Fleksy, la tastiera alternativa per iOS allarga i propri orizzonti

Fleksy 620x503 Fleksy, la tastiera alternativa per iOS allarga i propri orizzonti

Ammettiamolo, uno degli aspetti la cui mancanza si fa sentire su un iPhone “vanilla”, senza jailbreak, è la possibilità di modificare il sistema a proprio piacimento, di cambiarlo secondo le nostre esigenze; caratteristica data invece per scontata da coloro che Cydia (lo store alternativo per iOS) se lo sono tenuto stretto, ed in generale da tutti gli utenti Android più avvezzi a personalizzare i propri terminali.

Fleksy, un’applicazione nata per aiutare persone con difficoltà di scrittura, oggi porta un po’ di speranza nel recinto altrimenti serrato di iOS 7; curioso che siano proprio le nuove API a permettere agli sviluppatori di utilizzare una tastiera diversa da quella di sistema. L’unico problema? Non è possibile sorpassare le impostazioni di default, per usare Fleksy è necessario che l’app con cui vogliamo lavorare sia stata scritta con il supporto a questa funzione in mente.

È possibile inviare messaggi, email e aggiungere contatti direttamente dal menù dell’applicazione, ma bisogna riconoscere che questa soluzione è tutt’altro che ottimale.

Le carte in regola per diventare un’alternativa alla tastiera Apple questo piccolo software le ha tutte; il design è minimalista e piacevole ed è possibile scegliere fra la versione bianca e nera, la scrittura è semplice e supporta le gesture per cancellare parole o scegliere fra quelle suggerite dal dizionario, il suo successo sarà probabilmente determinato da quante killer-app (come facebook, twitter, instagram…) ne permetteranno l’utilizzo.

Intanto perché non la provate? In fondo Fleksy è gratuita e l’unico modo per invogliare più sviluppatori (ed Apple stessa) a lasciarci un po’ più di libertà di scelta è proprio mostrare interesse in queste applicazioni.







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Francesco Barbieri

Francesco Barbieri, fiorentino, si appassiona fin da bambino ai computer, che si diverte a smontare e osservare (e all’inizio distruggere); col tempo impara a conoscerli, ripararli e modificarli, approdando inevitabilmente al Mac.

È appassionato di elettronica di consumo, videogiochi e social networking, mantiene un canale YouTube dove discute dei suoi progetti (e inevitabili disastri).

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