Avete mai sentito la massima secondo cui “i Mac non prendono virus”? Bene, oggi è un mito che appartiene al passato. Anche se è difficile abbandonare le proprie certezze, crederci al giorno d’oggi sarebbe come continuare a credere nelle tecniche SEO che andavano in auge nel 2010. I Mac sono sempre eccellenti; quello che è cambiato è il livello di qualità delle minacce digitali. Per quanto corazzati dai sistemi che li hanno resi i dispositivi più sicuri – nonché un oggetto di culto, anche per questo motivo, per i nerd di tutto il mondo – oggi anche i Mac devono guardarsi le spalle. Non solo dai virus tradizionali, ma anche dalle minacce più subdole, una complessa rete di vettori d’attacco che sfruttano le vulnerabilità del browser, il phishing mirato e i famigerati ransomware.

La sicurezza a strati: ecco perché è necessario l’antivirus

Per i cybercriminali, il mercato Apple è una sfida: gli utenti MacOS, infatti, temono di rallentare e sovraccaricare il sistema, rinunciando così a una protezione adeguata. Alcuni, invece, pensano di non averne bisogno affatto. In realtà, anche nei Mac occorrerebbe implementare un sistema di sicurezza a strati, che coinvolga allo stesso tempo hardware, sistema operativo e software di terze parti.

Insomma, l’ideale è una protezione moderna che trasformi il tutto in una “fortezza digitale” senza sacrificare le prestazioni. Perché per gli utenti Apple, le prestazioni – la velocità del sistema e la qualità delle immagini, dei suoni e dell’hardware – sono tutto.

La verità è che il sistema integrato di Apple XProtect, da solo, non basta più; così come non bastano più Gatekeeper (verifica firma digitale) e MRT (rimozione malware) per garantire la sicurezza Internet del sistema.

Questi ultimi, infatti, non tengono conto di alcuni fattori. Per esempio la cosiddetta vulnerabilità “zero day”, che rende un bug non ancora scoperto da Apple un problema per tutti i Mac – almeno, prima del rilascio di un patch ufficiale.

Il punto debole del sistema sono anche i social network, le app, i software e i link volutamente cliccati dall’utente. Perché le minacce odierne non forzano il sistema, spesso non riescono a farlo: preferiscono convincere l’utente, spingerlo ad aprire la porta e ad accogliere il nemico. Gli attacchi si travestono da miraggi, promesse di legittimità. Basta un link che risulti sicuro agli occhi di chi naviga, per forzare le difese del sistema.

Antivirus Bitdefender: una soluzione sicura che non intralcia

Prodotti come Bitdefender Antivirus Free Edition sono una buona opzione per i possessori di Mac. Promuovono una difesa proattiva senza influenzare negativamente le prestazioni. Non si tratta del classico software pesante temuto dall’utente Mac: con la tecnologia di scansione “in-the-cloud”, infatti, il carico computazionale viene spostato altrove, fuori dal computer.

Installare un antivirus efficace ma “leggero” consente di prevenire minacce come Silver Sparrow o Adload, oppure di contagiare i propri contatti, ospitando per esempio file infetti per Windows e inviandoli ad amici e parenti senza sapere se sono sicuri o meno.

L’antivirus fornisce una protezione in tempo reale, senza richiedere la scansione manuale ciclica. Dopotutto, come recita un vecchio adagio, è sempre meglio prevenire che curare. In più, Bitdefender Antivirus Free Edition, è una soluzione gratuita, perfetta per chi ha un budget limitato e desidera rafforzare il sistema di sicurezza del proprio Mac.

Tra le altre caratteristiche dell’antivirus, ci sono anche i filtri Web Shield e Anti-Phishing: i filtri proattivi bloccano i siti che clonano l’estetica di iCloud o del proprio istituto finanziario prima ancora che l’utente inserisca le credenziali.

Le funzioni “Safe Files” o “Monitoraggio dei cambiamenti”, invece, impediscono a software non autorizzati di modificare o crittografare i documenti personali.

Un passo in avanti verso la sicurezza

L’utente Mac consapevole e al passo coi tempi protegge attivamente i propri device, con un software che è più uno scudo olistico che un semplice antivirus. In più, continua a mettere in pratica sane abitudini per la sicurezza online, come l’autenticazione a due fattori, proteggendo l’Apple ID e sfruttandolo come chiave d’accesso principale; la revisione periodica delle impostazioni di privacy e sicurezza, per esempio l’accesso al microfono, alla fotocamera e il full access; e infine il buon vecchio backup, ovvero il salvataggio dei propri dati off-site per una protezione definitiva dal rischio di perderli per sempre. Il primo passo, però, è sempre quello. Il più ovvio: installare un antivirus. Dopotutto, è gratuito.

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