Marcio Teixeira ha estratto ogni icona dal resource fork di centinaia di software classici e le ha messe tutte insieme in un catalogo visivo liberamente esplorabile
Chi ha usato un Macintosh negli anni Ottanta e Novanta ricorda quelle icone. Erano disegnate a mano, pixel per pixel, su una griglia di 32×32 punti, con una cura maniacale per ogni dettaglio. Un cestino che si riempiva davvero quando ci buttavi qualcosa dentro. Una cartella che sembrava di carta. Un orologio con le lancette. In quegli anni il design dell’interfaccia Macintosh era qualcosa di completamente nuovo, e le icone ne erano la parte più visibile e più amata.
Marcio Teixeira, del gruppo Compact and Vintage Macintosh, ha deciso di raccoglierle tutte. Ha scritto uno strumento che apre ogni resource fork su un volume vintage, estrae le risorse ICN#, ICON, icl4, icl8 e cicn, calcola un hash SHA-1 di ogni immagine per eliminare i duplicati, e tiene solo quelle uniche. Il risultato è A Visual Catalog of Retro Macintosh Software: 69.564 icone da CD-ROM e archivi storici come il BMUG PD-ROM del 1988, le varie versioni di MegaROM, Educorp Shareware CD e persino raccolte di software giapponese per Macintosh.

Un museo di pixel che non finisce mai
Aprire il catalogo è un’esperienza difficile da descrivere. Le icone appaiono in una griglia fitta, migliaia in una sola pagina, ognuna diversa dall’altra: volti pixelati, strumenti musicali, robot, documenti, globi, astronavi, simboli che ora non hanno più contesto ma che una volta identificavano un programma specifico su una scrivania specifica. Ci sono anche icone da software giapponese degli anni Novanta, con caratteri Shift-JIS che Marcio ha gestito appositamente, perché il Macintosh aveva una comunità enorme in Giappone e molti di quei programmi non li ha mai visti quasi nessuno fuori dall’arcipelago.
Il resource fork era una delle cose più uniche del file system classico di Mac OS: ogni file aveva due parti, un data fork per i contenuti e un resource fork per le risorse strutturate come icone, suoni, menu e stringhe di testo. Quando il mondo passò a file system moderni, i resource fork sparirono quasi completamente. Questo catalogo è anche un modo per recuperare quello che rischiava di andare perso con loro. Il codice sorgente è disponibile su GitHub per chi vuole capire come funziona o contribuire.
Vai a esplorarlo direttamente su marciot.com/mac68k-visual-catalog e lasciati trascinare.
Qualcuno ha passato ore a disegnare ognuna di quelle icone su una griglia di 32×32 pixel, su uno schermo da nove pollici in bianco e nero, senza sapere che quarant’anni dopo qualcuno le avrebbe ancora lì a guardare.
Appuntamento alla prossima chicca di Macmorabilia, la rubrica di Italiamac coordinata da Gabriele Gobbo per raccontare la vera storia di Apple, quella che abbiamo amato, con documenti originali, reperti d’epoca, video dimenticati e accessori ormai introvabili. Un viaggio nostalgico tra pubblicità storiche, curiosità autentiche, computer vintage e perle rare scovate negli archivi, pensato per chi vuole riscoprire l’anima più affascinante del mondo Mac.
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