Il fondatore di Italiamac tra i relatori del workshop “Ridisegnare il futuro” che ha coinvolto oltre 200 studenti dell’Einaudi-Scarpa di Montebelluna

Oltre duecento studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore Einaudi-Scarpa di Montebelluna hanno partecipato al workshop “Ridisegnare il futuro” negli spazi di Infinite Area, piattaforma dell’innovazione al servizio di imprese e territorio. Tra i relatori anche Gabriele Gobbo, fondatore di Italiamac, vicepresidente e cofondatore del Digital Security Festival.

L’iniziativa inaugura IANextGen, progetto di formazione realizzato da Infinite Area insieme all’Istituto Einaudi Scarpa e ADV – Agenda Digitale del Veneto, che unisce confronto con esperti e sessioni pratiche di applicazione dell’intelligenza artificiale. Il percorso proseguirà tra gennaio e maggio 2026 con project work articolati in tre filoni: “Industria” (robotica e processi di produzione), “Dev” (tool di sviluppo) e “Azienda 2030” (trasformazioni future del mondo impresa).

Gli interventi degli esperti

L’incontro ha coinvolto studenti degli indirizzi informatica, elettronica, elettrotecnica, sistemi informativi aziendali e programmazione. Dopo l’introduzione di Manola Tegon per la Regione Veneto, Patrizio Bof fondatore di Infinite Area, il dirigente scolastico Massimo Ballon e il professor Marco Falavigna, è intervenuto il professor Fabrizio Dughiero, direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, sul ruolo dell’AI nei processi industriali.

Gabriele Gobbo ha guidato un approfondimento su etica, privacy, marketing, strumenti di intelligenza artificiale e cybersicurezza, portando esempi concreti dalla pratica professionale. Prima dell’intervento di Gobbo l’organizzatore ha anche citato il suo libro da colorare per bambini “Le avventure della Mela”, dedicato alla storia di Apple, esempio di educazione digitale attraverso strumenti analogici.

In chiusura, Matteo Biasi, CEO di MetaEsse e fondatore di FlashBeing e CodeWorks, ha accompagnato gli studenti in una sessione sullo sviluppo software assistito.

Un modello replicabile

“Mai come adesso le tecnologie cambiano in fretta, ma a fare davvero la differenza sono le competenze e la capacità di metterle in sinergia tra scuola, università e impresa”, dichiara Patrizio Bof. “Con IANextGen vogliamo costruire percorsi stabili di confronto e sperimentazione, in cui i ragazzi possano allenare competenze tecniche e pensiero critico”.

Il professor Dughiero sottolinea: “L’obiettivo è offrire agli studenti una direzione su quello che può essere il loro vero futuro. La conoscenza digitale da sola non basta: è importante approfondire anche le competenze tecniche e umanistiche”.

Le attività di IANextGen, organizzate in forma extrascolastica pomeridiana, si concluderanno con una restituzione pubblica dei lavori, configurando un modello di orientamento replicabile anche in altri istituti.

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