Giudice ordina ad Apple di recuperare i dati dall’iPhone del killer di San Bernardino

Lunedì un giudice federale ha ordinato a Apple di aiutare gli investigatori ad accedere ai dati criptati dell’iPhone utilizzato da uno dei killer della strage a San Bernardino. La sentenza dice che Cupertino deve fornire “assistenza tecnica” all’FBI per recuperare i dati dal dispositivo.

Nello specifico, il dispositivo è un iPhone 5c appartenente a Syed Farook, il quale con la moglie Tashfeen Malik ha ucciso 14 persone a San Bernardino, California, l’anno scorso. Il telefono è bloccato tramite codice ed i pubblici ministeri affermano che i dati trovati sul suo account iCloud suggerirebbero che ci siano altri dati schiaccianti all’interno del dispositivo.

I procuratori hanno sostenuto nella loro deposizione che Farook potrebbe aver disabilitato iCloud per nascondere le prove. Anche se gli investigatori avessero accesso a diverse versioni precedenti dei backup di iCloud di Farook, la versione più recente al quale loro potrebbero accedere è di circa un mese prima alla sparatoria.

Chiaramente l’azienda di Cupertino si è fatta subito sentire e Tim Cook ha rilasciato una lettera pubblica sul suo sito internet come risposta alla richiesta di sblocco dei procuratori.
Apple afferma di essere d’accordo con il caso di San Bernardino e che offrirà tutto il supporto del caso, ma l’FBI pare si sia allargata un po’ troppo chiedendo ad Apple di creare “qualcosa di troppo pericoloso. Ci hanno chiesto di sviluppare una backdoor per iPhone.”

But now the U.S. government has asked us for something we simply do not have, and something we consider too dangerous to create. They have asked us to build a backdoor to the iPhone.

Stando a quanto si legge dalla lettera pubblicata da Cook, il governo vuole da Apple uno speciale OS per questi casi. Apple ha detto che non c’è alcuna garanzia che questo codice venga utilizzato per altri scopi e che potrebbe minacciare la privacy degli utenti in futuri casi legali.

La lettera si conclude con Cook che afferma che le esigenze dell’FBI compromettono la libertà, libertà che “il governo ha lo scopo di proteggere”.

Negli ultimi anni, Apple ha dato alla privacy degli utenti la massima priorità chissà cosa succederà nei prossimi anni.

Immagini tratte da CultOfMac







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Pietro Messineo

Studente in Informatica presso l'Università di Palermo è sempre stato, fin da piccolo, appassionato al mondo tecnologico e soprattutto alla programmazione. Amante dei prodotti Apple, li conosce da cima a fondo, partendo dal software per finire all'hardware.
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