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Backlight bleeding su MacBook Pro 2017

Domanda

Ciao a tutti, dopo aver mandato in pensione il mio sfortunato "early 2011", che ha resistito anche più del dovuto visti i noti difetti di progettazione, da una settimana sono possessore di un nuovo MacBook Pro. Il modello è quello Touch Bar da 15''.

Noto però qualche imperfezione nel display, nello specifico, in basso verso il centro:

 

IMG_1258.jpg.f147b5dd6f61369fbf0f1c6008ac2eaa.jpg

 

 

IMG_6469.JPG.07a3abc3420b239b6454bf8dba324d42.JPG 

Qualcuno ha riscontrato difetti simili? Secondo voi è una cosa normale? ormai sono andato in fissa... considerata la spesa.

 

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4 risposte a questa domanda

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Direi di no...dove l’hai preso? Se online o in Apple Store chiedi il reso

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preso tramite rivenditore di fiducia, lo ha dovuto ordinare perché avevo richiesto il processore da 3.1ghz e mi è arrivato a casa spedito da Apple.

La prima foto è sottoesposta volutamente per far capire un po' quello che si vede a occhio umano, nella seconda il cellulare ha esposto automaticamente e il difetto è più evidente.

 

Ho trovato notizie simili su forum stranieri, in alcuni casi si parla di problema diffuso sul modello late 2016, in altri con sostituzioni fatte anche tre volte fino ad arrivare al monitor meno esente da difetti.

si parla di macchine nuove ovviamente.
 

In genere cosa fanno? riparano o cambiano con rigenerato? il Mac è stato attivato 8 giorni fa...

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Se fai il reso te ne danno un altro...ma non ho capito la cosa del rivenditore di fiducia spedito da Apple

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Ho semplicemente ordinato in un negozio e non dal sito, causa finanziamento più conveniente...

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    • Da FrankBook
      Introduzione
       
      Dopo quasi un mese di utilizzo, ho deciso di scrivere le mie impressioni sull’utilizzo del mio nuovo MacBook Pro 13” con TouchBar, modello mid 2017.

      Nelle righe che seguono non troverete analisi prestazionali specifiche, benchmarks o stress test sulla durata della batteria: mi limiterò a descrivere le impressioni avute durante l’utilizzo ed alcune considerazioni personali. Mi sono concentrato in particolare sugli aspetti più salienti di questa nuova generazione di portatili: TouchBar, TouchID, Trackpad Force Touch, ecc. 
      Sono utente Mac da svariati anni: nel 2010 iniziai ad usare il MacBook di casa, nel 2013 acquistai il mio MacBook Pro 13” (late 2013) e, appunto, un mese fa l’ultimo mid 2017. Mi scuso fin da subito per la lunghezza del post: non ho rimosso nulla da quelle che sono state le mie considerazioni pre-acquisto, post-acquisto e di utilizzo di questo nuovo portatile.

      Ecco le caratteristiche principali del modello da me acquistato:
       
      Retina display 13" Intel Core i5 7° gen @ 3,1 GHz (TurboBoost @ 3,5 GHz) "Kaby Lake" 8 GB LPDDR3 RAM @ 2133 MHz 512 GB SSD TouchBar e Touch ID  
      Considerazioni pre-acquisto
       
      Al momento della scelta del nuovo MacBook, non avevo grandi dubbi. Conosciamo già la gamma di portatili Apple, quindi ecco le considerazioni personali che mi hanno guidato:
      MacBook Air: l'assenza del Display Retina è stata sufficiente da sola ad escludere il modello, poiché dopo aver abituato gli occhi ad un Retina è impossibile tornare indietro. MacBook Retina: mi è sembrato abbastanza limitato per le mie esigenze, non soltanto dalla presenza di un'unica porta USB C, ma anche dalla gamma di processori disponibili. MacBook Pro 15": macchina interessantissima ma difficilmente raggiungibile con il mio budget, oltretutto con un SSD non proprio capiente (256 GB); ha sicuramente dalla sua il vantaggio della grafica dedicata, che tuttavia non era mia priorità, e dei 16 GB di RAM. MacBook Pro 13": la mia scelta non per esclusione, ma per la possibilità di avere un portatile sostanzialmente completo (RAM e processori adeguati, display fantastico, eccezionale portabilità e un'autonomia ragguardevole (dichiarata). Ho preferito il modello con TouchBar non soltanto per curiosità di provare questa nuova interfaccia hardware, ma anche per le differenti caratteristiche tecniche. Si potrebbe pensare che tra i due portatili (con o senza TouchBar) l'unica differenza sia la presenza di una riga di tasti fisici o una barra touch OLED, ma non è così: le grafiche e i processori sono diversi, così come l'architettura interna. In pratica si tratta di due portatili diversi, ma resi quasi identici solo esteticamente. Non per ultima una caratteristica che, testata in Apple Store, mi ha rapito per velocità, comodità e efficacia: Touch ID. Avendo un iPhone 5 non ho mai utilizzato questa tecnologia, ma ho intuito che sul MacBook avrebbe potuto essere un grande aiuto. Ho aggiunto infine alla ricetta un SSD consistente, da 512 GB, sufficiente ad archiviare senza preoccupazioni tutti i files per i prossimi anni di utilizzo (il precedente MacBook era stato acquistato, per ragioni di budget, da 256 GB).  
      Considerazioni post-acquisto
       
      È inutile che io perda tempo a descrivervi che cosa significa, per noi appassionati, aprire la confezione di un nuovo gingillo Apple: conoscete tutti il profumo caratteristico che ha, la minimalista eleganza dell'imballaggio, la cura con la quale ogni dettaglio è pensato e creato. Tolte le pellicole protettive avvio subito il MacBook, che - impostato ID Apple e poche altre preferenze - è pronto in pochi minuti a farsi conoscere. Primo ciclo di carica della batteria: prendo il caricatore per collegare il MacBook alla presa. Prima perplessità. Dov'è finito il mio amato connettore MagSafe, che più di una volta salvò il computer da rovinose cadute a terra? Niente MagSafe, ma lo sapevo già: la ricarica avviene attraverso una delle quattro porte USB C, due per lato. È vero, la necessità (o il desiderio?) di creare un portatile ancora più sottile e leggero ha imposto ai progettisti la rimozione di alcune praticamente tutte le porte alle quali eravamo abituati.
      Il mio precedente e fedele MacBook Pro late 2013 aveva parecchie porte.
       
      Lato sinistro:
      Connettore MagSafe utilissimo e comodissimo; 2 porte Thunderbolt 2 usate principalmente con HDD esterni non miei; 1 porta USB 3.0 per tutti gli usi; jack cuffie 3,5 mm per le mie EarPods (ebbene sì); Lato destro:
      1 porta USB 3.0 per tutti gli usi; 1 porta HDMI per i film sulla TV; Lettore SD card per le varie fotocamere / schede di memoria console portatili ecc;  
      Adesso, invece, ho semplicemente due porte Thunderbolt 3 (USB C) per lato, più un jack cuffie 3,5 mm sul lato destro (al quale ogni tanto mi rivolgo domandandogli "Che ci fai tu ancora lì?" e che successivamente ringrazio di essere ancora lì).
      Affronterò la questione "porte" in modo personale, relativamente alla mia esperienza ed alle mie esigenze: quello che scriverò è pertanto solamente il mio punto di vista, che non pretende assolutamente né di essere l'unico né di essere indiscutibile.
      Era da qualche tempo sempre che, soprattutto per periferiche non mie o non di uso frequente, sbagliavo categoricamente il verso per collegare l'USB. L'assenza poi di un feedback fisico, un "clic" netto e preciso, che indicasse il corretto collegamento, mi ha sempre lasciato perplesso. Infine le dimensioni: sappiamo tutti che oramai esistono dispositivi in cui è più grande il connettore USB che la periferica vera e propria (ricevitori mouse, memorie flash, ecc). Tutto questo con l'USB C finisce, e sto volutamente tralasciando - per il momento - i notevoli miglioramenti in termini di velocità di collegamento, possibilità offerte, ecc. Ma eravamo davvero già pronti per questo cambiamento? I figli di papà / bimbim****ia / gagni che a 12 anni "fanno le recenZioni su iuttubb dei nuovi prodotti eppol" no ok così non si può scrivere, ricomincio. I fan più sfegatati della Mela sostengono che Apple, con la forzatura verso questa nuova USB C, abbia esclusivamente e meravigliosamente (cit.) compiuto un passo avanti, staccato la concorrenza e aperto ancora una volta le strade al futuro. Gli scassaca**o criticoni che ne hanno sempre una da dire / Windowsiani convinti a qualunque costo sempre e per sempre / sotuttoioetucomprisoloperchèc'èunamelasopra no ok, neanche questo si può dire. I più critici, invece, sostengono che i tempi non fossero ancora maturi per il completo passaggio al nuovo USB C, e soprattutto che eliminare alcune porte (vedi lettore SD card in particolare) da un computer come il MacBook Pro sia stato un grande sbaglio. 
      Anche quando, con l'avvento dei MacBook Pro Retina, Apple eliminò il lettore ottico, furono in molti a scatenare una convinta apologia di questo supporto: "Come farò a masterizzare la mia musica? E le foto? E le installazioni di programmi o OS?". Più o meno, questa era la musica, appena nel 2012 (cinque anni fa, solo cinque). Onestamente qualcuno di voi rimpiange, oggi, l'unità ottica? Onestamente qualcuno di voi ne avrebbe bisogno più volte a settimana? Non credo (mia opinione, sempre!). Potremmo ipotizzare che la porta USB "tradizionale" sia destinata a stessa fine entro qualche anno. Inoltre, il completo passaggio al nuovo standard ha alleggerito e migliorato il profilo estetico: guardate voi stessi quanto è pulito e piacevole da vedere il bordo di un MacBook con le sole porte USB C: niente più gigantesse come l'HDMI o Ethernet (ve la ricordate?). Sempre a proposito del profilo estetico, voglio rimarcare un piccolo dettaglio: sono sparite le sigle, i simboli e le indicazioni impresse a fianco delle porte. Certo, non avrebbe avuto senso scrivere quattro volte "USB C", ma - per dire - è anche sparito il simbolo delle cuffie a fianco del connettore jack. Ho apprezzato anche lo spostamento dei microfoni, dal bordo laterale all'interno delle griglie degli altoparlanti (la resa è migliore e l'estetica è diventata ancora più pulita). Ma torniamo alle porte. Personalmente non ho mai rimpianto l'Ethernet già sul mio late 2013, così come oggi non rimpiango troppo la Thunderbolt 2 o l'HDMI. Forse, come ho già scritto più sopra, avrei risparmiato il lettore SD card: dover collegare l'adattatore per copiare foto non è proprio il massimo della comodità. Stesso discorso per la pendrive Sony USB 3.0 che uso ormai da anni: utilizzo un hub multiporta Satechi del quale spero di poter scrivere una breve recensione al più presto. Ho inoltre pianificato l'acquisto dell'interessante pendrive multiporta (USB C / USB 3.0) proposta da SanDisk.
      A pensarci bene, concludendo, molto meglio il completo passaggio al nuovo standard piuttosto che una bizzarra via di mezzo, un po' di porte USB C più HDMI, USB 3.0, ecc, che senso avrebbe avuto? Perché continuare a conservare le porte precedenti, quando ora c'è una porta unica, versatile e potente che può svolgere tutte le mansioni? È vero, forse quasi tutti pensiamo che i tempi non siano ancora maturi, ma pensate a quando il MacBook avrà qualche anno sulle spalle (sono macchine che possono durare davvero parecchio): l'USB C si diffonderà anche sui portatili della concorrenza, e noi utenti Mac saremo al passo con i tempi anche con un portatile magari con già tre o quattro anni. La possibilità di collegare a caricare il MacBook indifferentemente da un lato o dall'altro, unita alla praticità della porta, alle sue dimensioni e alle sue possibilità, tirano - secondo me - l'ago della bilancia a favore della scelta della Mela. Non saranno d'accordo con me i fotografi che utilizzano quotidianamente le SD, ad esempio, ma lo sappiamo, con Apple è così: o accetti le scelte talvolta radicali di Cupertino, e nella maggior parte dei casi resti alla fin fine soddisfatto, oppure è meglio cercare altrove.
       
      Un'altra interessante novità di questo modello (almeno per me, visto che in realtà è stata introdotta nel 2016) è quella accattivante striscia touch OLED sopra la tastiera, al posto dei tasti funzione. È davvero così utile ed irrinunciabile? Quali concreti vantaggi offre? Non è facile rispondere a queste domande e non intendo farlo io in maniera assoluta: a decretarlo sarà la quantità di utenti che sceglieranno di avere o no un portatile con TouchBar.
      Le mie impressioni, al momento, sono più che positive. Mi è occorso un periodo di tempo per abituarmi all'assenza dei tasti fisici, soprattutto per le regolazioni quotidiane come luminosità, volume ecc, ma dopo il primo periodo ci si abitua e si apprezza la maggior rapidità offerta dalla TouchBar nel mostrarci alcune opzioni aggiuntive, contestualizzate in base a ciò che stiamo facendo. Ad esempio, in qualunque campo di scrittura (che sia quello di un forum oppure un documento di Pages) ci vengono mostrate le opzioni di formattazione del testo (allineamento, colore, grassetto, corsivo, elenchi puntati, ecc). Navigando con Safari, disponiamo invece della possibilità di cambiare pannello con un semplice tocco, oppure di aggiungere un preferito o abilitare la vista Reader. Non mi soffermo sulla creazione di una inutile lista di esempi, ma aggiungo che generalmente le funzionalità della TouchBar sono anche personalizzabili per ogni applicazione (Menù Vista > Personalizza TouchBar). Quanto a luminosità, si rimane molto soddisfatti. Non è regolabile (e questo magari verrà modificato con un aggiornamento futuro), tuttavia è sempre più che sufficiente a vedere le icone presenti su di essa, anche nelle condizioni più impegnative (utilizzo vicino a forte fonte di luce). Per "metterla in crisi" e far diventare un po' più difficoltosa la visibilità, occorre avere proprio una forte luce (sole) direttamente su di essa: in questo caso, le icone restano visibili ma in modo meno chiaro: comunque nulla di preoccupante, e si tratta di casi estremi. In sintesi, questa nuova TouchBar rende possibili nuovi metodi di interazione con la macchina e con ogni utilizzo quotidiano: parlare di rivoluzione è probabilmente esagerato (non me ne vogliano i fan di cui parlavamo prima), ma quando passo dal mio nuovo con TouchBar al mio late 2013, ne sento la mancanza. Quella striscia di tasti fisici, adesso, mi sembra obsoleta, superata: un metodo di input del quale ora esiste una versione migliorata, più versatile ed intelligente, che permette di eseguire alcune operazioni risparmiando tempo (talvolta non poco!) ed in modo più intuitivo. Non mi stupirei se Apple in futuro ne aumentasse ancora le potenzialità.
       
      Non posso non menzionare anche Touch ID. Il favoloso, velocissimo e praticissimo Touch ID. Come ho scritto prima, avendo iPhone 5 non ho mai utilizzato questa tecnologia. Provata in Apple Store, mi ha davvero conquistato. Sul lavoro spesso utilizzo il mio MacBook, ma, essendo spesso interrotto, preferisco bloccare lo schermo (opzione aggiunta con High Sierra, cmd+control+Q). affinché occhi indiscreti non si interessino ai documenti ai quali lavoro. Sono sempre stato abituato ad utilizzare password medio-lunghe, poiché per esperienza so che quelle brevi (quattro o cinque lettere) sono facilmente leggibili da chi ci è di fianco ed assiste all'inserimento. La presenza di Touch ID mi semplifica l'accesso al Mac, che posso bloccare ogni volta che lo reputo necessario e poi sbloccare con un semplice tocco. Il riconoscimento dell'impronta è praticamente istantaneo, e non sbaglia mai un colpo. Inoltre, è progettato in modo da migliorarsi con il tempo: ogni volta che la nostra impronta viene correttamente riconosciuta, Touch ID fa in modo che il prossimo riconoscimento sia ancora migliore. Tale caratteristica è apprezzabile soprattutto durante i primi giorni di utilizzo.
       
      Voglio scrivere due parole anche sul trackpad Force Touch, non avendolo mai utilizzato prima. Non ho mai apprezzato particolarmente il clic fisico fin da quando utilizzo Mac, quindi ho da sempre abilitato l'opzione "tocca per fare clic". Penso (ma magari mi sbaglio) che la maggior parte degli utenti abbia attivato quell'opzione nelle preferenze trackpad. Il clic fisico mi è sempre sembrato troppo rigido, secco, uno sforzo ed un rumore inutile che potevano essere sostituiti con un semplice tocco. Con il nuovo trackpad la situazione è decisamente cambiata. Il clic "fisico" che non è più realmente fisico (si tratta di una simulazione prodotta dal Taptic Engine sotto la superficie in vetro) è molto più "soffice": occorre meno forza per ottenerlo, il rumore è quasi impercettibile, la sensazione sotto al dito è decisamente più appagante. Da notare il fatto che, nonostante sembri davvero che il trackpad si muova quando facciamo clic, la superficie in vetro sia in realtà statica: basta fare una prova a computer spento per accorgersene, e restare qualche minuto increduli a provare e riprovare, come il sottoscritto, e rendersi quindi conto di quanto sia accurato il feedback tattile riprodotto dal Taptic Engine. Ovviamente le dimensioni importanti consentono una maggiore versatilità e libertà di movimento nelle azioni di tutti i giorni. Il "clic deciso", come lo chiama Apple, amplia le possibilità offerte dal trackpad in modo difficilmente immaginabile. Prima di provarlo ero scettico, e non pensavo potesse davvero esser così significativo. Con l'utilizzo, invece, mi sono ricreduto: il clic deciso offre diverse possibilità in svariate situazioni: rinominare i files, vedere anteprime internet o anteprime mappe, aggiungere eventi o date al calendario, aggiungere contatti o indirizzi, ecc. Si tratta di un affinamento all'esperienza utente in stile Apple: non stravolge, ma lima, rifinisce, migliora, amplia, senza fare scalpore ma rendendo di fatto "meno preferibile" un trackpad non di questo tipo.
       
      Anche la tastiera costituisce una caratteristica controversa dei più recenti portatili con la Mela. C'è chi la odia, c'è chi la ama: a quanto pare non esistono vie di mezzo. Ammetto che all'inizio non mi sono trovato particolarmente bene: mi sembrava che la corsa dei tasti così ridotta, anziché aiutare la velocità, non facesse che aumentare la quantità di errori commessi durante la digitazione. Dopo qualche settimana di utilizzo mi sono ricreduto: dopo essersi abituati, si ritrova la consueta velocità e la si può anche migliorare. Si tratta di adeguare la spinta impressa dalle dita sui tasti: quando, inconsciamente, ci abituiamo al minor sforzo necessario all'affondo del tasto, tutto inizia a migliorare. Si ha la sensazione che i tasti non siano "bolle d'aria", ma piuttosto clic meccanici precisi e controllati. Anche i tasti sono ridisegnati: oltre che essere più "vicini" alla scocca d'alluminio, sono anche più grandi. Anche la retroilluminazione mi sembra qualitativamente migliore: la luce ora è quasi esclusivamente visibile sulle lettere e sui segni sui tasti, e non intorno ad essi. L'impressione, secondo me, è di un'aumentata qualità percepita, oltre che di maggior precisione e compattezza del disegno complessivo. Lo sforzo profuso nel creare una tastiera più reattiva e più precisa è sicuramente apprezzabile, tuttavia si tratta di gusti. Su internet si leggono opinioni contrastanti, come dicevo, tuttavia mi sento di schierarmi tra i "pro-meccanismo-a-farfalla": l'esperienza d'uso finora è stata più che soddisfacente (nonostante l'iniziale periodo non completamente convincente) e, adesso, non ho nulla di cui lamentarmi.
       
      Per ora non posso esprimermi sulla durata della batteria: non ho eseguito analisi né monitorato le attività per creare dati empirici. Inizialmente ero perplesso dalla riduzione della sua capacità (da circa 75 Wh a circa 50), e i primi giorni (in cui la continua copia di dati, sincronizzazione iCloud e indicizzazione disco) mi delusero un po'. Dopo il primo periodo, però, tutto è sembrato tornare alla normalità, e - per adesso - mi sento di affermare che la riduzione della capacità della batteria sia adeguatamente compensata dalla riduzione del consumo energetico di tutto il sistema. Un solo dato secondo me è già significativo, e si tratta del consumo energetico totale del sistema misurato da iStat Menus. A parità di utilizzo (navigazione con Safari su pagine web analoghe e nessun processo in background, con luminosità uguale), il nuovo mid 2017 assorbe tra i 3,5 ed i 4,5 W, mentre il late 2013 oscilla tra un minimo di 7 e picchi di 12,5 W, con una media indicativa di 8 W: si tratta di valori significativi che dimostrano come, generazione dopo generazione, i componenti vengano ottimizzati e resi sempre più parchi nei consumi. 
       
      Per tutto il resto, è un Mac. Chi utilizza i portatili della Mela sa che cosa intendo: la semplicità d'uso, l'armonia tra le varie App e le varie funzioni, la piacevolezza delle rifiniture sia software sia hardware, la sensazione di lavorare con macchine qualitativamente curate ed affidabili, amichevoli ma professionali allo stesso tempo. I prodotti Apple sono un'insieme di piccole sottigliezze e dettagli: display ineguagliati, design puro ed essenziale, materiali di prima scelta, feedback caratteristici, gesti, scorciatoie e funzionalità alle quali ci affezioniamo e rimpiangiamo quando siamo costretti ad altri OS, stabilità e - non dimentichiamocelo - una rete di assistenza senza paragoni con altri marchi. È un insieme di sensazioni difficile da descrivere, soprattutto a chi non ha mai utilizzato un Mac: un computer diverso da tutti gli altri, in tutto ciò che questo comporta. L'impressione generale è quella di una macchina esteticamente bella, potente e versatile. Ovviamente al momento dell'acquisto occorre considerare le proprie esigenze: se avessi avuto bisogno di effettuar quotidianamente montaggi video o editing foto "massiccio", avrei sicuramente optato per un 15" con scheda grafica dedicata e processore quad-core i7, tuttavia nel mio caso la priorità è la portabilità, data dalle dimensioni più compatte. Questo ovviamente non significa che un 13" non sia in grado di portare a termine operazioni più complesse qualora sia necessario: si tratta ugualmente di macchine potenti, ed anche le grafiche integrate ultimamente stanno facendo passi in avanti notevoli. Inoltre, solitamente un utente Mac non è interessato alla pura potenza, quanto piuttosto alla versatilità, all'immediatezza, all'affidabilità.
      Tutto questo chi usa un Mac lo sa bene; questa edizione 2017 del MacBook Pro è un affinamento di una macchina già consolidata, ed oggi oggettivamente riconosciuta come un punto di riferimento per tutti i portatili in commercio.
       
      Spero di non avervi annoiati con questa lunga lettura, e sarà mia cura aggiornare il contenuto con informazioni o opinioni che mi renderò conto di aver dimenticato, oltre che rispondere alle eventuali domande di Voi stimati colleghi. Grazie per la lettura!
       
      P.S. Il commento della mia ragazza, dopo averle fatto notare la lunghezza del post: "Io ti bannerei".
       
       
       
    • Da W.O.R.M.
      Salve a tutti. Purtroppo non riesco più ad avviare il mio MacBook Pro 13" mid 2012. Da quando ho fatto l'aggiornamento ad high sierra ho riscontrato una serie di rallentamenti e crash vari ma niente di eclatante fino a ieri sera. Poi, alla semplice azione di volermi scattare una foto con photo boot, mi ha segnalato "nessuna fotocamera collegata" o qualcosa di simile. Dopo vari tentativi ho riavviato e mi sono trovato nella situazione che persiste tutt'ora: accendo il Mac, con tanto di suono, esce la mela e la barra ci mette tipo mezz'ora a caricarsi tutta. In ogni caso, a barra caricata non succede nulla, resta bloccato sulla schermata bianca con mela e barra nera. Ho provato a riavviare NVRAM, sos da utility disco, reinstallare il sistema ma niente, la situazione non è cambiata di una virgola.  Non so come procedere ormai, aggiungendo che non ho purtroppo mai fatto un backup e ci sono progetti musicali a cui sto lavorando a cui non vorrei rinunciare. C'è qualcuno che sa dirmi come dovrei comportarmi?
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