Polizia clona impronta per sbloccare iPhone

Piuttosto che correre da Apple per far sbloccare un iPhone coinvolto in un caso di omicidio, la polizia ha optato per stampare in 3D l’impronta della vittima per bypassare il Touch ID. Questa è l’ultima trovata degli agenti di polizia del Michigan che, con l’aiuto del professor Anil Jain hanno ricreato l’impronta della vittima di omicidio per accedere al suo iPhone bloccato che avrebbe potuto contenere dati importanti per la risoluzione del caso.

 

Molti dei modelli stampati in 3D non conducono abbastanza il calore di conseguenza il sensore Touch ID non si attiva. Per ovviare al problema il professore ha effettuato diversi test sull’impronta per diverse settimane prima di dare il prodotto finito alle forze dell’ordine.

Tutti questi giri di laboratorio e nuove invenzioni per lo sblocco di iPhone senza passare da Apple sono venute fuori dopo il caso di San Bernardino, quando l’azienda di Cupertino rifiutò di aiutare l’FBI a sbloccare il dispositivo.

Se il modello del Dr. Jain funzionasse, potrebbe essere la prima impronta 3D utilizzata per sbloccare lo smartphone di una persona deceduta, dando alla polizia un nuovo metodo per bypassare i sistemi di sicurezza imposti da Apple.







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Pietro Messineo

Studente in Informatica presso l'Università di Palermo è sempre stato, fin da piccolo, appassionato al mondo tecnologico e soprattutto alla programmazione. Amante dei prodotti Apple, li conosce da cima a fondo, partendo dal software per finire all'hardware.
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