Come i processori Skylake di Intel potenzieranno i nuovi Mac

I MacBook e MacBook Pro che dovrebbero essere presentati a Marzo potrebbero i nuovi processori Skylake di Intel. Non offriranno solamente un miglioramento nella fluidità, ma porteranno fantastiche performance sia grafiche che a livello di batteria.

 

Performance

Il chip sarà molto più veloce di quello presente sulle attuali macchine e sicuramente non avremo alcun rincaro.

Ogni anno, Intel, rilascia una versione potenziata dei suoi nuovi chip incrementandone la velocità di circa il 10%. Ma grazie alla nuova microarchitettura ridisegnata da Intel, Skylake, attualmente utilizzata da Apple sugli ultimi modelli di iMac da 27″ ha guadagno ben il 20% di velocità rispetto ai chip Broadwell presenti nei Mac 2015.

In aggiunta, il chip Skylake porta l’ultima GPU Intel HD 530, la quale è più veloce dell’equivalente versione GPU HD 4600 utilizzata nei chip Haswell.

I chip Skylake inoltre, supportano fino a 64 GB di memoria RAM DDR4 a 2,133 MHz (circa due volte quella che potreste usare sui chip Haswell), è probabile però che Apple non offra questo taglio di GB. Per quanto riguarda i MacBook, come massimo taglio di RAM si potrà avere 32 GB.

Dati e connettività

I processori Skylake supportano la porta PCI Express 3.0 ciò significa che avremo uno scambio di dati molto più veloce.

In un recente speed test con i MacBoo Pro del 2015, il quale monta già uno spazio in PCIe 3.0, Ars Technica ha ottenuto una velocità di lettura di ben 2,013.96 MB/s ed una velocità di scrittura di ben 1,520.12 MB/s. Comparata alla versione di MacBook Pro con spazio in PCIe 2.0 i dati sono un po’ diversi, infatti avremo come velocità di lettura 1,391.51 MB/s ed una velocità di scrittura di ben 648.35 MB/s.

Non preoccupatevi se non avete abbastanza spazio interno, in quanto il nuovo chip Skylake supporta una nuova porta Thunderbolt 3. Intel chiama la nuova porta come “la porta più veloce di qualsiasi altra periferica”.

La porta Thunderbolt 3 offre inoltre una velocità di trasferimento dati fino a 40 Gbps (due volte più veloce della Thunderbolt 2), supporta anche due monitor 4K a 60 Hz tramite una sola porta e supporta diversi protocolli, inclusi USB, PCI Express e DisplayPort. Inoltre offre 10 GB di connessione Ethernet.

Un’altro vantaggio della Thunderbolt 3 per dispositivi come MacBook è la possibilità di caricare tramite la suddetta porta. Infatti sarà possibile caricare fino a 100W, caricando molto velocemente.

Skylake su Mac

È difficile essere sicuri dell’impatto che il processore Skylake possa avere su MacBook, in quanto i miglioramenti nella velocità, grafica e durata della batteria dipendono sia dal software che dall’hardware.

Vedremo un po’ cosa ci proporrà Apple nei prossimi mesi.

Immagini tratte da CultOfMac

 







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Pietro Messineo

Studente in Informatica presso l'Università di Palermo è sempre stato, fin da piccolo, appassionato al mondo tecnologico e soprattutto alla programmazione. Amante dei prodotti Apple, li conosce da cima a fondo, partendo dal software per finire all'hardware.
  • Macuser

    Parecchie imprecisioni.

    Prima di tutto non è SkyLake in se a supportare Thunderbolt 3, ma è la semplice implementazione dell’atteso controller Alpine Ridge finalmente reso disponibile da Intel.

    Il confronto con i processori Haswell non è particolarmente corretto dato che fra quelli e SkyLake c’è stato di mezzo il rilascio dei Broadwell. Che poi alcuni di essi, particolarmente quelli adatti ai portatili, fossero dotati di GPU “inferiori” alla Iris Pro Graphics degli Haswell è solo dovuto ad uno dei “pasticci” che gli ormai ripetuti ritardi di intell ha creato.
    Negli iMac 5K, ad esempio, Apple ha potuto inserire gli Skylake esclusivamente perché montano GPU dedicate AMD. Invece gli iMac 4K, utilizzando solo GPU integrate, sono “fermi” a chip Broadwell perché le loro schede video erano superiori a quelle integrate negli Skylake disponibili qualche mese fa al loro rilascio.

    Insomma, Intel è una pasticcione in perenne ritardo da Ivy Bridge in poi su qualsiasi tabella di marcia abbia diffuso. Gli incrementi prestazionali ci sono, ma non nella misura ottimisticamente sperata. Di fatto le ultime dichiarazioni “ammettono” che per perseguire la riduzione dei consumi in futuro non ci saranno nemmeno più incrementi prestazionali apprezzabili.

    Quel che emerge è che ormai la tecnologia x86 è in prossimità del suo capolinea ed a poco serviranno gli enormi investimenti per realizzare prodotti con tecnologie inferiori agli attuali 14 nm.

    • Ottime constatazioni, ma la realizzazione di prodotti con tecnologia inferiore ai 14 nanometri è limitata allo spazio fisico. Non è possibile scalarle all’infinito.

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