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Aurora Camera Bag di A-Solar – Ricaricare in sicurezza i nostri dispositivi

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Ho un debole per tutti gli aggeggi che integrino la possibilità di autoalimentarsi. In particolare per le celle energetiche, quelle dei film… che dove le ficchi le ficchi loro ci stanno, funzionano (fregandosene del voltaggio) e danno autonomia quasi illimitata. Hanno solo un piccolo problema: creano esplosioni termonucleari se solo hanno il sospetto che tu voglia utilizzarle per fare qualche scherzone (da Terminator all’ultimo Oblivion).

Quindi ci rimangono poche soluzioni: trasformare l’energia cinetica in energia elettrica (pedalando o costruendo un mulino) o scegliere il solare (tutti i qualsivoglia generatori esotermici li elimino perchè: puzzano, fanno rumore, non sono proprio “portatili” e il carburante costa al litro più di un Brunello di Montalcino)

E’ un piacere quindi parlarvi di questo nuovo prodotto di A-solar : Aurora Camera Bag

 

Non c’è nulla da dire, se anche voi siete dipendenti dai vostri gadget elettronici e magari in vacanza o per lavoro dovete stare senza linea elettrica, questa borsa è l’ideale.

Il materiale utilizzato è solido e di buona qualità: niente fili pendenti o incollaggi posticci. Nota di merito per le cerniere che hanno una protezione termo-cucita per evitare di far entrare acqua o sabbia ( ideale quindi da portarsi al mare  dove, con il minimo sforzo, il lestofante di turno può rubarvi una sola borsa con milioni di euro di dispositivi all’interno mentre contemporaneamente si stanno ricaricando… comodissimo!!!).

 

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All’interno troviamo:

Un pozzetto imbottito che può contenere senza problemi una reflex professionale con due scomparti mobili per rendere modulabile lo spazio grazie agli agganci di velcro (soluzione comune negli zaini fotografici). Nella foto non si nota, ma ai lati (sempre all’interno) sono presenti due piccole taschine utili per riporre piccoli oggetti come memorie o i connettori che vengono forniti con la borsa.

 

Sulla parte superiore c’è una tasca a retina da cui esce il cavetto del pannello solare esterno (più avanti capiremo come funziona il tutto).

All’esterno sono ben visibili le tasche laterali, sempre con le cerniere protette dalle termocuciture ma non imbottite.

Qui viene il bello: questa borsa viene venduta con all’interno il Quartz Charger (AM111) che rappresenta il “cuore”  elettronico. In realtà si tratta di un modulo stand-alone, che può ricaricare benissimo da solo i dispositivi collegati ad esso, dato che è  provvisto di un piccolo pannello ( nel caso aveste pochissimo spazio a disposizione, potete usare solo questo ) e che funge da regolatore e batteria.

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Questo dispositivo nello stesso momento: collega il pannello esterno, regola l’energia da erogare (mediante un selettore analogico che imposteremo noi), ricarica la sua batteria interna e ricarica batterie esterne o direttamente i dispositivi. Nei laboratori di A-Solar ne stanno progettando uno che, oltre a fare questo, ti parla per convincerti di quanto tu sia importante ed unico a questo Mondo mentre ti pratica una splenectomia della milza.

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Scherzi a parte, la durata della batteria è un po’ misera, quindi suppongo che serva in qualche modo da “tampone”. Garantisce in ogni caso 5 ore di chiamate da iPhone (come dichiarato dalla casa, ma personalmente nutro seri dubbi a riguardo).

Sono presenti nella borsa vari connettori (Nokia, Samsung, LG, Sony Ericsson, Mini USB, Micro USB (Nokia, HTC, Blackberry, ecc.) ma nessuna traccia di quelli Apple. Poco importa, c’è la presa usb da utilizzare con un cavetto che possiamo dedicare alla causa.

Se non fosse abbastanza, girando il Quartz Charger, accediamo ad uno sportellino scorrevole sotto al quale troviamo gli alloggiamenti per due batterie ricaricabili AA o AAA  e due piedini regolabili per poter ricaricare le batterie delle macchine fotografiche. In questo caso lo sportellino (grazie alla sua molla) riesce a bloccare in sede le celle.

 

Conclusioni:

Passa a pieni voti i nostri test. Il sistema c’ha permesso di ricaricare telefoni ed action cam sul posto e piuttosto rapidamente. Ha continuato a fornire energia anche in penombra.

Saggia riflessione: esistono un fottilione di custodie con pannelli integrati. Non so voi, ma a me non fa piacere lasciare il telefono direttamente esposto al sole (già troppe volte è andato in blocco di sicurezza per la temperatura elevata) o comunque per terra sul telo da mare, vicino a sabbia e pallonate. Con questa borsa, potete stare tranquilli.

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Note dolenti: purtroppo la batteria della mia reflex ( canon LP-E6 ) ha i contatti troppo vicini tra loro anche per i piedini regolabili del Quartz (si parla di un millimetro di sfiga).

Prezzo: 90€  circa sullo store online.







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Alberto Moschini

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