iCloud: dopo il WWDC finalmente completo

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Quando iCloud è stato presentato tre anni fa insieme a OS X Lion e iOS 5, si trattava certamente di un servizio interessante, ma non offriva niente di rivoluzionario; principalmente la nuova piattaforma sostituiva mobileme e aggiungeva 5GB di archiviazione gratuita per ogni Apple ID da utilizzare per email, backup dei dispositivi mobile e (successivamente) dei documenti creati su Mac o PC tramite iWork. Per avere più GB disponibili sui server di Cupertino era necessario sborsare cifre considerevoli e ad ogni modo il massimo acquistabile era sempre 55GB per 100$/anno. Saltate fino al 2014 e, fatta eccezione per alcuni miglioramenti e nuove feature, iCloud è rimasto relativamente invariato, ma tutto questo sta per cambiare con OS X Yosemite e iOS 8.

Nel tentativo di rendere l’esperienza d’uso fra iOS e OS X sempre più organica, Apple ha presentato durante il WWDC 2014 una serie di funzioni che ricadono in un unico insieme detto “Continuity”; si tratta di software che permette all’utente di iniziare il proprio lavoro su iPhone, iPad e Mac e di continuarlo facilmente su un altro dispositivo della mela che si trovi nei paraggi senza bisogno di copiare manualmente quanto fatto fino a quel momento.

Con il nuovo iCloud le app potranno ancora creare i propri file personalizzati e salvarci i dati, ma al tempo stesso tutte le informazioni saranno contenute all’interno di “iCloud Drive”, accessibile manualmente su tutti i dispositivi (anche Windows!) quindi lavorando ad un documento Pages potremo aprirlo, modificarlo e perfino copiarlo su un’altra macchina, semplicemente aprendo questa cartella, proprio come avviene con Dropbox; per quanto semplice e scontata possa sembrare questa funzionalità a chi usa regolarmente Dropbox o Google Drive come me e tanti altri, Apple finora ha evitato di aggiungerla al suo servizio di cloud storage, di fatto limitandone pesantemente l’utilità e forse è proprio con l’introduzione di Continuity che le cose devono cambiare, ci abitueremo di più a tanti dispositivi che sembrano parte di un unico sistema, piuttosto che singoli device indipendenti, ecco perché avere una cartella sempre sincronizzata per quei momenti in cui iPhone e MacBook non saranno vicini si rivelerà particolarmente importante.

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L’ultima considerazione riguarda i prezzi, che per fortuna sono cambiati radicalmente: 20GB costeranno 0.99$ al mese e per 48$ sarà possibile acquistare 200GB per un anno (un prezzo non bassissimo, ma almeno al pari con i 24$/100GB di Google Drive) e per quanto Apple non abbia ancora svelato i dettagli di altre offerte, ha dichiarato che saranno disponibili piani fino a 1TB, anche se dubito saranno particolarmente utili qua in Italia, con le nostre connessioni a “banda larga” che viaggiano alla velocità di una tartaruga col freno a mano tirato.







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Francesco Barbieri

Francesco Barbieri, fiorentino, si appassiona fin da bambino ai computer, che si diverte a smontare e osservare (e all’inizio distruggere); col tempo impara a conoscerli, ripararli e modificarli, approdando inevitabilmente al Mac. È appassionato di elettronica di consumo, videogiochi e social networking, mantiene un canale YouTube dove discute dei suoi progetti (e inevitabili disastri).
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