Nel 1996, Apple stava scommettendo su un’idea audace: portare il computing nel salotto attraverso il televisore anziché aggiungere funzioni TV al computer. Un video ritrovato sul web del programma televisivo Computer Chronicles, a cui abbiamo aggiunto i sottotitoli in italiano, mostra il conduttore Stewart Cheifet intervistare Mark Wu di Apple Computer sull’Apple Pippin, presentando al pubblico americano quello che sarebbe diventato uno dei più grandi flop commerciali nella storia dell’azienda.

Mark Wu presentò Pippin come “un nuovo media appliance” per accedere a contenuti interattivi su CD-ROM, servizi online e il World Wide Web. A prima vista sembrava una console per videogiochi collegata al televisore con un controller, ma Wu insistette che fosse molto di più. Il cuore del sistema era un processore PowerPC che eseguiva Pippin OS, una versione ridotta del Mac OS incorporata in ogni CD Pippin.

Il controller che voleva essere un mouse

Una delle scelte più peculiari era il controller. Wu lo descrisse come “un mouse invertito”, progettato per funzionare sul divano senza bisogno di una superficie piatta. Includeva trackball integrata per i titoli punta e clicca, ma poteva anche gestire i giochi. Se proprio necessario, si poteva collegare una tastiera tramite porta ADB, come sui Mac tradizionali.

Il sistema aveva un lettore CD-ROM 4x e poteva eseguire titoli come i Living Books di Broderbund, incluso Dr. Seuss. Wu sottolineò che i CD Pippin potevano girare anche su qualsiasi Mac, garantendo milioni di macchine compatibili. Se un titolo era multimodale, funzionava anche su Windows o DOS.

La dimostrazione proseguì con la navigazione web usando Netscape in tempo reale. Wu ammise che la risoluzione del televisore non sarebbe mai stata buona come un monitor RGB, ma difese la scelta spiegando che le persone avrebbero guardato la TV da distanza maggiore e non l’avrebbero usata per leggere molto. Apple aveva lavorato duramente sull’hardware per ridurre lo sfarfallio e l’overscan tipici dei televisori.

Per la connettività internet, Pippin supportava dispositivi compatibili Geoport. Bandai Corporation, primo licenziatario, aveva annunciato che avrebbe iniziato a spedire il dispositivo in Giappone la settimana successiva a 648.000 yen, circa 650 dollari, con modem incluso. Lo storage era limitato a 128K di memoria flash per segnalibri e preferenze, con un floppy drive opzionale per chi avesse bisogno di più spazio.

Apple Pippin rappresenta uno dei più affascinanti “what if” della storia Apple: un computer mascherato da console che anticipava l’era delle smart TV, ma arrivò troppo presto, costava troppo e non aveva un’identità chiara. Guardare quella puntata di Computer Chronicles oggi significa vedere il futuro immaginato nel modo sbagliato.

- Info -

Disclamer: Questo articolo presenta le opinioni del suo autore indipendente o della fonte da cui è estratto o ricevuta e non di Italiamac. Può essere stato realizzato con l’assistenza della IA per la traduzione e il riassunto. Non è da considerarsi consulenza, consiglio o invito all'uso o all’acquisto o investimento in quanto a puro titolo esemplificativo generico. Alcuni prodotti e servizi potrebbero non essere consentiti in alcune regioni geografiche. I racconti di Ucronìa: Cupertino sono fiction.



Scarica l’App di Italiamac:
Promo