La procura di Milano ipotizza il reato di frode fiscale per Apple Italia [con lista articoli italiani e stranieri]

apple hq 620x464 La procura di Milano ipotizza il reato di frode fiscale per Apple Italia [con lista articoli italiani e stranieri]

L’attività della filiale italiana di Apple è oggetto di un’indagine da parte della procura di Milano che ipotizza il reato di dichiarazione dei redditi fraudolenta contestato a due manager italiani dell’azienda, in concorso tra loro e con l’aggravante della continuazione nel tempo. Nel 2010 e 2011, secondo quanto ipotizzato, Apple avrebbe sottratto al fisco italiano un miliardo e 60 milioni di euro grazie ad escamotage, già largamente utilizzati da altri colossi dell’hi-tech e di internet.

Sarebbero sotto osservazione dall’Unione Europea le operazioni effettuate da molte multinazionali che, sfruttando i benefici fiscali offerti dall’Irlanda, riescono a risultare come semplici rivenditori nel resto dell’UE. Avevamo già trattato questo tipo di argomento in precedenti articoli, nei quali affiorava come non si tratti di pratiche illegali, sebbene si possano considerare ai limiti.

Apple, più precisamente, avrebbe fatto contabilizzare dalla società di diritto irlandese Apple Sales International i suoi profitti, avvalendosi di una serie di norme nella legislazione irlandese e pagando tasse relativamente basse sui suoi enormi profitti più globali, e quindi anche in Italia.

Il sostituto procuratore, dopo una prima perquisizione nella sede Apple in piazza San Babila a Milano, ha sequestrato un corposo lotto di materiale informatico e telefonico per analizzarlo e comprovare il reato imputato alla società di Cupertino. Il decreto del sequestro è stato però impugnato e sulla sua correttezza dovrà dunque decidere il tribunale del Riesame.

Apple pare porre fiducia nel lavoro della magistratura e pare convinta che tutto si concluderà nel migliore dei modi, almeno stando alle dichiarazioni apparse in rete: «lo stato italiano ha svolto anche in passato indagini su Apple Italia dal 2007 al 2009, confermando la legalità e il rispetto delle regole fissate dall’OECD (Organization for Economic Cooperation and Development)”.

E’ utile ricordare che sulle condizioni di vendita del sito Apple ci sia scritto nero su bianco che “Apple Distribution International è una società di diritto irlandese con sede in Irlanda, con sede a Hollyhill Industrial Estate, Hollyhill, Cork, Irlanda”

I media italiani hanno, come di consueto, già preso d’assalto la notizia, scrivendo fiumi di articoli, anche perchè parlare di Apple nel bene e nel male per qualsiasi testata generalista è garanzia di contatti e vendite. C’è chi ha preso il caso seriamente e ha scritto articoli equilibrati, chi ha preso qualche cantonata, oppure chi ha fatto dei titoloni megagalattici. Di seguito alcuni link ad articoli dei giornali più famosi, a voi farvi un’opinione.

Il Giornale
L’Espresso
Reuters
Il Messaggero
TGCOM
Il Fatto Quotidiano
Wired

Ma anche il resto del mondo sta dando grosso risalto alla notizia, di seguito alcuni articoli in lingua inglese:

New York Times
Chicago Tribune
Reuters
Huffington Post
NASDAQ
9 to 5 Mac
The Guardian
The Verge
Telegraph

* Immagine tratta da businessinsider.com







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Eva Pellizzari

Eva Pellizzari è il lato femminile di Italiamac, appassionata di Social Media Marketing, Tecnologia e ovviamente Apple. Online le piace farsi chiamare Eva Starz. E’ costantemente alla ricerca di novità tecnologiche e prova con curiosità tutti i nuovi servizi digitali che compaiono continuamente sulla rete. Eva segue anche i Social Network di Italiamac, la sua carriera conta la collaborazione come Social Marketing Expertise per l’agenzia MacPremium e player di Buzz e Deep Marketing per l’agenzia RealTime. La nostra Eva Starz, oltre ad essere una blogger da diversi anni, è una esperta di contest e non perde occasione per testare le iniziative che ogni giorno vengono lanciate sul web e sui social network per scoprirne metodologie e funzionamenti, avendo sempre le antenne sintonizzate su tutto quello che le aziende propongono in rete.
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