Recensione: Jot Touch 4

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Adonit ha presentato la prima Jot Touch al CES nel 2012, il pennino, che rappresentava la prima soluzione semi-professionale applicata ad uno schermo capacitivo, poteva essere collegato ad un iPad tramite bluetooth e disponeva di 256 livelli di pressione. L’idea era affascinante, ma un lancio iniziale lento e una precisione non certo soddisfacente in un’era in cui anche le più semplici tavolette grafiche raggiungono 512 livelli di pressione, combinata ad un supporto di terze parti abbastanza magro, avevano negato a Jot Touch l’attenzione che meritava.

Adesso la nuova Jot Touch 4 promette di cambiare tutto, ma è all’altezza?

L10trading ci ha inviato un pennino da recensire, potete acquistare Jot Touch qui e seguire L10trading alla loro pagina facebook.

Nella scatola troviamo il pennino con il suo cappuccio, la base di ricarica USB e una punta di ricambio; la qualità costruttiva nel complesso è ottima, l’elettronica è completamente protetta da un solido guscio in alluminio e l’unica cosa che mi ha lasciato incuriosito è il dischetto di plastica che ricopre la punta d’acciaio, una scelta apparentemente strana, ma geniale: la plastica scorre facilmente sul touch screen e impedisce alla Jot Touch di graffiare il vetro, con il vantaggio rispetto alle più tradizionali punte in gomma di essere molto più precisa (in termini di tracking, l’accuratezza ha ben poco da invidiare a una tavoletta grafica tradizionale e difficilmente noterete la differenza); purtroppo dischetti si staccano facilmente e questo potrebbe essere un problema, per fortuna i ricambi possono essere comprati insieme alla punta e il cappuccio incluso aiuta a non perderli.

Short Cuts 2151 Recensione: Jot Touch 4

Jot Touch si ricarica tramite USB una volta avvitata sull’apposito accessorio da qualunque Mac o PC e perfino con il blocco di alimentazione di iPhone o iPad; al primo utilizzo deve essere abbinata al tablet tramite bluetooth, un’operazione che richiede giusto pochi secondi. Qui troviamo i primi due difetti: il metodo di ricarica potrebbe certamente essere migliorato, avvitare la penna sul connettore USB è poco pratico e visto che Jot Touch si trova così ad un angolo di 90° rispetto alla porta, risulterà decisamente scomoda se collegata ad un MacBook o completamente impossibile da inserire nell’USB di un Mac o PC fisso, inoltre la penna mette a rischio la propria base di ricarica e la stessa porta a cui è collegata (immaginate cosa potrebbe succedere nel caso la colpiste accidentalmente mentre è collegata a un MacBook Pro con retina display, nel migliore dei casi distruggereste la base di ricarica, nel peggiore, la scheda madre del computer), una semplice miglioria sarebbe stata utilizzare un connettore magnetico simil-MagSafe, molto più sicuro e facile da usare; l’unica soluzione che ho trovato è collegare la penna al portatile usando una prolunga USB. Il secondo problema è la versione 4.0 del protocollo bluetooth: è stata scelta per garantire minore consumo della batteria, ma di fatto taglia fuori iPad 1 e 2 (solo iPad retina/mini e superiori hanno questa antenna), probabilmente non si tratta di un problema grave per la maggior parte degli utenti, ma è giusto farlo presente.

Stay Juiced copy Recensione: Jot Touch 4

Il sensore di pressione è decisamente quello che avvicina Jot Touch a una tradizionale tavoletta grafica, al contrario della maggior parte delle penne per tablet che usano una punta in gomma, lasciando che sia il touch screen a determinare la pressione esercitata dall’utente a partire dall’area di contatto; da questo punto di vista  i 2048 punti di pressione offerte da Jot Touch sono impressionanti, al pari con le più blasonate Wacom Intuos Pro e Cintiq e permettono comunque di formare ottime linee e dettagli e questo ci porta al punto centrale di questa recensione: a chi è indirizzato questo prodotto? Decisamente non ai professionisti del foto-ritocco, che preferiranno comunque una superficie di disegno più grande di quella offerta dallo schermo di un iPad e necessitano di software specializzato, è invece chi vuole prendere appunti a mano libera o disegnare che dovrebbe seriamente considerare la Jot Touch, per 89,95€ + 8,99€ per Photoshop Touch potete effettivamente trasformare qualunque iPad Retina, Air o Mini in una Cintiq a basso costo, con il vantaggio della maggiore portabilità e durata della batteria, non aspettatevi però la stessa flessibilità di un computer x86-64 in termini di software, un Mac Intel o un PC Intel/AMD hanno a disposizione le suite CC e CS6 di Adobe che sono semplicemente inesistenti su iOS (per quanto mi auguro la situazione possa cambiare in un prossimo futuro, ora che i processori ARM sono sempre più vicini in termini di potenza ai loro cugini x86).

Touch Precision211 Recensione: Jot Touch 4

Durante i test non ho notato nessuna perdita di segnale fra la penna e il tablet, complice anche la minima distanza a cui è necessario usare lo strumento ed essendo già abituato ad una Wacom Intuos non ho avuto alcun problema ad adattarmi al tipo di esperienza offerto da questo prodotto (se non avete mai usato una penna con sensore di pressione, all’inizio dovrete spendere del tempo per imparare a gestire accuratamente la forza che imprimete alla punta, ma i risultati che otterrete in seguito sono ottimi e ne vale la pena, lo stesso discorso vale per qualunque tavoletta grafica).

Altre due funzioni utilissime sono la così detta “Palm Rejection”, che permette all’utente di appoggiare la mano sul tablet mentre disegna senza confondere lo schermo e i pulsanti con shortcut programmabili, ogni sviluppatore può scegliere a cosa assegnarli nella propria App e possono servire per passare alla funzione “gomma” con un click, o cambiare colore.

 

Cosa mi è piaciuto:

  • Jot Touch offre tracking e sensibilità alla pressione eccezionali, al pari di una tavoletta grafica USB
  • La durata della batteria è lunga, davvero lunga, in generale non è mai necessario ricaricarla prima di un mese di uso moderato o di una settimana di utilizzo intenso
  • PALM REJECTION!!! Seriamente, era ora che qualcuno ci pensasse, altri tablet la hanno da tempo.
  • Dischi in plastica sulla punta per non graffiare lo schermo
  • Prezzo competitivo con le tavolette grafiche entry-level

Cosa potrebbe essere migliorato:

  • Purtroppo la connessione Bluetooth non è compatibile con i vecchi modelli di iPad (1 e 2)
  • La batteria deve essere ricaricata usando una base non proprio comoda
  • I dischetti di plastica sulla punta sono facili da perdere
  • Assenza di software adatto per iPad all’infuori di Photoshop Touch e poche altre applicazioni, di cui trovate una lista qui.






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Francesco Barbieri

Francesco Barbieri, fiorentino, si appassiona fin da bambino ai computer, che si diverte a smontare e osservare (e all’inizio distruggere); col tempo impara a conoscerli, ripararli e modificarli, approdando inevitabilmente al Mac. È appassionato di elettronica di consumo, videogiochi e social networking, mantiene un canale YouTube dove discute dei suoi progetti (e inevitabili disastri).
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