Opinioni: Richard Stallman perde l’occasione di stare zitto.



Mentre tutto il Mondo pronuncia parole di commiato al grande uomo, innovatore e visionario come Steve Jobs; il leader della Free Software Foundation, Richard Stallman, commenta la morte del fondatore della Apple in modo poco rispettoso.

Richard Stallman scrive sul suo sito [link] così: Steve Jobs, the pioneer of the computer as a jail made cool, designed to sever fools from their freedom, has died. As Chicago Mayor Harold Washington said of the corrupt former Mayor Daley, “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” Nobody deserves to have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign influence on people’s computing. Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective.

Traducendo il testo e prendendone il succo: Nessuno merita di morire – né Jobs, né Mr. Bill, nemmeno persone colpevoli di mali più grandi di quelli perpetrati da loro. Ma tutti noi meritiamo la fine dell’influenza maligna di Jobs sul mondo dell’informatica.

Il leader di un’organizzazione mondiale come la Free Software Foundation, dovrebbe pesare le parole che pronuncia e dovrebbe anche dire “grazie” a l’uomo che, tutto sommato, ha reinventato il computer definendolo un elettrodomestico, un digital hub. Senza Apple 1 o il Macintosh, Stallman non avrebbe mai fondato la Free Software Foundation, in quanto il software sarebbe stato prodotto e architettato dalle grandi aziende del settore per i “professionisti” che vedono il computer come strumento di lavoro. Jobs e Woz, in quel garage hanno ridisegnato il concetto di Personal Computer e, per questo motivo, esiste la Free Software Foundation.

Ringrazio oneopensource.it da dove prendo spunto per l’articolo [link].

Nota: le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e potrebbero non rispecchiare quelle di Italiamac.

Commenti

commenti




Sponsor:


A proposito di Andrea Parisi

Andrea Parisi è utente Apple da oltre 5 anni e ama l’integrazione dei dispositivi made in Cupertino. Utilizza giornalmente il suo MacBook Pro e lo sfrutta fino al limite assieme "ad" iPhone e iPad.E' orgoglioso del suo iPod 2G che ancora oggi funziona perfettamente: una delle "magie" della casa della mela "morsicata".Il suo lavoro di “Consulente Informatico per le Aziende” lo porta a tenersi costantemente aggiornato verso tutte le nuove tecnologie a 360 gradi.