Negli ultimi anni ho testato diversi robot aspirapolvere e un paio viaggiano ancora a pieno regime. Alcuni li ho scelti per curiosità tecnologica, altri perché promettevano caratteristiche sempre più autonome. L’ultimo che ho usato prima di questo Mova V50 Ultra Complete era già piuttosto evoluto: aspirazione solida, mop trascinato, nessuna base automatica, ma faceva il suo dovere. Non ho mai avuto problemi seri e per un paio d’anni non ho sentito l’esigenza di cambiarlo.
Quando il produttore mi ha inviato il Mova V50 Ultra Complete, ero curiosa di vedere i miglioramenti rispetto ai modelli precedenti. Parliamo di un prodotto di fascia alta: prezzo di listino intorno ai 1400 euro, spesso in offerta a circa 1200. Quindi sì, è un robot premium, ma dopo anni di utilizzo soddisfacente di modelli meno sofisticati, mi chiedevo quale fosse il reale salto in avanti.
Per certi aspetti, la differenza non è visibile a colpo d’occhio. La forma è quella classica, il principio rimane lo stesso: gira per casa, aspira e lava. Ma bastano pochi giorni di utilizzo per accorgersi che alcune caratteristiche, se ben progettate e integrate, cambiano davvero l’esperienza quotidiana. Non perché fanno tutto da sole, ma perché eliminano piccole incombenze ripetitive che, sommate, alleggeriscono il carico.
Questa recensione parte da qui: non da un effetto wow, ma dalla scoperta che piccoli miglioramenti ben integrati possono trasformare l’esperienza quotidiana con il Mova V50 Ultra Complete. Senza rivoluzioni, ma con una costanza sorprendente. Prima di scrivere le mie impressioni ho voluto utilizzarlo per diverso tempo, in modo reale a casa mia, per le faccende domestiche quotidiane e i lavaggi approfonditi, esattamente come facevo con quello precedente. Ed è qui il bello, una recensione reale con una “prova su strada” vera e opinioni schiette e sincere. E ne è uscito questo articolo, approfondito e articolato. La recensione è corredata da immagini, gif e video reali fatti col mio smartphone senza nessuna preparazione e sono tutte segnalate come reali nella descrizione, mentre a fine articolo inserisco i materiali ufficiali del produttore.
Indice dei contenuti

VIDEO REALE: Il Mova V50 Ultra Complete affronta senza problemi anche i tappeti più spessi, garantendo una pulizia completa anche nelle zone più difficili. Durante la pulizia, si nota la luce frontale che si attiva solo quando serve, aiutando la telecamera a vedere meglio l’area in condizioni di scarsa illuminazione e garantendo così movimenti più precisi e sicuri anche negli ambienti più bui.
Frequenza e praticità d’uso nella vera vita quotidiana
Una delle cose che mi ha colpita di più in questo Mova V50 Ultra Complete non è tanto la tecnologia in sé, quanto il modo in cui ha cambiato le mie abitudini. Con i modelli precedenti, anche quelli più recenti, lo schema era sempre lo stesso: si usava ogni tanto, magari due o tre volte a settimana, quando c’era tempo per “preparare il terreno”. Spostare le sedie, togliere cavi, sistemare tappetini. Un robot, sì, ma comunque serviva un certo livello di manutenzione indiretta.
Con questo, invece, mi capita spesso di usarlo anche più volte al giorno. E non perché sia più divertente da vedere in azione, ma perché non mi costringe a fare nulla prima. Nella maggior parte dei casi lo faccio partire così com’è la casa. Cucina con le sedie fuori posto? Va bene. Giochi per terra in cameretta? Non si blocca. Si adatta molto bene a spazi vissuti, non perfettamente robot friendly.
Il risultato è che lo uso molto di più, anche per pulizie mirate e rapide. Se cucino e cade qualcosa a terra, spesso non prendo nemmeno lo straccio. Lo faccio partire, seleziono solo la cucina, e ci pensa lui. Questo tipo di intervento localizzato, con altre macchine, richiedeva comunque una certa preparazione. Qui no. Non devo nemmeno fare attenzione a come ho lasciato le sedie: magari tocca fare due passaggi invece che uno, ma lui ci arriva lo stesso.
Questa autonomia nei movimenti e nella gestione degli spazi si traduce in una pulizia più frequente. E non è banale. Perché a fine settimana i pavimenti risultano più puliti non perché lui “aspiri meglio”, ma perché ha lavorato di più. Senza farmi pesare il processo. Il classico lavoretto che prima procrastinavi perché richiedeva comunque dieci minuti di preparazione, ora lo fai anche al volo. E alla lunga si vede.
Naturalmente, se voglio una pulizia davvero approfondita, qualcosa va ancora fatto a mano. Ma anche lì, il robot ha già fatto il grosso. E questo lo rende un alleato vero, non un gadget. L’impatto concreto nel quotidiano si manifesta senza bisogno di effetti speciali. Ed è proprio questo che, in un prodotto domestico, dovrebbe contare di più.

FOTO REALE: Il robot aspirapolvere Mova V50 Ultra Complete con la torretta sensori alzata mentre pulisce un pavimento liscio e riflettente della cucina. Anche se si tratta di una superficie impegnativa, in un’area di preparazione dei pasti, con la modalità potenza massima garantisce una pulizia efficace.
Funzioni della base di ricarica e manutenzione del Mova V50
La base del Mova V50 Ultra Complete è una delle sue parti più visibili e sostanziali. È alta, ben costruita, occupa spazio e non si nasconde facilmente. A livello estetico, ha una forma abbastanza tondeggiante e classica. Mi aspettavo qualcosa di più futuristico, come va di moda ultimamente: linee spigolose, design da “stazione spaziale”. Invece no: curve morbide, proporzioni solide, nessun eccesso. Col tempo mi sono resa conto che secondo me è meglio così. Sta bene in casa, non richiama troppo l’attenzione, non stanca. È un oggetto che può convivere con l’arredamento senza sembrare un pezzo di scena.
Una volta posizionata, diventa il centro operativo di tutto l’insieme. La macchina torna da sola, si svuota, si lava i mop e li asciuga. Fin qui, siamo nel territorio dei modelli avanzati. Ma quello che colpisce è la continuità di funzionamento senza intervento umano. In una casa normale, senza animali, può senza problemi lavorare per una settimana senza che nessuno debba intervenire. L’unico vero limite riguarda i serbatoi dell’acqua e il sacchetto della polvere: se lo fate lavorare spesso, o in zone critiche come cucine e bagni, prima o poi vanno comunque svuotati. E dopo un certo numero di giorni può iniziare a sentirsi un po’ di odore, come è normale che sia. Ma rispetto ai modelli precedenti, dove bisognava mettere mano ogni due usi, qui cambia tutto.

FOTO REALE: La base di ricarica e manutenzione del Mova V50 Ultra Complete fotografata in condizioni di scarsa illuminazione, che mette in risalto le luci LED dell’aspirapolvere durante il ritorno alla base.

Un dettaglio che ho apprezzato è che non serve “pensarci”. Non c’è bisogno di ricordarsi di staccare i panni, lavarli a parte, lasciarli asciugare. Lo fa lui. Non serve nemmeno controllare ogni volta se ha lasciato acqua in giro: la base è precisa, non fa disastri. E l’asciugatura dei mop avviene senza rumori troppo fastidiosi, anche se forse è il momento più rumoroso ma non dura mai troppo. È una macchina silenziosa, anche durante le operazioni di pulizia interna.
Detto questo, io sono abbastanza pignola e mi piace comunque tenere tutto in ordine. Dopo i lavaggi più estesi sistemo subito la base, cambio l’acqua, controllo che tutto sia pulito. Ma il punto è che posso scegliere quando farlo, non sono obbligata a farlo ogni volta.
Ovviamente, non è magia. Se lo fate lavorare tutti i giorni in ambienti ad alto traffico, l’acqua grigia si accumula, e va svuotata. Il filtro va controllato. E ogni tanto ci sarà qualcosa da pulire a mano. Ma il punto è che la manutenzione si sposta da “ogni utilizzo” a “quando serve davvero”, e questo cambia totalmente la percezione di quanto impegno richieda il robot.
È anche un tipo di base più ordinata del previsto: i materiali sono buoni, i cassetti scorrono bene, non sembra qualcosa di progettato alla buona. È evidente che ci sia stato uno studio vero anche nella meccanica della manutenzione. Non solo nel software.
Per chi arriva da un robot senza base o con una dock minimale, questa parte segna una delle differenze più nette nell’uso quotidiano. Non tanto per l’effetto sorpresa, ma perché davvero ci si può permettere di non pensarci per giorni, e lui comunque continua a fare il suo lavoro.

Dotazioni tecniche e comportamento operativo del Mova V50 Ultra Complete
Il robot ha un design classico con la torretta al centro, senza particolari fronzoli estetici, il che va bene perché l’importante è quello che fa mentre lavora.
I due mop rotanti si montano e smontano da soli quando rientra alla base, non li trascina in giro se non servono e se deve solo aspirare parte senza. È una cosa che ho notato subito: riduce il rischio di spostare sporco da una stanza all’altra, e non serve stare a controllare se sono montati o meno. Le spazzole centrali, rispetto a quelle dei miei modelli precedenti, sono più elaborate, con materiali misti, e si vede che sono pensate per raccogliere polvere, briciole e peli su diversi pavimenti. Finora non si sono mai aggrovigliate, nemmeno con i capelli. A mio parere, sono state progettate con più attenzione, anche se da fuori sembrano solo un’evoluzione delle vecchie.
Sul lato c’è una spazzolina che si estende e si ritrae da sola per raggiungere meglio i bordi e gli angoli. Non fa miracoli, ma funziona, soprattutto nei passaggi attorno ai tavoli e alle gambe delle sedie, dove riesce a raccogliere quello che altri robot spesso saltano. La torretta con i sensori si alza e si abbassa da sola in base a dove deve passare. Quando incontra zone basse, si ritrae per abbassare il profilo del robot; negli spazi aperti si rialza. Non cambia nulla se non hai mobili bassi, ma sapere che può farlo lo rende più versatile nel caso cambi disposizione in casa o lo si porti altrove.
Il robot è dotato anche di telecamera, che usa per riconoscere meglio gli ostacoli e navigare con più precisione. Ha anche un’opzione di visione remota per monitorare la casa, ma quella non l’ho mai attivata. Per il resto, la telecamera lavora in automatico per migliorare la pulizia.
Quanto alla potenza l’aspirazione è visibilmente più forte rispetto ai robot che ho usato finora. Anche il rumore cambia a seconda del pavimento, come se modulasse la forza, fa il suo e non lascia dietro granché. Infine, ha superato soglie che prima erano off-limits, compreso lo scalino per la terrazza, alzandosi fisicamente su se stesso. Nessuno dei miei vecchi robot ci era mai riuscito.
In sintesi: le differenze tecniche si traducono in prestazioni concrete migliori. Ogni componente è più preciso, più solido, più pensato per durare. Non ci sono elementi superflui, e ogni parte sembra avere un motivo specifico per esistere.
Navigazione e logica dei movimenti
Appena si mette in moto, i suoi movimenti non seguono percorsi lineari o regolari. Spesso torna negli stessi punti o cambia direzione seguendo una logica che non è immediatamente comprensibile guardando la mappa nell’app. Ma i risultati finali sono sempre ottimi.
Il dispositivo offre due modalità di percorso principali. Quella semplificata, che uso praticamente tutti i giorni, è anche quella che si comporta in modo più logico: si muove con una certa coerenza, copre bene le superfici e lo fa in tempi più rapidi. Poi c’è quella approfondita, pensata per pulizie più accurate. Qui il robot impiega più tempo, cambia spesso direzione, gira intorno agli oggetti anche più volte. Sembra più caotico, ma alla fine copre tutto.
Se si attivano sia aspirazione che lavaggio, i tempi si allungano ancora. Nella mia esperienza ci mette circa un 20% in più rispetto ai robot che ho usato in passato, ovviamente dipende dalle impostazioni e profondità di pulizia. Non è un difetto, ma un compromesso: più tempo per avere un risultato migliore, senza bisogno di assistenza o supervisione.
Ha un braccetto estensibile e anche i mop si allargano quando serve per raggiungere meglio i punti difficili. Per pulire bene gli angoli, ho visto che spesso si gira “di schiena” e fa una piccola retromarcia con i mop estesi verso l’esterno. È un movimento che sembra strano a vederlo, ma funziona: gli angoli risultano effettivamente più puliti
A distanza di qualche settimana, ho capito che la sua logica funziona benissimo anche se non è immediatamente intuibile. Anche quando sembra saltare delle zone, poi ci torna sempre. Il criterio non è trasparente, ma i risultati sono costantemente ottimi.

FOTO REALE: Il Mova V50 Ultra Complete è dotato di ruote in gomma con una superficie carrata, progettate per garantire una buona aderenza e una mobilità sicura anche su pavimenti lisci o leggermente irregolari. Questa caratteristica aiuta il robot a muoversi con più stabilità, superando senza problemi ostacoli come tappeti spessi o soglie.
Gestione di soglie e tappeti
Con i dispositivi che ho usato finora, i tappeti erano sempre un’incognita. Andavano bene solo quelli bassi, lisci, tipo passatoie. Tutto quello che era un po’ più spesso o morbido veniva evitato oppure bloccava il robot a metà.
Con questo Mova, la prima volta che ho visto saltare uno dei miei tappeti più spessi ho pensato: “Ecco, come al solito non ce la fa”. Invece no. A metà lavoro è tornato indietro, ha affrontato quel tappeto di nuovo e, con un po’ di tentativi, ci è salito sopra e l’ha pulito tutto. Parliamo di una moquette morbida, abbastanza spessa, che nessun altro robot aveva mai gestito decentemente. Lo stesso è successo anche con un secondo tappeto simile. E sapere che ora li pulisce lui, senza che debba farlo io a mano, è una di quelle cose che, nel quotidiano, fanno davvero la differenza.
Poi c’è la questione delle soglie. In casa ne ho una che porta sulla terrazza, non bassissima. Finora, nessun robot era mai riuscito a superarla. Questo sì. Non lo faccio andare lì tutti i giorni, ma ogni tanto gli faccio fare una passata di aspirazione veloce. Il fatto che ci arrivi da solo, senza aiuti, semplifica comunque la gestione.
In generale, gestisce bene ostacoli e dislivelli. Non si ferma davanti a ogni tappeto, non serve corrergli dietro per liberare il passaggio. Fa il suo anche in ambienti un po’ più complicati del solito. E per quanto mi riguarda, è già tanto.
Robot per pavimenti ideale se hai bambini
Con un bambino in casa, questo robot mi ha semplificato parecchio la vita. Prima dovevo sempre preparare il terreno: raccogliere giocattoli, spostare costruzioni, liberare la zona base da zaini o altri oggetti. Spesso rimandavo le pulizie proprio per questo. Ora lo faccio partire anche con i giocattoli sparsi per terra. Non si blocca davanti a macchinine o peluche, e naviga bene anche nel caos post-merenda. Non perde la bussola nemmeno quando intorno alla base ci sono elementi nuovi: zaini, assi da stiro, scatole. I robot precedenti spesso non partivano nemmeno perché fallivano il posizionamento, questo invece parte sempre. La silenziosità aiuta durante i riposini o i compiti. Per i pasticci improvvisi come briciole o sabbia dalle scarpe lo attivo localizzato su quella zona senza interrompere quello che sto facendo. E non devo pensare alla manutenzione continua nemmeno usandolo più spesso.

L’app e le opzioni disponibili
L’app è senza dubbio ricca e completa, pensata chiaramente per utenti che amano avere controllo sui dettagli. È ricca di opzioni, menu, pulsanti, impostazioni, voci. Ci sono anche alcune opzioni beta attivabili manualmente, segnalate come “in test” ma già funzionanti. Chi ama i dettagli tecnici troverà pane per i suoi denti: log di attività, mappatura dettagliata, controllo dell’umidità, programmazione delle pulizie, ecc. Tutto molto ricco e articolato.
L’aspetto che richiede un po’ di abitudine è come sono presentate tutte queste opzioni. L’interfaccia mescola flat design e stile realistico: alcune icone sono minimal, altre sembrano foto. Ci sono sottomenu, pulsanti contestuali che cambiano in base alla stanza, voci che si ripetono in sezioni diverse. E capita di dover cliccare due o tre volte per tornare a una schermata iniziale.
Le possibilità sono davvero molte e tutte visibili insieme. Si può scegliere quanta acqua usare, quante passate fare, la potenza dell’aspirazione, il tipo di movimento. E a ogni parametro se ne aggiunge un altro che lo modifica o lo rafforza. Per una pulizia personalizzata della cucina potresti voler regolare cinque parametri diversi. È una ricchezza di opzioni che inizialmente può richiedere un po’ di tempo per essere padroneggiata.
Il grande vantaggio, però, è che tutta questa profondità di dettaglio si traduce in una personalizzazione estrema. Si può decidere per ogni stanza che tipo di pulizia fare, che potenza usare, quanta acqua, e se lavare, aspirare o entrambi. Anche all’interno della stessa mappa, si possono assegnare parametri diversi a zone diverse: solo aspirazione in salotto, doppio lavaggio in cucina, passaggio leggero in camera. E ogni volta che si avvia il robot, queste impostazioni possono essere richiamate in automatico oppure modificate al volo.

Volendo, si possono anche creare azioni preimpostate, con percorsi personalizzati e settaggi specifici, da richiamare con un solo tocco. Io ad esempio ne ho creata una che chiamo “pulisci tappeto”: il robot parte, va solo in quella zona e fa una pulizia mirata secondo i parametri che ho impostato. Serve un po’ di tempo per configurarle, ma una volta fatto diventano molto comode. L’app è chiaramente pensata per chi vuole controllare ogni aspetto della pulizia, e in questo riesce benissimo.
Per un uso giornaliero, tutta questa granularità inizialmente può richiedere più tempo del previsto. Il paragone che mi è venuto spontaneo è con le app Apple: avrebbero messo tre slider (basso, medio, alto) e via. Qui invece hai venti possibilità per ogni caratteristica. Fantastico per chi vuole personalizzare tutto, mentre per chi cerca immediatezza serve un periodo di adattamento.
Va detto però che le personalizzazioni salvate si possono richiamare. Quindi se ti prendi un po’ di tempo per creare le tue routine, puoi richiamarle con un tocco. Io ne ho salvate alcune per le stanze che pulisco più spesso, con i settaggi già pronti. Questo aiuta molto, e dopo un breve periodo di ambientamento l’app diventa decisamente più fluida da usare.
La sensazione è che gli ingegneri che hanno progettato questo robot conoscano perfettamente ogni caratteristica e ogni possibile ottimizzazione, ma questa conoscenza non viene trasferita completamente all’utente finale. È un po’ come avere un prodotto straordinario senza il rappresentante che viene a casa a spiegarti tutti i trucchi e le messe a punto migliori. Con tutte le opzioni disponibili, il robot potrebbe sicuramente calcolare da solo la messa a punto ottimale per ogni situazione, bilanciando qualità, tempo e consumo della batteria, ma tocca all’utente scoprire come sfruttare al meglio tutto questo potenziale. Sarebbe fantastico avere una modalità “lascia fare a me” dove il robot analizza l’ambiente e decide autonomamente la strategia migliore.
Secondo me non sarebbe una cattiva idea pensare a due tipologie di utilizzo separate: una semplificata per chi vuole solo le opzioni base, e una avanzata per chi vuole il controllo su tutto. Basterebbe un sondaggio iniziale al primo avvio per chiedere all’utente il grado di esperienza o il tipo di approccio desiderato. Sarebbe una soluzione semplice per rendere l’app più accessibile, senza togliere nulla a chi cerca la personalizzazione estrema.
Vista la quantità di opzioni disponibili, non sarebbe male in futuro poter semplicemente scrivere o dire cosa si vuole fare in modo naturale, senza dover regolare tutto a mano. Ma ne parliamo più avanti.
Silenziosità, accessori e confezione
Una delle sorprese più gradite del Mova V50 è la silenziosità. Anche quando si attiva l’impostazione di aspirazione più potente, non è mai fastidioso. Il rumore è contenuto, più basso rispetto a tutti i modelli che ho usato in passato. In via generale, mi sembra almeno il 30% più silenzioso. Non è una misura tecnica, ma è quello che percepisco a orecchio, giorno dopo giorno. In alcune funzionalità, come il solo lavaggio, è quasi impercettibile.
Questo aspetto cambia molto l’esperienza d’uso. In pratica, lo si può usare anche mentre si cucina, si lavora o si fa altro senza che disturbi. È una cosa che non davo per scontata e che ho apprezzato con il tempo. Non è completamente “muto”, ma è uno di quei casi in cui il rumore non si impone. Anche il semplice movimento è più fluido, meno meccanico, meno “robotico”.
Un altro dettaglio che fa capire che si tratta di un prodotto di fascia alta è la confezione: grande ma ben studiata, tutto è ordinato, ogni componente ha il suo scomparto, e appena la apri hai subito la sensazione che dentro ci sia qualcosa di serio. E in effetti è così.
Dentro la scatola non ci sono solo i componenti essenziali, ma una dotazione davvero completa: oltre al robot e alla sua stazione base, ci sono ben 14 panni per lavaggio (di cui 2 già montati), 5 sacchetti per la polvere, flaconi di detergente e soluzione per eliminare gli odori degli animali domestici, spazzole laterali, filtri di ricambio, supporti per i panni e persino una piastra di estensione per la rampa. Anche il manuale è ben fatto e il tutto è disposto in modo ordinato e preciso. Una confezione così ti fa capire che non stai per montare “un robot”, ma una soluzione completa, pronta a lavorare fin da subito.
Essendo un prodotto premium, è chiaro che l’azienda ha voluto curare ogni dettaglio dell’allestimento. Non solo nella quantità, ma anche nell’ordine, nella disposizione e nella qualità percepita. È una confezione coerente con il prezzo: niente viene lasciato al caso, e questo contribuisce a rendere l’esperienza iniziale molto solida. Non è solo questione di impressione, ma di sostanza.

La confezione del Mova V50 Ultra Complete include un set completo di accessori: mop di ricambio, sacchetti, filtri, spazzole laterali e detergenti, tutto ordinatamente disposto e pronto all’uso.
Comandi vocali e intelligenza artificiale
I comandi vocali ci sono e funzionano bene per le operazioni di base. Si possono avviare pulizie, dire al robot di tornare alla base, mettere in pausa o fermare tutto. Sono comandi essenziali e affidabili, anche se non personalizzabili, e non c’è alcun tipo di interazione più evoluta. In pratica, non ci si può parlare in modo naturale. È utile per l’uso quotidiano, e rappresenta una base solida per futuri sviluppi.
Al momento, nella mia esperienza non è possibile richiamare tramite voce le azioni personalizzate create nell’app. Se hai salvato una routine per pulire solo certe stanze con impostazioni particolari, devi comunque avviarla manualmente. Sarebbe un’opportunità di miglioramento interessante, soprattutto considerando che quelle stesse routine sono uno dei punti di forza del sistema.
La sensazione è che il V50 abbia tutte le potenzialità hardware per fare molto di più. Sensori, dati, un’app ricchissima di parametri: tutto c’è. Quello che manca è un’interazione più naturale, come quella che avresti con un assistente vocale evoluto o un’interfaccia AI come ChatGPT.
Mi immagino qualcosa del genere: poter semplicemente scrivere o dire, anche solo via app, una frase tipo:
“Vai in cucina e pulisci sotto il lavello e la zona frigo, poi vai in salotto e fai due passate sul tappeto, infine nei bagni fai tre passaggi approfonditi e uno standard nelle camere.”
Un comando solo, naturale, comprensibile, e il robot capisce tutto. È un’evoluzione che sarebbe molto utile, soprattutto considerando le capacità tecniche già presenti. Almeno una versione testuale, con suggerimenti automatici e risposte contestuali, sarebbe già un enorme passo avanti rispetto alla gestione attuale.
Il controllo vocale, così com’è oggi, è una scorciatoia comoda e funzionale. Ma l’interazione naturale rappresenterebbe davvero il prossimo livello. Se davvero vogliamo chiamarli “intelligenti”, allora il futuro sarà sicuramente nella capacità di capire quello che diciamo come lo diremmo a un essere umano. E questo robot ha tutto per iniziare a farlo, e credo lo faranno vista la velocità di Mova di fare balzi in avanti.
In questo senso, all’inizio pensavo che la chat di assistenza dentro l’app fosse una AI conversazionale. In realtà propone risposte automatiche, probabilmente tratte dal manuale, e spesso finisce col rimandare al contatto con un operatore umano. È più uno strumento di supporto che qualcosa di pienamente conversazionale. Ma dà l’idea che la direzione sia quella: semplificare il dialogo con l’utente, anche solo per rispondere a dubbi comuni, senza passare subito per l’assistenza tradizionale.

Schermate dell’assistente vocale Mova: i comandi base per avviare la pulizia globale o di stanze specifiche, con opzioni di aspirazione, lavaggio o entrambi. La funzione risponde a comandi predefiniti.
Specifiche tecniche e caratteristiche principali
Dato che questo Mova viene presentato come un modello di fascia alta, vale la pena dedicare un momento a capire quali siano i dati tecnici che lo distinguono. Questi sono stati forniti direttamente dal produttore, che mi ha inviato il prodotto per questa prova.
Partiamo dal cuore della macchina: il motore che il produttore chiama TurboForce7 e che dichiara garantisce una potenza di aspirazione fino a 24.000 Pa. Si tratta di un valore molto alto, ben superiore a molti modelli della sua categoria, e che si traduce in una capacità di raccogliere polvere, detriti e peli con efficacia. Per mantenere il flusso d’aria costante e ridurre la formazione di grovigli, il robot è dotato di quello che viene definito un triplo meccanismo antigroviglio, un sistema che ho notato funzionare bene anche durante l’uso quotidiano.
Il meccanismo di navigazione è altrettanto sofisticato. La torretta sensori è parte della tecnologia che l’azienda chiama FlexiRise, che permette al sensore DToF di alzarsi o abbassarsi automaticamente per adattarsi agli spazi in cui il robot si muove. La tecnologia denominata StepMaster consente al robot di superare soglie e scalini fino a 6 cm, un’altezza significativa, e durante la prova ho effettivamente visto il robot superare senza problemi la soglia della terrazza. I sensori DToF aiutano a evitare ostacoli e a ottimizzare i percorsi, anche se, come raccontato, la logica del percorso non è sempre immediatamente comprensibile all’utente.
Per quanto riguarda il lavaggio, il robot utilizza due mop rotanti che il produttore definisce FlexMop RoboSwing e che girano a circa 260 giri al minuto, una velocità che aiuta a staccare lo sporco dalle superfici. Il lavaggio è supportato da una tecnologia di lavaggio a caldo chiamata JetSpray Dryboard, che utilizza acqua a 50°C per sciogliere le macchie più ostinate. Il sistema DuoSolution offre due opzioni di detergente: una generica e una specifica per eliminare gli odori degli animali domestici, una caratteristica molto utile per chi ha animali in casa.
La batteria ha una capacità di 6400 mAh, che garantisce una buona autonomia per pulire grandi superfici senza dover ricaricare spesso. Il sacchetto della polvere ha una capacità di 3,2 litri, mentre il serbatoio dell’acqua pulita è da 4 litri e quello dell’acqua sporca da 3,5 litri, valori importanti perché indicano che il robot può lavorare a lungo senza interventi frequenti per svuotare o ricaricare liquidi. In termini di dimensioni, il robot misura 350 x 350 x 89,5 mm con la torretta sensori abbassata, e 350 x 350 x 110,5 mm quando la torretta è sollevata. La stazione base è più ingombrante, con dimensioni di 458 x 420 x 470 mm, un dato da tenere presente quando si sceglie dove posizionarla in casa.
Il contenuto della confezione è particolarmente ricco, come già descritto, e include una serie di panni per il lavaggio, sacchetti di ricambio, filtri, detergenti e altri accessori che rendono il prodotto pronto all’uso e pensato per durare nel tempo. Infine, il V50 è dotato di caratteristiche smart come il riconoscimento dei tappeti, la possibilità di impostare modalità di aspirazione e lavaggio differenziate e una personalizzazione avanzata che permette di adattare il dispositivo alle esigenze specifiche di ogni ambiente.
Nel complesso, nella mia esperienza questi dati tecnici confermano il posizionamento di questo modello come un prodotto di fascia alta, che offre un insieme complesso e ben progettato di tecnologie pensate per durare nel tempo e garantire prestazioni di livello.

Considerazioni finali e a chi è adatto il Mova V50 Ultra Complete
Dopo diverse settimane di utilizzo, posso dire che questo V50 Ultra Complete ha superato di molto le mie aspettative. Pensavo sarebbe stato un piccolo upgrade rispetto a quello che già avevo e invece si è rivelato un salto netto in avanti, non solo per le prestazioni ma soprattutto per come ha cambiato la mia routine.
Lo uso quasi ogni giorno, in stanze diverse, anche più volte al giorno. E non perché mi senta obbligata, ma perché posso farlo senza pensarci troppo. Non devo sistemare ogni sedia o preparare la casa: lo faccio partire e basta. Questo ha un impatto concreto. A fine settimana, i pavimenti sono più curati, le pulizie straordinarie sono più semplici, e quando serve passare a mano, perché sì, ogni tanto serve, il lavoro è molto più leggero.
Una pulizia fatta per bene, con straccio e attenzione, resta sempre utile e consigliata. Ma con questo robot, quel tipo di intervento non parte più da zero. Parte già da una base pulita, mantenuta. Ed è qui che sta la differenza. Non sostituisce, ma alleggerisce davvero. E lo fa in modo costante, affidabile, senza richiedere attenzione continua.
Si tratta, come anticipato, di un investimento importante, ma se si guarda tutto l’insieme, base automatizzata, potenza di aspirazione, silenziosità, accessori, software, materiali, il valore è evidente. Il robot è solido, ben costruito, si percepisce qualità in ogni componente, dall’assemblaggio alle plastiche, fino al modo in cui si muove. È un dispositivo pensato per durare.

È chiaramente pensato per chi vuole il massimo dalle pulizie automatiche. Richiede un po’ di tempo iniziale per la personalizzazione e per prendere confidenza con tutte le opzioni, ma una volta fatto diventa parte del modo in cui gestisco la casa. Lo consiglierei a chi cerca un dispositivo completo e solido, che sappia adattarsi ad ambienti normali, non da showroom. A chi vuole meno manutenzione manuale, ma anche un certo grado di controllo. E soprattutto a chi è disposta a sfruttare appieno le sue potenzialità per poi non doverci più pensare ogni volta.
Personalmente, per quanto mi riguarda, sono molto soddisfatta. Ha migliorato le performance rispetto a tutto ciò che ho usato prima, ma ancora di più ha migliorato il mio modo di vivere le pulizie quotidiane. E se penso a quanto spesso lo uso e a quanto poco mi fa perdere tempo, il prezzo, alla fine, mi sembra pienamente giustificato.
In sintesi, è un robot ricco di opzioni e molto efficace, perfetto per chi cerca una soluzione completa e vuole davvero automatizzare le pulizie. E questa, per me, è la cosa che conta davvero.
È il primo robot che mi ha fatto davvero smettere di pensare alle pulizie ogni volta che cammino scalza in casa. E per come è fatta casa mia, e per come sono fatta io, questa è stata una piccola rivoluzione quotidiana.
Se manterrà questa costanza nel tempo, potrei davvero aver trovato il mio robot ideale. Lo scopriremo nei prossimi mesi. E se penso a quanto a lungo ho utilizzato i modelli più basici in passato, posso immaginare che questo, viste le sue potenzialità, le performance, e la qualità costruttiva, potrà tranquillamente accompagnarmi per diversi anni. Considerando la durata prevista e l’uso quotidiano, l’investimento iniziale si ammortizza decisamente bene nel tempo.



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