Geoffrey Cain ricostruisce il decennio perduto di NeXT: il periodo che nessuna biografia ha mai raccontato davvero, con video inediti delle riunioni aziendali e documenti riservati

Aprile 1985. Steve Jobs esce dal quartier generale di Apple a Cupertino, estromesso dalla società che aveva fondato. Ha trent’anni. Quello che succede nei dodici anni successivi, fino al suo ritorno in Apple nel 1997, è la storia che tutti pensano di conoscere e che in realtà quasi nessuno conosce per intero.

Il libro Steve Jobs. L’esilio di Geoffrey Cain, pubblicato in Italia da Egea con un saggio di Diego Piacentini, riempie quel vuoto. Cain ha lavorato su materiali inediti, video mai diffusi delle riunioni interne di NeXT e documenti aziendali riservati, intervistando i collaboratori chiave di quel periodo. Il risultato è il racconto di un decennio di fallimenti spettacolari, bancarotte sfiorate e umiliazioni che nessuna delle biografie ufficiali ha mai affrontato con questa profondità.

NeXT: il computer più bello che quasi nessuno comprò

Per chi ama l’hardware Apple, gli anni di NeXT hanno un fascino particolare. Le macchine che Jobs fece costruire in quel periodo, il NeXTcube e la NeXTstation, erano oggetti di design straordinario: case in magnesio nero, forme geometriche precise, qualità costruttiva che faceva sembrare qualunque altra workstation dell’epoca un oggetto improvvisato. Erano anche costose, difficili da vendere e commercialmente un disastro. Sul primo NeXT computer Tim Berners-Lee scrisse il primo browser della storia del web.

Il sistema operativo che girava su quelle macchine, NeXTSTEP, è diventato la base di Mac OS X. Ogni Mac moderno porta dentro di sé qualcosa di quei dodici anni di esilio. È per questo che quella storia conta, anche per chi è arrivato al mondo Apple molto dopo il 1997.

Il libro è disponibile su Amazon Italia e nelle librerie.

“L’insuccesso è una parte fondamentale del processo. Non puoi avere successo senza fallire prima.” Una lezione che Jobs imparò a sue spese in quegli anni, e che non avrebbe mai dimenticato.

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