Il calo di vendite dell’iPad 2 preoccupa davvero gli investitori?

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Si sa, gli investitori controllano le vendite, guardano alle previsioni, riformulano, riflettono. Le vendite dell’iPad 2 dal 1° gennaio al 31 marzo sono state di circa 5 milioni ma l’azienda di Cupertino aveva previsto una cifra vicina ai 6 milioni di unità. A causa di questo cambiamento, la IHS iSuppli ha cambiato le sue previsioni per la fine dell’anno, portando la cifra dai 43.7 milioni alle 39.7 milioni di unità ipoteticamente vendute per il 2011. Questo rappresenterebbe un calo del 9.2% sulle vendite con un conseguente cambiamento nelle previsioni fatte per gli anni successivi (restando comunque delle speculazioni che difficilmente potranno prevedere tutte le variabili che oggi accadono così velocemente).

Nonostante la forte domanda, parte di questo calo viene imputato alla mancanza di unità nei vari punti vendita dovuti a diversi problemi con alcuni produttori, soprattutto sulla produzione dello schermo a cristalli liquidi, degli “autoparlanti” e della laminazione. Apparentemente, questi problemi non sono imputabili al disastro giapponese visto che Apple sembra aver reagito prontamente ed “aggressivamente” per risolvere eventuali problemi creati da questa situazione dichiarando di poter contare sui suoi vari produttori asiatici.

La compagnia californiana sta prontamente cercando di recuperare questo calo, ma le cifre di Aprile la vedono ancora sotto le previsioni. Nel frattempo, altre compagnie di analisti stanno leggermente riducendo le previsioni, come ad esempio la JPMorgan, stimando le vendite dell’ipad 2 per il 2011 da 28.9 milioni a 27.3 milioni di unità.

Secondo Rhoda Alexander: “l’iPad continua ad essere il modello di riferimento da seguire per gli altri Tablets. Anche se lo sviluppo delle applicazioni sta aumentando per i modelli Android, è ancora molto indietro, soprattutto per i contenuti che Apple può offrire attraverso film, musica ed applicazioni che vede la concorrenza ancora lontana”.

Nonostante questo leggero calo, i numeri globali della produzione e dei guadagni Apple continuano a soddisfare parecchio le esigenze degli investitori, di cui Tim Cook (il probabile successore di Steve Jobs) non è affatto preoccupato.

Nei prossimi trimestri, come si evince su Reuters, Apple comincerà sempre di più a confrontarsi con se stessa, anche perché come dice Michael Walker, portfolio Manager alla WP Stewart: “Apple non può crescere per sempre all’83%. E’ impossibile”.

Intanto le vendite dell’iPhone sono più che raddoppiate, e sull’iPad 2 Apple dichiara di aver venduto più di chiunque altro avesse potuto mai fare. Come smentirla?

Alle seguenti domande, Alex Gauna, analista della JMP Securities, risponde:

“Apple è una società in crescita?” – Si

“E’ una compagnia ben amministrata?” – Assolutamente!

“Ha talenti interni al di là di Steve Jobs?” – Di sicuro li ha!

Sotto la guida di Tim Cook, Apple si è lanciata in una nuova globale sfida con uno dei suoi prodotti a più alto profitto, l’iPad 2. Che nonostante la crisi economica, ed il disastro giapponese (da cui sono prodotti moltissimi componenti), ha visto un minimo impatto sulle previsioni e, come si dice dalla compagnia di Cupertino: “non si vedono problemi irrisolvibili”.

 







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Davide Roccato

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