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FrankBook

Tre mesi con il MacBook Pro 13" TouchBar

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Ho deciso di scrivere qualche riflessione sull'utilizzo del MacBook Pro 13" mid 2017 con TouchBar, acquistato a novembre 2017.

 

Le impressioni qui scritte derivano dall'utilizzo della macchina in oggetto (Intel i5 @ 3,1 GHz, 8GB LPDDR3 @ 2133 MHz, 512 GB SSD) come computer principale per tutti gli impieghi: creazione di documenti per il lavoro, fogli di calcolo, gestione posta e calendari, editing foto e occasionali montaggi video, web surfing ecc. Ho cercato di essere più sintetico dell'ultima volta, per una più facile lettura. 

 

  1. La tastiera. Fiumi di parole sono già stati spesi (o talvolta sprecati) sulla nuova tastiera con meccanismo a farfalla. Nella mia esperienza, la tastiera mi ha aiutato a raggiungere una più elevata velocità di scrittura e una maggiore precisione. Senza dubbio occorrono alcune settimane di tempo per abituarsi, trascorse le quali si apprezza la reattività della tastiera, la sua impressione di solidità e precisione, la maggiore grandezza dei tasti. Come da molto tempo sui Mac, poi, i tasti sono leggermente concavi, per fornire un feedback tattile che, inconsciamente, ci aiuta a capire quando ci troviamo al centro del tasto e, di conseguenza, migliora la nostra precisione. Nota positiva anche sulla retroilluminazione: mi sembra più fredda come tonalità (quindi appare più moderna) e soprattutto molto più precisa, poiché dal contorno dei tasti ora praticamente non passa luce, in modo che ad essere illuminato sia solamente il segno sopra di esso. La percezione è di una tastiera ancora più moderna e compatta. Unico comportamento negativo, fortunatamente ora scomparso, riguardava il momentaneo blocco di alcuni tasti: mi capitò con due o tre tasti, praticamente due o tre volte, e l'unico rimedio era riavviare il Mac. Fortunatamente non è più capitato e sono convinto fosse un bug software oramai risolto (non ho motivo di sospettare fosse un problema hardware, visto che i tasti in questione smettevano del tutto di rispondere anche a pressioni più elevate ma tornavano al funzionamento perfetto dopo il riavvio).
  2. Il display. Avevo già esperienza sul MBP Retina late 2013, e provenendo da un non-Retina era stato un passo in avanti enorme. Con l'ultimo mid 2017 ho fatto sicuramente un altro passo avanti: rispetto al precedente, noto nettamente migliorato il contrasto e la profondità del nero, oltre che una più vasta gamma cromatica (soprattutto in rossi e verdi). Leggermente migliorata anche la luminosità massima, fattore critico quando si lavora in condizioni di elevata luce ambientale con i display lucidi (che comunque continuo a preferire a quelli opachi, secondo me ormai concettualmente superati). 
  3. L'audio. Quasi sempre, in tutta la dotazione hardware di un portatile, il punto debole è l'audio: pochi costruttori prestano attenzione alla qualità del suono emesso dagli altoparlanti integrati, che risulta talvolta insufficiente per essere chiaramente percepito in ambienti rumorosi, oppure si distorce a volume elevato, o, ancora, non è equilibrato in tutte le frequenze. Rispetto a quello del late 2013, l'audio del mid 2017 è sicuramente più potente, ma anche più "rotondo" ed equilibrato. Devo comunque riconoscere che il posizionamento strategico sui bordi inferiori laterali del 2013 creava un effetto notevole con il portatile appoggiato su un tavolo, che fungeva da specchio sonoro riflettendo le onde: effetto che purtroppo spariva con il portatile appoggiato sulle ginocchia, seduto sul divano, come sono in questo momento con il 2017. 
  4. TouchBar come ho scritto nella mia recensione precedente, quando ho dovuto scegliere tra modello con e modello senza TouchBar a guidarmi è stata la constatazione che, dentro al guscio, si tratta di due portatili in realtà diversi: clock di CPU diverse, schede diverse, gestione termica profondamente diversa. In più, ovviamente, la barra multi-touch OLED mi attirava per le possibilità in più offerte rispetto a dei classici tasti fisici. Non posso che essere contento della mia scelta, ed anzi aggiungere anche che, quando mi trovo con il 2013, dopo pochi minuti sento la mancanza della TouchBar per svariati compiti: modificare la vista del Finder, applicare formattazioni a testo in Pages o a celle in Numbers, cambiare il tab visualizzato in Safari, disporre dei controlli di riproduzione multimediale precisi e intuitivi, le emoji all'interno dei servizi di messaggistica, oltre che le varie scorciatoie implementate dagli sviluppatori di moltissime apps. In breve, per me tornare a un portatile senza TouchBar sarebbe un bel passo indietro, quindi un rallentamento ed un lieve ma comunque percepibile peggioramento in termini di produttività. 
  5. L'autonomia. È da sempre un argomento delicato: quanti su internet si "mordono" a difendere o a ridicolizzare le autonomie delle batterie di tutti i moderni devices? Al di là del valore dichiarato da Apple (10 ore sia per il 13" sia per il 15"), mi sento di affermare che, nonostante la minore capacità della batteria di questo 2017 rispetto al precedente 2013, non ho motivo di lamentarmi. Con un utilizzo medio (luminosità dal 50% all'80%, wifi attivato, documenti vari in Pages e Numbers, internet, posta, qualche editing immagine, streaming anche con display esterno e web surfing) riesco a far tranquillamente quasi nove ore. Ad esempio, in questo momento, con batteria al 30%, monitoraggio attività mi indica 6:32 di tempo con batteria e 3:37 di tempo rimanente. Forse se si impiegasse il portatile al 100% del tempo in operazioni molto dispendiose dal punto di vista energetico, allora il 2013 avrebbe la meglio: dispone di una batteria più capiente e, sottoposto al test CPU di Cinebench, assorbe "solo" 23 W di potenza; il 2017, allo stesso test, arriva a ben 32 W (e per esperienza so che talvolta va anche oltre). Tuttavia, sappiamo tutti che il reale utilizzo non è al 100% del tempo con operazioni così impegnative: il 2017 sfrutta a suo vantaggio l'avere un consumo medio inferiore (a volte meno di 3 W contro il 2013 che difficilmente scende sotto al 6 W) e il risultato è che con un utilizzo reale non si rimpiange quasi mai una batteria più capiente. A tutto questo, bisogna aggiungere l'argomento trattato nel prossimo punto.
  6. Design e portabilità. Sono un dichiarato fan del design dei prodotti Apple e non posso nasconderlo, soprattutto per quanto riguarda i Mac: privi di inutili orpelli stilistici discutibili, eleganti grazie alla semplicità delle linee e alla qualità dei materiali, orientati solamente a ciò che conta davvero: l'esperienza utente. L'obiettivo di tale riuscito stile è quello di rendere il computer una macchina sempre più invisibile e sempre meno "presente": il focus deve essere al 100% su ciò che stiamo facendo, sul progetto al quale stiamo lavorando, e l'aspetto "macchina" non deve mai distrarci dal nostro lavoro. So che può sembrare un gioco di retorica, ma non è così: il Mac vuole farci dire "sto lavorando al mio progetto", non "sto lavorando al computer". Attraverso schermi sempre più realistici, gusci sempre più sottili e sempre nuove possibilità di interazione, la distanza tra noi e il lavoro che svolgiamo sulla macchina viene sempre accorciata: il computer diventa un mezzo talmente diretto da sembrare quasi solo la cornice del contenuto al quale lavoriamo. Ecco perché, nonostante iniziali timori, mi trovo d'accordo con la scelta di una batteria leggermente più piccola per ottenere uno spessore e - soprattutto - un peso ridotto: l'impressione complessiva è quella di una macchina sempre all'avanguardia, eppure così leggera e a portata di mano. 
  7. Gestione termica. Nonostante lo spessore ridotto, la termica di questo portatile è eccezionale, soprattutto considerando che Apple ha spesso permesso temperature sopra alla media, rispetto agli altri produttori, per il suo hardware. Con utilizzo medio/leggero, le due ventole (è una sola nel modello senza TouchBar) sono praticamente sempre ferme, ovvero 0 rpm assoluti. In questo momento, con Safari aperto su questo forum, anteprima ed un'app di messaggistica, 0 rpm e temperatura CPU di neanche 40°. La possibilità di tenere le ventole ferme si traduce in risparmio energetico (il 2013 ha velocità minima di 1300 rpm), mentre le temperature più basse fanno la differenza quando si tiene il portatile sulle ginocchia: è pressoché freddo. Ovviamente, quando il lavoro si fa molto impegnativo, le ventole intervengono in modo tempestivo e le temperature superano raramente i 90° (parlo comunque di stress test appositamente effettuati, non di situazioni reali). Ultima nota, il raffreddamento è molto veloce: dopo una situazione di stress a 90°, il computer impiega poco più di un minuto per ritornare a temperature ordinarie, e dopo meno di cinque minuti le ventole sono di nuovo a 0 rpm.
  8. USB-C. Molto discussa, in queste ultime generazioni di portatili Apple, la sola presenza del solo standard USB-C come unica porta per tutti gli impieghi: ricarica, periferiche di archiviazione o video: qualunque connessione passa obbligatoriamente da qui. Non posso parlare a nome di tutti (ad esempio di chi lavora con foto e avrebbe tanto desiderato che Apple salvasse almeno il lettore SD card), ma nella mia esperienza ho rimpianto poco le altre porte. Una buona pendrive SanDisk con doppia porta (USB-C e standard) ha risolto i problemi per lo scambio file, e la velocità con il nuovo standard è leggermente più alta. Per completezza ho acquistato un hub multiporta Satechi del quale spero di riuscire a scrivere una recensione. Altri vantaggi del nuovo standard sono la possibilità di ricarica sul lato che preferiamo, la possibilità di collegamenti a cascata (con Thunderbolt 3) e un aspetto sul quale secondo me si è riflettuto ancora poco. In passato è stata criticata la scelta dei produttori di creare standard proprietari e connettori sempre diversi, obbligando i consumatori ad acquistare cavi e adattatori. Personalmente mi auguro che l'USB-C si diffonda come nuovo standard vista la sua versatilità e l'intenzione di molti produttori (Apple in primis) di adottarlo come unico standard.  
  9. macOS. Non è questo il luogo per commentare l'OS dei computer Apple, e soprattutto non ne avrei nemmeno lontanamente le capacità o l'autorità: purtroppo, però, High Sierra non può essere definita la versione più fortunata del sistema operativo. Alcuni bug piuttosto seri (fortunatamente ora quasi del tutto risolti) ed una gestione energetica ancora migliorabile sono le due annotazioni che mi sento di proporvi. Per tutto il resto, però, non c'è motivo di lamentarsi: è un Mac, e come tutti i Mac riesce sempre alla perfezione nel suo scopo, ovvero permetterci di dedicarci, ogni giorno e sempre meglio, al nostro lavoro ed alle nostre passioni. 

 

Aggiornerò sicuramente qualora mi venissero in mente altre caratteristiche degne di nota di questo portatile che, ad oggi, è sicuramente una soddisfazione in tutti gli impieghi. 

Modificato da FrankBook

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Ho lo stesso tuo modello ma da 256 gb, mi trovo benissimo. Un pò di tempo fa avevo il modello da 15", sempre 2017, ma portarlo in giro era un mattone. Questo è perfetto.

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