Dal futuro quantistico alla geopolitica dell’AI, la rosa dei libri che si contenderanno il premio durante il festival della ricerca scientifica dal 26 al 28 settembre.

La scienza che esce dai laboratori per diventare narrazione accessibile a tutti. È questa la filosofia che guida il Premio Trieste Next – Science Book of the Year, giunto alla sua terza edizione con una rosa di finalisti che fotografa le grandi trasformazioni del nostro tempo. Dal 26 al 28 settembre, durante la 14ª edizione del festival Trieste Next, cinque autori si contenderanno il riconoscimento dedicato alla migliore divulgazione scientifica italiana.

La giuria scientifica, presieduta da Roberto Di Lenarda, rettore dell’Università di Trieste, ha selezionato i cinque titoli finalisti tra le 93 proposte giunte da case editrici di tutta Italia. A decidere il vincitore sarà la Giuria dei Lettori, composta da oltre 200 appassionati di divulgazione scientifica provenienti da tutto il paese.

I protagonisti della scienza contemporanea

La cinquina finalista spazia dalle neuroscienze alla geopolitica tecnologica, passando per la fisica quantistica e l’esplorazione spaziale. Alessandro Aresu con “Geopolitica dell’intelligenza artificiale” (Feltrinelli) analizza come l’AI stia ridisegnando gli equilibri di potere globali, raccontando le storie dei protagonisti che plasmano il nostro futuro, da Jensen Huang di NVIDIA ai pionieri di DeepMind e OpenAI.

Martina Ardizzi, neuroscienziata dell’Università di Parma, in “L’algoritmo bipede” (Egea) esplora la metamorfosi continua del cervello umano, dal primo utensile di pietra ai visori virtuali, dimostrando come ogni tecnologia abbia rimodellato la nostra mente.

Il futuro della computazione quantistica è al centro de “Il computer impossibile” (Raffaello Cortina) firmato dal trio Giuliano Benenti, Giulio Casati e Simone Montangero, che rendono accessibile la tecnologia più rivoluzionaria del nostro tempo, capace di completare in secondi calcoli che oggi richiederebbero ere geologiche.

Dalla Terra alle stelle

La corsa al dominio dello spazio è il tema di Emilio Cozzi in “Geopolitica dello Spazio” (il Saggiatore), che svela come il nostro futuro quotidiano si decida tra le stelle, dall’agricoltura spaziale al turismo orbitale, fino alle estrazioni minerarie sugli asteroidi.

Chiude la rosa Alfio Quarteroni, matematico vincitore della medaglia Blaise Pascal, con “L’intelligenza creata” (Hoepli). Il volume affronta l’intelligenza artificiale con rigore scientifico, demolendo preconcetti e paure per spiegare una tecnologia dall’enorme potenziale.

Un festival che guarda al futuro

“Il Premio valorizza un’idea di scienza che non si chiude nei laboratori, ma si racconta con parole capaci di coinvolgere, ispirare, generare consapevolezza”, commenta Roberto Di Lenarda. “È anche attraverso la buona divulgazione che si costruisce una cittadinanza informata e partecipe dei grandi cambiamenti del nostro tempo”.

Il 28 settembre alle 11.30, durante la cerimonia di premiazione, verrà decretato il vincitore di questa edizione il cui tema è “La vita dentro. Dialoghi tra scienze e tecnologie”. Il giorno precedente, sabato 27 settembre dalle 11 alle 18, gli autori presenteranno i loro libri accompagnati da membri della giuria.

La tradizione del premio

Nelle precedenti edizioni, il riconoscimento è andato a “Storie di errori memorabili” di Piero Martin nel 2024 e a “Capitalismo carnivoro” di Francesca Grazioli nel 2023. Il premio è promosso da ItalyPost e Comune di Trieste, con la presidenza scientifica dell’Università di Trieste.

La Giuria dei Lettori è ancora aperta a nuove candidature fino al 29 agosto 2025. Per maggiori informazioni e per partecipare al festival, è possibile consultare il sito www.triestenext.it.

“La divulgazione scientifica non è solo uno strumento per comprendere il presente, ma un atto di cittadinanza attiva”, sottolinea Antonio Maconi, direttore del festival. “I cinque titoli finalisti rappresentano perfettamente questa ambizione: unire rigore e accessibilità, visione e competenza”.

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