Mac OS XI, il dopo Lion tra timori, ipotesi e speranze

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Analizzando il nuovo Mac App Store e alcuni spunti che mi sono stati offerti dai lettori, ho voluto immaginare la via che porta al nuovo sistema operativo di mamma Apple, Lion. Mac OS X quest’anno smetterà gli abiti da leopardo delle nevi e vestirà quelli del sovrano della savana, il Leone. Terminati i felini, a Mac OS X succederà la sua undicesima versione. Senza fantasticare troppo, vorrei mettere assieme alcuni miei pensieri e tirare le somme per ipotizzare un nuovo concetto di sistema operativo.

A detta di Steve Jobs, Lion rappresenta l’unione di Snow Leopard e iOS. Le caratteristiche che abbiamo potuto vedere durante la presentazione all’ultimo Keynote erano eccezionali, e certamente la velocità e l’affidabilità del sistema saranno come sempre migliorate. Oltre agli spunti positivi dobbiamo però analizzare anche quelli potenzialmente negativi che hanno un po’ impaurito alcuni utenti, soprattutto quelli che adorano avere la libertà di decidere come personalizzare il proprio sistema.

Desktop 3D.

Il 3D è il futuro. In questi giorni al CES di Las Vegas molti schermi e TV presentati sono basati su questo tipo di tecnologia. Alcuni funzionano con l’ausilio degli occhiali mentre altri, come i prodotti Toshiba, ne fanno a meno e sono pronti per la commercializzazione. Attualmente esiste un software che emula un desktop tridimensionale, si chiama BumpTop [link download]. Più di un anno fa, gli sviluppatori di quest’idea sono stati assunti da Google, mentre Apple brevettava delle idee proprie su come gestire un desktop 3D.

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È molto probabile che Mac OS XI sia basato su questo tipo d’infrastruttura che rivoluzionerebbe l’intero mondo dei sistemi operativi, lasciando la concorrenza a districarsi tra effetti vetrosi e multitasking. Il sistema che Apple ha brevettato prevede che i documenti possano essere appoggiati anche alle pareti del desktop e si può, tramite le gesture o utilizzando mouse e tastiera, saltare da una parete all’altra, ottimizzando la produttività, soprattutto per i grafici o per chi lavora sul Web. Lion porta con sé un miglioramento del desktop grazie al potenziamento di Exposè, affine alla tecnologia 3D di domani. Il “Mission Control” assomiglia ad un “cubo” aperto su un piano: potrebbe essere un’anticipazione proprio del futuro desktop 3D.

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Touch e Multi Touch.

Il sistema “touch” di Apple è stato un’autentica innovazione. Molte aziende hanno cercato di riprodurlo sui loro desktop ma con scarso successo.

Osservando le prime immagini di Lion s’intuisce una probabile tendenza al “touch” del team Apple: le applicazioni full screen, la cancellazione delle barre di scorrimento, l’inserimento del “Launchpad”: sono tutti fattori che portano a pensare ad un futuro impiego del touch e del multi-touch. L’unico scoglio alla realizzazione è la struttura hardware. Cercando tra i vari brevetti di Apple, però, ne troviamo alcuni riguardanti un’iMac touch: quindi prima o poi potrebbe esserci un rinnovamento radicale dei nostri amati desktop made in Cupertino.

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In questi brevetti è rappresentato un sistema che abilita il touch screen quando il monitor si trova in posizione orizzontale e lo disabilita appena ritorna in verticale. Una piccola annotazione: Lion sarà più affine al Magic Trackpad che al Magic Mouse, quindi è possibile che in un futuro il mouse sia relegato al settore professionale, mentre nel settore domestico si diffonderebbe uno strumento più intuitivo come è appunto il Magic Trackpad.

Archiviazione dei dati.

Lion porterà con se una gestione delle applicazioni simile a quella di iOS, quindi una volta lanciati i programmi non verranno mai chiusi a meno che un’altra App non abbia bisogno di risorse superiori a quelle disponibili in quel momento. Verrà introdotto inoltre un nuovo metodo per la registrazione dei documenti. La gestione degli archivi sarà affidata direttamente all’applicativo, che gestirà i salvataggi in autonomia. Avremo forse l’opportunità di creare delle “categorie” e delle “cartelle”, ma sempre in modo analogo all’iPad. Questo cambiamento, se davvero ci sarà, potrebbe essere considerato troppo restrittivo soprattuto dagli utenti avanzati.

Rigidità vuol dire sicurezza.

Lion dovrebbe essere l’anticamera del sistema operativo che Steve Jobs sogna dai tempi in cui lavorava con Wozniak. Il CEO di Apple ha sempre sostenuto che “un sistema chiuso come iOS è il miglior modo per offrire all’utenza un prodotto sicuro, veloce e di elevati standard qualitativi”. La sua rigidità permette un migliore controllo della casa produttrice e permette di dare una guida a chi sviluppa applicativi di terze parti (sempre sottoposte al controllo di Apple); inoltre il Mac App Store dovrebbe risolvere l’annoso problema della pirateria, attirando in massa gli sviluppatori. Sviluppare App per iOS è oltretutto molto semplice, in quanto il sistema è molto lineare. Tutti questi fattori hanno fatto la fortuna degli iDevice: adesso è arrivato il momento dei Mac. Questa trasformazione dovrà essere (si spera) lenta e indolore. Vien da chiedersi: quando avremo Mac OS XI, avremo bisogno del Jailbreak?







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Andrea Parisi

Andrea Parisi è utente Apple da oltre 5 anni e ama l’integrazione dei dispositivi made in Cupertino. Utilizza giornalmente il suo MacBook Pro e lo sfrutta fino al limite assieme "ad" iPhone e iPad. E' orgoglioso del suo iPod 2G che ancora oggi funziona perfettamente: una delle "magie" della casa della mela "morsicata". Il suo lavoro di “Consulente Informatico per le Aziende” lo porta a tenersi costantemente aggiornato verso tutte le nuove tecnologie a 360 gradi.
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