Esiste un filmato d’archivio prezioso conservato al Computer History Museum che mostra Steve Jobs nel 1980, in un momento cruciale della storia Apple. Il video Filmati d’epoca di Steve Jobs su Apple del canale Computer History Museum documenta una presentazione di Jobs quando Apple era ancora un’azienda giovane, con circa 500 dipendenti, e si preparava a fatturare tra i 150 e 200 milioni di dollari quell’anno.
Guardare questo filmato oggi significa vedere Jobs prima del Macintosh, prima dell’iPhone, prima della leggenda. È Jobs che racconta la nascita di Apple partendo da lui e Wozniak che “liberavano” componenti da Hewlett-Packard e Atari, che vendevano il van e il calcolatore HP-65 per racimolare 1.300 dollari, che consegnavano 50 computer assemblati in 29 giorni al primo Byte Shop. È Jobs che si scusa per essere arrivato in ritardo guidando a 90 miglia orarie senza trovare parcheggio.
La filosofia del “computer per una persona”
Quello che rende questo filmato storico non sono solo gli aneddoti sulla nascita di Apple, ma la chiarezza con cui Jobs articola la filosofia fondante dell’azienda: “c’è qualcosa di molto speciale e storicamente diverso quando hai un computer e una persona, molto diverso da dieci persone e un computer.” Questa visione del rapporto uno-a-uno tra persona e macchina era rivoluzionaria nel 1980, quando i computer erano ancora principalmente strumenti condivisi in ambienti aziendali o universitari.
Jobs usa la metafora della bicicletta: uno studio di Scientific American aveva mostrato che l’uomo con la bicicletta batteva il condor come efficienza di locomozione. “Non stiamo costruendo biciclette da usare tra Palo Alto e San Francisco,” dice Jobs, “stiamo costruendo strumenti che amplificano un’abilità umana.” Quella metafora della bicicletta per la mente sarebbe diventata iconica nel definire cosa fossero i computer Apple.
Nel filmato si percepisce l’entusiasmo genuino di Jobs mentre parla dei bambini di quarta e quinta elementare che usano Apple II, delle segretarie Apple che gestiscono budget con VisiCalc, del suo amico in Germania che vuole comprare 20-30 Apple al mese. Si vede un Jobs che sta ancora scoprendo cosa significhi vedere la propria visione diventare realtà, che ammette candidamente “potremmo dire che l’abbiamo pianificato tutto, ma è diverso dall’esperienza di vedere 500 persone che lavorano in Apple.”
Il documento è particolarmente prezioso perché cattura Jobs mentre articola obiettivi che Apple avrebbe impiegato decenni a realizzare: rimuovere la barriera tra utente e computer, permettere alle persone di risolvere i propri problemi senza dover imparare a programmare, fondere hardware e software fino a renderli indistinguibili. “Il software di ieri è l’hardware di oggi,” dice nel 1980, anticipando l’integrazione verticale che sarebbe diventata il marchio di fabbrica Apple.
Vale la pena guardare il filmato completo per ascoltare Jobs raccontare con le sue parole questo momento della storia Apple, per sentire l’energia e la convinzione con cui descrive una visione che allora sembrava quasi utopica ma che oggi diamo per scontata.
Questo filmato del 1980 ci mostra un Steve Jobs che ancora si meraviglia di quello che sta succedendo, che guida a 90 miglia orarie senza trovare parcheggio, che si emoziona parlando di bambini di quinta elementare che sanno usare il computer meglio di lui. È un Jobs prima della leggenda, più umano e spontaneo, ma con la stessa chiarezza di visione che avrebbe definito Apple per i decenni successivi.
Appuntamento alla prossima chicca di Macmorabilia, la rubrica di Italiamac coordinata da Gabriele Gobbo per raccontare la vera storia di Apple, quella che abbiamo amato, con documenti originali, reperti d’epoca, video dimenticati e accessori ormai introvabili. Un viaggio nostalgico tra pubblicità storiche, curiosità autentiche, computer vintage e perle rare scovate negli archivi, pensato per chi vuole riscoprire l’anima più affascinante del mondo Mac.
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