Proviamo Mac OS X Lion: Prove tecniche di ruggito.

MacOSXLionOK 580x326 Proviamo Mac OS X Lion: Prove tecniche di ruggito.

Finalmente dopo tanti mesi di attesa, tanti rumors, tante beta rilasciate agli sviluppatori per correggere molti dettagli e piccoli bug, ecco che il nuovo sistema Mac OS X Lion vede la luce e lancia il suo ruggito: ora tutti possiamo apprezzare il nuovo OS della Apple, che per la prima volta viene rilasciato esclusivamente tramite Mac App Store, consentendo quindi un “veloce” download comodamente da casa, senza le ormai inutili confezioni e oltretutto ad un prezzo davvero interessante di 23,99€. In questo articolo la nostra prova su strada e le nostre prime impressioni dopo qualche giorno di utilizzo.

Qui potete accedere direttamente alla pagina dell’Apple Store per procedere all’acquisto del prodotto.

Download e installazione.

Il download è abbastanza lungo dato che sono poco più di 3 GB (45 minuti circa, ma dipende ovviamente dalla connessione a disposizione) e per l’installazione ci vorranno altri 30 minuti circa (personalmente l’ho fatta sul MacBook Air e il tutto si è concluso in meno di 20 minuti). Un consiglio per tutti gli interessati al cambio di OS è di fare una copia in Time Machine del proprio Mac in modo da avere un punto di ripristino in caso dovessero sorgere problemi dopo l’installazione di Lion.

$Altra cosa da ricordare è di avere Snow Leopard aggiornato alla versione 10.6.8, mentre invece non è fondamentale ripulire il proprio Mac o fare un’installazione da zero. Ho installato il nuovo OS sopra al “vecchio” Snow Leopard e il tutto ha funzionato senza alcun problema e anche lo spazio disponibile sul mio Mac (che essendo un Air con SSD da 256GB non è che brilli per capacità) è rimasto invariato, come se il nuovo sistema si vada a sovrapporre perfettamente al precedente, eliminandolo una volta terminata con successo l’installazione.

Da tenere presente che il nuovo OS non supporta Rosetta e quindi tutte le applicazioni che richiedono questo software non potranno funzionare, almeno per ora, sul nuovo Lion. Quindi se avete delle applicazione che dovete per forza usare e che necessitano di questo software, pensateci bene prima di aggiornare il vostro Mac, e magari fate una seconda partizione sul vostro HD per poter avere comunque sempre funzionante il vecchio Snow Leopard.

Schermata Lion 580x362 Proviamo Mac OS X Lion: Prove tecniche di ruggito.

 

L’avvio di Lion e lo scorrimento.

Una volta finita l’installazione di Lion il vostro Mac si riavvierà presentatovi poi una schermata di un mini tutorial sul nuovo sistema di controllo Multi Touch e le sue funzionalità. Proprio quest’ultimo è il punto forte di Lion, sfruttando semplicemente il movimento delle nostre dita sul Trackpad (altamente consigliato, ma non obbligatorio), avvicinando sensibilmente l’esperienza dell’utente Mac a quella che oramai si ha sull’iPhone o iPad (sul MacBook Air diverse funzionalità Multi Touch erano già presenti, ma ora sono migliorate e alcune si sono aggiunte). La prima evidente differenza col vecchio sistema è lo scorrimento delle pagine che se prima per scendere bisognava far scorrere due dita verso il basso sul nostro Trackpad, ora invece è l’inverso e bisogna andare verso l’alto, come avviene del resto sugli schermi degli iDevice.

Mission Control.

In questa nuova finestra abbiamo subito sotto controllo tutte le applicazioni che abbiamo aperto e stiamo utilizzando, potendo selezionare quella che vogliamo utilizzare con un semplice click. In alto avremo quindi la Dashborad, la scrivania e tutte le App a tutto schermo, mentre centralmente potremo vedere tutte le finestre che in quel momento sono aperte nella nostra scrivania. Ottimo in caso di più applicazioni aperte e se dobbiamo usarne diverse contemporaneamente.

 

features missioncontrol screen Proviamo Mac OS X Lion: Prove tecniche di ruggito.

Multi Touch.

Questa è una tra le maggiori novità introdotte da Lion, permettendoci di usufruire di innumerevoli funzioni semplicemente muovendo le nostre dita sul trackpad. Scorrendo quattro dita verso l’alto ecco che si aprirà Mission Control dove possiamo visualizzare tutte le applicazioni aperte in un’unica schermata e scegliere quella che vogliamo utilizzare. Scorrendo invece tre dita verso destra ecco che possiamo sfogliare le applicazioni che abbiamo aperto (con lo stesso gesto in Safari possiamo andare “avanti” o “indietro” come se cliccassimo sulle frecce “Mostra la pagina precedente/successiva”). Poi non poteva mancare lo “zoom a pizzico” presente già nell’iOS: basta poggiare due dita sul trackpad e allargarle per ingrandire e stringerle per ridurre. Se volete approfondire tutte le nuove funzionalità presenti in Lion basta andare a questo link.

Launchpad.

Quando l’OS si avvicina all’iOS: ed ecco che Apple sta cercando di fare in modo che i suoi sistemi operativi vadano ad assomigliarsi sempre più. Con il Launchpad avremo a disposizione tutte le nostre applicazioni come se fossimo in un iOS, quindi tutte visualizzate nelle stessa pagina con scorrimento laterale per passare da una pagina all’altra, proprio come avviene su iPhone e iPad. Anche sul nostro Mac potremo organizzare le varie App in categorie (basta trascinare un’App su un’altra ed ecco che si crea la nuova cartella che potremo anche rinominare), eliminarle e spostarle secondo le nostre preferenze.

features launchpad imac Proviamo Mac OS X Lion: Prove tecniche di ruggito.

 

Applicazioni a tutto schermo e modifica grandezza finestra.

Una nuova funzione di Lion molto utile per poter visualizzare al meglio le nostre applicazioni (soprattutto sui MacBook con schermi “ridotti) è la possibilità di metterle a tutto schermo: infatti basterà cliccare sulle due frecce che troviamo in alto a destra ed ecco che scompariranno sia la barra superiore che la dock inferiore e avremo la nostra applicazione a tutto schermo (questa funzione però non è presente, almeno per adesso, in tutte le applicazione, come ad esempio Office 2011). Per tornare alla visualizzazione classica basta portare il mouse in alto e cliccare sulle stesse due frecce di prima, ed il gioco è fatto. Oltre a ciò ora potremo anche modificare la dimensione della finestra dell’applicazione spostando il mouse sul bordo della stessa o sui quattro angoli, senza più alcuna limitazione di dover per forza andare in basso a destra della finestra aperta.

Riprendi il lavoro da dove l’avevi lasciato.

Quando deciderete di spegnere il vostro Mac vi verrà offerta la possibilità di riprendere il lavoro al nuovo riavvio dallo stesso punto in cui l’avevate lasciato, permettendovi così di risparmiare tempo a riaprire le applicazione che stavate utilizzando nella sessione precedente.Inoltre in caso di aggiornamento delle applicazioni non sarà più necessario doverle chiudere e poi riavviarle, il tutto avverrà automaticamente ed in modo trasparente all’utente.

Salvataggio automatico e versioni.

Ora anche i vostri documenti avranno la loro personale Time Machine e il salvataggio automatico: infatti se l’applicazione lo prevede (per esempio TextEdit si, ma Office 2011 no) una volta che salvate un documento, lo riaprite e apportate delle modifiche salvandole, una volta che lo riaprite di nuovo potrete scegliere di riprendere in mano la vecchia versione con le vecchie modifiche, sfogliando anche tra le versioni più vecchie, se disponibili.

AirDrop.

Con questa nuova funzione si potranno inviare tramite WiFi i propri file ai vari Mac nel raggio di collegamento, il tutto con un semplice drag&drop, senza bisogna di alcuna configurazione su nessuno dei due Mac. La connessione avviene in peer-to-peer quindi basterà attivare il WiFi sui Mac interessati ed il gioco è fatto: scegliate il file da condividere, trascinatelo nell’apposita finestra, ed ecco che sarà disponibile anche nell’altro Mac collegato. Più semplice di così?!

Mail.

Anche l’ottimo client di posta elettronica Apple ha subito diversi miglioramenti e aggiornamenti. Subito ecco che la visualizzazione si presenta molto in stile iPad, con a sinistra i vari account di posta, al centro l’elenco delle mail per ogni account e a destra i corpi delle mail; queste ora saranno organizzate in conversazioni se sono mail con risposta multiple, con un numero identificativo in modo da riconoscerne facilmente l’ordine cronologico.

mail screen2 580x362 Proviamo Mac OS X Lion: Prove tecniche di ruggito.


Impressioni e conclusione.

La prima impressione che si ha dopo l’installazione di Lion è che ci sono tante novità ma che solo pian piano usciranno allo scoperto, permettendoci di usare al meglio il nostro Mac. Inizialmente mi sono trovato con una sola problematica: aprendo il Finder non trovavo più visualizzata la cartella “Macintosh HD”, in pratica tutti i file del mio HD, ma è bastato selezionarlo dall’apposito menù (Finder->Preferenze->Barra laterale) ed ecco che è riapparso, dopo un primo momento di panico. Anche lo scorrimento “al contrario” non è stato immediato, ma dopo qualche ora ci si fa tranquillamente l’abitudine e non si torna più indietro.

La facilità di utilizzo del Mission Control e della possibilità di avere le App a tutto schermo permette di avere sempre tutto aperto e sfogliare ciò che vogliamo utilizzare in modo molto intuitivo, oppure avere un quadro completo di tutto ciò che stiamo utilizzando, potendo passare da un programma all’altro in un attimo.
Tutto ciò fornisce un’idea di massimo controllo del nostro lavoro e una grande facilità di utilizzo, il tutto anche grazie al Launch Pad che ci permette di avere tutte le App installate nel nostro Mac raccolte in Categoria, come avviene già nei nostri iDevice.

Sembra quindi che Apple stia quindi cercando di unificare i suoi OS portandoli tutti sullo stesso livello, prendendo ovviamente il meglio di ognuno e cercando di ottimizzarli a seconda della periferica di utilizzo. Lion segna il primo punto di svolta di questa filosofia, e di certo non si fermerà qua: è solo l’inizio di una svolta, quindi non resta che goderci lo spettacolo e attendere cos’altro ha in serbo l’Apple, sicuri che ci stupirà sempre di più!

 







Cerchi amici Apple come te? Iscriviti al forum


Valerio Milizia

x

Check Also

È dimostrato! Apple non applica l’obsolescenza programmata

È stata da poco pubblicata una serie di benchmark effettuata su molti device Apple, con la quale si dimostra che l’azienda di Cupertino non applica la strategia aziendale dell’obsolescenza programmata. Una bella notizia per tutti i clienti della Mela ed un colpo basso alla concorrenza. Cerchi amici Apple come te? Iscriviti al forum Correlati