Negli ultimi anni ho provato diverse cuffie pensate per il lavoro. Alcune erano eccellenti durante le riunioni, ma poco piacevoli per ascoltare musica; altre avevano un buon suono, ma microfoni incapaci di isolare la voce non appena intorno compariva un po’ di rumore. Il problema è che oggi una cuffia professionale non rimane più sulla scrivania: deve accompagnarci tra call, smartphone, spostamenti e viaggi.
La Jabra Evolve3 85 nasce proprio con questa ambizione. È una cuffia over-ear professionale, ma il suo design pulito e l’assenza del tradizionale microfono ad asta la rendono molto più simile a un modello consumer di fascia alta. L’ho utilizzata durante le mie giornate di lavoro, ma anche in aereo, dove cancellazione del rumore, comfort e autonomia sono stati messi alla prova in condizioni decisamente più severe rispetto a quelle di un normale ufficio.
Finalmente una cuffia professionale che non sembra uscita da un call center
La prima differenza rispetto alle tradizionali cuffie da ufficio è estetica. La Evolve3 85 non ha il classico braccetto davanti alla bocca e può quindi essere indossata anche in viaggio senza dare l’impressione di essere rimasti collegati a una riunione.

Con un peso di circa 220 grammi, è piuttosto leggera per una over-ear dotata di ANC, sei microfoni e batteria sostituibile. I cuscinetti circondano completamente le orecchie e l’archetto distribuisce bene la pressione. Dopo alcune ore, come accade con quasi tutte le cuffie chiuse, si può percepire un po’ di calore, ma il comfort generale rimane molto buono.
La struttura ripiegabile e la custodia inclusa la rendono inoltre semplice da trasportare. Non è una cuffia minuscola, naturalmente, ma occupa meno spazio di quanto ci si aspetterebbe da un modello professionale di questo tipo.
La prova in aereo: l’ANC nel suo ambiente naturale
Ho utilizzato la Evolve3 85 anche durante un volo, e probabilmente è stato questo il test più significativo.
Il rumore di una cabina non è composto soltanto dalle conversazioni degli altri passeggeri. È soprattutto un ronzio continuo sulle basse frequenze, generato dai motori e dal flusso dell’aria, che dopo qualche ora diventa fisicamente stancante.
Il sistema Advanced ANC di Jabra ha ridotto in maniera netta questa presenza costante. Non crea un silenzio assoluto, ma allontana il rombo e permette di ascoltare musica o guardare un film senza alzare troppo il volume. Il vantaggio più importante, però, è la riduzione della fatica: una volta arrivati a destinazione, le orecchie sembrano meno affaticate.

Per gli annunci o per parlare con il personale di bordo si può attivare HearThrough, che utilizza i microfoni esterni per far entrare i suoni ambientali senza dover togliere la cuffia. È una funzione semplice, ma in viaggio diventa immediatamente utile.
La presenza dell’ingresso da 3,5 millimetri è un altro vantaggio importante per l’utilizzo in aereo. Permette di collegarsi ai sistemi di intrattenimento che non supportano il Bluetooth. Bisogna però sapere che, con il cavo analogico inserito, Bluetooth e microfoni della cuffia vengono disattivati: si tratta quindi soprattutto di una modalità di ascolto.
Sei microfoni al posto dell’asta
Eliminare il microfono ad asta rende la cuffia più elegante, ma obbliga Jabra a lavorare molto di più sull’elaborazione della voce.
La Evolve3 85 utilizza sei microfoni MEMS e il sistema ClearVoice, basato su algoritmi di deep learning, per riconoscere la voce dell’utente e separarla da rumori, vento e conversazioni circostanti.
Durante le chiamate la voce è risultata chiara e sufficientemente naturale, senza quell’effetto metallico che spesso accompagna una cancellazione del rumore troppo aggressiva. In una stanza silenziosa, un ottimo microfono ad asta può ancora offrire una voce leggermente più piena; nel complesso, però, Jabra riesce a ottenere un risultato professionale senza costringere l’utente a portare un braccetto davanti alla bocca.
La funzione Sidetone permette inoltre di ascoltare una parte della propria voce nelle cuffie. Sembra un dettaglio, ma evita di parlare troppo forte quando ANC e isolamento passivo ci separano dall’ambiente.
Una cuffia da lavoro che sa anche suonare bene
Le cuffie professionali hanno spesso un suono molto concentrato sulle frequenze vocali e poco piacevole con musica e film. La Evolve3 85 utilizza driver da 32 millimetri e offre una resa più equilibrata.
Le voci rimangono nitide, coerentemente con la natura professionale del prodotto, ma le basse frequenze sono presenti e sufficientemente corpose. Non è una cuffia audiofila, ma è abbastanza piacevole da non far sentire il bisogno di portare con sé un secondo paio di cuffie.
Attraverso l’app Jabra Plus è possibile modificare l’equalizzazione, regolare ANC, HearThrough e Sidetone e personalizzare alcuni controlli.
Connessioni e autonomia
La cuffia utilizza Bluetooth 5.3, può memorizzare più dispositivi e mantenerne collegati due contemporaneamente. Questo permette, per esempio, di lavorare sul computer e restare nello stesso momento collegati allo smartphone.
Il dongle Jabra Link 390, incluso nelle configurazioni professionali, può sembrare superfluo se il computer dispone già di Bluetooth. In realtà offre una connessione più prevedibile e stabile, oltre a una migliore integrazione con piattaforme come Microsoft Teams, Zoom e Google Meet.
L’autonomia è uno dei punti forti: è sufficiente per coprire senza difficoltà una giornata lavorativa e affrontare anche un viaggio lungo. La batteria è inoltre sostituibile, una scelta sempre più rara e interessante per chi vuole utilizzare la cuffia per diversi anni.
Conclusione
La Jabra Evolve3 85 riesce a fare una cosa non scontata: essere una cuffia professionale senza sembrare confinata al lavoro.
Durante le riunioni offre una voce chiara, una buona gestione del rumore e integrazione con le principali piattaforme. Fuori dall’ufficio diventa invece una cuffia piacevole per musica, film e viaggi.
La prova in aereo è stata quella che mi ha convinto maggiormente. La cancellazione del rumore non si limita a rendere più facile ascoltare un contenuto: riduce concretamente la stanchezza provocata dal rumore continuo della cabina. E quando un dispositivo riesce a passare con naturalezza dalla scrivania al sedile di un aereo, senza obbligarti a portare una seconda cuffia, significa che ha davvero compreso come lavoriamo e ci spostiamo oggi.
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