimo ci accorgeremmo che abbiamo tutti molte cose in comune, magari le pratichiamo o vediamo in modi differenti, ed è questo che crea quei solchi sociali, l'incomprensione.

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ora nn per sminuire ciò che stai studiando, ma il "fenomeno" esiste dai tempi dei romani ed in molti hanno cercato di risolverlo con le parole, leggi su leggi, di destra più "nazionaliste" o di sinistra più "libertine" (parlando di italia), ma fatto sta che siamo ancora al punto di partenza, ho dimenticato di citare poi l'esempio più palese, israele.

poi a mio parere non è questione di capire o nn capire, non sono stupido e capisco bene quello che dici, posso addirittura dirti che ideologicamente sono d'accordo con tutto quello che dici, però il punto in cui andiamo in disaccordo è uno, io penso che nn sia possibile unire culture differenti, non puoi considerare le persone in quanto persone, perchè la tua cultura (nn scolastica ma sociale) fa di te una persona diversa rispetto altre (nn migliore sia chiaro), e quando metti insieme troppe diversità, che piaccia o non piaccia (e per inciso a me nn piace), si creano crepe sociali che alla lunga dividono sempre di più.


Buon lavoro

io sono a casa vado fra un'ora a lavorare :)

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Io esco alle 22:00...

Giusto per dirne un paio sull'integrazione :

L'anno scorso esco alle 06:00 di una domenica mattina da lavoro e trovo il vetro della macchina rotto....facendo denuncia scopro che nella nottata di auto rotte in quella zona furono una cinquantina....

Passa un mesetto,altri danni nella zona...colti sul fatto 3 Zingari che vivono a scrocco del comune in graziose villette angolari costruite appositamente per loro....non scherzo.

Rilasciati dopo poche ore e non avendo beni,nessuno verrà risarcito...grazie.

Un mese fá esco ancora dal turno di notte e li becchiamo a forzare la macchina di un mio collega,li fermiamo e li consegnano ai carabinieri,alle 10:00 giravano ancora nella zona della mia azienda....grazie.

Quando abitavo dai miei per 2 volte prima di mettere il portone blindato ci hanno fatto visita gli Zingari che puntualmente poi ti ritrovavi ad elemosinare al supermercato l'euro del carrello....poverino.

Ora chiedo:

Cosa dovrei pensare di questa gente?

Dovrei conoscerli meglio?no grazie...

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buongiorno a tutti,

mi sono presa il tempo e ho letto. Ringrazio per i confronti e i punti di vista di nikapple e seth.92 e per le testimonianze di filtro.

Penso che mi stamperò tutto e mi rileggerò i vostri pensieri con calma. 

(Non ho molto tempo) . Mi piace su cosa si è spostata l'attenzione, perchè è un argomento vasto del quale vorrei riuscire anche io a capirne di più..su quale sia l'atteggiamento migliore con il quale convivere...

Grazie ancora,..Buona giornata :)

 

 

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  • 2 weeks later...

Tra nikapple e Seth.92 si percepisce una certa differenza di età: solo un giovane potrebbe affermare con questa forza una vita così "ideale", e solo un maturo potrebbe ritenere conclusivo il fatto che se in 2000 o più anni di storia le integrazioni su vasta scala non sono mai avvenute allora non potranno mai avvenire.

Intravedo una difficile conciliazione tra voi :ghghgh:

Mi piacerebbe sapere come sono messi in Australia: se non erro là la guardia costiera spara e affonda tutto ciò che cerca di entrare senza autorizzazione. Mi rendo conto di non poterlo approvare senza violare una quantità di ideali e leggi morali, però però… diciamo che non mi dà tutto questo disturbo, la soluzione australiana.

 

Vorrei fare anche una considerazione sul concetto stesso di "integrazione". Nikapple si è profuso in un piccolo elenco di territori famosi per essere stati teatro di pessime fusioni forzate tra culture. Ma in molti altri casi meno estremi vorrei sapere se ritenete che vi sia integrazione oppure no: in Italia, forzatamente fusa per via circa-militare, gli abitanti delle varie regioni sono, oggi, integrati tra loro? Gli scozzesi sono integrati con gli inglesi? In Germania, i tedeschi del nord e quelli del sud? Nella penisola araba, le varie tribù nomadi dell'entroterra sono integate tra loro, quando si dichiarano guerra per un furto di merci o un innamoramento alla Romeo e Giuletta? In Russia, le etnie delle più lontane regioni sono integrate tra loro, quando a stento parlano la stessa lingua e scrivono gli stessi con caratteri?

Secondo me le integrazioni sono frutto dell'educazione delle persone: persone educate sono persone rispettose e tolleranti. Senza eccezioni. L'educazione (in senso ampio) non può prescindere dal rispetto, di sé e degli altri. Su un piano meno ideale e più concreto devo però avvedermi del fatto che, in ultima analisi, è sempre e solo l'economia (pochissime le eccezioni) a far girare tutto, ed ecco che guarda caso due persone o due gruppi sono "integrati" solo quando sono confrontabili anche nelle possibilità economiche (parla nel piano concreto, non ideale). Ora questo significa che, in regime liberale e circa-liberista, ci saranno immigrati e gente "di fuori" in posizioni economiche migliori di quelle di gente indigena, e questo causa sempre e comunque attriti («ci rubano il lavoro» ecc.), a meno che tutta la popolazione non sia educata. E infece se inseriamo il tutto in un contesto globalizzante, avremo un bel po' di attriti da demolire.

 

Sinceramente mi sembra mi sembra che quale che sia la situazione umana sociale, questa non possa che essere un compromesso sempre oscillate, tra le due posizioni ideali estremi: una situazione "base" in cui tutto il mondo è composto di unità, di cellule, in un sistema multilivello, a partire dai continenti, dalle nazioni, dalle regioni, dalle province, fino ad arrivare ai laureati, ai politici, ai disoccupati, agli amici, agli amici della facoltà diversi da quelli delle superiori, e infine a se stessi, l'unità prima, da cui le altre scaturiscono per estensione; dall'altra parte una dimensione "finale" in 'tutto è Uno' (tanto per dire qualche massima :ghghgh: ), in cui la fratellanza reciproca tra ogni essere umano è completa, la necessità di spartirsi i carichi è condivisa, ecc.

Ora il mio dubbio è: visto che gli estremi sono ideali (spero mi passiate questo assunto), l'uomo sarà sempre in una situazione di compromesso, e quindi avvertirà sempre le disuguaglianze, quale che sia l'entità di esse, e sempre si lamenterà e struggerà di quanto sia pessima la sua condizione. Ma dove è allora la soluzione? Se l'integrazione, come la "pace nel mondo", sono miraggi, come vivere la propria vita, verso cosa indirizzarsi?

A ognuno la sua risposta.

(io ho la mia :prrrr::DD )

 

Riguardo alle donazioni da parte dei magnati, che qualcuno ha criticato, io sapevo che non è che le fanno per "mendare l'anima", o per mettersi in mostra, ma perché ottengono precise detrazioni fiscali: ovvero è lo stato stesso che dice "se sei ricco ti incentivo a spartire la tua ricchezza facendoti pagare meno tasse". Non sono sicurissimo sulla cosa, ma potrebbe essere così davvero.

 

Ma solo io vedo moltitudini di bigotti atei? Nel senso proprio di essere bigottamente atei, o ateisticamente bigotti. «Chi crede nell'al-di-là è stupido» è un concetto che vedo trasparire parecchio da parecchie persone.

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diciamo che mi trovo in linea con quanto dici, io sono del 76, non sono vecchio ma di certo ho qualche annetto in più di seth.

riguardo l'integrazione che si basa sull'econmia, d'accordo anche su questo (nel senso che è così come hai ed ho speigato, non che sono contento che sia così), trovi gente integrata se rimane più o meno nel ceto medio di quella determinata società, perchè io nn ho mai sentito chiamare un abitante di new york che viene in italia "extracomunitario", mentre lo si utilizza se si parla di popoli africani, quindi già dalla base si parte con una parola discriminante, e più o meno accomuna tutti, anche quelli che pensano di essere i più liberali, non so se vi capita mai di guardar eun film od una serie tv che magari è stata girata negli anni 80 o prima, non esisteva nemmeno il termine afroamericano, il termine utilizzato (e non offensivo in quei tempi) era "negro", questo giusto x fare capire che l'etica e la morale cambiano col passare degli anni, nn saprei se in bene od in male, perchè cercare semrpe parole diverse per definire un uomo di coloreè di per discriminante (un po come le leggi sui gay, io nn capisco perchè debbano avere leggi speciali, le leggi devono essere uguali per tutti, farne per una determinata % di citadini è discriminante), ma rimarranno sempre e comunque chimere irraggiungibili, perchè le differenze fanno parte dell'uomo, e chi sta male economicamente sarà sempre visto in una certa maniera, abbiamo comunque visto un esempio con l'unione sovietica riguardante l'uguaglianza fra la gente, sono cose che o le imponi, o naturalmente evolveranno in "io ho questo e tu no", è un discorso che già durante le invasioni barbariche del 350dc esisteva, ma sicuramente anche prima.

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Mi piacerebbe sapere come sono messi in Australia: se non erro là la guardia costiera spara e affonda tutto ciò che cerca di entrare senza autorizzazione. Mi rendo conto di non poterlo approvare senza violare una quantità di ideali e leggi morali, però però… diciamo che non mi dà tutto questo disturbo, la soluzione australiana.

 

 

 

 

sul serio sparano a vista...?? 

 

 

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sul serio sparano a vista...?? 

Ammesso e non concesso che non lo facciano, certo è che non sono pochi gli australiani che lo farebbero volentieri. Es qui dove puoi leggere anche i commenti.

 

Qui leggo altro: con molta più logica, la nuova direzione politica (ma sulla scia della vecchia, quindi non so chi e quando e se abbia sparato sui barconi di clandestini) si limita a scortare, una per una, le barche in Papua Nuova guinea. Si citano anche accordi con Malaysia e Iran che sembra abbiano stroncato l'immigrazione.

Personalmente, tanto di cappello agli australiani, che così riscono a controllare l'immigrazione clandestina e senza ammazzare nessuno (almeno con le proprie mani).

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Sparare sui clandestini mi pare un gesto di grande umanità.

Un po' come facevano e fanno con la miriade di straccioni italici che infestano il globo.

Altro che Ziklon B, dilettanti.

P.s.: un popolo più infestante e incoerente degli italici ancora devo conoscerlo, han insieme abbastanza fame da chiedere l'elemosina all'estero e abbastanza boria da credersi migliori, e tutto questo pur avendo tutti un'istruzione comunque sopra la norma di tanti altri popoli richiedenti asilo. Ne deduco che sono mediamente peggiori, dunque, nonostante tutto. :mhh:

 

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