Apple rifiuta l’applicazione Readability nel suo App Store

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Gli autori del popolare software Readability hanno pubblicato quest’oggi sul loro blog una lettera aperta in si cui parla del rifiuto di Apple di inserire l’applicazione (sviluppata in collaborazione con il creatore di Instapaper Marco Arment) nell’App Store. Readability offre abbonamenti al costo di 5$ al mese: il rifiuto di Apple si basa sulla mancanza del supporto per l’in-app purchase, che adesso è richiesto obbligatoriamente a tutte le applicazioni con formula di abbonamento, anche (e soprattutto) perché Apple trattiene il 30% sulle quote degli abbonati.

Naturalmente siamo delusi da questa decisione, e sorpresi dal linguaggio, molto ampio, utilizzato. Parlando di “funzionalità o servizi”, è chiaro che si intende controllare ogni applicazione ad abbonamento, non solo quelle che offrono contenuti. Il modello di Readability è unico, in quanto il 70% dei guadagni va direttamente agli scrittori e agli editori. Se implementassimo l’in-app purchase, il 30% dei tagli minerebbe in modo inevitabile una delle caratteristiche chiave di Readability.

La contestazione nasce dal fatto che il servizio, in effetti, non offre abbonamenti sui contenuti, bensì utilizza gli abbonamenti stessi al fine di supportare scrittori e autori il cui lavoro è già disponibile su internet (gratuitamente). L’accusa mossa da Readability ad Apple è, in modo anche piuttosto esplicito, di avarizia: il blog sostiene che, certo, Apple ha tutto il diritto di fare le sue leggi nel sistema che essa ha creato e che essa ha il diritto di gestire secondo le sue regole; ma anche che questo tipo di imposizione rischia di scoraggiare tanti piccoli creatori di applicazioni che investono su iOS.

Fonte: macrumors







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Elisa Furio

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