Quando ho messo le mani su Le avventure della mela, ho capito subito che non era il solito libro per bambini. E non solo perché ho passato metà della serata a leggerlo e l’altra metà a sfogliare mentalmente i miei ricordi. Dentro questo libro c’è qualcosa che riconosci: quella meraviglia che avevi quando hai acceso per la prima volta un Macintosh. Nel mio caso, un IIfx. E quella sensazione, sì, proprio quella, torna tra queste pagine.
Questo volume illustrato, scritto e curato da Gabriele Gobbo (sì, sono di parte, è proprio il Gabriele fondatore di Italiamac, ma la recensione dice quello che penso davvero), è molto più di un semplice libro da colorare o un omaggio nostalgico. È una dichiarazione d’affetto. Verso Apple, certo, ma anche verso il tempo condiviso. Perché la vera forza di questo libro sta nel creare un’occasione per fermarsi, leggere, raccontare e colorare insieme. Con i figli, i nipoti, o con quel bambino interiore che non ha mai smesso di disegnare la mela sui quaderni.

Un ponte tra passato e futuro (con i pastelli in mano)
Le avventure della mela ripercorre le tappe fondamentali della storia Apple, dall’Apple I all’Apple Watch, con un linguaggio semplice e diretto, accompagnato da illustrazioni da colorare o completare. Ogni pagina invita i bambini a scoprire un tassello dell’evoluzione tecnologica, senza mai banalizzare o semplificare troppo. Le date, i prodotti, i dettagli: tutto è accurato, ma filtrato con leggerezza e fantasia.
E poi ci sono le canzoni originali a tema, accessibili tramite QR code. Sono brani pensati per i più piccoli, uno per ogni prodotto iconico. Non sono jingle commerciali, ma filastrocche musicali che funzionano davvero. Mio figlio ha voluto ascoltarle tutte, e più di una volta. Alcune ci sono rimaste in testa per giorni. È uno degli aspetti più riusciti del libro: trasforma la lettura in un momento multisensoriale che resta. Nelle ultime pagine ci sono anche giochi di parole, cruciverba, attività da risolvere. E intanto tu sei lì, seduto accanto a lui, e ti ritrovi a raccontare com’era usare un floppy, cos’era il Newton, come si navigava con Netscape. Altro che tablet. Qui servono matite, curiosità e voglia di raccontare.

Una storia che conosci, ma che ti sorprende lo stesso
Gobbo ha fatto un lavoro pulito e onesto. È scritto e impaginato tutto con attenzione. I disegni sono originali, stilizzati quanto basta per lasciare spazio all’immaginazione. La carta è adatta a matite e pastelli. I riferimenti ai marchi sono dichiarati, e il lettore viene avvisato con chiarezza che non si tratta di un prodotto ufficiale Apple.
Ma la cosa più interessante è che questo libro funziona su più livelli. Può essere letto da un bambino di sei anni, colorato da un fratellino di quattro, ma anche sfogliato da un adulto che ha avuto un PowerBook, un iMac G3 o un iPod Classic. È uno strumento di dialogo tra generazioni, un pretesto per raccontarsi, per spiegare a chi non c’era com’era il mondo prima del touch.

Vale la pena?
Sì. Le avventure della mela è il classico libro che lasci sul tavolo e dopo un po’ qualcuno lo apre, chiede, si ferma. È pensato per i più piccoli, ma finisce per parlare anche a noi grandi. Non è solo un regalo educativo: è un’occasione per stare insieme, riscoprire ricordi e trasformarli in storie da condividere. Non serve avere figli per apprezzarlo. Basta aver avuto un Macintosh. O anche solo ricordare quel suono all’avvio. E magari avere ancora, da qualche parte, un mouse tondo chiuso in un cassetto.
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