Ebbene si, in questo particolare periodo ci stiamo concentrando sui dispositivi E Ink. Ne abbiamo provati diversi e questa volta è la volta di Il Supernote A5 X2 Manta, un piccolo gioiello a schermo flessibile da 10,7” a 300 PPI, peso di circa 375-380 g, e uno spessore che sfiora i 6 mm, addirittura 3,6 mm ai bordi. Non cerca di essere trendy: si presenta come uno strumento silenzioso e raffinato, pensato per chi scrive e riflette con calma.
Un corpo leggero, minimalista, quasi futuristico
La prima volta che ho appoggiato il Manta sul tavolo di un coworking ho percepito subito il suo equilibrio: la scocca in plastica robusta e leggera avvolge uno schermo sottilissimo che si flette appena sotto il peso delle dita, regalando una sensazione quasi eterea. Il design richiama un’estetica moderna, quasi aliena, senza esagerare.
La cover magnetica “half folio” da 59 € aggiunge una dimensione funzionale ed estetica: aderisce con un click sicuro, protegge lo schermo e al contempo riproduce il feeling della carta quando si scrive o si disegna, senza mai appesantire il tutto o aumentare ingombri visivi o tattili.

È davvero sorprendente come il peso complessivo rimanga così contenuto anche con la cover e il piccolo portapenna ad anello, che si aggancia dietro come un accessorio discreto. Non disturba, non sbilancia — consente invece di lavorare per ore, in piedi o seduti, senza mai affaticarsi. Il bilanciamento ergonomico è perfetto: né troppo rigido né troppo flessibile, giusto al punto giusto per una scrittura fluida e naturale.
Ma non è solo questione di praticità: il Manta è anche elegante in modo discreto, una presenza che sa farsi notare senza gridare. Le linee pulite, la superficie opaca e la finitura uniformemente satinata trasmettono raffinatezza silenziosa. Quando lo si estrae dallo zaino, attira sguardi curiosi. Quando lo si usa, invita a concentrarsi sul contenuto più che sugli strumenti. In un solo oggetto, minimalismo, funzionalità e un tocco di futurismo convivono in armonia.
Sensazione di scrittura: FeelWrite 2 fa davvero la differenza
La vera anima del Manta è la pellicola FeelWrite 2, una superficie auto-rigenerante che aggiunge profondità al gesto della scrittura: sotto la punta della penna percepisci una leggera deformazione, un micro-rimbalzo che suggerisce consistenza e corpo, senza rischi di usura. E non è tutto: abbinata al rigido-elastico display Mobius, restituisce una risposta tattile e visiva sorprendente — non scivoli sul vetro, ma tracci su un sottile cartoncino pregiato.

La latenza è talmente impercettibile da sembrare azzerata, regalando un flusso continuo di scrittura: la penna scorre, la mano segue, l’idea prende forma senza distanziamenti mediali.
Quella che potresti interpretare come una vibrazione nel polso è invece una resistenza calibrata: una sorta di “feedback controllato”, che simula in modo autentico la sensazione della carta di qualità. Non è affatto un effetto “pennello su carta” ruvido o eccessivo, ma il risultato più realistico che abbia mai trovato su un tablet digitale.
Il FeelWrite 2 trasforma ogni tratto in un gesto intenzionale, ogni idea in un segno espresso con precisione. È un’esperienza che innalza la scrittura digitale a livello tattile: qui la differenza non è solo percepita, è vissuta.
Software e modularità: un occhio al futuro
Il sistema operativo si basa su Android 11 ma è stato fortemente personalizzato per offrire fluidità anche su hardware limitato. L’interfaccia integra riconoscimento della scrittura in tempo reale, sincronizzazione con Google Drive, Dropbox, OneDrive e modelli personalizzabili. Ci sono decine di template per scrivere, progettare, pianificare.

Ancora più notevole: è riparabile e aggiornabile. Il pannello posteriore è removibile senza attrezzi particolari, consentendo di sostituire batteria, scheda madre, o aggiungere una microSD fino a 2 TB. È un approccio che mira alla sostenibilità e alla longevità del prodotto, raro in un mercato sempre più chiuso e bloccato.
Il cappuccio del pennino: piccolo dettaglio da migliorare
a penna Supernote (LAMY, Heart of Metal e altri modelli EMR) è giustamente apprezzata per precisione, sensibilità e durata della punta ceramica. Tuttavia, il suo cappuccio magnetico tende a sganciarsi un po’ troppo facilmente, specialmente quando si trasporta la penna in borsa o all’interno della custodia. È capitato anche a me, soprattutto nei primi giorni, di ritrovarmi a cercarlo con una certa apprensione. Niente di grave, certamente, ma un dettaglio che potrebbe essere perfezionato per garantire una maggiore serenità, soprattutto trattandosi di penne premium che si desidera mantenere sempre in ordine.

Uso quotidiano: elegante, silenzioso, organizzato
Ho portato il Manta con me ovunque: in treni affollati verso appuntamenti di lavoro, nei bar affacciati su strade trafficate, nelle biblioteche silenziose che favoriscono la concentrazione. Ogni mattina iniziavo la mia giornata rileggendo le note del giorno precedente, riorganizzando idee, correggendo bozze o semplicemente scrivendo diagrammi veloci che avrebbero guidato il lavoro della giornata. Sincronizzavo poi tutto con il cloud, assicurandomi che ogni documento fosse aggiornato in tempo reale su tutti i miei dispositivi.
Una caratteristica particolarmente utile sono i touch strip laterali: gli shortcuts (undo/redo, scorrimenti rapidi e cambi di pagina) diventano immediati, intuitivi, capaci di supportare il ritmo naturale della scrittura senza alcuna interruzione. Allo stesso modo, il riconoscimento live della grafia ha dato un’accelerazione sorprendente alla mia produttività, permettendomi di generare testi chiari e pronti da condividere, senza mai abbandonare il flusso delle idee.

Nel pomeriggio il Manta si è trasformato nel compagno ideale per attività più strutturate: ho lavorato spesso su PDF tecnici, inserendo annotazioni dettagliate, diagrammi precisi e appunti calligrafici sfruttando l’efficace modulo con griglia integrato. Più tardi, ho dedicato del tempo a sketch veloci a mano libera, esplorando creativamente l’app Atelier e scoprendo nuove possibilità espressive.
Ciò che più mi ha sorpreso è stato l’equilibrio perfetto tra la serietà professionale e la leggerezza creativa del dispositivo. Certo, l’assenza di una retroilluminazione integrata mi ha imposto di usare una lampada aggiuntiva in alcune occasioni, specialmente in ambienti poco illuminati o la sera. Tuttavia, la qualità eccezionale della sensazione di scrittura, naturale e piacevolmente autentica, compensa ampiamente questo piccolo limite, facendolo dimenticare completamente. Il risultato è un’esperienza di lavoro e creatività fluida, coinvolgente e appagante, come poche altre volte mi è capitato con un tablet digitale.
Caratteristiche principali
- Display E Ink Carta 1300 flessibile da 10,7”, risoluzione 1920 × 2560, 300 PPI
- Pellicola FeelWrite 2 per un feedback simile al cartoncino
- Processore RK3566 quad-core 1.8 GHz, 4 GB RAM, 32 GB storage + microSD fino a 2 TB
- OS Chauvet (Android 11) con riconoscimento scrittura, cloud sync, modelli personalizzabili, touch strip laterali
- Nessuna luce frontale, costruito per l’uso in ambiente ben illuminato
- Design modulare e riparabile, con batteria, storage e scheda madre sostituibili facilmente
- Peso di circa 375 g (senza folio), spessore 6 mm (cornici 3,6 mm)
- Penne compatibili Supernote EMR (es. LAMY, Heart of Metal), punta ceramica, senza batteria
- Formati supportati: PDF, EPUB, DOC, sincronizzazione cloud
Prezzi indicativi
- Tablet A5 X2 Manta: circa 459 USD (~479 €) senza accessori
- Bundle con penna e half-folio: circa 505‑600 USD (~550‑600 €) a seconda del modello di penna
- Ricambio cappuccio penna: ~7–10 €
- Punte aggiuntive: ~10–15 €
Pro e Contro
Pro
- Esperienza di scrittura eccellente e naturale
- Design ultra sottile, elegante e leggerissimo
- Software focalizzato, con riconoscimento in tempo reale e touch strip fluide
- Modularità e riparabilità che lo rendono sostenibile nel tempo
- Supporto microSD fino a 2 TB e sincronizzazione cloud
Contro
- Nessuna retroilluminazione integrata
- Cappuccio penna poco stabile e facile da perdere












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